Che cosa è la devozione alla Madonna ?

 ESSERE FIGLI Dl MARIA! Una volta mi capitò di ascoltare questo velocissimo dialogo fra una ragazzina e il suo Parroco, un anziano Sacerdote:- Che cos’è la devozione alla Madonna? – chiese con semplicità la ragazzina. – È la donazione di sé alla Madonna – rispose quasi di scatto il Sacerdote. Bellissimo! Domanda e risposta. La rapidità e la completezza di quel dialogo mi colpirono. Con semplicità si era detto l’essenziale. Forse non si poteva dire meglio in pochissime parole.S. Tommaso d’Aquino, infatti, ci insegna che la vera devozione consiste nella “donazione pronta e completa di tutto se stesso”. La parola devozione significa quindi donazione, o meglio “donarsi”. Non un donarsi qualsiasi, naturalmente, ma un donarsi con amore, con generosità, con trasporto.La mia devozione alla Madonna, quindi, deve consistere nella donazione amorosa di me stesso alla Madonna; ossia, faccio dono di me alla Madonna. E se di un dono si può fare quel che si vuole, la Madonna può fare di me, suo dono, quello che vuole, e io non posso fare altro se non quello che vuole Lei, quello che piace a Lei, quello che opera Lei. Tanto più sono devoto della Madonna, quanto più mi abbandono a Lei, mi conformo a Lei, vivendo in tutto e per tutto governato da Lei.La devozione mariana così intesa, nel suo senso più pieno e più perfetto, comporta la consacrazione di sé alla Madonna, ossia l’espressa offerta a Maria di tutto il proprio essere, di tutto ciò che si è e di tutto ciò che si ha (anima, corpo, sensi; beni esterni, beni interni, beni presenti, beni futuri; la vita, la morte, l’eternità…).In tal modo, con la consacrazione si realizza la pienezza della devozione alla Madonna, perché si è effettivamente donati in tutto e per tutto alla Madonna, si appartiene a Lei incondizionatamente, e si vuol vivere senza riserva come suoi figli o “schiavi d’amore” (S. Luigi Grignion di Montfort) o, ancor più, come “proprietà, strumenti, cose fra le sue mani” (S. Massimiliano M. Kolbe) o, ancor più, come “vittime di olocausto” del suo amore materno e misericordioso per l’avvento del Regno di Dio in tutte le anime.In queste pagine, noi parliamo della devozione alla Madonna che va dal minimo al massimo grado di perfezione. Adoperiamo soltanto il termine devozione, riferendolo volta a volta sia alla devozione mariana iniziale, sia a quella più matura e perfetta (la consacrazione). L’essenziale è che tutti possiamo cominciare ad avere o continuare a coltivare ancora meglio questo celeste giardino della devozione alla Madonna, che è stato il giardino di tutti i Santi. come ha fatto GesùL’esempio supremo di devozione alla Madonna noi lo riceviamo nientemeno che da Dio stesso. Infatti, Dio fu Colui che per primo si donò a Maria, e si donò a Lei in modo così perfetto, da farsi suo Figlio! In questo senso Gesù fu il primo e sommo devoto di Maria Santissima. – Ma senti un po’… To’, non ci avevo mai pensato!… Ma è proprio vero!… – così esclamò un tale, stupito all’udire questa riflessione.Sì, è proprio così. Dio ci ha dato l’esempio supremo di infinito valore e di infinita bellezza. Se riflettiamo che niente può essere così proprio di una creatura come il proprio figlio, possiamo comprendere quale sia stata la devozione di Gesù verso Maria, e quale debba essere la nostra.Noi dobbiamo essere “imitatori di Dio”, ci dice S. Paolo (Ef 5,1), e dobbiamo diventare “conformi a Gesù” (Rm 8,29). Anche S. Massimiliano M. Kolbe, questo folle innamorato dell’Immacolata, ha scritto ai nostri tempi che “l’imitazione di Gesù è tutta la nostra santità”.Orbene, se Dio si è donato a Maria fino a diventare ed essere suo Figlio, anche noi dobbiamo donarci a Maria fino a diventare ed essere suoi figli. Anche noi figli di Maria, come Gesù nostro divino Esemplare. Noi figli per grazia, Gesù figlio per natura.C’è una graziosa poesia in cui S. Teresina descrive l’impressione felice che provava pensando a questa dolce realtà: Gesù e Teresa sono figli della stessa Madre… Questa è la nostra felice condizione, il nostro felice dovere: imitare Gesù nel suo essere figlio di Maria.E ciò è necessario, perché diversamente la conformità a Gesù sarebbe priva di “un elemento fondamenta-le”, come afferma papa Pio XII. Non si può somigliare a Gesù se non si ama la sua Madre o se ci si mostra freddi e indifferenti verso di Lei. È inammissibile.    Basterebbe questa riflessione per capire come la devozione alla Madonna sia senz’altro necessaria alla nostra santificazione, ossia alla nostra piena conformità a Gesù.Se poi si aggiunge che la Madonna è per noi la strada del Salvatore, ossia della salvezza, dobbiamo persuaderci che Ella è necessaria anche alla nostra salvezza eterna. Così hanno insegnato i grandi Santi e Dottori della Chiesa, da S. Efrem a S. Cirillo Alessandrino, a S. Giovanni Damasceno, a S. Bernardo, e via via fino a S. Alfonso de’ Liguori e a S. Massimiliano M. Kolbe. Difatti, la dottrina comune della Chiesa Cattolica considera la devozione alla Madonna moralmente necessaria al cristiano, sia perché la Madre per i figli occupa un posto vitale, sia perché la conformità a Gesù, Figlio di Dio e di Maria, non si può realizzare senza la nostra figliolanza tenera e devota verso la comune Mamma di tutto il Corpo Mistico. Più si è figli di Maria, più si è fratelli di Gesù. E viceversa. amore filialeEssere anche noi figli di Maria, quindi. Comportarsi da figli di Maria. Vivere e amare la Madonna da figli. Non è possibile un donarsi a Maria più bello, più profondo e più amoroso di questo. La vera devozione alla Madonna, a differenza della devozione verso qualsiasi santo, è devozione di figli veri e propri verso la Mamma divina. È amore filiale. E possiamo dire che tutta la devozione mariana dei santi si esprime particolarmente in amore filiale intensissimo verso la “cara Mammina” (S. Massimiliano M. Kolbe), la “Mamma buona” (S. Margherita M. Alacoque), la “Mamma cara” (S. Veronica Giuliani), la “Mamma bella” (S. Bertilla), la “cara Madre” (S. Alfonso de’ Liguori), la “mia Mamma” (S. Paolo della Croce, S. Gemma e tanti altri).Ma chi potrà dire tutte le effusioni tenerissime dell’amore filiale dei Santi verso la Celeste Mamma? Il solo nome di Maria faceva “trasalire il cuore” a S. Teresina, faceva volare in estasi S. Giuseppe da Copertino, faceva piangere di tenerezza il Ven.le P. Pio da Pietrelcina. Quanti affettuosissimi baci non davano alle immagini di Maria un S. Vincenzo Pallotti, una S. Bernardetta, un S. Gabriele dell’Addolorata? Il B. Stefano Bellesini logorò molte immagini di Maria Santissima con i suoi ardentissimi baci! S. Luigi di Montfort e S. Giuseppe B. Cottolengo vollero essere seppelliti sotto l’altare di Maria. Il S. Curato d’Ars arrivò a dire: “Per dare qualcosa alla Madonna, se potessi vendermi, mi venderei volentieri”. S. Massimiliano M. Kolbe provava dentro di sé un amore così veemente da definirsi “folle dell’Immacolata”.Forse per tutti i Santi potrebbe valere il grande grido di S. Bonaventura: “Dirti che mi sei Madre è poco: o Maria, tu sei tutto il mio amore!”. Ma ricordiamo anche S. Alfonso de’ Liguori con le sue affettuosissime Visite a Maria Santissima che hanno nutrito l’amore di generazioni di devoti e che contengono il fior fiore delle tenerezze di tanti Santi verso la dolcissima Mamma. A leggere quelle Visite dovremmo restare commossi e pensosi per la nostra durezza di cuore.La prima cosa che dobbiamo chiedere alla Madonna è proprio questa: l’amore filiale. E dobbiamo chiedere con insistenza, con tenacia umile e affettuosa. In questo dovremmo imitare S. Felice da Cantalice, il quale era così preoccupato di essere un buon figlio di Maria, che per 40 anni, passando dinanzi a un’edicola della Madonna, la pregava sempre così: “O augusta Madre di Dio, desidero amarvi come un buon figliolo…”. Amore contro peccatoÈ evidente che non si può amare una persona offendendola. Tanto più se questa persona è la Celeste Mamma! Ai suoi figli devoti la Madonna può dire con le stesse parole di Gesù: “Rimanete nel mio amore… Voi siete miei devoti se farete ciò che io vi comando” (Gv 15,10.14). E che cosa ci comanda la Madonna? Alle nozze di Cana Ella disse ai domestici: “Fate tutto quello che Gesù vi dirà” (Gv 2,5). Essere fedele a Gesù, compiere in ogni cosa la sua volontà. Questo ci chiede la Madonna. Il peccato, invece, è esattamente il contrario; è sempre ribellione alimentata dall’egoismo e dall’orgoglio. Ma Gesù ha detto: “Chi non è con me è contro di me” (Mt 12,30). Con il peccato diventiamo avversari di Gesù. E allora, come è possibile amare la Madonna se si è avversari di Gesù? È assurdo.S. Pio X ci avverte: “Ognuno deve essere persuaso che, se la devozione che professa alla Beata Vergine non lo trattiene dal peccare o non gli ispira propositi di emendare i suoi costumi, è una devozione artificiosa e falsa, essendo priva del suo naturale frutto”. “Chi è vero devoto di Maria?” – chiedeva S. Leonardo da Porto Maurizio; e rispondeva egli stesso: “Chi è nemico del peccato”.In una bella predica al popolo, ecco come S. Giuseppe Cafasso spiegava questo punto: “Più di tutto vi raccomando di non disgustare la Madonna; e vi è una cosa sola che la disgusta: il peccato; un bravo figlio, una brava figlia, se sa che qualcosa fa dispiacere a sua madre non la fa e comincia a dire: so che questo mia madre non lo vede di buon occhio, so che la offende, o che le fa dispiacere, so che la disgusta; dunque, non voglio farlo, non voglio sia detto che abbia ad avere questo dispiacere da me… Così vorrei, mia cara gente, che facessimo noi allorquando ci troveremo in pericolo di commettere un peccato, di far qualcosa che non vada bene, diciamo tra noi: ma questo so che fa dispiacere alla Madonna, so che Maria SS.ma non vede di buon occhio questa cosa, so che la disgusta, che l’offende; dunque non la voglio fare, e non la farei per tutto l’oro del mondo, no, Maria; non voglio farvi questo torto non voglio che abbiate da me questo disgusto”.

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