La vittoria di Maria

Venerabile Maria D’Agreda Nacque nel 1902. A soli 25 anni fu fatta Badessa del Monastero, e nel 1635 le fu rivelata la vita della Madonna. Ricevette straordinari favori Divini e visioni di Gesù e di Maria Santissima.  925. Nuovi tentativi del demonio.Rabbia di Lucifero nel vedersi vinto da un’umile donna, mentre tanti uomini forti erano stati da lui sconfitti.Dio gli fa conoscere che Maria è Madre, ma non gli svela che quel Figlio è il Messia. Lui però dalla santità della Madre presume che sarà un grande santo e concentra il suo furore contro di Lui, come è detto nell’Apocalisse (n° 105).La sua rabbia si accresce sentendosi senza forza e come legato alla presenza di quel Bambino e perciò conta di farlo, morire. Cerca quindi di spaventare la Madre prendendo orribili forme (come nelle tentazioni a S. Antonio e di tanti altri Santi), ma non riesce ad avvicinarsi a Lei, perciò, per rabbia, emette ruggiti tali da sbigottire il mondo intero, lanciando fuoco e fumo dalla bocca. Maria resta tranquilla come davanti ad un moscerino.926. Maria debellatrice di tutte le eresie.Allora Lucifero vomitò tutti gli errori che aveva fabbricati contro Dio e le verità da Lui rivelate, alla presenza della Madre della verità e della purità, errori che sarebbe sconveniente e pericoloso riferire.Maria SS. Contraddisse e detestò tutti questi errori con un’invitta fede, protestando le verità contrarie e pregando che Lucifero fosse impedito di spargere così velenose dottrine e che non avessero a prevalere quelle che già aveva sparse.Dio in premio le concesse che fossero diminuite le eresie nel mondo e fossero sempre debellate quelle che sarebbero sorte, a patto che gli uomini ricorressero a Lei, come prova la storia della Chiesa.Maria caccia i demoni all’inferno e resta assorta nelle divine lodi. 927. Altra persecuzione per mezzo delle creature.Quando Dio glielo permise, Lucifero tornò all’assalto servendosi delle vicine di casa da lui ingannate nel modo detto sopra (n° 697). Maria ascoltò con umiltà tutte le loro villanie (Dio però non premise che intaccassero gravemente il suo onore) e senza scolparsi chiese loro perdono ed esse se ne andarono in pace e il demonio fuggì sconfitto ancora una volta da tanta umiltà.928. Tentazione di S. Giuseppe.Il Santo, che già aveva cominciato ad impensierirsi della gravidanza di Maria, fu alquanto contristato di questo fatto, sicché il demonio, che nella sua infernale astuzia si serve di tutto a danno delle anime, ignorando il motivo principale della pena del Santo, e credendo avesse avuto qualche attrito con la sua sposa o fosse triste per la sua povertà, cercò di indurlo ad impazientirsi delle sue condizioni finanziarie e gli insinuò che una delle cause era Maria, che perdeva troppo tempo nella preghiera.Maria conosce tutto; la sua prudenza le impedisce di parlare, ma ottiene che lo sposo sia liberato dalle istigazioni del demonio.Conclusasi, così, trionfalmente questa seconda e universale battaglia contro tutto l’Inferno, gli angeli si manifestarono a Lei corporalmente e Le rivolsero il cantico di Giuditta, che era figura di Maria: Tota pulchra ecc. (Judit LXV, 10 Uff. d. Imm.).

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