Giovedì 6 giugno 2013 9ª Settimana del Tempo Ordinario

  • VANGELO (Mc 12,28-34)
    Non c’è altro Comandamento più grande di questi.
  • Dal Vangelo secondo Marco
    In quel tempo, si avvicinò a Gesù uno degli scribi e gli domandò: «Qual è il primo di tutti i Comandamenti?». Gesù rispose: «Il primo è: “Ascolta, Israele! Il Signore nostro Dio è l’unico Signore; amerai il Signore tuo
    Dio con tutto il tuo cuore e con tutta la tua anima, con tutta la tua mente e con tutta la tua forza”. Il secondo è
    questo: “Amerai il tuo prossimo come te stesso”. Non c’è altro Comandamento più grande di questi». Lo scriba
    gli disse: «Hai detto bene, Maestro, e secondo verità, che Egli è unico e non vi è altri all’infuori di lui; amarlo
    con tutto il cuore, con tutta l’intelligenza e con tutta la forza e amare il prossimo come se stesso vale più di tutti
    gli olocausti e i sacrifici». Vedendo che egli aveva risposto saggiamente, Gesù gli disse: «Non sei lontano dal
    Regno di Dio». E nessuno aveva più il coraggio di interrogarlo. Parola del Signore

Commento di Padre Giulio Maria Scozzaro
È una Verità che il mondo ha pienamente dimenticato, gli stessi cristiani sono presi da molti impegni personali e sociali da dimenticare la cosa più importante della loro vita: “Il Signore nostro Dio è l’unico Signore”.
Non serve a nulla al cristiano accumulare beni se poi non vive in comunione con Gesù, come non servono infinite conferenze e riunioni se poi non si ha una affinità con il Signore, se non si osservano i suoi Comandamenti.
È forte come il granito la frase nell’Imitazione di Cristo: “Che ti serve saper discutere profondamente della
Trinità, se non sei umile, e perciò alla Trinità tu dispiaci?”. Ho letto sul web un’intervista ad un Vescovo che
si dichiara aperto alle novità del mondo, questa apertura è già una dichiarazione chiara del distacco dalla sana
dottrina tradizionale. Il modernismo è opposto al Vangelo, noi seguiamo la dottrina tradizionale, quella del Magistero della Chiesa, quindi dei Papi che seguono il Vangelo storico.
Non siamo tradizionalisti, questo deve essere chiaro, siamo cattolici seguaci della sana dottrina tradizionale. Seguaci del nuovo Catechismo del 1992, dialoganti con quanti non conoscono Gesù e desiderano
ascoltare i suoi insegnamenti.
Le parole di questo Vescovo sono delle micidiali lance che trafiggono ripetutamente il Cuore di Gesù. Non
voglio riportare nulla trattandosi di parole che possono esprimere gli atei o addirittura quanti avversano la Chiesa. Sono rimasto sconcertato, le sue parole sono espresse con una altezzosità da maestro che sa tutto e che tutto
deve cambiare nella Chiesa, ma si tratta di un cambiamento distruttivo e demoniaco.
Nelle sue parole c’è tutto il programma dei Prelati che vanno per la loro strada senza più curarsi di
Dio e dei Comandamenti…
Cosa possono trasmettere di santo ai loro parroci? Quali insegnamenti autentici si trasmettono ai fedeli se
non si segue la sana dottrina? Questa nuova mentalità modernista/eretica è diffusissima nella Chiesa, sta corrodendo anche i buoni dopo avere demolito i superficiali. Molti cattolici leggono e ascoltano omelie mascherate e
non si accorgono delle vere eresie, ma chi riflette attentamente e conosce la sana dottrina, tra le righe trova interpretazioni false del Vangelo e spesso anche della Persona di Gesù.
“Il Signore nostro Dio è l’unico Signore”. Da quello che si conosce e si ascolta da numerosi Prelati, Gesù è
relativo ai loro disegni, tutto è relativo, la Messa come i peccati, tutto viene riconosciuto come indefinito, o meglio, è il relativismo che non riconosce nulla come definitivo e che lascia come ultima misura solo il proprio io
e le sue voglie.
Il relativismo è una delle piaghe che stanno corrodendo la Fede dei buoni, tutti noi siamo chiamati ad andare
incontro ai dubbiosi e ai lontani per parlare della vera dottrina della Chiesa, in un tempo di divisioni e di abbandono della Fede.
I cristiani che non seguono più la Parola di Gesù e non amano nei fatti la Chiesa, cercano con impegno di
mortificare quanti invece ne sono irriducibili difensori, sia con la loro vita sia con la preghiera. Questa nostra
newsletter ha questo scopo, diffondere il vero Vangelo, gli insegnamenti autentici di Gesù, la sana dottrina,
senza paura delle persecuzioni e delle diffamazioni che amano invece i nemici di Dio, anche se si travestono di
agnelli.
È una battaglia di amore e di coraggio in difesa della Chiesa Santa, del Vangelo come lo ha rivelato
Gesù, della morale cristiana.
Io e voi, insieme dobbiamo sempre seguire il Vangelo storico di Gesù, combattere con la preghiera e la divulgazione della Parola di Dio le eresie e il modernismo imperante nella Chiesa, dobbiamo far conoscere la nostra Fede ai lontani e a quanti vivono nella tiepidezza, dobbiamo spiegare che il modernismo è una vera eresia e
chi nega qualche Verità del Vangelo è contro Cristo, vogliamo diventare e rimanere sinceri seguaci di Gesù,
senza manipolare la sua Parola, senza tradire la sua volontà.
I nostri sforzi si concretizzano nella comunione perenne con Gesù, imitando le sue opere, lasciandoci
assimilare da Lui.
Oggi Gesù ci dice che per seguirlo veramente bisogna “amare il Signore Dio con tutto il cuore e con tutta la
anima, con tutta la mente e con tutta la forza”. Non si tratta di non amare i propri familiari, ma di amarli in Dio, amarli di più e con un amore puro e sincero, di fare tutto in Dio cioè sotto il suo occhio e con la consapevolezza della sua presenza.
Gesù non si deve cercare solamente nel momento della necessità, è vero amore quando si cerca nel
tempo di sollievo.
Chi ama Gesù scopre anche i fratelli, ama tutti e porta pazienza con chi non lo ama. Amare Dio e il prossimo, questo è il vero cammino!

CONTINUIAMO LE INTENSE PREGHIERE ALLA MADONNA CON LA RECITA GIORNALIERA DEL SANTO ROSARIO PER ME, PER VINCERE L’ATTACCO PORTATO DA SATANA, SCIOGLIENDO QUESTO NODO OPPRESSIVO. CHI
MI VUOLE BENE, PREGHI MOLTO PER ME.
Vi benedico e prego per tutti voi. Pregate per me ogni giorno nella Messa e nel Rosario.
Proposito
Guardando il Crocifisso esprimiamo a Gesù la nostra volontà di accettare le sofferenze e di unirle alle sue
per la salvezza del mondo e la conversione dei peccatori.

Pensiero
Sono due le cose che devono indurci all’umiltà: le miserie del nostro essere e la vita rapida che fugge
(Sant’Antonio).

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