Martedì 23 settembre 2014 25ª Settimana del Tempo Ordinario San Pio da Pietrelcina

  • VANGELO (Lc 8,19-21)
    Mia madre e miei fratelli sono coloro che ascoltano la parola di Dio e la mettono in pratica.
  • Dal Vangelo secondo Luca
    In quel tempo, andarono da Gesù la Madre e i suoi fratelli, ma non potevano avvicinarlo a causa della folla.
    Gli fecero sapere: «Tua Madre e i tuoi fratelli stanno fuori e desiderano vederti». Ma egli rispose loro: «Mia
    Madre e miei fratelli sono questi: coloro che ascoltano la Parola di Dio e la mettono in pratica». Parola del Signore
    Commento di Padre Giulio Maria Scozzaro
    Questa Parola l’ho spiegata in più occasioni, ritengo questo passaggio importante per comprendere il ruolo
    della Madonna e la venerazione che ne aveva il Figlio Gesù. Ho spiegato che la corsa della Madre e di diversi
    parenti in soccorso di Gesù, nasce dal fatto che particolarmente tre parenti diffamano il Signore e Lo dipingono
    come un pazzo, ridicolo, uno che gli è andato di volta il cervello.
    Dei tre sappiamo che il cugino Giuseppe si è poi convertito poco prima della crocifissione di Gesù, ma dalla
    Croce Gesù non lo degnò di uno sguardo. Guarda tutti, immerso come si trova in una sofferenza indicibile.
    Tutti osserva tranne Giuseppe, il fratello di Giuda Taddeo e figli entrambi di Alfeo, fratello di San Giuseppe.
    Proprio questo Giuseppe è stato il persecutore più feroce di Gesù in quanto suo cugino e irriducibile nel diffamare il Signore in ogni modo. Forma l’alleanza con il fratello Giacomo e il loro padre Alfeo.
    Questi tre hanno umiliato Gesù come pochi altri, hanno fatto piangere la Madonna molto spesso e in questa
    circostanza Le mettono molta premura per andarlo a riprendere per la sua follia e le prediche che fa contro i
    cattivi maestri d’Israele.
    Alfeo e i due figli Giuseppe e Simone rimangono accecati dinanzi alle parole non umane di Gesù e i suoi
    prorompenti miracoli, non vogliono accettare che è Figlio di Dio nonostante il racconto di un testimone credibile e al di sopra delle parti, come San Giuseppe, appunto, fratello di Alfeo.
    Nessuna testimonianza li convince, non ci sono parole sufficienti per toccare i loro cuori e Gesù li lascia nella loro incredulità, non violenta la loro libera scelta e soffre la vera Passione interiore, quella morale. Questa
    Passione è stata molto più violenta per Gesù di quella fisica.
    Nessuno può comprendere la sofferenza di Gesù inchiodato alla Croce, considerate quando avvertite un mal
    di testa insopportabile o un lieve dolore alle ossa che dà fastidio. Ebbene, Gesù ha patito dolori superiori a questi che tutti noi conosciamo, per miliardi e miliardi di volte più insopportabili.
    Eppure, nella sofferenza più atroce, mentre ama, scusa e perdona i suoi uccisori, non guarda il cugino
    Giuseppe.
    Non lo ha perdonato? Sì, pienamente, per giustizia però non merita lo sguardo amoroso di Dio, non merita la
    consolazione dopo più di tre anni di diffamazioni e una persecuzione irriducibile contro Gesù, facendolo considerare folle dai nazaretani e da quanti incontrava, nuocendo alla santa reputazione di Gesù più di tutti i farisei
    messi insieme.
    Questo Giuseppe cugino di Gesù e fratello di Giuda Taddeo e Giacomo il Minore, provoca una tormentosa
    preoccupazione alla Madonna e ai parenti vicini ad Ella, affermando altre falsità sul Signore e costringendo tutti loro a cercare Gesù per sincerarsi della situazione. La Madonna è sicura di suo Figlio, anche i parenti sinceri
    lo sono ma le accuse del cugino Giuseppe li hanno messi in angoscia.
    Ecco la ragione della risposta di Gesù, non indirizzata alla Madre, come i non devoti dell’Avvocata del Cielo
    sostengono, è una risposta indirizzata a quanti non compiono la volontà di Dio e tra questi include principalmente lo zio Alfeo e i cugini Giuseppe e Simone.
    Gesù conosce benissimo il motivo della loro presenza lì e quando gli riferiscono: “Tua Madre e i tuoi fratelli
    stanno fuori e desiderano vederti”, il Signore rimane deluso dell’opera persecutoria dei cugini, i quali convincono anche la Madre a seguirli e questo arreca un profondo dolore a Gesù.
    La sua risposta sdegnata non è quindi rivolta alla Madre -è senza Fede chi lo pensa-, invece mira soprattutto
    quei parenti che Lo perseguitano e vogliono imporre la loro volontà alla Madre di Dio e, soprattutto, a Dio stes-
    so incarnato in un Uomo. “Mia Madre e miei fratelli sono questi: coloro che ascoltano la Parola di Dio e la
    mettono in pratica”.
    È una gran brutta cosa essere prevenuti, fare congetture infondate, avere pregiudizi irrazionali e privi
    di fondamento.
    Le opinioni sono lecite in tantissime cose che non toccano la sfera spirituale e morale, altrimenti si cade nei
    pregiudizi, che si trasformano subito in prevenzioni su determinate persone senza essercene alcuna ragione valida, sono vere preclusioni che sconfinano nella discriminazione, cadendo in errori gravissimi, producendo fantasie e credenze errate, fino ad arrivare alle fissazioni incontrollate.
    Procurano molto danno le prevenzioni irrazionali, la credenza di pensieri privi di supporto logico e la
    mente che segue gli istinti.
    In questo commento volevo scrivere altre considerazione ma sono arrivato a trattare l’irrazionalità del comportamento di Alfeo e dei figli Giuseppe e Simone, parenti e persecutori di Gesù. Loro tre forse richiedevano un
    po’ di giustificazione per la paura di subire ritorsioni dai nemici politici di Gesù, quindi, c’era una grande paura
    di appoggiare Gesù.
    I politici colpivano a morte anche i parenti, tutto il clan solidale con chi osava attribuirsi meriti profetici.
    Non c’è giustificazione sufficiente per scusare questi tre, essi sono accecati da un pregiudizio esaltato, folle e
    senza fondamento, non riescono a vedere Gesù in altro modo se non come Lo conoscevano: falegname.
    Come inganna la mente debole, seguace delle opinioni avventate, incline all’immaginazione, pronta ad
    inventare anche l’inammissibile, schiava della fantasia più colorita. La mente così debole non permette
    uno sviluppo coerente alla persona, ci sono lati oscuri non riconosciuti dalla stessa persona. Necessita il
    Padre spirituale!
    Non si deve seguire il pensiero che arriva alla mente, và valutato e considerato alla luce della verità, del
    Vangelo.
    Ricordate bene che i pensieri che arrivano alla mente rispecchiano fedelmente la spiritualità interiore, lo affermo con assoluta convinzione dopo avere conosciuto l’interiorità di innumerevoli persone. Tutte ottime persone che compiono il cammino di Fede, quindi c’è chi è più avanti e altri un po’ indietro, ma per me sono tutte
    uguali. Nutro grande rispetto per quanti chiedono consigli ed aiuti.
    Non giudico nessuno e li amo per ciò che sono adesso, non ricordo mai quanto commettevano nella vita passata prima della conversione.
    Quindi, è accertato che ogni persona pensa e dice (se non c’è ipocrisia) secondo lo spirito che possiede. È
    sempre così.
    Padre Pio cosa poteva pensare? Ad amare Dio con tutto se stesso, a venerare la Madonna e a chiedere
    la salvezza dei peccatori. La sua eccelsa santità -per me dietro solo a San Giuseppe e San Francesco-, Lo
    portava a pregare ininterrottamente e si riempiva di continuo dello Spirito di Dio.
    La vita santa o la vita corrotta è espressione della mentalità che si possiede.
    1 Ave Maria per Padre Giulio
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