Martedì 1 aprile 2014 4ª Settimana di Quaresima
di
gesuemaria
·
14 Gennaio 2021
- VANGELO (Gv 5,1-16)
All’istante quell’uomo guarì. - Dal Vangelo secondo Giovanni
Ricorreva una festa dei Giudei e Gesù salì a Gerusalemme. A Gerusalemme, presso la porta delle Pecore, vi
è una piscina, chiamata in ebraico Betzatà, con cinque portici, sotto i quali giaceva un grande numero di infermi, ciechi, zoppi e paralitici. Si trovava lì un uomo che da trentotto anni era malato. Gesù, vedendolo giacere e
sapendo che da molto tempo era così, gli disse: «Vuoi guarire?». Gli rispose il malato: «Signore, non ho nessuno che mi immerga nella piscina quando l’acqua si agita. Mentre infatti sto per andarvi, un altro scende prima
di me». Gesù gli disse: «Àlzati, prendi la tua barella e cammina». E all’istante quell’uomo guarì: prese la sua
barella e cominciò a camminare. Quel giorno però era un sabato. Dissero dunque i Giudei all’uomo che era stato guarito: «È sabato e non ti è lecito portare la tua barella». Ma egli rispose loro: «Colui che mi ha guarito mi
ha detto: “Prendi la tua barella e cammina”». Gli domandarono allora: «Chi è l’uomo che ti ha detto: “Prendi e
cammina”?». Ma colui che era stato guarito non sapeva chi fosse; Gesù infatti si era allontanato perché vi era
folla in quel luogo. Poco dopo Gesù lo trovò nel tempio e gli disse: «Ecco: sei guarito! Non peccare più, perché
non ti accada qualcosa di peggio». Quell’uomo se ne andò e riferì ai Giudei che era stato Gesù a guarirlo. Per
questo i Giudei perseguitavano Gesù, perché faceva tali cose di sabato. Parola del Signore
Commento di Padre Giulio Maria Scozzaro
Gli ammalati sperano di sentire interiormente le stesse parole dette da Gesù al paralitico: “Ecco: sei guarito!”. Pregano e sperano, soffrono e scoprono nella sofferenza la vera spiritualità. Questo è uno dei doni scaturiti
dalla sofferenza che diventa preghiera, ma rimane indubbia la verità che Gesù vuole guarire tutti gli ammalati
che pregano e quanti sono sottoposti a vessazioni demoniache.
Uno dei motivi delle mancate guarigioni di cristiani che chiedono con preghiere sincere guarigioni e liberazioni da mali spirituali, è la loro scarsa capacità di resistere alle tentazioni. Nessuno può presumere di riuscire a
resistere alle tentazioni, solo con la Grazia di Dio infatti è possibile, insieme al desiderio e alla buona volontà
del cristiano.
Questi cristiani ancora deboli nella vita spirituale, anche se pregano con amore non hanno una struttura forte
per respingere i violenti attacchi dei diavoli che disturbano soprattutto quando uno compie un santo cammino di
Fede. Senza la capacità di fermare le tentazioni, soccombono e si allontanano dalla Fede. Non pregano più o
pregano male, non praticano le virtù come nel tempo della sofferenza.
Allora Gesù viene in loro soccorso e non concede subito le Grazie, per il loro bene attende ancora un
po’, nell’attesa di trovarli pronti a resistere alle tentazioni, che si avvertono violenti quando non si prega
più bene.
Gesù vuole aiutare tutti gli ammalati e quelli vessati dai diavoli, questa è una Verità del Vangelo, bisogna
però fare sul serio.
Nella sofferenza si prega di più, quando invece la sofferenza finisce si ritorna in molti casi ad una preghiera
debole e senza amore. Ci si dimentica di pregare. La persona guarita in moltissimi casi non ritornerà a pregare
come quando soffriva e non aveva altra speranza se non in Gesù, inoltre correrà il rischio di dannarsi eternamente. Ecco perché Gesù alle volte ritarda una Grazia: vuole far crescere spiritualmente la persona che prega. È
un atto infinito di amore.
Nessuno deve mai abbattersi quando chiede e non ha ancora ottenuto la Grazia, Gesù desidera rendere felici
tutti, è sua volontà dare a chi chiede: “Ebbene Io vi dico: Chiedete e vi sarà dato, cercate e troverete, bussate e
vi sarà aperto. Perché chi chiede ottiene, chi cerca trova, e a chi bussa sarà aperto” (Lc 11,9-10).
Gesù è sempre pronto a compiere grandi miracoli su ciascuno di noi, è una verità consolante e che dà una
grande forza. Noi non siamo mai soli, questo deve donarci una grande serenità e farci ripetere molte volte i nostri ringraziamenti a Gesù.
Gesù rimane sempre vicino a chi Lo invoca e lotta le tentazioni per non offenderlo, a chi prega e sopporta
con gioia la croce perché sa che Lui la rende leggera fino a farla svanire definitivamente. Con la costanza del
paralitico del Vangelo, chiediamo di continuo aiuto, assistenza, protezione a Gesù e ringraziamolo con la nostra
vita onesta e sincera.
All’uomo malato Gesù dice una sola parola e guarisce all’istante quello che da ben trentotto anni attendeva la
guarigione.
Una parola di Gesù ottiene ciò che umanamente è impossibile.
La Madonna ascolta i nostri sospiri e intercede con potenza quasi infinita presso Gesù. Chiediamo le
Grazie per mezzo della Madre.
1 Ave Maria per Padre Giulio
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