Mercoledì 7 maggio 2014 3ª Settimana di Pasqua

  • VANGELO (Gv 6,35-40)
    Questa è la volontà del Padre: che chiunque vede il Figlio e crede in Lui abbia la vita eterna.
  • Dal Vangelo secondo Giovanni
    In quel tempo, disse Gesù alla folla: «Io sono il Pane della vita; chi viene a me non avrà fame e chi crede in
    me non avrà sete, mai! Vi ho detto però che voi mi avete visto, eppure non credete. Tutto ciò che il Padre mi dà,
    verrà a me: colui che viene a me, Io non lo caccerò fuori, perché sono disceso dal Cielo non per fare la mia volontà, ma la volontà di Colui che mi ha mandato. E questa è la volontà di Colui che mi ha mandato: che Io non
    perda nulla di quanto Egli mi ha dato, ma che lo risusciti nell’ultimo giorno. Questa infatti è la volontà del Padre mio: che chiunque vede il Figlio e crede in Lui abbia la vita eterna; e Io lo risusciterò nell’ultimo giorno».
    Parola del Signore
    Commento di Padre Giulio Maria Scozzaro
    Dinanzi alle guerre, alle ingiustizie, alle disgrazie, anche molti credenti si lamentano e ripetono: perché Gesù
    non mi ha aiutato; a cosa servono allora le mie preghiere; io prego ma rimango sempre nello stesso stato spirituale di prima.
    Sono molte le domande che il credente si pone quando soffre, le risposte ovviamente sono diverse e scaturiscono dalla Fede che si possiede, dalla spiritualità che si vive. Le lamentele di sopra non se le pone il cattolico con
    una Fede robusta, sono interrogativi che scaturiscono dalla debolezza e, pur essendo legittimi, vanno riconsiderate
    per non essere la causa dell’affievolimento del fervore, così da non avvertire più la gioia della preghiera.
    Bisogna aprire il cuore a Gesù e parlare con confidenza, lamentarsi non serve a nulla, anzi abbatte maggiormente e la Fede si indebolisce.
    Se si valuta bene la vita che si conduce e i peccati ripetuti con facilità, ci si accorge che spesso l’impedimento è proprio il credente, Gesù non può donare le Grazie a causa di qualche ostacolo posto da chi prega. Non è
    una contraddizione, in molti cristiani è contemporaneamente reale la vita peccaminosa e la preghiera, le scelte
    opposte al Vangelo e il desiderio di avvicinarsi al Signore.
    Cosa fa Gesù dinanzi ai comportamenti dei credenti che cadono spesso e non si rialzano? Li ama e li aspetta
    a braccia aperte, rimane commosso al pensiero che un giorno potrebbero ricominciare il vero cammino spirituale, iniziando una vera lotta contro i vizi.
    “E questa è la volontà di Colui che mi ha mandato: che Io non perda nulla di quanto Egli mi ha dato”.
    Gesù non vuole perdere nulla, non vuole che i peccatori finiscano all’inferno ma li lascia liberi, c’è comunque una condizione per seguirlo ed entrare nella Via del Vangelo: “Colui che viene a me, Io non lo caccerò fuori”. Bisogna pentirsi. Gesù accoglie tutti i peccatori pentiti, è indispensabile muoversi verso Lui, lasciare tutto
    ciò che è peccato. Questa volontà è quella santa.
    In questo passo Gesù rimprovera la folla e spiega che bisogna credere in Lui anche senza avere visto i miracoli. “Vi ho detto però che voi mi avete visto, eppure non credete”. Hanno visto ma non credono, è lo stesso atteggiamento dell’Apostolo Tommaso, anche se lui ha avuto responsabilità ben più gravi. La folla conosceva poco Gesù, aveva assistito a qualche miracolo ed era mossa più che altro dal passaparola della gente.
    Tommaso era stato tre anni con Gesù e dopo la sua Risurrezione non ha voluto credere, non ha creduto alle
    parole degli altri Apostoli.
    “Se non vedo nelle sue mani il segno dei chiodi e non metto il dito nel posto dei chiodi e non metto la mia
    mano nel suo costato, non crederò” (Gv 20,25). Dopo Giuda, Tommaso è quello che ha deluso di più Gesù, anche più del rinnegamento di Pietro, perché questi agì per paura ma credeva sempre in Gesù.
    Ritorno a Tommaso per evidenziare che molti cristiani non vanno a Messa e non pregano e si illudono
    di essere fedeli a Gesù.
    Un comportamento sorprendente quello di Tommaso, anche per questo Gesù appare la prima volta proprio
    quando lui è assente. Forse Gesù non sa che Tommaso è altrove? Allora perché appare in sua assenza? Perché
    Tommaso non merita di vederlo nella prima apparizione.
    I fatti del Vangelo si possono interpretare in molti modi, noi dobbiamo seguire le parole del Vangelo, la sana
    dottrina della Chiesa.
    Completo la spiegazione su Tommaso per distinguere l’incredulità della folla. Tommaso dice agli Apostoli
    che per credere deve mettere il dito nel posto dei chiodi e la mano nel costato, in caso contrario “non crederò”.
    Questa è la sua chiusura categorica, “non crederò”. In pratica non si farà ingannare da nessuno sulla Risurrezione di Gesù, che Tommaso ritiene impossibile, secondo il Vangelo.
    Quindi, prima dell’apparizione di Gesù, Tommaso non crede e pone le sue condizioni per credere. Uno stato
    spirituale meno che tiepido che il Signore non gradisce, tanto che nella successiva apparizione lo rimprovera
    severamente: “Non essere più incredulo ma credente!” (Gv 20,27). Fino a quel momento Tommaso era stato
    incredulo, che significa scettico, dubbioso, miscredente.
    Ma è nella chiusura che Gesù è ancora più duro ed esprime un rimprovero che neanche Pietro riceve: “Perché mi hai veduto, hai creduto: beati quelli che pur non avendo visto crederanno!” (Gv 20,27). Non ci sono
    dubbi sul cambiamento di Tommaso, passa da incredulo a credente, lo attesta Gesù e le parole sono chiare.
    Tommaso crede dopo avere visto, se non avesse visto Gesù sarebbe rimasto scettico, senza Fede, come lo chiama il Signore. “Non essere più incredulo ma credente!” (Gv 20,27).
    Il Vangelo oggi afferma che molti Lo seguono, essi ascoltano Gesù e non ricevono questo forte rimprovero
    perché conoscono poco, hanno visto meno, in confronto a Tommaso sono giustificabili. Ma lo stesso Gesù li richiama, volendo spiegare che per credere non occorre sapere molto: “Vi ho detto però che voi mi avete visto,
    eppure non credete”.
    Trasferendo queste parole ai giorni nostri, molti sperimentano la presenza di Gesù in molte circostanze della
    vita eppure continuano a vivere con indifferenza, non si fermano a riflettere e ad agire con quella Fede che posseggono. Gesù li attende ma li lascia liberi, non è sicura la loro salvezza eterna, per questo i credenti devono
    continuare a pregare ogni giorno per i loro familiari lontani da Dio.
    Gesù vuole salvare tutti, per convertire i peccatori accoglie le preghiere e le penitenze di quanti si sacrificano in sostituzione.
    Questo hanno fatto i Santi, tutti loro hanno sofferto e pregato di continuo per la conversione dei peccatori,
    vivendo nella penitenza, nella povertà, nell’umiliazione, accompagnati di continuo dalle diffamazioni scaturite
    dal cuore di satana.
    Ricordate che ognuno di voi può essere un intercessore potente davanti a Gesù per la conversione dei
    propri familiari e di tanti.
    Dobbiamo però seguire Gesù come ci chiede Lui, fare quello che fa fatto Lui: “Sono disceso dal Cielo non
    per fare la mia volontà, ma la volontà di Colui che mi ha mandato”. In questo ci santifichiamo, nel fare la volontà di Dio come hanno fatto le anime grandi, cominciando ad osservare il Vangelo nella verità e i Comandamenti come li ha scritti il dito di Dio.
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