Mercoledì 10 settembre 2014 23ª Settimana del Tempo Ordinario

  • VANGELO (Lc 6,20-26)
    Beati i poveri. Guai a voi, ricchi.
  • Dal Vangelo secondo Luca
    In quel tempo, Gesù, alzati gli occhi verso i suoi discepoli, diceva:
    «Beati voi, poveri,
    perché vostro è il Regno di Dio.
    Beati voi, che ora avete fame,
    perché sarete saziati.
    Beati voi, che ora piangete,
    perché riderete.
    Beati voi, quando gli uomini vi odieranno e quando vi metteranno al bando e vi insulteranno e disprezzeranno il vostro nome come infame, a causa del Figlio dell’Uomo. Rallegratevi in quel giorno ed esultate perché,
    ecco, la vostra ricompensa è grande nel Cielo. Allo stesso modo infatti agivano i loro padri con i profeti.
    Ma guai a voi, ricchi,
    perché avete già ricevuto la vostra consolazione.
    Guai a voi, che ora siete sazi,
    perché avrete fame.
    Guai a voi, che ora ridete,
    perché sarete nel dolore e piangerete.
    Guai, quando tutti gli uomini diranno bene di voi. Allo stesso modo infatti agivano i loro padri con i falsi
    profeti». Parola del Signore
    Commento di Padre Giulio Maria Scozzaro
    Le Beatitudini rappresentano la sintesi del Vangelo, il culmine della predicazione di Gesù e la carta
    d’identità del cristiano. Un seguace di Gesù senza Beatitudini è sprovvisto degli elementi essenziali per poter
    entrare in comunione con Lui.
    Ma non si arriva immediatamente alla pratica di queste esigenti Beatitudini, c’è un cammino da percorrere e
    se prima non si inizia non ci sarà mai la vera conversione. È facile cadere in una valutazione illusoria sul proprio stato spirituale, anche se in buonafede non è una giustificazione sufficiente.
    Si deve avere la consapevolezza che si è sempre in cammino, nessuno deve considerarsi appagato né
    fare sempre il minimo.
    Oggi sono presenti più dottrine nella Chiesa, domina quella più mondana, più vicina al protestantesimo per
    la sua facilità di applicazione. Afferma che non esiste il peccato, tutti sono salvi ma non vengono a spiegarci
    cosa voleva dire Gesù con le Beatitudini!
    Se sono salvi perché devono compiere sforzi immani nel praticare le Beatitudini? Infatti non si sentono persecuzioni tra i protestanti come invece avviene ai cattolici che seguono fedelmente il Vangelo.
    Le Beatitudini sono anacronistiche per molti cristiani, soprattutto per i teologi di questo mondo. Sono superate, antiquate e nell’insegnamento risultano inopportune perché fuori tempo. Gesù però ha detto che le sue parole non passeranno mai, da quando le ha pronunciate dovranno restare immutabili per l’eternità. Chi manipola
    la sua Parola non viene da Dio.
    Le Beatitudini riportate da San Luca sono quattro non come San Matteo, nella redazione di oggi ci sono
    quattro Beatitudini che si aggiungono a quattro “guai”. Gesù chiama beati i poveri, quelli che sono alla ricerca
    della giustizia, che soffrono e che sono perseguitati dai cattivi. Sono beati perché soffrono con grande spirito di
    sopportazione, soffrono e amano senza cercare alcuna vendetta.
    Tra tutte le sofferenze è la persecuzione quella che crocifigge di più, senza limiti, perché è una tremenda sofferenza morale.
    Poi passa ai “guai”, si rivolge a quanti sguazzano nei piaceri di questo mondo e forse rendono dolorosa la
    vita a molti altri. Molti ricchi diventati arroganti e sprezzanti non riescono a pensare umilmente di loro e della
    vita. È stravolta in tutti i sensi, ma non c’è un solo senso buono.
    I “guai” sono di quanti ignorano le pene degli altri e rimangono indifferenti. Verrà tempo in cui avranno
    fame, cercheranno aiuti tra i loro simili. Chi li aiuterà? Dio non potrà dare ad essi nessun aiuto per la mancanza
    di pentimento e di verità.
    Quanti “guai” aspettano quelli che ridono nella cattiveria, che sono compiaciuti dei mali e delle sofferenze
    degli altri. Questo avviene anche nelle famiglie, tra parenti. Molti oggi ridono invece di pregare, ascoltano il telegiornale e non comprendono che i potenti stanno cercando di creare qualcosa di terrificante per poi cercare
    una finta pace.
    Come spiegano l’insistente e incomprensibile embargo alla Russia, con l’isolamento, fomentando una reazione sproporzionata?
    Sono potenti che giocano con le vite umane e le disprezzano, infatti gli Stati Uniti e l’Europa “giocano” con
    le ritorsioni alla Russia, cercando la reazione del suo presidente per un’aggressione che dovrà poi essere attribuita a lui. Giochi di potere, operazioni studiate per ottenere il predominio ed anche… la diminuzione della popolazione mondiale.
    Gesù poi dà un avviso importante: “Guai, quando tutti gli uomini diranno bene di voi”. Devono dire bene,
    ma non tutti, perché se tutti parlano bene di noi vuol dire che scendiamo a compromessi con tutti.
    Non dobbiamo cercare le offese agendo in modo scriteriato, qui Gesù precisa un aspetto importante del Vangelo: se lo vivi o lo predichi, non tutti parleranno bene e ci saranno incomprensioni e forse persecuzioni, al contrario, se tradisci il Vangelo tutti parleranno bene di te. Se dai ragione a chi non ama il Vangelo, non sarà mai
    tuo nemico e ti esalterà.
    È cosa buona se parlano bene di noi, ma ci sono sempre i cattivi e gli anticlericali che parlano male
    contro chi vive il Vangelo.
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