L’avidità del denaro acceca la mente – 11 Dicembre 2021

Sabato 11 dicembre 2021

II Settimana di Avvento

+ VANGELO (Mt 17,10-13)

Elia è già venuto, e non l’hanno riconosciuto.

+ Dal Vangelo secondo Matteo

Mentre scendevano dal monte, i discepoli domandarono a Gesù: «Perché dunque gli scribi dicono che prima deve venire Elia?». Ed Egli rispose: «Sì, verrà Elia e ristabilirà ogni cosa. Ma Io vi dico: Elia è già venuto e non l’hanno riconosciuto; anzi, hanno fatto di lui quello che hanno voluto. Così anche il Figlio dell’Uomo dovrà soffrire per opera loro». Allora i discepoli compresero che Egli parlava loro di Giovanni il Battista. Parola del Signore

Commento di Padre Giulio Maria Scozzaro

Ogni persona esprime con i suoi atti e le parole quello che possiede dentro: una buona spiritualità cristiana se è stata coltivata o una mescolanza di conoscenze raccolte un po’ ovunque e molto imprecise se non opposte. Molti parlano per abitudine, anche senza dire nulla di importante.

Il chiacchiericcio per accusare qualcuno o per criticare sorge spontaneo in ogni ambiente, non ci meravigliamo, gode della libertà incondizionata rilasciata dall’autocontrollo. Qualche anno fa perfino i monaci tibetani si presero a cazzotti per spartirsi una somma considerevole, si parlava di decine di milioni di dollari.

È comprensibile la debolezza nei comuni mortali, in tanti che non hanno iniziato convenientemente il cammino spirituale di perfezione, ma questi monaci buddisti qualche sorpresa la danno perché incentrano la loro filosofia sul controllo delle passioni e vedere al telegiornale i monaci tibetani che scazzottavano di santa ragione, ti fa capire che anche la loro è tutta una finzione.

Ovviamente tutte le loro beghe vengono insabbiate dai mass-media per varie ragioni, anche se non hanno alcun interesse per questa che viene intesa come religione, molti giornalisti amano screditare il Cristianesimo.

Giornalisti che non conoscono neanche la spiritualità dei monaci tibetani, i quali sono tali perché ognuno di loro cerca nel silenzio e nel prolungato riposo la via più adatta per raggiungere l’Illuminazione, la liberazione interiore e la conoscenza perfetta di sé. Secondo loro è la conoscenza opposta alla non conoscenza e per raggiungere la luce devono meditare lungamente. Dalle scazzottature tra loro per dividersi milioni di dollari, la luce che predicano è solo un pretesto per fare la bella vita…

I monaci tibetani sono conosciuti perché vivono a lungo e questo non sorprende più di tanto se consideriamo lo stato di riposo in cui vivono, senza stress né altre preoccupazioni che nel mondo un po’ tutti conosciamo. Ma quando ci sono in ballo milioni di dollari, anche nei monaci tibetani si risvegliano le vecchie bramosie che avevano solo occultato e mai spente.

Nel suo insegnamento il Buddha «avvisa» che in ogni uomo c’è una situazione di sofferenza che comprende la malattia, l’invecchiamento, la povertà, la morte e altre ancora.

Contrariamente all’insegnamento di Gesù, il Buddha cerca di eliminare la sofferenza per mezzo della meditazione e lo sforzo personale.

È un obiettivo illusorio, inattuabile e ingannevole che viene presentato a tutti, per viverlo bisogna lasciare famiglia e lavoro, ogni impegno della vita e rimanere in un tempio a meditare nel silenzio e in continuo riposo. Bella vita si direbbe. Chi riesce ad andare avanti in queste condizioni?

La contraddizione di questi monaci tibetani è lampante, lascia meravigliati: rimangono lunghi anni a meditare per vincere la sofferenza e per questioni di dollari si picchiano a sangue con violenza inaudita. Le immagini mostravano molti monaci insanguinati, anche i vecchietti tibetani davano cazzotti ad altri monaci.

È una delle prove che il loro è solo un percorso umano e non c’è nulla di divino. È l’uomo che ha inventato la loro falsa filosofia di vita.

Al contrario, Gesù Cristo ci dona con il suo Spirito la forza spirituale per vincere i veleni della vita che sono molti, come l’odio, l’attaccamento alle cose materiali e al denaro, l’invidia, l’orgoglio, la cattiveria e l’ingiustizia.

La persona debole nello spirito è essenzialmente dubbiosa e sicura solo in ciò che le piace!

Il dubbio è una delle due grandi astuzie dei diavoli, lo utilizzano sempre per confondere i più deboli nello spirito e gettare discredito verso chi vive la spiritualità con intensità e procura proprio ai diavoli molte sconfitte.

Chi segue con piena dedizione Gesù, cerca la sua gloria e il bene di tutti ed essendo un cristiano autentico, ama e perdona sempre.

Per acquisire una grande pace interiore bisogna lasciare le cose inutili ed avvicinarsi al Signore, senza quelle dissipazioni che soffocano il cuore.

La vicinanza a Gesù produce nel cristiano la conoscenza della realtà così come è veramente, senza stravolgere fatti e verità.

La forza dei forti si manifesta nel perseguire la Volontà di Dio, per essa entrano nel vero cammino di Fede e sono abilitati a controllare le loro debolezze personali per raddrizzarle e trasformarle in virtù, con l’aiuto della Madonna.

Non abbiamo paura della sofferenza, con la preghiera e una intensa spiritualità riusciamo a controllare la sofferenza e ad offrirla ogni mattina a Gesù e alla Madonna. Loro vogliono liberarci dalle sofferenze ma dipende da noi, da come viviamo e da come agiamo.

Insieme a Gesù è molto facile distaccarci dalla bramosia dei beni e diventare liberi di scegliere, senza l’avidità del denaro che acceca la mente.

1 Ave Maria per Padre Giulio

«O Augusta Regina del Cielo e Sovrana degli Angeli, a Te che hai ricevuto da Dio la missione di schiacciare la testa di satana, io chiedo umilmente di mandare legioni celesti, perché al tuo cospetto inseguano i demoni, li combattano, reprimano la loro audacia, liberino da ogni male e da ogni persecuzione Padre Giulio e li respingano nell’abisso. Amen».

3 Ave Maria…

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