La vita attiva senza lasciare quella contemplativa – 5 Ottobre 2021

Martedì 5 ottobre 2021

XXVI Settimana del Tempo Ordinario

+ VANGELO (Lc 10,38-42)

Marta Lo ospitò. Maria ha scelto la parte migliore.

Dal Vangelo secondo Luca

In quel tempo, mentre erano in cammino, Gesù entrò in un villaggio e una donna, di nome Marta, Lo ospitò. Ella aveva una sorella, di nome Maria, la quale, seduta ai piedi del Signore, ascoltava la sua parola. Marta invece era distolta per i molti servizi. Allora si fece avanti e disse: «Signore, non t’importa nulla che mia sorella mi abbia lasciata sola a servire? Dille dunque che mi aiuti». Ma il Signore le rispose: «Marta, Marta, tu ti affanni e ti agiti per molte cose, ma di una cosa sola c’è bisogno. Maria ha scelto la parte migliore, che non le sarà tolta». Parola del Signore

Commento di Padre Giulio Maria Scozzaro

Le attività della vita ordinaria appaiono molto spesso monotone per la ripetizione degli atti, pur considerando importante il valore delle stesse attività. Più delicato è il lavoro, maggiore responsabilità occorre avvertire, ma se quel lavoro diventa routine non si sviluppa l’amore interiore che rende la persona gioiosa anche mentre lavora.

La gioia cristiana è preghiera.

Possiamo affermare che lavoro e preghiera possono coesistere tranquillamente. La condizione è di offrire ogni lavoro al Cuore di Gesù.

Il cristiano formato spiritualmente è un cristiano che prega con la sua vita.

Ogni cosa che compie è preghiera per l’offerta a Gesù di ogni sua opera, perché vuole dare gloria a Gesù in ogni sua opera buona.

Per lungo tempo si è considerata Marta simbolo e immagine della vita «attiva», così come Maria della vita «contemplativa». In riferimento ai cristiani chiamati a santificarsi in mezzo al mondo, nei vari lavori all’esterno della loro casa, i due stili di vita non devono essere considerati contrapposti.

Tutti i cristiani sono chiamati a lavorare per almeno metà della giornata, o anche di più, come avviene a tanti impiegati e alle donne che si preoccupano di famiglia e casa.

Ecco cosa arriva a cambiare la maturità spirituale, frutto di un impegno giornaliero nel preoccuparsi più delle cose di Dio che delle cose materiali, e di tutto quello che offre questa società sbandata e protesa a dirigere l’umanità verso il vuoto in ogni senso.

Tanti cristiani tiepidi recitano delle preghiere senza pregare… e rimangono convinti di avere fatto grandi opere spirituali. Il mancato frutto delle loro preghiere si evidenzia dalle loro opere inutili, dalla vita dissipata e dalla sterilità del tempo dedicato alle preghiere.

«Dai loro frutti li riconoscerete».

Le parole scambiate in questo incontro nella casa di Betania, vengono riprese in molte circostanze anche non religiose. Marta viene identificata come la donna che si preoccupa eccessivamente dei lavori domestici o del lavoro in generale, mentre Maria è la contemplativa, e qui numerosi Sacerdoti non comprendono che adorare Gesù è il momento più importante della vita.

Questo è il tempo dell’apostasia, del tradimento e dell’abbandono della Sacra Tradizione della Chiesa e tutti noi di questa Parrocchia virtuale sappiamo che accogliere le tesi dei teologi eretici significa tradire Gesù e la Madonna, perdere la Fede e il Paradiso, quindi la salvezza eterna.

Comporta una separazione forse perenne dalla Verità. Sarà inutile poi chiedere protezioni e Grazie a Gesù e alla Madonna.

La preghiera deve impreziosire tutte le circostanze della nostra vita. Accanto a Gesù impareremo a essere amici migliori dei nostri amici, a vivere fino in fondo la giustizia e la lealtà in ogni lavoro che si svolge, a essere più umani, a essere attenti e disposti a soccorrere le necessità altrui.

Questo episodio di Betania fotografa perfettamente l’atteggiamento di quanti partecipano alla Santa Messa senza particolare interesse o con distrazioni che allontanano dalla mente. Come Marta, anche molti cristiani non comprendono che Gesù nella Santa Messa viene a trovarli e loro rimangono con la mente occupata da pensieri inutili.

Non bisogna imitare Marta, ella adorava il Signore ma si lasciò prendere dalla premura di preparare il cibo migliore, ma il vero Cibo era Gesù.

Non è sufficiente accogliere nella propria vita e credere in Gesù, anche Marta fece questo ma poi si preoccupò eccessivamente del lavoro. «Marta era distolta per i molti servizi». Eppure Gesù si era recato a casa di Lazzaro non per ricevere qualcosa ma per dare la sua Grazia, e Marta era distratta, troppo presa dai suoi impegni e non colse l’occasione migliore.

Ella scelse l’attività culinaria all’adorazione di Gesù, nel momento in cui era opportuno contemplare il Signore come fece Maria.

Molti cattolici oggi trovano scuse ridicole per non andare a Messa la domenica, non pregano e dicono di non avere tempo nella giornata ma lo dedicano a cose inutili. Si giustificano affermando che Dio vede il loro amore, ma si ingannano, perché il vero amore chiede corrispondenza, obbedienza a Dio, mette al primo posto Dio e la Messa domenicale.

Alla Messa si raccolgono frutti spirituali secondo la Fede personale, l’amore a Gesù, la disposizione interiore, il raccoglimento. Le distrazioni sono naturali e si devono lottare con la concentrazione spirituale, pensando dove ci si trova e il Sacrificio Eucaristico che avviene sull’altare.

Bisogna partecipare con massima attenzione, si deve arrivare in anticipo, interiormente preparati con il silenzio e l’adorazione di Gesù Eucaristia.

1 Ave Maria per Padre Giulio

«O Augusta Regina del Cielo e Sovrana degli Angeli, a Te che hai ricevuto da Dio la missione di schiacciare la testa di satana, io chiedo umilmente di mandare legioni celesti, perché al tuo cospetto inseguano i demoni, li combattano, reprimano la loro audacia, liberino da ogni male e da ogni persecuzione Padre Giulio e li respingano nell’abisso. Amen».

3 Ave Maria…

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