Lunedì 10 febbraio 2020 V Settimana del Tempo Ordinario

  • VANGELO (Mc 6,53-56)
    Quanti Lo toccavano venivano salvati.
  • Dal Vangelo secondo Marco
    In quel tempo, Gesù e i suoi discepoli, compiuta la traversata fino a terra, giunsero a
    Gennesaret e approdarono. Scesi dalla barca, la gente subito Lo riconobbe e, accorrendo da
    tutta quella regione, cominciarono a portargli sulle barelle i malati, dovunque udivano che Egli
    si trovasse. E là dove giungeva, in villaggi o città o campagne, deponevano i malati nelle piazze
    e Lo supplicavano di poter toccare almeno il lembo del suo mantello; e quanti Lo toccavano
    venivano salvati.
    Parola del Signore
    Commento di Padre Giulio Maria Scozzaro
    Duemila anni fa un popolo ha vissuto un’esperienza unica e le parole non possono
    descriverla precisamente. Bisogna aver vissuto l’esperienza per capire le vibrazioni del cuore
    quando tutti accorrevano per incontrare e ascoltare Gesù.
    «Scesi dalla barca, la gente subito Lo riconobbe».
    Non c’era ancora la Chiesa né il Cristianesimo era stato diffuso, c’era solo un Uomo che
    annunciava di essere una sola cosa con il Padre e mostrava con i miracoli che davvero era il
    Figlio venuto sulla Terra per salvare l’umanità, per insegnare la via della salvezza e far
    conoscere la Santissima Trinità.
    Non c’erano le distrazioni di oggi e la gente era più raccolta, più umile, più attenta a
    ringraziare Dio, la riconoscenza però non ha limiti temporali ma la nostra società non è in grado
    di prostrarsi per riconoscere l’esistenza di Dio. Sono molte le voci che depistano da Cristo e
    dalla Verità, molti anticlericali inveleniti sono uniti nel mondo per completare l’annientamento
    della Chiesa Cattolica e molti Giuda agiscono nel suo interno.
    Gesù ci offre un’altra Verità verificabile, ci invita senza obbligarci a riconoscere la presenza
    di un Creatore che manifesta la sua Onnipotenza nel creato. Un Essere superiore che può tutto
    ha determinato il nostro sistema solare per permettere la vita degli esseri umani. Contemplando
    la natura possiamo elevare mente e cuore per riconoscere che Dio è vivo e ringraziare Colui che
    ha predeterminato ciò che esiste.
    In Gesù è presente il Figlio eterno del Padre, la sua rivelazione era funzionale alla
    conoscenza del Creatore che per gli ebrei era anche Salvatore. Quando Gesù si è rivelato al
    mondo, accorrevano da tutte le parti della Palestina per chiedere guarigioni da mali a quel
    tempo incurabili e il Signore aiutava amabilmente.
    Anche oggi ci sono miliardi di persone tra gli atei che necessitano di cure ma non
    riconoscono Gesù come Figlio di Dio e si torturano nelle loro sofferenze. False religioni e
    filosofie propongono un credo ispirato da Satana o inventato da bravi incantatori.
    Il Vangelo afferma che era sufficiente toccare Gesù per ricevere miracoli che guarivano
    malattie impossibili da risanare, però prima di toccarlo tutti Lo supplicavano,
    mostravano una Fede sincera. Le malattie li rendevano più fervorosi ma il loro
    entusiasmo intriso alla sofferenza che non cessava, scaturiva dalla certezza che il Signore
    dove passava, guariva gli ammalati.
    Oggi non è possibile toccare Gesù, è presente in Cielo e nell’Eucaristia in modo
    sacramentale, solo la Fede ci dà la certezza che Lui ci ascolta sempre e vuole esaudire le nostre
    richieste di aiuto, anche quelle più difficili e complicate. Lui ci ascolta e nel tempo opportuno
    interviene in modo risolutivo.
    Tra i cristiani ognuno ha una comunione molto personale con Gesù, ci sono quelli che
    avvertono la presenza di Dio nella loro vita perché impegnati nella pratica delle virtù, hanno
    meditato sulla sana spiritualità, sono molto vicini ai Sacramenti.
    Non si può dire lo stesso di altri cristiani che si limitano a qualche preghiera giornaliera, non
    meditano, non vogliono approfondire le virtù e non le praticano. Con il loro comportamento
    non esprimono una Fede tale da riuscire a «toccare» Gesù, ad essere intimamente vicini a Lui.
    Questi cristiani lontani da Gesù e dalla Madonna, mai devono perdere la speranza di
    poter diventare migliori e molto virtuosi.
    La Fede autentica si vive quando si pone Gesù al centro della vita e tutto si compie seguendo
    i suoi insegnamenti. Ogni cosa che si compie acquista maggiore valore e davanti a Dio è
    meritevole di un premio. Anche un sorriso amorevole alle persone che incontriamo quando
    anche noi portiamo sofferenze, diventa preghiera perché c’è amore e sacrificio.
    La Fede in Gesù dona grande sicurezza ma solo in Lui, ha la caratteristica di farci amare il
    rinnegamento e di renderci gioiosi quando si compiono le opere volute da Dio. In questo modo i
    cristiani «toccano» Gesù con la loro Fede, ed il contatto soprannaturale rilascia da parte dello
    Spirito Santo, la Grazia che continua a trasfigurare i buoni cristiani e ad elevarli dalle cose
    materiali.
    Tutti sappiamo che le cose materiali non danno la gioia e la pace, la vera felicità in
    questa vita ce la fa conoscere lo Spirito Santo!
    È possibile quindi «toccare» con la nostra Fede il nostro amato Signore, Lo tocchiamo in un
    contatto spirituale ogni volta che Lo riconosciamo unico Dio e accorriamo da tutti i luoghi in
    Chiesa per adorarlo davanti al Tabernacolo, portandogli le nostre sofferenze e malattie, per
    chiedere la guarigione e la forza per andare avanti.
    Anche quando sulle barelle dei nostri cuori portiamo i malati.
    «Deponevano i malati nelle piazze e Lo supplicavano di poter toccare almeno il lembo del
    suo mantello; e quanti Lo toccavano venivano salvati».
    1 Ave Maria per Padre Giulio
    P.S.= Vi invito a recitare questa breve preghiera per una mia intenzione.
    “O Augusta Regina del Cielo e Sovrana degli Angeli, a Te che hai ricevuto da Dio la
    missione di schiacciare la testa di satana, io chiedo umilmente di mandare legioni celesti,
    perché al tuo cospetto inseguano i demoni, li combattano, reprimano la loro audacia, liberino
    da ogni male e li respingano nell’abisso. Amen”.

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