Domenica 14 settembre 2014 ESALTAZIONE DELLA SANTA CROCE

  • VANGELO (Gv 3,13-17)
    Bisogna che sia innalzato il Figlio dell’Uomo.
  • Dal Vangelo secondo Giovanni
    In quel tempo, Gesù disse a Nicodèmo: «Nessuno è mai salito al Cielo, se non Colui che è disceso dal Cielo,
    il Figlio dell’Uomo. E come Mosè innalzò il serpente nel deserto, così bisogna che sia innalzato il Figlio
    dell’Uomo, perché chiunque crede in Lui abbia la vita eterna. Dio infatti ha tanto amato il mondo da dare il Figlio unigenito, perché chiunque crede in Lui non vada perduto, ma abbia la vita eterna. Dio, infatti, non ha
    mandato il Figlio nel mondo per condannare il mondo, ma perché il mondo sia salvato per mezzo di Lui». Parola del Signore
    Commento di Padre Giulio Maria Scozzaro
    Per i non credenti e i cattolici poco spirituali è un paradosso esaltare una croce, mezzo di morte o solamente
    di torture. Ma quando c’è la morte prima arrivano le torture. Si crocifiggevano al tempo di Gesù i malfattori,
    quindi era considerata una pena troppo umiliante la condanna alla morte di croce.
    Oggi nell’Occidente e nei luoghi cristiani si parla di croce con significati espiativi e di prova da sopportare,
    spiegazioni che solo i veri credenti riescono ad accettare. Era stato Gesù ad insegnarlo in mezzo a tantissimi ebrei che Lo deridevano senza riuscire a comprendere il vero significato delle sue parole.
    “Chi non porta la propria croce e non viene dietro di me, non può essere mio discepolo” (Lc 14,27).
    Questo và precisato per evitare tanti dubbi: Gesù non carica di croci la vita del credente, non permette che ne
    porti di superiori alle sue capacità, ma qui intendo un credente che osserva il Vangelo, non tanti cattolici che si
    limitano alla sola Messa e forse a qualche preghiera, per poi vivere sempre nei peccati mortali. Essi si creano
    moltissime croci perché si cacciano in molti guai!
    Gesù non vuole la sofferenza di nessuno, non manda mai malattie, permette semmai la prova per la santificazione dei suoi seguaci, questo fino a quando rimangono docili e con umiltà chiedono aiuti e Grazie particolari
    per uscire dalle prove o vincere malattie e sofferenze morali.
    La croce per i cristiani diventa mezzo della propria santificazione, solo nelle sofferenze, infatti, si prega meglio, di più e con amore.
    Per questo Gesù permette le prove ma non le carica Lui per farci soffrire, permette a determinate persone che
    hanno invidia o spirito di odio e vendetta, di agire per far conoscere ai veri credenti il vero significato della vita,
    per renderli umili e docili, per fare abbandonare i piaceri immorali e i vizi, per scoprire l’Amore di Dio e la tenerezza della Madonna.
    Una stragrande maggioranza di convertiti arriva alla Fede dopo una prova dolorosa, quando c’è una sofferenza che non si riesce a gestire e si deve ricorrere all’Altissimo. Dio Padre è lì che attende il ritorno dei figli smarriti e li abbraccia se avverte il pentimento dopo la vita trasandata.
    Cosa rimane di buono dopo una vita trascorsa nei piaceri più umilianti?
    Perché molte persone non riescono a bloccare i loro impulsi bassi e non frenano l’impeto della ricerca delle
    trasgressioni? Vivono una vita disordinata spesso quasi paragonabile agli istinti degli animali, e mi riferisco essenzialmente a quelle persone ricche, convinte che il denaro lo posseggono per soddisfare ogni sfizio e frivolezza.
    È cronaca di tutti i giorni che gli scandali più volgari sono causati da gente famosa, ma in tutti i contesti sociali avvengono scandali!
    La Croce di Gesù viene esaltata perché fu il mezzo della Redenzione umana, una scelta inconsueta la sua,
    soprattutto se consideriamo che era Dio, era in grado di salvare l’uomo anche con una sola parola, con un solo
    atto di amore. Invece ha scelto il mezzo più ignominioso e tremendo.
    C’è qualche sofferente pronto a lamentarsi della sua sofferenza, se ammira e contempla la Croce di Gesù?
    Uno dei migliori esercizi spirituali è la meditazione della Passione di Gesù, la lettura giornaliera di un commento che spiega cosa riuscì a sopportare e l’Amore con cui si sottopose al martirio infinito. Tutti i Santi sono
    stati devoti della Passione di Gesù, Padre Pio la meditava più volte al giorno anche perché prevista dalla regola
    interna.
    Contemplate la Croce, osservate Gesù come un Re, che prega, ama, ha pazienza, non si lamenta, sopporta e perdona i suoi uccisori!
    1 Ave Maria per Padre Giulio
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