DIO, L’AMORE MISERICORDIOSO Domenica 9 giugno 1895, festa della SS. Trinità, Teresa penetra più intimamente nel mistero di Dio: sperimenta in modo luminoso che Dio è Misericordia e che lei è oggetto privilegiato di questa infinita Misericordia. Come potrà manifestare la sua illimitata riconoscenza? Consapevole della sua debolezza e della inadeguatezza di qualsiasi dono, Teresa sceglie di offrirsi, come vittima, all’Amore Misericordioso.Sarà questo Amore ad animare tutto il suo cammino spirituale. Teresa quel giorno scrive il suo atto di Offerta all’Amore Misericordioso del buon Dio, che è riportato nella sezione delle preghiere nelle Opere Complete, e la cui meditazione consente di partecipare, in qualche modo, alla profonda e rivoluzionaria esperienza interiore della carmelitana di Lisieux.Da quando mi è stato dato di capire così l’amore del Cuore di Gesù, riconosco che quest’amore ha scacciato dal mio cuore ogni timore. Il ricordo dei miei errori mi umilia, mi induce a non appoggiarmi mai sulla mia forza che non è che debolezza, ma ancor più questo ricordo mi parla di misericordia e d’amore. Quando con confidenza tutta filiale si gettano i propri errori nel braciere divorante dell’Amore, come potrebbero non essere consumati definitivamente?È perché Dio è giusto che «Egli è compassionevole e pieno di dolcezza, lento nel punire e ricco di misericordia. Infatti conosce la nostra fragilità e si ricorda che non siamo che polvere. Come un padre ha tenerezza per i suoi figli, così il Signore ha compassione di noi». Ascoltando queste belle e consolanti parole del Re-Profeta, come dubitare che il buon Dio possa non aprire le porte del Regno ai suoi figli che l’hanno amato fino a sacrificare tutto per Lui?Credo che Gesù possa proprio farmi la grazia di non offenderlo più, oppure di commettere solo degli errori che non l’offendono, ma soltanto umiliano e rendono l’amore più forte.È vero che nessuna vita umana è esente da errori: solo la Vergine Immacolata si presenta assolutamente pura dinanzi alla Maestà divina. Ma Dio non si lascia vincere in generosità: come potrebbe purificare nelle fiamme del purgatorio anime già consumate dal fuoco dell’amore divino?Gesù tiene tanto al nostro cuore che, per averlo per Lui, acconsente ad alloggiare in un bugigattolo sporco e scuro. Ah, come non amare un amico che si riduce ad una così estrema indigenza, come osare ancora citare la propria povertà, mentre Gesù, da ricco che era si è fatto povero per unire la sua povertà alla nostra povertà: che mistero d’amore!Gesù ha da molto tempo dimenticato le tue infedeltà; solo i tuoi desideri di perfezione gli sono presenti per rallegrare il suo cuore.Gesù si serve di tutti i mezzi, le creature sono tutte al suo servizio ed Egli ama servisene durante la notte della vita.Ecco una bella pesca, così rosata e zuccherata che tutti i dolciari non riuscirebbero ad immaginare un sapore così dolce. Dimmi: è per la pesca che il buon Dio ha creato questo grazioso color rosa così vellutato e gradevole da vedere e da toccare? È sempre per lei che ha consumato tanto zucchero? Ma no, è per noi e non per lei. Ciò che gli appartiene, ciò che fa l’essenza della vita della pesca è il nocciolo, noi possiamo portarle via tutta la sua bellezza senza togliere il suo essere.Il buon Dio non può darmi delle prove che sono al di sopra delle mie forze. Mi ha dato il coraggio di sopportare questa prova. Oh, è davvero grande!Mi fa molto bene vedere che Gesù è sempre così dolce, così tenero verso di me! Mi sono ricordata di quelle parole che un giorno Gesù rivolse alla donna adultera: «Qualcuno ti ha condannata?» E io, con le lacrime agli occhi, gli ho risposto: «Nessuno, Signore. Né la mia piccola Madre, immagine della vostra tenerezza, né la mia suor S. G. Battista, immagine della vostra giustizia, e sento proprio che posso andare in pace, perché neppure voi mi condannerete!» Perché dunque il Buon Gesù è così “dolce” verso di me? Perché non mi rimprovera mai? Veramente c’è di che morire di riconoscenza e d’amore!

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