FEDE IN DIO O NELL’OROSCOPO?

Scritto il 29 Giugno 2009.
di Patrizia Stella In questi giorni di fine e inizio anno, appaiono normalmente su molte riviste e giornali articoli di previsioni varie per il futuro affidate al cosmo e interpretate dai cosiddetti “astrologi o astrofili”, previsioni per altro assai generiche e scontate come di solito avviene per coloro che, soprattutto all’inizio dell’anno, si elevano a profeti del futuro pretendendo di leggere l’universo.Un conto, infatti, sono le previsioni del tempo per un breve periodo (spesso sballate anche quelle), ben altra è la pretesa di leggere gli eventi futuri che sono sempre un connubio fra la volontà di Dio e la nostra personale risposta di creature libere, di giorno in giorno, di momento in momento, pertanto impossibili da preventivare e incasellare in risposte statiche e preconfezionate.Certo, al giorno d’oggi in cui manca la fede in Dio Padre e in Gesù Cristo, vero Figlio di Dio venuto sulla terra per condividere con gli uomini gioia, dolore, fatica, povertà, rifiuto e perfino la morte, conferendo un significato profondo a tutte le vicende del nostro vivere, la vita stessa diventa una fatica insostenibile che molti credono di poter alleviare ricorrendo, a suon di quattrini, a maghi, astrologi o quant’altro, entrando così in un vortice sempre più intricato dal quale è difficile uscire.  La vera scienza cosmologica in sé sarebbe neutra, anzi arricchirebbe le nostre conoscenze scientifiche, se molti che si spacciano per “astrologi” e che nulla hanno da spartire con i veri scienziati, non la strumentalizzassero per altri fini, che di solito conducono verso le pratiche magico-esoteriche che sono l’esatto contrario della fede in Dio. Questa infatti presuppone la preghiera umile e fiduciosa nell’intervento del Signore che non si rende schiavo del nostro volere concedendoci tutto e subito, ma che ci fa vivere la fede e la speranza in Lui concedendoci comunque le grazie al momento opportuno per il nostro bene.   La magia e l’esoterismo invece, soprattutto cosmico, non è altro che la pretesa di volersi accaparrare il potere di qualche vaga divinità che si crede presente nelle forze dell’universo attraverso rituali più o meno tribali. Questo raggiunge le sue punte negative massime quando, attraverso queste pratiche già di per sé negative, si vuole oltretutto far del male al prossimo, per desiderio di vendetta o per odio, invidia o gelosia, tutti peccati assai gravi al cospetto di Dio che spesso chiamano in causa il diavolo dal quale poi è assai difficile liberarsi.Papa Benedetto lo ha ben sottolineato nell’ultima Enciclica sulla Speranza: “Non sono gli elementi del cosmo, le leggi della materia che governano il mondo e l’uomo, ma un Dio personale governa le stelle, cioè l’universo; non le leggi della materia e dell’evoluzione sono l’ultima istanza, ma ragione, volontà amore – una Persona. E se conosciamo questa Persona e Lei conosce noi, allora veramente l’inesorabile potere degli elementi materiali non è più l’ultima istanza; allora non siamo schiavi dell’universo e delle sue leggi, allora siamo liberi.” (Spe salvi n. 5).La consapevolezza di poter ricorrere a un Dio-Persona che intrattiene con l’uomo non solo un freddo rapporto di conoscenza come fosse uno dei tanti elementi cosmici, ma che ama ciascuno di noi chiedendo amore e interessandosi delle nostre vicende personali come un padre amoroso si interessa del figlio, è un fatto esclusivo del Cristianesimo, davvero sconvolgente, che solo la grandezza e la potenza di Dio incarnatosi in Gesù ha potuto offrire per la salvezza di tutta l’umanità, come ribadisce bene San Paolo: “In nessun altro c’è salvezza; non vi è infatti altro nome dato agli uomini sotto il cielo (Gesù) nel quale è stabilito che possiamo essere salvati” (Atti, 4,12).

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