Venerdì 10 agosto 2018 XVIII Settimana del Tempo Ordinario San Lorenzo

  • VANGELO (Gv 12,24-26)
    Se il chicco di grano muore, produce molto frutto.
  • Dal Vangelo secondo Giovanni
    In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «In verità, in verità Io vi dico: se il chicco di
    grano, caduto in terra, non muore, rimane solo; se invece muore, produce molto frutto. Chi ama
    la propria vita, la perde e chi odia la propria vita in questo mondo, la conserverà per la vita
    eterna. Se uno mi vuole servire, mi segua, e dove sono Io, là sarà anche il mio servitore. Se uno
    serve Me, il Padre lo onorerà». Parola del Signore
    Commento di Padre Giulio Maria Scozzaro
    È un martire che in questi millenni ha fatto parlare molto di sé, venne ucciso il 10 agosto 258
    a Roma e da allora il suo culto è cresciuto, fino a dedicargli una notte in cui si ammirano le
    stelle cadenti. È certamente un affascinante legame indissolubile al fenomeno delle stelle
    cadenti, diverse sono le interpretazioni di questo binomio che nasce per motivi ovviamente
    estranei alle sue vicende agiografiche, ma si azzarda lo stesso un interessante legame.
    Gli studiosi cristiani hanno visto nelle stelle cadenti che si vedono in agosto, la
    rappresentazione delle lacrime versate dal Santo durante il suo supplizio, lacrime che
    vagherebbero eternamente nei cieli, e scenderebbero sulla terra solo in questo giorno.
    È una narrazione che accolgono per Fede i cristiani convinti che tutto è possibile a Dio.
    D’altronde, cadono proprio nel giorno di San Lorenzo!
    Ancora una narrazione afferma che le stelle cadenti ricordano i carboni ardenti su cui il
    Santo fu martirizzato (su una graticola, il suo emblema).
    Una cosa sola è divenuta sicura: la notte di San Lorenzo induce molti cristiani a pregarlo
    osservando le stelle cadenti, come se fosse lui ad inviare segni della sua intercessione. C’è
    molta speranza nei cristiani che osservano le stelle ed esprimono al Santo una o più richieste di
    aiuti.
    In questo senso la notte di San Lorenzo ha creato una buona atmosfera spirituale, c’è la
    convinzione che si possano avverare i desideri di quanti ricorrono all’intercessione del Santo. È
    più forte la richiesta di aiuti quando si ricordano i dolori sofferti da San Lorenzo, accettati per
    rimanere fedele a Gesù Cristo.
    Sono intuizioni piacevoli per ricordare cosa avvenne al giovane Lorenzo, ma la sua storia è
    poco conosciuta. Si ricordano di più le stelle cadenti nella notte di San Lorenzo che la Fede
    intrepida di un vero seguace di Cristo, che è bene conoscere.
    San Lorenzo è famoso per la sua morte al tempo in cui era arcidiacono di Papa Sisto II, cioè
    il primo dei sette diaconi allora al servizio della Chiesa romana. Assisteva il Papa nella
    celebrazione dei riti, distribuiva l’Eucaristia e amministrava le offerte fatte alla Chiesa.
    La sua morte avvenuta su una graticola avvenne nella persecuzione contro i cristiani voluta
    dall’imperatore Valeriano nel 257. L’impero romano era in crisi, minacciato dalla pressione dei
    popoli germanici e dall’aggressività persiana. La follia dall’imperatore Valeriano dinanzi alle
    cocenti sconfitte subite, si rivolse contro i cristiani e fece riprendere la persecuzione
    anticristiana.
    È bene conoscere quanto avvenne al giovane Lorenzo per capire come funzionano le
    persecuzioni contro la Santa Chiesa e i suoi devoti.
    All’inizio la persecuzione non fu accanita, erano vietate le adunanze di cristiani,
    bloccavano gli accessi alle catacombe, esigevano rispetto per i riti pagani. Non
    obbligavano a rinnegare pubblicamente la Fede cristiana.
    Un anno dopo, nel 258, come tutti gli anticlericali anche Valeriano cambiò idea e ordinò
    la morte di tutti i Vescovi e i Sacerdoti.
    Il vescovo Cipriano di Cartagine prima venne esiliato e poi decapitato. Ebbero la stessa sorte
    altri Vescovi e lo stesso Papa Sisto II, ai primi di agosto del 258. Lorenzo non venne ucciso
    subito, il prefetto imperiale lo chiamò per farsi consegnare «i tesori della Chiesa». Questo
    prefetto era convinto delle ricchezze della Chiesa e le pretendeva da Lorenzo che effettivamente
    era l’amministratore.
    Lorenzo prima distribuì le offerte ai poveri, poi si presentò davanti al prefetto e gli mostrò
    moltissimi ammalati, storpi ed emarginati che gli facevano compagnia. Rivolto al prefetto gli
    disse: «Ecco, i tesori della Chiesa sono questi».
    Questa fu la ragione della sua morte atroce: fu bruciato sopra una graticola.
    Diversi Santi di quel periodo e dei secoli successivi hanno descritto come autentico il
    supplizio che toccò a San Lorenzo.
    C’è un’affermazione curiosa che prendo dal Martirologio Romano: «Tre giorni dopo vinse le
    fiamme per la Fede in Cristo e in onore del suo trionfo migrarono in Cielo anche gli strumenti
    del martirio».
    San Lorenzo è il Patrono dei diaconi, dei cuochi e dei pompieri. Egli ci mostra che come il
    grano produce molto frutto, così l’uomo che muore al suo orgoglio si riempie dello Spirito
    Santo e diventa una nuova persona, molto gradita a Dio.
    Amare la propria vita con orgoglio e superbia, per soddisfare i propri capricci, non
    permette di seguire Gesù e si rimane soli.
    «Chi ama la propria vita, la perde e chi odia la propria vita in questo mondo, la conserverà
    per la vita eterna».
    1 Ave Maria per Padre Giulio
    P.S.= Vi invito a recitare questa breve preghiera per una mia intenzione.
    “O Augusta Regina del Cielo e Sovrana degli Angeli, a Te che hai ricevuto da Dio la
    missione di schiacciare la testa di satana, io chiedo umilmente di mandare legioni celesti,
    perché al tuo cospetto inseguano i demoni, li combattano, reprimano la loro audacia, liberino
    da ogni male e li respingano nell’abisso. Amen”.
    Novena alla Beata Vergine Maria
    Assunta in Cielo
    (Questa preghiera ci avvicina alla Madonna perché l’accompagniamo nella sua gloriosa
    Assunzione in Cielo. Festeggiamo il suo trionfo e le dodici invocazioni sono un omaggio a
    Colei che viene coronata in Cielo di dodici stelle).
    Nel Nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo.
    1) Sia benedetta, o Maria, l’ora nella quale fosti invitata dal tuo Signore al Cielo.
    2) Sia benedetta, o Maria, l’ora nella quale fosti Assunta dagli Angeli Santi in Cielo.
    3) Sia benedetta, o Maria, l’ora in cui tutta la corte celeste ti venne incontro.
    4) Sia benedetta, o Maria, l’ora nella quale fosti ricevuta con tanto onore in Cielo.
    5) Sia benedetta, o Maria, l’ora nella quale sedesti alla destra del tuo Figlio in Cielo.
    6) Sia benedetta, o Maria, l’ora nella quale fosti coronata con tanta gloria in Cielo.
    7) Sia benedetta, o Maria, l’ora in cui ti fu dato il titolo di Figlia, Madre e Sposa del Re del
    Cielo.
    8) Sia benedetta, Maria, l’ora nella quale fosti riconosciuta Regina suprema di tutto il Cielo.
    9) Sia benedetta, o Maria, l’ora nella quale tutti gli Spiriti e Beati del Cielo ti acclamarono.
    10) Sia benedetta, o Maria, l’ora nella quale fosti costituita Avvocata nostra in Cielo.
    11) Sia benedetta, o Maria, l’ora nella quale cominciasti a intercedere per noi in Cielo.
    12) Sia benedetta, o Maria, l’ora nella quale ti degnerai di ricevere noi tutti in Cielo.
    (chiedere una Grazia alla Madre di Dio)
    3 Ave Maria…
    Preghiamo
    O Dio, che volgendo lo sguardo all’umiltà della Vergine Maria l’hai innalzata alla sublime
    dignità di Madre del tuo unico Figlio fatto Uomo e oggi l’hai coronata di gloria incomparabile,
    fa che, inseriti nel mistero di salvezza, anche noi possiamo per sua intercessione giungere fino a
    te nella gloria del Cielo. Per Cristo nostro Signore. Amen.
    Atto di consacrazione personale
    e di riparazione al Cuore di Gesù
    O Cuore dell’amatissimo mio Gesù, Cuore adorabile e degno di tutto il mio amore, io, acceso
    dal desiderio di riparare ed espiare le offese sì numerose e tanto gravi a Te fatte, ed anche per
    non macchiarmi io stesso, per quanto mi è possibile, della colpa di ingratitudine, Ti offro il mio
    cuore con tutti i suoi affetti, anzi Ti do e consacro tutto me stesso.
    O Gesù, amore dell’anima mia, spontaneamente io offro al Tuo Cuore tutto il valore
    soddisfattorio che potranno avere le preghiere, gli atti di penitenza, di umiltà, di obbedienza e di
    ogni altra virtù che farò durante tutta la vita, sino all’ultimo respiro: accettali per quanto sia
    poco e assai misero quello che io Ti offro.
    Per la Santa Chiesa e per i Sacerdoti
    O Gesù mio, ti prego per la Chiesa intera: concedile l’amore e la luce del tuo Spirito, rendi
    efficaci le parole dei Sacerdoti, affinché spezzino anche i cuori più induriti e li facciano
    ritornare a Te, o Signore.
    Signore, dacci Sacerdoti Santi, e Tu stesso conservali nella serenità.
    Fa che la potenza della tua Misericordia li accompagni dovunque e li custodisca contro le
    insidie che il demonio non cessa di tendere all’anima di ogni Sacerdote. La potenza della tua
    Misericordia, o Signore, distrugga tutto ciò che potrebbe offuscare la santità del Sacerdote,
    perché Tu sei Onnipotente.
    Ti chiedo, Gesù, di benedire con una luce speciale i Sacerdoti dai quali mi confesserò nella
    mia vita. Amen.
    Consacrazione dell’Italia
    O Maria, Madre di Dio e Madre nostra, tu hai sempre guardato all’Italia con quello stesso
    occhio di predilezione con cui l’ha guardata il tuo figlio Gesù.
    Tu hai voluto questa terra disseminata dei tuoi Santuari.
    Te la consegniamo, questa nostra Patria: sia sempre tua e del tuo Figlio; custodiscila.
    Sia pura la Fede, siano buoni i costumi, siano ordinate le famiglie, sia cristiana la scuola; e
    regni la giusta pace tra tutti.
    Che questa Italia continui a svolgere e compia sempre meglio la sua missione: di essere
    centro vivo ed operante di civiltà cristiana.
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    Gesù. “Dai loro frutti li riconoscerete” (Mt 7,16).

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