La forza che dona Gesù per superare le prossime sfide – 21 Dicembre 2021

Martedì 21 dicembre 2021

IV Settimana di Avvento

+ VANGELO (Lc 1,39-45)

A che cosa devo che la Madre del mio Signore venga a me?

+ Dal Vangelo secondo Luca

In quei giorni Maria si alzò e andò in fretta verso la regione montuosa, in una città di Giuda. Entrata nella casa di Zaccaria, salutò Elisabetta. Appena Elisabetta ebbe udito il saluto di Maria, il bambino sussultò nel suo grembo. Elisabetta fu colmata di Spirito Santo ed esclamò a gran voce: «Benedetta Tu fra le donne e benedetto il frutto del tuo grembo! A che cosa devo che la Madre del mio Signore venga a me? Ecco, appena il tuo saluto è giunto ai miei orecchi, il bambino ha sussultato di gioia nel mio grembo. E Beata Colei che ha creduto nell’adempimento di ciò che il Signore Le ha detto». Parola del Signore

Commento di Padre Giulio Maria Scozzaro

Due giorni fa abbiamo meditato lo stesso brano del Vangelo e questo avviene per l’intersecarsi tra la liturgia prestabilita per le ferie di Avvento e l’anno liturgico «C» di San Luca che stiamo seguendo. L’anno liturgico è triennale per le domeniche e le festività, gli anni «A, B e C», sono caratterizzati dalla proclamazione del Vangelo di Matteo (A), Marco (B) e Luca (C) lasciando prevalentemente il Vangelo di Giovanni al tempo di Natale e di Pasqua.

Il Vangelo di oggi ci presenta la Madonna come Maestra di speranza e per preparare il Natale, ormai vicinissimo, non c’è niente di più opportuno che accompagnare in questi giorni Maria Santissima, stando con Lei con più amore e confidenza.

Il cristiano sa che anche questo Avvento deve viverlo insieme alla Vergine, tutti i giorni della sua vita se vuole garantirsi con certezza un successo prezioso nella sua esistenza: incontrare Cristo in questa vita e poi nell’eternità.

La speranza perfetta di cui è Maestra la Madonna, appare lontana o incomprensibile a quanti invece sono avviliti e agitati nell’impazienza.

L’aspetto molto curioso in molti è quello di reclamare a Dio il pagamento del poco bene che hanno compiuto. Una contraddizione o una visione miope della propria esistenza, accompagnata da una elevata considerazione di sé.

Dio non può elargire un Bene grande a chi ne ha compiuto poco o per niente.

L’Amore di Dio è per noi incomprensibile, molti abbiamo convinzione che è incommensurabile, ma è anche un Padre che da un lato elargisce tanti doni gratuitamente, dall’altro utilizza una pedagogia perfettamente su misura per ognuno di noi. Lo fa perché mosso esclusivamente dall’Amore verso ciascuno. Ci ama come il vero Padre e noi siamo i suoi bambini!

Gesù però vuole educarci a fare opere di carità, a vedere i bisogni degli altri e a non rimanere insensibili dinanzi alla povertà. Molti benestanti potrebbero sostenere opere di carità per i poveri o luoghi di preghiera per creare altri luoghi dove pregare quando chiuderanno le Chiese.

È proprio vero che i più benestanti sono i più avari e taccagni. Sempre avidi di denaro! E non dicano di aiutare i poveri per qualcosa che compiono, perché lo fa anche Bill Gates e diversi potenti. Ma poi finanziano pure i virus per uccidere miliardi di persone…

Cosa faranno i benestanti avari dei loro beni se entro alcuni anni ci sarà la programmata crisi economica mondiale?

Il cristiano senza Fede si lamenta non appena sorge una difficoltà, non trova la capacità di controllarsi e di reagire con la preghiera, ed è bravo a lamentarsi innanzitutto con Dio. Se non aveva compiuto nulla o poco per amore di Dio, come potrà reclamare quanto non gli spetta?

Molto spesso anche i cristiani sono incapaci di reggere lo sforzo, di mantenere viva la speranza.

Chi patisce tribolazioni ed è vicino a Gesù non cade mai nello sconforto, questo avviene a colui che non aspira alla santità e alla vita eterna, colui che dispera di raggiungerla.

Rimanere vicino al Signore e osservare il Vangelo, con la preghiera giornaliera espressa molto più con il cuore che con le parole, è il sintomo del desiderio di entrare nella sfera della santità. Di conseguenza è facile scegliere in ogni circostanza un agire onesto, buono e sincero.

È molto facile vivere in modo virtuoso in qualsiasi momento se conosciamo bene Gesù e scegliamo sempre il Bene, per noi e per gli altri.

Sono in molti ad attirarsi le tribolazioni per la loro incredulità, l’imborghesimento, la tiepidezza e l’eccessivo attaccamento ai beni materiali, i soli considerati come un vero idolo. Lo scoraggiamento, se non vi si pone rimedio, paralizza gli sforzi per fare il Bene e vincere le difficoltà.

La sfiducia nella propria santità, d’altra parte, si lega alla debolezza della volontà davanti al timore della fatica che la lotta ascetica comporta, e davanti al dover rinunciare a disordinati attaccamenti temporali e al disordine dei sensi.

A noi che ci sforziamo nel cammino spirituale, nemmeno gli apparenti insuccessi nella lotta interiore o nell’apostolato possono scoraggiarci: chi fa le cose per amore di Dio e per la sua gloria non fallisce mai. È sempre un vincente e tutti noi non abbiamo mai insuccessi perché abbiamo riposto totalmente in Dio la nostra fiducia.

Se vi arrivano pensieri di fallimento, sono tentazioni. Il cristiano non fallisce la sua vita, gli ostacoli e le avversità gli fanno acquistare esperienza.

I VERI CRISTIANI COME NOI RIMANGONO FEDELI AL VERO MAGISTERO DELLA CHIESA, COSÌ COME LO È RIMASTO PAPA BENEDETTO XVI.

SE NON SEGUIAMO LE NOVITÀ DEL MODERNISMO NON PERDEREMO GESÙ E CI PROTEGGERÀ DA TUTTI I MALI, SAREMO SEMPRE ASCOLTATI E GUARITI DALLA MADONNA.

1 Ave Maria per Padre Giulio

«O Augusta Regina del Cielo e Sovrana degli Angeli, a Te che hai ricevuto da Dio la missione di schiacciare la testa di satana, io chiedo umilmente di mandare legioni celesti, perché al tuo cospetto inseguano i demoni, li combattano, reprimano la loro audacia, liberino da ogni male e da ogni persecuzione Padre Giulio e li respingano nell’abisso. Amen».

3 Ave Maria…

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