Archivio Mensile: Gennaio 2022

Spiegazione della bestemmia contro lo Spirito Santo – 24 Gennaio 2022 0

Spiegazione della bestemmia contro lo Spirito Santo – 24 Gennaio 2022

Lunedì 24 gennaio 2022

III Settimana del Tempo Ordinario

+ VANGELO (Mc 3,22-30)

Satana è finito.

+ Dal Vangelo secondo Marco

In quel tempo, gli scribi, che erano scesi da Gerusalemme, dicevano: «Costui è posseduto da Beelzebùl e scaccia i demoni per mezzo del capo dei demoni». Ma Egli li chiamò e con parabole diceva loro: «Come può Satana scacciare Satana? Se un regno è diviso in se stesso, quel regno non potrà restare in piedi; se una casa è divisa in se stessa, quella casa non potrà restare in piedi. Anche Satana, se si ribella contro se stesso ed è diviso, non può restare in piedi, ma è finito. Nessuno può entrare nella casa di un uomo forte e rapire i suoi beni, se prima non lo lega. Soltanto allora potrà saccheggiargli la casa. In verità Io vi dico: tutto sarà perdonato ai figli degli uomini, i peccati e anche tutte le bestemmie che diranno; ma chi avrà bestemmiato contro lo Spirito Santo non sarà perdonato in eterno: è reo di colpa eterna». Poiché dicevano: «È posseduto da uno spirito impuro». Parola del Signore

Commento di Padre Giulio Maria Scozzaro

La bestemmia contro lo Spirito Santo viene confusa con la parola blasfema o un’imprecazione riferita a Dio. La confusione è evidente, qui comprenderemo la differenza e anche la pericolosità di questa bestemmia.

Questa bestemmia rappresenta una delle frasi più misteriose dette da Gesù, ma non volle lasciarla nel mistero. È l’atteggiamento di quanti rifiutano l’evidente intervento di Dio in una circostanza, rifiutano infine il perdono di Dio. Si chiama bestemmia che non potrà ricevere alcuna Grazia. Viene detto contro lo Spirito Santo perché è attribuita allo Spirito Santo l’opera della conversione e della santificazione.

LA BESTEMMIA CONTRO LO SPIRITO SANTO È QUELLA DI COLORO, CHE CHIUDONO GLI OCCHI DAVANTI ALLE OPERE DI DIO E RESPINGONO OSTINATAMENTE LE SUE OPERE, ADDIRITTURA ATTRIBUENDOLE AL DIAVOLO, IDENTIFICANDO COSÌ LO SPIRITO SANTO CHE AGISCE NEI BUONI CON LO SPIRITO MALIGNO, COME FACEVANO I FARISEI.

Il peccato della bestemmia può essere perdonato nella Confessione, ma la bestemmia contro lo Spirito Santo non può essere perdonata. Non è per mancanza di amore o della potenza di Dio, è dogma di Fede che la Chiesa può rimettere tutti i peccati.

Non è Gesù a rifiutare il perdono, è il peccatore a non interessarsi più del suo perdono, della sua Grazia.

Dinanzi ai miracoli di Gesù e ai suoi interventi, nel mondo ci sono persone semplici che restano meravigliati e lodano Dio, ma ci sono anche persone invidiose e cattive. Non sempre chi invidia è una persona cattiva, ma la persona cattiva ha nel suo bagaglio anche l’invidia.

La gente dal cuore semplice rimane colpita di fronte ai miracoli e alla predicazione del Signore. Tutti i buoni che vedono miracoli straordinari e impossibili all’uomo, che ascoltano parole di amore da un Uomo che parla come mai nessuno prima di Lui, ammirano Gesù e se non aderiscono subito al suo Vangelo, non provano invidia verso Lui.

La caratteristica dei maliziosi è di rodersi dentro, si logorano e tormentano pensando alla predicazione di Gesù, alla vita dei buoni, alle loro qualità, all’apostolato che compiono e alla Fede che manifestano nelle opere. Gli invidiosi diventano presto detrattori dei buoni, non peccano per leggerezza o senza rendersene conto, in essi è abitudine parlare male degli altri, soprattutto dei buoni.

Distinguiamo i diffamatori abitudinari da quanti sbagliano per debolezza senza voler intaccare la buona reputazione altrui, ma la sporcano sempre e spesso non se ne dispiacciono né riparano alle accuse seminate con superficialità. Sono denigrazioni, accuse infondate, e i cattivi intenzionalmente utilizzano anche le insinuazioni per suscitare il dubbio verso la persona onesta e perbene.

Le maldicenze sono molto pericolose per chi le riceve e per chi le diffonde.

Di tutto si dovrà rendere conto a Dio, questo viene dimenticato anche dagli esperti di Teologia, i quali sorvolano proprio sulle diffamazioni che utilizzano senza freni per distruggere quanti considerano migliori di loro o che vedono impegnati con fervore nel diffondere la sana dottrina.

Il loro modo di agire è perfettamente uguale a quello degli «scribi, che erano scesi da Gerusalemme e dicevano: “Costui è posseduto da Beelzebùl e scaccia i demoni per mezzo del capo dei demoni”». Un agire folle e altamente malizioso questo degli scribi, mostravano una violenta intenzionalità di demolire la buona reputazione di Gesù Cristo.

A causa della loro cattiva disposizione d’animo giudicavano le opere di Gesù come opere del demonio. In effetti tutto può essere confuso se nella coscienza manca rettitudine d’intenzione. Al colmo della loro ostinazione, arrivarono ad affermare che Gesù «è posseduto da uno spirito immondo». Egli che era la Santità stessa!

Fino a questo si spingono quelle persone che non controllano la lingua perché sono squilibrate, non hanno Dio, non Lo conoscono neanche.

In questo mondo in cui tanto male si fa con le parole e si distruggono persone innocenti, il cristiano deve essere giusto anche nel parlare.

Giobbe quando riconosceva la potenza di Dio diceva: «Mai le mie labbra diranno falsità
e la mia lingua mai pronunzierà menzogna!»
(Gb 27,4).

Questo proposito và ricordato in ogni circostanza dal cristiano per non sperperare invano la sua preghiera. A cosa serve dire: «Signore, Signore» se si cade spesso nelle opere cattive o si ricorre alla diffamazione? Non possiamo giustificare certi comportamenti con l’alzata di spalle o nascondendoci dietro la debolezza.

Molto spesso lo scarso dominio della lingua, la leggerezza nell’operare e nel dire, sono manifestazioni di stordimento e di frivolezza, di mancanza di spiritualità e di presenza di Dio. E quante ingiustizie si possono perpetrare nell’emettere giudizi irresponsabili sul comportamento di quanti vivono, lavorano o sono in rapporto con noi!

Ad ogni persona si deve il buon nome, il rispetto, la considerazione, la fama che si è meritata. Ogni persona ha diritto alla buona fama, fintanto che non abbia dimostrato con comportamenti pubblici, indegni e notori, che proprio la buona fama non gli si addice.

La calunnia, la maldicenza, la mormorazione sono gravi mancanze di giustizia nei confronti del prossimo, dal momento che, se perde il buon nome, la persona resta privata della capacità di realizzare buona parte del Bene che avrebbe potuto compiere.

Dio chiederà conto ai diffamatori di tutto quel Bene che hanno impedito di far compiere ai buoni. I diffamatori come potranno sperare di salvarsi?

1 Ave Maria per Padre Giulio

«O Augusta Regina del Cielo e Sovrana degli Angeli, a Te che hai ricevuto da Dio la missione di schiacciare la testa di satana, io chiedo umilmente di mandare legioni celesti, perché al tuo cospetto inseguano i demoni, li combattano, reprimano la loro audacia, liberino da ogni male e da ogni persecuzione Padre Giulio e li respingano nell’abisso. Amen».

3 Ave Maria…

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Nella prima visita a Nazareth Gesù si rivela come Messia – 23 Gennaio 2022 0

Nella prima visita a Nazareth Gesù si rivela come Messia – 23 Gennaio 2022

Domenica 23 gennaio 2022

III DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO

+ VANGELO (Lc 1,1-4; 4,14-21)

Oggi si è compiuta questa Scrittura.

+ Dal Vangelo secondo Luca

Poiché molti hanno cercato di raccontare con ordine gli avvenimenti che si sono compiuti in mezzo a noi, come ce li hanno trasmessi coloro che ne furono testimoni oculari fin da principio e divennero ministri della Parola, così anch’io ho deciso di fare ricerche accurate su ogni circostanza, fin dagli inizi, e di scriverne un resoconto ordinato per te, illustre Teòfilo, in modo che tu possa renderti conto della solidità degli insegnamenti che hai ricevuto. In quel tempo, Gesù ritornò in Galilea con la potenza dello Spirito e la sua fama si diffuse in tutta la regione. Insegnava nelle loro sinagoghe e gli rendevano lode. Venne a Nazareth, dove era cresciuto, e secondo il suo solito, di sabato, entrò nella sinagoga e si alzò a leggere. Gli fu dato il rotolo del profeta Isaia; aprì il rotolo e trovò il passo dove era scritto:

«Lo Spirito del Signore è sopra di me;

per questo mi ha consacrato con l’unzione

e mi ha mandato a portare ai poveri il lieto annuncio,

a proclamare ai prigionieri la liberazione

e ai ciechi la vista;

a rimettere in libertà gli oppressi

e proclamare l’anno di Grazia del Signore».

Riavvolse il rotolo, lo riconsegnò all’inserviente e sedette. Nella sinagoga, gli occhi di tutti erano fissi su di Lui. Allora cominciò a dire loro: «Oggi si è compiuta questa Scrittura che voi avete ascoltato». Parola del Signore

Commento di Padre Giulio Maria Scozzaro

Viene descritta nel Vangelo di San Luca la presenza di Gesù nella sinagoga per quattro volte, sono presenze che suscitano sempre un acceso dibattito, a volte anche duro. Oggi riflettiamo sul primo di questi incontri, e viene applicato al Prologo che descrive le accurate ricerche del medico Luca prima di iniziare la stesura del Vangelo.

«Nella sinagoga, gli occhi di tutti erano fissi su di Lui», usciva tanto odio dagli occhi di ghiaccio dei presenti, poi penseranno anche ad uccidere Gesù, non per la mancata spiegazione del brano di Isaia appena letto, ma per l’attribuzione a sé delle parole contenute: «Oggi si è compiuta questa Scrittura che voi avete ascoltato».

Prima di approfondire la discussione conflittuale che avviene in questo incontro tra Gesù e i suoi concittadini presenti nella sinagoga, persone che Lo conoscevano e che provavano una immensa invidia per la sua fama che si accresceva, vediamo di comprendere l’inizio del Vangelo di San Luca.

Egli si rivolge a Teòfilo, si impegna nelle ricerche e ascolta i testimoni per «scriverne un resoconto ordinato per te, illustre Teòfilo», quindi, ci sono due teorie sulla dedica del Vangelo: si è pensato a un certo Teòfilo veramente esistito, un eminente cristiano e San Luca utilizza lo stile degli scrittori classici che dedicavano le loro opere a personaggi illustri.

C’è un’altra ipotesi e riguarda la volontà di dedicare il proprio Vangelo a chi ama Dio, Teòfilo significa amante di Dio. Comunque è un aspetto secondario, non modifica nulla la conoscenza della realtà o l’immaginaria esistenza del personaggio, per la valutazione letteraria.

Si può sicuramente affermare che San Luca ha fondato l’opera letteraria e storica non solo attingendo da San Paolo, ma ha cercato di situare in modo cronologico i fatti narrati. L’Autore non faceva parte dei Dodici e si ammira il suo impegno nelle ricerche storiografiche.

Ritorno alla prima visita di Gesù alla sinagoga di Nazaret dopo l’inizio della sua vita pubblica. Abbiamo letto il Prologo nel Vangelo di oggi che fa parte del 1° capitolo, poi si passa al 4° capitolo per conoscere cosa avvenne quando Gesù entrò nella sinagoga e applicò a sé la profezia di Isaia, vissuto circa 8 secoli prima.

La cosa curiosa è che nella sinagoga, la Casa di preghiera ebraica, venne pronunciata la prima sentenza di morte sul Figlio di Dio.

Da una parte troviamo il coraggio di Gesù quando, dopo avere letto le scritture, si siede come un maestro per spiegarle, e dopo un po’ pronuncia queste pesanti e veritiere parole: «Oggi si è compiuta questa Scrittura che voi avete ascoltato».

Il Signore scelse il rotolo da leggere, non prese il brano previsto dalla liturgia del giorno, proprio perché voleva rivelare opportunamente e finalmente ai suoi compaesani, che quanto si diceva di Lui di grandioso a Cafarnao e nelle città vicine risultava veritiero.

Altrimenti tutti l’avrebbero considerato come un furfante, un impostore anche se conoscevano molto bene la sua bontà e l’umiltà.

Nella sinagoga di Nazareth Gesù compie l’investitura come Messia, rivela a tutti che il contenuto di Isaia 61 riguarda Lui.

Nel testo letto da Gesù troviamo due temi: l’annuncio della liberazione e la predicazione dell’anno di Grazia, il grande giubileo biblico.

Quindi, invece di spiegare il brano letto, il Signore dice che proprio in questo giorno si è adempiuta la Parola letta. Indica se stesso come il Messia atteso, invece di applicare la Parola afferma che c’è il compimento della Parola. Non dà un commento morale alla Parola, afferma che si realizza in Lui.

Proprio Lui, il falegname buono e umile conosciuto dai paesani da molti anni, è il Messia che scioglierà le catene del peccato, sarà la Luce che illuminerà le tenebre, porterà la Verità in un mondo già coperto dalla menzogna.

In Gesù si realizzerà ogni promessa, tutti i Profeti biblici avevano scritto di Lui.

I nazaretani pieni di sdegno già da tempo per le notizie dei miracoli compiuti da Lui che arrivavano da Cafarnao, luogo scelto dal Signore come centro organizzativo, non contenevano tutta la rabbia invidiosa che li accecava e li faceva sballare, tanto che Lo spinsero fuori e cercarono di ucciderLo.

Questo è l’inizio della missione di Gesù nel suo paese di adozione. Quindi, dirà successivamente: «Un profeta non è disprezzato che nella sua patria, tra i suoi parenti e in casa sua» (Mc 6,4).

Il Vangelo oggi ci presenta questi fatti e ammiriamo la serietà di storico di San Luca: nei fatti che ci presenta trova sempre una corrispondenza, aspetto che ai Santi Matteo e Giovanni riusciva più agevole per essere stati testimoni.

San Luca vuole dimostrare che i fatti che narra non sono favole, come serpeggiavano le malelingue degli ebrei. Gesù è veramente esistito e tutto quello che San Luca ha scritto nel Vangelo è avvenuto storicamente, sono i testimoni e i luoghi a confermarlo.

Oggi per noi è facile affermare la divinità di Gesù, duemila anni fa bisognava provarlo a quanti ascoltavano le prediche degli Apostoli, ed erano i miracoli che Dio concedeva tramite Loro, a confermare la divinità di Gesù.

1 Ave Maria per Padre Giulio

“O Augusta Regina del Cielo e Sovrana degli Angeli, a Te che hai ricevuto da Dio la missione di schiacciare la testa di satana, io chiedo umilmente di mandare legioni celesti, perché al tuo cospetto inseguano i demoni, li combattano, reprimano la loro audacia, liberino da ogni male e da ogni persecuzione Padre Giulio e li respingano nell’abisso. Amen”.

3 Ave Maria…

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Le persecuzioni contro i buoni – 22 Gennaio 2022 0

Le persecuzioni contro i buoni – 22 Gennaio 2022

Sabato 22 gennaio 2022

II Settimana del Tempo Ordinario

+ VANGELO (Mc 3,20-21)

I suoi dicevano: «È fuori di sé».

+ Dal Vangelo secondo Marco

In quel tempo, Gesù entrò in una casa e di nuovo si radunò una folla, tanto che non potevano neppure mangiare. Allora i suoi, sentito questo, uscirono per andare a prenderLo; dicevano infatti: «È fuori di sé». Parola del Signore

Commento di Padre Giulio Maria Scozzaro

I nemici di Gesù arrivarono anche alla diffamazione forse più pesante, dicevano che il Signore era matto da legare, un Uomo uscito di senno e sproloquiava di un’altra Legge fondata sull’amore, sul perdono e sulla compassione.

Era vero che Gesù presentava una Legge fondata sull’amore e sul perdono, ma non c’era alcuna forma di per gli ebrei e Lui non era affatto pazzo.

Era contemporaneamente una persona strana e compiva miracoli… risuscitava dalla morte i defunti… guariva i lebbrosi… dominava la natura e i diavoli…

L’odio acceca e impedisce di capire la realtà, i nemici vedevano che Gesù era mite e parlava tanto di misericordia, predicava una dottrina pacifica, benevola, amorevole e la sua parola suscitava molta ammirazione soprattutto nelle fasce deboli, come gli afflitti, i perseguitati, i poveri e gli ammalati.

I capi degli ebrei più che la dottrina di Dio, temevano di perdere l’autorità, il potere sulla gente e allora utilizzavano la strategia del «mascariare» Gesù, rovinandone l’immagine con malignità insensate e calunnie gravissime.

Prima della predicazione di Gesù i capi degli ebrei vivevano «tranquilli», seguivano la loro legge e intendevano la religione in modo molto umano, non si facevano scrupoli nell’aggiungere con facilità precetti e riti alla Legge di Mosè e così la modificavano. I loro capi avevano una somma presunzione e si consideravano al di sopra della Legge.

Erano in pratica senza Legge o con una legge creata da loro…

La venuta di Gesù ha scompigliato l’ipocrisia di molti in Israele, questa la vera ragione dell’accecato accanimento nei suoi confronti. La Verità portata da Lui ha scoperchiato i sepolcri imbiancati e tirato fuori i cadaveri putrefatti dei capi religiosi degli ebrei che non pregavano e non osservavano le parole di Dio.

Lo stesso succede oggi nel Cristianesimo e molti della gerarchia considerano ingombrante la Persona di Gesù, tanto da modificare i suoi insegnamenti rendendoli umani.

Ancora non sono stati scoperchiati tanti sepolcri imbiancati e sono mascherati i cadaveri putrefatti travestiti di abiti sacri, quelli che predicano Gesù e subito dopo nelle tenebre complottano contro lo stesso Gesù, colpendo la sua Chiesa e manipolando il suo Vangelo con nuovi insegnamenti eretici e subdoli…

Lasciare sospesi insegnamenti importanti della morale è la strategia degli impostori, così loro non dicono in modo chiaro le eresie, ma le facilitano.

I veri seguaci di Gesù subiscono inevitabilmente forti persecuzioni affinché facciano silenzio! La loro coerente Fede non viene tollerata e quasi sempre vengono accusati falsamente, anche di una spiritualità eccessiva. È invece la vera spiritualità mistica e ascetica del Cristianesimo ma questi persecutori non la conoscono… non la praticano e la vogliono impedire.

Grandi Santi/e che hanno vissuto la vera spiritualità di Gesù e hanno amato con una devozione profondissima la Madonna, sono stati sempre perseguitati dalla gerarchia e indicati con brutte parole, hanno patito profonde umiliazioni, hanno perduto dignità e buona reputazione per difendere e predicare Gesù Cristo.

A Loro e non ai Prelati persecutori dei buoni, Gesù dice: «Beati voi quando vi insulteranno, vi perseguiteranno e, mentendo, diranno ogni sorta di male contro di voi per causa mia» (Mt 5,11).

Santa Veronica Giuliani, Santa Margherita Alacoque, Santa Faustina Kowalska, la Serva di Dio Luisa Piccarreta, la Beata Madre Speranza di Collevalenza, Natuzza Evolo, San Pio e tanti altri sono stati tutti lungamente diffamati e umiliati soprattutto da Cardinali e Vescovi che avrebbero dovuto amarLi e proteggerLi. Animati da umile devozione avrebbero dovuto imparare da Loro a vivere la vera spiritualità del Vangelo, invece sono stati spietati carnefici.

E GESÙ COSA FACEVA DURANTE LE PERSECUZIONI? GUARDAVA COMPIACIUTO I SUOI SANTI CHE SI PURIFICAVANO AD OLTRANZA E RASSOMIGLIAVANO SEMPRE PIÙ A LUI, MENTRE OSSERVAVA CON SDEGNO I PRELATI PERSECUTORI CHE SI TRASFORMAVANO IN DIAVOLI, E IL LORO STILE DI VITA ERA SIMILE ALLA VITA DI GIUDA ISCARIOTA.

Madre Speranza è stata perseguitata per decenni dalla Congregazione per gli Istituti di Vita Religiosa e le veniva impedita ogni iniziativa, come il Santuario da costruire vicino alla sorgente dell’acqua miracolosa per fare immergere gli ammalati nelle piscine, come a Lourdes.

Papa Giovanni Paolo II andò pellegrino il 22 novembre 1981 a Collevalenza ed era la prima uscita ufficiale dopo l’attentato per pregare dinanzi a Gesù misericordioso. Incontrò Madre Speranza e le portò la consolazione di Gesù, dopo decenni di diffamazioni e persecuzioni spietate patite dalla Beata.

Le diffamazioni sono nei cuori degli ingannatori e le formulano con una genialità che neanche i diavoli… È il modo più veloce per danneggiare i veri apostoli del Vangelo di Gesù, tutti quelli seguono il Signore nella verità e conducono una intensa vita spirituale.

Gesù volevano farLo credere pazzo, «fuori di sé» (Mc 3,21), così anche i suoi insegnamenti subivano la stessa condanna e venivano ridimensionati di fatto.

Questa è l’arte della diffamazione, gestita con abilità da diffamatori diventati guru diabolici per distruggere la dignità dei buoni e molti sono Cardinali, Vescovi, Preti e Religiosi. Ieri ho scritto che molti di loro sono atei, ne consegue proprio per il tradimento diventano come dei mostri di cattiveria, spietatezza e esasperato odio contro i buoni.

Gli ebrei ricorrevano al mezzo più abietto (dopo l’omicidio) per fermare il Signore. La diffamazione di pazzia era stata diffusa un po’ ovunque per distruggere la credibilità e la dignità di Gesù, in fondo per salvare se stessi. Era una battaglia in cui uno doveva emergere e l’altro scomparire, gli ebrei la giocarono in modo sporco.

Gesù predicava che i veri beati sono gli umili e i miti, i perseguitati, i poveri, gli ammalati, i semplici e i puri di cuore.

Anche noi che seguiamo Gesù in questi brutti tempi, subiamo accuse o grandi persecuzioni immotivate, inventate, anche per la coerenza della nostra vita, la pratica delle virtù che fa impazzire i cattivi e gli atei. Abbiamo una Fede vittoriosa sulla malafede, ossia la disonestà e l’ipocrisia del mondo.

Il premio che attendono i buoni è la gloria eterna in Paradiso. Ma già qui, noi veri seguaci di Gesù riceviamo cento volte tanto.

Non preoccupiamoci della reazione maligna e stravagante di chi conosce o non conosce Gesù e non ama nessuno, consideriamo invece le Grazie che il Signore ci dona molto spesso e gli aiuti potenti in tutte le circostanze della nostra vita.

1 Ave Maria per Padre Giulio

«O Augusta Regina del Cielo e Sovrana degli Angeli, a Te che hai ricevuto da Dio la missione di schiacciare la testa di satana, io chiedo umilmente di mandare legioni celesti, perché al tuo cospetto inseguano i demoni, li combattano, reprimano la loro audacia, liberino da ogni male e da ogni persecuzione Padre Giulio e li respingano nell’abisso. Amen».

3 Ave Maria…

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Ci sono Cardinali, Vescovi e Preti atei – 21 Gennaio 2022 0

Ci sono Cardinali, Vescovi e Preti atei – 21 Gennaio 2022

Venerdì 21 gennaio 2022

II Settimana del Tempo Ordinario

+ VANGELO (Mc 3,13-19)

Chiamò a sé quelli che voleva perché stessero con Lui.

+ Dal Vangelo secondo Marco

In quel tempo, Gesù salì sul monte, chiamò a sé quelli che voleva ed essi andarono da Lui. Ne costituì Dodici -che chiamò Apostoli-, perché stessero con Lui e per mandarli a predicare con il potere di scacciare i demoni. Costituì dunque i Dodici: Simone, al quale impose il nome di Pietro, poi Giacomo, figlio di Zebedèo, e Giovanni fratello di Giacomo, ai quali diede il nome di Boanèrghes, cioè “figli del tuono”; e Andrea, Filippo, Bartolomeo, Matteo, Tommaso, Giacomo, figlio di Alfeo, Taddeo, Simone il Cananeo e Giuda Iscariota, il quale poi Lo tradì. Parola del Signore

Commento di Padre Giulio Maria Scozzaro

Diversamente da quanto accade in quelle che si definiscono religioni, nel Cristianesimo è Gesù che chiama, sceglie, invia il tocco che infiamma i cuori.

Gesù ha sempre bisogno di collaboratori, ma non viene richiesta solo la presenza fisica, ciò che determina la vera sequela del Signore è il cuore puro, la buona volontà. Lui non ha bisogno di numeri, cerca la qualità, ma non tutti i chiamati sono incamminati verso la perfezione né i chiamati devono illudersi di essere già perfetti.

D’altronde la perfezione assoluta si vive solo in Paradiso, qui è possibile raggiungere la perfezione umana che deve entrare nella gloria di Dio, deve trasfigurarsi in un essere che diventa simile agli Angeli e sempre inferiore.

In Paradiso si gioisce in eterno, non ci sono affanni umani né sofferenze, non recriminazioni, tutto infonde la vera beatitudine. In una apparizione, Santa Teresa d’Avila disse a una monaca che non sarebbe ritornata sulla Terra per nessuna ragione, semmai solo per recitare una Ave Maria.

Duemila anni fa come anche oggi, è sempre indispensabile la collaborazione di uomini e donne toccati dalla Grazia di Dio per annunciare il Vangelo dove è loro possibile, a cominciare dalla famiglia. Molti giovani non vivono bene perché non hanno ricevuto insegnamenti religiosi, non hanno visto in famiglia buoni esempi di preghiera e di vita virtuosa.

Più di tante parole sono importanti i buoni esempi, le testimonianze di vita evangelica.

Le parole vengono dopo le buone opere, così faceva Gesù e nessuno poteva accusarlo di non compiere già quanto predicava.

La chiamata alla salvezza eterna è universale ma moltissimi si rifiutano di osservare le Leggi di Dio e si prefiggono un cammino contrario, improntato sulle ideologie inventate dagli uomini che rendono vere belve questi uomini. Anche quelli che li seguono!

C’è una forte agitazione nell’esercito di Satana e i suoi uomini sono all’opera per destabilizzare ogni pacifica comunità, per annullare il Cristianesimo facendolo entrare in una Nuova Chiesa Mondiale. Questo vogliono alcuni della gerarchia!

NON SORPRENDIAMOCI SE CI SONO CARDINALI, VESCOVI E PRETI ATEI. LE LORO OPERE MANIFESTANO QUESTA ASSODATA VERITÀ.

Gli atei non riescono a capire che la loro orribile ideologia è sempre stata ispiratrice di morte, in ogni modo e forma gli atei portano sempre alla morte.

Molti pensano di compiere un cammino verso l’aldilà ma è diverso da quello che chiede Gesù, non hanno valori morali e vivono nell’agitazione. Moltissime persone sono perdute per avere ascoltato e seguito personaggi posseduti dal Male assoluto, tra essi ci sono giornalisti, gente dello spettacolo e dello sport.

SONO I NUOVI PREDICATORI A SERVIZIO DEL MALE, I QUALI PER UNA DISTORTA COMPRENSIONE DELLA REALTÀ, LO PERCEPISCONO COME BENE.

San Paolo era un persecutore dei cristiani ma in buonafede, egli obbediva alla Legge ebraica e adorava un solo Dio. Solo dopo la caduta da cavallo e dal suo piedistallo, dopo essere diventato cieco per breve tempo, rientrò in sé e conobbe la Verità. Divenne il più grande Apostolo delle genti.

Tutti noi siamo stati scelti per aiutare Gesù nell’opera di evangelizzazione, secondo le capacità, il tempo, la possibilità. Aiutiamolo davvero.

È la Persona di Gesù che fa trovare unità a sconosciuti, essi fanno l’esperienza di essere chiamati e amati per restare con il Signore. I Sacerdoti hanno poteri soprannaturali donati da Gesù, devono predicare la Verità di Cristo e cacciare i demoni.

Ciò che deve far parte della nostra formazione religiosa è la condizione: noi siamo discepoli di Gesù Cristo, noi serviamo e adoriamo il Signore.

Come discepoli vogliamo restare vicini a Gesù, sia con la preghiera del cuore, fatta di atti di amore in qualsiasi momento della giornata; sia con la visita in Chiesa a Lui che ci aspetta nel Tabernacolo. Tante volte si passa davanti alle Chiese e non si pensa che lì dentro è presente in forma sacramentale lo stesso Gesù del Vangelo, che duemila anni fa compiva ogni sorta di miracoli e dominava i diavoli, le malattie, la natura.

Se siamo discepoli dobbiamo restare accanto a Gesù, consapevoli che rimane accanto a noi perché ci conosce appieno, ci guarda e ascolta.

Proponiamoci di migliorare il nostro stato di discepoli con la buona volontà di compiere in tutte le circostanze un buon apostolato per Gesù.

1 Ave Maria per Padre Giulio

«O Augusta Regina del Cielo e Sovrana degli Angeli, a Te che hai ricevuto da Dio la missione di schiacciare la testa di satana, io chiedo umilmente di mandare legioni celesti, perché al tuo cospetto inseguano i demoni, li combattano, reprimano la loro audacia, liberino da ogni male e da ogni persecuzione Padre Giulio e li respingano nell’abisso. Amen».

3 Ave Maria…

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Le Chiese si svuotano e nessuno si preoccupa – 20 Gennaio 2022 0

Le Chiese si svuotano e nessuno si preoccupa – 20 Gennaio 2022

Giovedì 20 gennaio 2022

II Settimana del Tempo Ordinario

+ VANGELO (Mc 3,712)

Gli spiriti impuri gridavano: «Tu sei il Figlio di Dio!». Ma Egli imponeva loro severamente di non svelare chi Egli fosse.

Dal Vangelo secondo Marco

In quel tempo, Gesù, con i suoi discepoli si ritirò presso il mare e Lo seguì molta folla dalla Galilea. Dalla Giudea e da Gerusalemme, dall’Idumea e da oltre il Giordano e dalle parti di Tiro e Sidòne, una grande folla, sentendo quanto faceva, andò da Lui. Allora Egli disse ai suoi discepoli di tenergli pronta una barca, a causa della folla, perché non Lo schiacciassero. Infatti aveva guarito molti, cosicché quanti avevano qualche male si gettavano su di Lui per toccarlo. Gli spiriti impuri, quando Lo vedevano, cadevano ai suoi piedi e gridavano: «Tu sei il Figlio di Dio!». Ma Egli imponeva loro severamente di non svelare chi Egli fosse. Parola del Signore

Commento di Padre Giulio Maria Scozzaro

La Barca che raffigura la Chiesa si sta svuotando e molti cattolici scelgono altre navi molto grandi dove si conosce la sontuosa festa pagana. Nella Barca rimane sempre Gesù con pochi discepoli, diventerà presto il Piccolo Gregge evangelico opposto alle eresie di quanti nella gerarchia volgeranno lo sguardo verso l’impostura.

È un tremendo paradosso quello di una gerarchia che non è più attratta dalla sana dottrina della Chiesa e si butta a testa bassa nella mischia del mondo globalista, perdendo i lineamenti spirituali e mostrando finalmente la vera identità intrattabile.

Un tempo i nuovi Vescovi venivano scelti e consacrati per le virtù e la sana dottrina che professavano, oggi il criterio si fonda su un altro criterio e l’attivismo modernista che contempla la predicazione perseverante dell’accoglienza degli immigrati. Senza curarsi del comprensibile fastidio che causano ai cattolici equilibrati, quelli saggi e seguaci di Cristo!

Dermot Pius Farrell è stato nominato Vescovo da Bergoglio il 3 gennaio 2018. Lo stesso Pontefice lo ha nominato Arcivescovo di Dublino, la capitale dell’Irlanda, quindi la sede più importante del paese, il 29 dicembre 2020. Farrell, qualche giorno dopo la nomina ad Arcivescovo ha rilasciato un’intervista all’Irish Times in cui si dichiara favorevole alle donne diaconi e ai sacerdoti sposati, e alla benedizione privata degli anelli per le coppie divorziate e risposate e per le coppie omosessuali.

In questo caso, per esempio, qual è stato il criterio di scelta del Vescovo e della sua promozione? Fanno parte ancora della Chiesa Cattolica?

È la perdita della Fede, si chiama apostasia del cuore, anche se restano nella Chiesa i loro insegnamenti non sono più conformi al Vangelo.

Le eresie che da anni si predicano arrivano a distruggere la Fede di milioni di buoni cattolici e un po’ impressionabili.

Sono incalcolabili le omelie non più cattoliche che si esternano dai pulpiti cattolici con la superba pretesa di imporre ai fedeli nuove dottrine eretiche, folli, scriteriate che superano per insensatezza le eresie dell’eretico Lutero.

Carissimi, fermiamoci a riflettere sulla nostra Fede, chiediamoci cos’è la Fede in Gesù Cristo.

Non è quella di chi si illude di pregare e non vive il Vangelo. Non è quella di Vescovi italiani e di tanti luoghi del mondo che esaltano l’Islamismo e Lutero, negando implicitamente tutta la sana dottrina cattolica, trasmessa dagli Apostoli fino ai giorni nostri. Non c’è Fede neanche negli enfatici predicatori che dicono e non fanno.

«Quanto vi dicono, fatelo e osservatelo, ma non fate secondo le loro opere, perché dicono e non fanno» (Mt 23,3).

Oggi però sono molti quelli che dicono male e fanno ancora peggio!

La Fede autentica va vissuta, e deve conformare tanto le decisioni grandi quanto quelle piccole, e ordinariamente si manifesta nel modo di affrontare i doveri quotidiani. Nella vita che ognuno conduce viene mostrata la sua Fede, da come parla, come agisce e ordisce.

La Fede è vera se viene vissuta e si mostra con le buone opere. Si esercita la Fede nell’adesione totale a Gesù, quando si predica e si adora Gesù.

Il Vangelo di oggi ci dice che una grande folla cercava Gesù perché guariva tutti. La grande folla in questi tempi invece viene dissuasa dal cercare Gesù per le ambigue omelie quasi non cristiane, prive di Fede e di amore per la salvezza delle anime.

Nel Vangelo di oggi Gesù chiede ai discepoli di «tenergli pronta una barca, a causa della folla, perché non Lo schiacciassero».

Gesù non voleva sottrarsi dall’incontro con gli ammalati.

Questo significa che Gesù vuole restare in noi se Lo chiediamo e preghiamo per questo.

Gesù vuole restare con noi, in noi, ma dobbiamo trovare la pace interiore per farlo agire, dobbiamo allontanare la «folla» di pensieri, di giudizi, di orgogli, di superbie, di progetti immorali, di vanità fuggevoli, di ricerca degli idoli.

Gesù vuole salire sulla nostra barca, ma deve vederla libera, lontana dagli inganni e dalle ipocrisie che dominano certe menti.

Chiediamoci se siamo pronti a tenergli disponibile la nostra barca per ospitarlo.

Ciò che schiaccia l’uomo è l’orgoglio e la sua immersione nei vizi, egli non trova nella giornata del tempo da dedicare alla preghiera, all’adorazione di Gesù, e si priva di riempirsi del suo Spirito per avere maggiore Fede e vincere le tentazioni, per non cadere nella corruzione del mondo.

Ricordate le parole di Gesù: «Dai loro frutti dunque li potrete riconoscere» (Mt 7,20).

Gesù è il liberatore e aspetta anche i grandi peccatori nel confessionale, purtroppo spesso non si trovano i confessori, diversi Vescovi addirittura fuorviano i parroci e non parlano bene della Confessione… Moltissime Chiese rimangono chiuse, le Chiese aperte si trovano nelle città con alcuni confessori disponibili a far risuscitare le anime e a spezzare le catene del peccato, a sconfiggere l’immondo Satana.

Gesù è il guaritore ma ci vuole liberi dalla mentalità moderna e volgare che si oppone proprio a Lui, altrimenti la sua azione rimane bloccata.

Ognuno di noi può diventare collaboratore di Gesù nel «dare dottrina», nel portare agli altri la conoscenza del Vangelo e la propria esperienza spirituale. Ognuno deve diventare testimone dell’Amore di Gesù Cristo, Figlio di Dio.

È indispensabile conoscere le Verità della nostra Fede.

Siamo chiamati a diffondere a tutti le Verità contenute nel Vangelo. Gesù ce lo chiede. Non rimaniamo inerti a guardare l’agire degli impostori.

1 Ave Maria per Padre Giulio

«O Augusta Regina del Cielo e Sovrana degli Angeli, a Te che hai ricevuto da Dio la missione di schiacciare la testa di satana, io chiedo umilmente di mandare legioni celesti, perché al tuo cospetto inseguano i demoni, li combattano, reprimano la loro audacia, liberino da ogni male e da ogni persecuzione Padre Giulio e li respingano nell’abisso. Amen».

3 Ave Maria…

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Le numerose false dottrine all’interno della Chiesa – 19 Gennaio 2022 0

Le numerose false dottrine all’interno della Chiesa – 19 Gennaio 2022

Mercoledì 19 gennaio 2022

II Settimana del Tempo Ordinario

+ VANGELO (Mc 3,16)

È lecito in giorno di sabato salvare una vita o ucciderla?

Dal Vangelo secondo Marco

In quel tempo, Gesù entrò di nuovo nella sinagoga. Vi era lì un uomo che aveva una mano paralizzata, e stavano a vedere se lo guariva in giorno di sabato, per accusarlo. Egli disse all’uomo che aveva la mano paralizzata: «Alzati, vieni qui in mezzo!». Poi domandò loro: «È lecito in giorno di sabato fare del bene o fare del male, salvare una vita o ucciderla?». Ma essi tacevano. E guardandoli tutt’intorno con indignazione, rattristato per la durezza dei loro cuori, disse all’uomo: «Tendi la mano!». Egli la tese e la sua mano fu guarita. E i farisei uscirono subito con gli erodiani e tennero consiglio contro di Lui per farlo morire. Parola del Signore

Commento di Padre Giulio Maria Scozzaro

La liturgia ci presenta un altro episodio riguardante il sabato. C’è voluto poco per far scattare la reazione dei nemici di Gesù. Farisei ed erodiani con facilità si unirono pur avendo problematicità notevoli, e come accade sempre quando c’è da colpire chi sta nel Bene, non avevano la lucidità di distinguere i fatti accaduti.

L’atteggiamento dei farisei era crudele e ricolmo di odio, non capivano più talmente erano ottenebrati che erano loro a violare il Comandamento nel voler uccidere Gesù. Se non accettavano il Signore e peccavano per l’odio e le diffamazioni, infrangevano il Comandamento: «Non uccidere».

Eppure vi dico che questi farisei ed erodiani che odiavano Gesù, erano meno responsabili delle persone simili a loro che in questi nostri tempi cercano di uccidere sempre Gesù nelle anime dei cattolici, negando la sua Divinità e stravolgendo la sua dottrina.

Sono teologi e anche Vescovi che nel passato hanno accettato e creduto in Gesù, Lo hanno considerato Figlio di Dio e hanno scritto, predicato, insegnato che il Vangelo è autentico e Lui è Onnipotente. Poi chissà per quali nuove inclinazioni, debolezze e interessi ambiziosi, di carriera e potere, si sono schierati contro Gesù Cristo.

C’è una frase nel Vangelo che oggi và rivolta a quanti stanno tradendo Dio.

Dopo avere raccontato la parabola dei due figli avvertiti dal padre di andare a lavorare nella vigna -ma quello che si era rifiutato vi andò e l’altro che aveva promesso di andare poi cambiò idea e fece altro-, Gesù entrato nel Tempio rivolto ai sommi sacerdoti e gli anziani del popolo, disse: «IN VERITÀ VI DICO: I PUBBLICANI E LE PROSTITUTE VI PASSANO AVANTI NEL REGNO DI DIO» (Mt 21,31). Parlava di grandi peccatori convertiti al suo Vangelo.

Quanti insegnano all’interno della Chiesa nuove dottrine ambigue, proibiscono dannatamente la diffusione del Bene e ripetono ai Sacerdoti e ai laici impegnati nel buon apostolato del Vangelo, le stesse parole che i sommi sacerdoti e gli anziani del popolo dicevano a Gesù: «Con quale autorità fai questo? Chi ti ha dato questa autorità?» (Mt 21,23).

Tacciono ogni corruzione compiuta dai loro amici, proteggono i viziosi immorali e lasciano crescere il Male, ma incredibilmente e forsennatamente diventano belve quando si compie buon apostolato per il bene delle anime e la diffusione del Vangelo.

L’unica spiegazione è la loro apostasia, la profonda corruzione morale, hanno perduto la Fede e l’autorità che ricoprono è staccata da Dio, non hanno interesse per il Vangelo, non compiono nulla per amore di Gesù Cristo, né per il bene della Chiesa. Vogliono distruggere la sana dottrina della Chiesa.

Non è come il ruolo istituzionale, una questione esteriore nel rispetto della Costituzione, invece il Vescovo deve agire per Fede, per amore di Dio.

Il Male non si sviluppa all’improvviso, però si trasforma e si adatta alle varie circostanze, come l’acqua.

L’acqua si adatta ai recipienti che la contengono, il Male si stabilizza dove trova chi lo contiene e lo lascia sviluppare. Personifica il Male.

Essi subdolamente lasciano intendere che tutte le religioni sono uguali e la Rivelazione di Dio non è solo quella cristiana. Quindi, Gesù non è Dio.

Lo affermano allusivamente. Di sicuro, molti peccatori riceveranno più misericordia da Dio, rispetto a tanti Pastori  che odiano la Chiesa dall’interno.

«In verità vi dico: I pubblicani e le prostitute vi passano avanti nel Regno di Dio» (Mt 21,31).

Con pubblicani e prostitute Gesù si riferiva proprio ai peccatori più immondi, così non solo ribadiva che la salvezza eterna è aperta a tutti coloro che si pentono dei loro peccati anche se immensi, aggiungeva che la vera Fede in Dio è interiore e si mostra con la vita virtuosa e le buone opere, non con l’ipocrisia religiosa o l’agire da impostori.

1 Ave Maria per Padre Giulio

«O Augusta Regina del Cielo e Sovrana degli Angeli, a Te che hai ricevuto da Dio la missione di schiacciare la testa di satana, io chiedo umilmente di mandare legioni celesti, perché al tuo cospetto inseguano i demoni, li combattano, reprimano la loro audacia, liberino da ogni male e da ogni persecuzione Padre Giulio e li respingano nell’abisso. Amen».

3 Ave Maria…

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Gesù nella Messa libera dalle maledizioni – 18 Gennaio 2022 0

Gesù nella Messa libera dalle maledizioni – 18 Gennaio 2022

Martedì 18 gennaio 2022

II Settimana del Tempo Ordinario

+ VANGELO (Mc 2,23-28)

Il sabato è stato fatto per l’uomo e non l’uomo per il sabato!

+ Dal Vangelo secondo Marco

In quel tempo, di sabato Gesù passava fra campi di grano e i suoi discepoli, mentre camminavano, si misero a cogliere le spighe. I farisei gli dicevano: «Guarda! Perché fanno in giorno di sabato quello che non è lecito?». Ed Egli rispose loro: «Non avete mai letto quello che fece Davide quando si trovò nel bisogno e lui e i suoi compagni ebbero fame? Sotto il sommo sacerdote Abiatàr, entrò nella casa di Dio e mangiò i pani dell’offerta, che non è lecito mangiare se non ai sacerdoti, e ne diede anche ai suoi compagni!». E diceva loro: «Il sabato è stato fatto per l’uomo e non l’uomo per il sabato! Perciò il Figlio dell’Uomo è Signore anche del sabato». Parola del Signore

Commento di Padre Giulio Maria Scozzaro

Ciò che differenziava Israele dai popoli vicini era l’osservanza del riposo nel giorno di sabato, questo adempimento dava ai romani la convinzione della pigrizia degli ebrei, e proprio in modo incoerente proprio gli ebrei che osservavano il riposo del sabato, facevano lavorare i loro schiavi…

Il sabato aveva una grande importanza per gli ebrei, ricordava ad essi il primato di Dio e la loro libertà ottenuta da una condizione di schiavitù, era il giorno del ricordo della loro dignità riacquistata. Questo giorno era dedicato a Dio, si doveva fermare tutto per ricordare i favori ricevuti da Dio.

La cosa curiosa è la loro difesa del precetto del sabato, modificandolo secondo le convenienze personali. Lo rendono un memoriale umano, tanto da trasformarlo con molte nuove norme e prescrizioni inventate dagli uomini e accostate al sabato, come i passi che bisognava fare, quali azioni compiere, che cibo mangiare, ecc.

In questo modo essi stessi ritornano schiavi nuovamente anche se di prescrizioni e precetti inventati da loro. Si sostituiscono a Dio.

Il rispetto della loro legge fatta di opinioni e convenienze, diventa più importante di Dio. Arrivano a giudicare la devozione delle persone considerando l’osservanza esteriore, con questo parametro decretano i buoni e i cattivi.

L’azione compiuta dai discepoli di Gesù nel giorno di sabato per gli ebrei è grave, mostrano però i limiti delle loro conoscenze e il Signore spiega che già Davide aveva mangiato il pane quando non poteva e lo fece per necessità. Lo spiega con l’equilibrio dell’Uomo libero, non solo perché è Figlio di Dio.

Gesù non si preoccupa dell’accusa dei farisei perché ingenua e falsa, risponde con la Parola di Dio e li zittisce.

Oggi il Vangelo ci dice che se il sabato è fatto per l’uomo, non si può giustificare l’accidia spirituale o pigrizia di quanti anche di sabato non pregano o compiono azioni gravi. Ci dice che anche di sabato il cristiano ha l’obbligo di pensare alla sua crescita spirituale, perché esiste la necessità della purificazione interiore.

Questa purificazione o redenzione intesa come liberazione dagli atteggiamenti esteriori ipocriti, facilita la comunione con Gesù.

Non si è più schiavi dei propri impulsi naturali quando si ascolta la Parola di Dio e si attuano gli insegnamenti di Gesù. Avviene una liberazione.

Ma è necessario compiere ogni opera con amore, avvertendo nel cuore la gioia di osservare quanto ci ha chiesto il Signore.

Nella Bibbia non troviamo inviti a considerarci immuni dall’osservanza delle Leggi, dobbiamo però capire il significato della Legge morale che Dio ha scritto nel nostro cuore e che ha anche resa manifesta nei precetti divini.

Ognuno con onestà può capire la legge del Bene e del Male, ma non può guidare la propria coscienza senza il confronto con la Parola di Dio. Nessuno può autoassolversi o giustificare per i propri interessi le azioni sbagliate che compie.

Chi rispetta i precetti divini si eleva ad una dignità fuori dal comune, conferma la sua esistenza di creatura ad immagine di Dio.

Noi osserviamo la domenica come giorno di precetto, perché così ha stabilito il Signore Gesù instaurando la Nuova Alleanza con l’umanità.

LA DOMENICA PER IL CRISTIANO È IL GIORNO DI RIPOSO FISICO PER PREOCCUPARSI DI PIÙ DELL’ANIMA ED IMPEGNARSI NELLE COSE DELLO SPIRITO. È IL GIORNO LIBERO DAL LAVORO E DEVE DEDICARSI PRINCIPALMENTE ALLA CURA DELL’ANIMA.

LA PARTECIPAZIONE ALLA SANTA MESSA È IL RINGRAZIAMENTO PRINCIPALE PER QUANTO SI RICEVE DA DIO, CI SONO TANTE ALTRE COSE DA COMPIERE PER MIGLIORARE MORALMENTE COME LE BUONE LETTURE, GLI INCONTRI CON PERSONE O FAMIGLIE IMPEGNATE NEL CAMMINO.

La partecipazione dei cattolici alla Santa Messa festiva è drasticamente diminuita, non avvertono la necessità di conoscere il Padre che li considera come i suoi bambini, né di avvicinarsi e adorare il buon Gesù che vuole ancora compiere grandi miracoli a quanti pregano!

La Santa Messa non deve essere considerata come un obbligo per evitare castighi, è invece un incontro amorevole e gioioso con il Creatore che è un Padre buono e ci aspetta in Chiesa per ascoltare i nostri ringraziamenti considerando tutto quello che ci ha donato gratuitamente.

Vuole sentire il nostro amore per Lui, vuole che Lo consideriamo Padre per tutto quello che nessun padre terreno ha mai potuto donarci.

La nostra Fede non è fondata sull’osservanza esteriore, è un motore interiore che deve spingerci sempre al cambiamento verso Gesù.

Non dobbiamo ripetere i giudizi dei farisei che valutavano secondo ciò che appariva all’esterno, come se la devozione fosse impressa sulla fronte. Tantissimi buoni e autentici cristiani sono persone perbene, vivono la loro profonda spiritualità conducendo esteriormente una vita ordinaria e forse nessuno conosce la loro elevata spiritualità, perché la preghiera è questione di cuore.

Compiono lavori come tanti altri ma osservano le Leggi di Gesù e dei Comandamenti, hanno una morale, la certezza di un Padre in Cielo che vigila su essi, una Madre Immacolata piena di bontà che li aiuta in ogni necessità.

Tanti cattolici esteriormente appaiono come gli altri ma fanno del Bene agli altri con le loro preghiere e le loro opere virtuose. Pregano anche con la loro vita e desiderano solo il Bene di tutti, hanno una spiritualità portatrice di pace e di gioia per loro e quanti conoscono.

1 Ave Maria per Padre Giulio

«O Augusta Regina del Cielo e Sovrana degli Angeli, a Te che hai ricevuto da Dio la missione di schiacciare la testa di satana, io chiedo umilmente di mandare legioni celesti, perché al tuo cospetto inseguano i demoni, li combattano, reprimano la loro audacia, liberino da ogni male e da ogni persecuzione Padre Giulio e li respingano nell’abisso. Amen».

3 Ave Maria…

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Gesù mostra l’Amore di Dio ed insegna la dottrina perfetta – 17 Gennaio 2022 0

Gesù mostra l’Amore di Dio ed insegna la dottrina perfetta – 17 Gennaio 2022

Lunedì 17 gennaio 2022

II Settimana del Tempo Ordinario

+ VANGELO (Mc2,1822)

Lo sposo è con loro.

Dal Vangelo secondo Marco

In quel tempo, i discepoli di Giovanni e i farisei stavano facendo un digiuno. Vennero da Gesù e gli dissero: «Perché i discepoli di Giovanni e i discepoli dei farisei digiunano, mentre i tuoi discepoli non digiunano?». Gesù disse loro: «Possono forse digiunare gli invitati a nozze, quando lo sposo è con loro? Finché hanno lo sposo con loro, non possono digiunare. Ma verranno giorni quando lo sposo sarà loro tolto: allora, in quel giorno, digiuneranno. Nessuno cuce un pezzo di stoffa grezza su un vestito vecchio; altrimenti il rattoppo nuovo porta via qualcosa alla stoffa vecchia e lo strappo diventa peggiore. E nessuno versa vino nuovo in otri vecchi, altrimenti il vino spaccherà gli otri, e si perdono vino e otri. Ma vino nuovo in otri nuovi!». Parola del Signore

Commento di Padre Giulio Maria Scozzaro

A questo punto del Vangelo di San Marco iniziano le lamentele dei farisei contro Gesù, sono le lagnanze degli invidiosi, di quanti si vedono superati in quelle cose in cui credono di eccellere. Le proteste dei farisei diventano le contraddizioni dei cristiani contro Cristo, non accettano numerosi insegnamenti e vogliono mantenere la mentalità che li rende appagati nel mondo, secondo i loro schemi.

Gesù risponde ad una domanda sulla pratica del digiuno, sa bene che la conoscenza degli interlocutori è minima mentre è grande la curiosità e l’altezzosità. Di solito, chi digiuna compie un atto di penitenza notevole per purificarsi dai peccati e diventare più spirituale, ma quasi tutti i farisei osservavano il digiuno con ostentazione considerandosi i migliori.

Come potevano migliorare e lasciare la mentalità vecchia se continuavano a custodire la mentalità corrotta e non se ne liberavano?

La condizione religiosa che trova Gesù quando inizia la vita pubblica è senza dubbio miserevole, ma Lui non vuole rattopparla né vuole applicare una pezza sullo strappo compiuto dagli ebrei. L’inserimento di molti riti creati dagli ebrei, anche le interpretazioni sbagliate e ridicole delle Scritture, chiudevano ad essi la possibilità di comprendere l’identità di Gesù.

La mentalità intransigente dei farisei e dei dottori della Legge con il popolo, considerato da essi con disprezzo, non permetteva un dialogo formativo sulla corretta interpretazione delle Scritture e quando Gesù cominciò a spiegarle correttamente, rimasero storditi o le rifiutarono.

Gesù è venuto a spiegare agli ebrei un modo nuovo di stare con Dio, utilizzando proprio le Scritture. Ma ancora oggi considerano Gesù un falso Profeta e aspettano la venuta del loro falso messia, ed infatti verrà presto, causerà grandi catastrofi e alla fine lo malediranno.

Se gli ebrei fondavano la relazione con Dio sulla paura, con Gesù c’è un cambiamento perché Lui parla di Amore, insegna ad amare.

Questa la ragione di tutte le reazioni contro il Signore dei farisei e dei dottori della Legge, essi non comprendevano la sua nuova dottrina perché erano infarciti di precetti umani e questi precetti invece di aiutarli li allontanavano da Dio.

Gli ebrei incontravano il vero Messia, il Salvatore, ma erano così lontani dalla comprensione della Legge da arrivare a crocifiggere il Figlio di Dio.

L’INCONTRO CON GESÙ DEVE PORTARE A PERDERE LE COSE INUTILI, LE PROPRIE VEDUTE, CHE SONO FRUTTO DI OPINIONI GERMOGLIATE NEL CUORE ARIDO E PRIVO DI PROTEZIONE DIVINA. IL CAMMINO SI PRESENTA GIOIOSO SE VIENE FOCALIZZATA LA NECESSITÀ DI IMPEGNARSI PER CAMBIARE. ANCHE GRADUALMENTE, MA NON SI DEVONO RIPETERE PER SEMPRE GLI STESSI COMPORTAMENTI SBAGLIATI.

L’Antico Testamento, in mille modi diversi, annuncia e prefigura quanto trova realizzazione nel Nuovo. Questo è pienezza e compimento di quello. Cristo rende palese il contrasto tra lo spirito che Egli porta e quello del giudaismo della sua epoca.

Quello di Gesù è uno spirito nuovo, che non sarà come una toppa cucita sul vecchio, ma una dottrina completa e definitiva che sostituisce le realtà provvisorie e parziali dell’antica Rivelazione. LA NOVITÀ DEL MESSAGGIO DI CRISTO, LA SUA PIENEZZA, COME UN VINO NUOVO, NON PUÒ ESSERE CONTENUTO NELLE FORME DELL’ANTICA LEGGE.

«Nessuno versa vino nuovo in otri vecchi».

Nessuno deve cadere nell’errore di rattoppare un vestito vecchio con un pezzo di tela nuova perché, lavandolo, la tela nuova si restringerà, strappando ancor più l’abito vecchio e logoro, e così si perderanno l’uno e l’altra.

Gesù non è venuto a rattoppare o a mettere una pezza alle prevaricazioni compiute dagli ebrei, invece ha spiegato con amore che le norme, i precetti, le tradizioni religiose vanno praticate con partecipazione interiore, solo così acquistano profondità e raggiungono Dio.

La Chiesa è il vestito nuovo, senza strappi. È l’otre nuovo preparato per ricevere lo Spirito di Cristo, e farà portare generosamente agli uomini il messaggio e la forza salvifica del Signore fino ai confini del mondo.

LA CHIESA DÀ SOLO FRUTTI DI SANTITÀ. LA CHIESA RIMANE SEMPRE SANTA PERCHÉ IMMACOLATA E TRASCENDENTE, ALTRA COSA SONO GLI UOMINI DI CHIESA CHE SI PERDONO NELLA VANITÀ DELLA VITA E NON SI ACCORGONO DI AVERE PERDUTO ANCHE LA FEDE IN CRISTO.

Le loro opere sono prive dello Spirito di Dio, sono umane e impulsive, senza frutti spirituali e loro non li cercano né possono intercedere per i loro amici, inoltre non si accorgono neanche delle ridicole opere che compiono. In loro regna la confusione.

Le preghiere senza Fede come fanno quelli che hanno tradito Gesù, sono vuote e si fermano allo stesso atto devozionale, non si elevano dal pavimento, non portano né vogliono suscitare una vera conversione. Dio Padre è paziente ed attende il ritorno sincero anche dei cristiani praticanti ma ancora adoranti dell’amor proprio.

Ognuno di noi deve riflettere sulle pratiche religiose che osserva e capire il senso di cosa e quanto compie, per rendere la Fede essenziale.

1 Ave Maria per Padre Giulio

«O Augusta Regina del Cielo e Sovrana degli Angeli, a Te che hai ricevuto da Dio la missione di schiacciare la testa di satana, io chiedo umilmente di mandare legioni celesti, perché al tuo cospetto inseguano i demoni, li combattano, reprimano la loro audacia, liberino da ogni male e da ogni persecuzione Padre Giulio e li respingano nell’abisso. Amen».

3 Ave Maria…

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Gesù ha compiuto il primo miracolo obbedendo alla Madre Santa – 16 Gennaio 2022 0

Gesù ha compiuto il primo miracolo obbedendo alla Madre Santa – 16 Gennaio 2022


Domenica 16 gennaio 2022

II DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO

+ VANGELO (Gv 2,1-11)

Questo, a Cana di Galilea, fu l’inizio dei segni compiuti da Gesù.

Dal Vangelo secondo Giovanni

In quel tempo, vi fu una festa di nozze a Cana di Galilea e c’era la Madre di Gesù. Fu invitato alle nozze anche Gesù con i suoi discepoli. Venuto a mancare il vino, la Madre di Gesù gli disse: «Non hanno vino». E Gesù Le rispose: «Donna, che vuoi da Me? Non è ancora giunta la mia ora». Sua Madre disse ai servitori: «Qualsiasi cosa vi dica, fatela». Vi erano là sei anfore di pietra per la purificazione rituale dei Giudei, contenenti ciascuna da ottanta a centoventi litri. E Gesù disse loro: «Riempite d’acqua le anfore»; e le riempirono fino all’orlo. Disse loro di nuovo: «Ora prendetene e portatene a colui che dirige il banchetto». Ed essi gliene portarono. Come ebbe assaggiato l’acqua diventata vino, colui che dirigeva il banchetto -il quale non sapeva da dove venisse, ma lo sapevano i servitori che avevano preso l’acqua- chiamò lo sposo e gli disse: «Tutti mettono in tavola il vino buono all’inizio e, quando si è già bevuto molto, quello meno buono. Tu invece hai tenuto da parte il vino buono finora». Questo, a Cana di Galilea, fu l’inizio dei segni compiuti da Gesù; Egli manifestò la sua gloria e i suoi discepoli credettero in Lui. Parola del Signore

Commento di Padre Giulio Maria Scozzaro

Noi vogliamo restare fedeli alla Parola di Dio come è stata tramandata fin dall’antichità e queste traduzioni recenti ci arrecano un grande dispiacere, perché è evidente la minimizzazione sia di Gesù che della Madre Santissima. La traduzione della Bibbia del 1974 è quella che rispetta la vera rivelazione di Dio.

Quando si nota una minimizzazione o l’opera di ridimensionamento della Persona infinita di Gesù, attribuendogli parole che contrastano addirittura la sua divinità, ricolma di perfezione, c’è qualcosa da rivedere in coloro che sbagliano e bisogna andare a leggere la traduzione corretta.

Interpretare secondo la nuova mentalità teologica o alterare arbitrariamente le Scritture è una prassi tra i cristiani, lo hanno fatto all’inizio i protestanti, anche i testimoni di Geova sono esperti in questo, tutti hanno in comune la volontà determinata di rappresentare quanto piace ad essi o è congeniale alla loro stessa idea di Gesù e tra i cattolici anche della Madonna.

La traduzione del 1974 traduce il famosissimo dialogo tra Gesù e sua Madre in questi termini:

«… venuto a mancare il vino, la Madre di Gesù gli disse: “Non hanno più vino”.

E Gesù rispose: “Che ho più da fare con Te, o Donna? Non è ancora giunta la mia ora”.

La Madre dice ai servi: “Fate quello che vi dirà”».

Maria è la Madre attenta a tutte le nostre necessità, nessuna madre della storia ha mai potuto possedere le sue grandezze perché è la Madre di Dio.

Il primo miracolo pubblico di Gesù è avvenuto per l’intercessione della Vergine Maria, solo in virtù della sua richiesta. È bastata una breve espressione di comando, uno sguardo di amorevole complicità per indurre il Figlio di Dio ad anticipare con premura e gioia l’inizio dei miracoli.

La nostra riflessione deve iniziare da questo punto: Gesù aveva stabilito di non iniziare la manifestazione della sua divinità a Cana ma la richiesta della Madre gli ha fatto cambiare programma. Dio non poteva dire no alla Donna perfetta, a Colei che, Immacolata, aveva sottomesso incondizionatamente se stessa alla Volontà dell’Altissimo.

Dio ha ascoltato la Madonna sia perché Madre del Figlio eterno, sia per la sua donazione totale a Dio, le sue eccelse virtù, la sua obbedienza.

Così comprendiamo anche l’importanza della mediazione dei Santi, essi hanno ottenuto grandi miracoli sempre per l’intercessione della Madonna, accompagnati dai Loro grandi meriti acquisiti con una condotta di vita eroica, esemplare, umile, perseverante, ardente di amore per Gesù.

NEL DIALOGO TRA LA MADONNA E GESÙ, MI COLPISCE LA RICHIESTA DELLA MADRE: «NON HANNO PIÙ VINO». CHIEDE SENZA CHIEDERE, ESPONE UNA NECESSITÀ, «NON HANNO PIÙ VINO». CON QUESTE POCHE PAROLE LA MADONNA CI INSEGNA A PREGARE.

Ci fa capire che ciò che conta è la Fede, un grande amore a Gesù, l’espressione di parole essenziali nella preghiera per ottenere miracoli.

Questo indica che Gesù conosce tutto di noi, la Madre conosceva perfettamente il Figlio Divino e la sua infinita bontà, il suo Amore ineffabile per noi misere creature. Se noi siamo umili e puri bastano poche parole ardenti di amore e fiducia per essere esauditi dalla Madonna, o da Gesù se ci rivolgiamo a Lui e c’è sempre l’intercessione della Madonna.

Nella risposta di Gesù appare quasi un distacco: «Che ho da fare più con Te, o Donna? Non è ancora giunta la mia ora». Sembra quasi che Gesù voglia negare a Maria Santissima quanto chiede: «Non è ancora giunta la mia ora». Ma la Madonna conosce bene il Cuore di suo Figlio, si comporta come se la sua richiesta fosse già stata accolta:«Fate quello che vi dirà».

In questo dialogo troviamo l’Onnipotenza supplicante della Madonna, così la pietà cristiana ha chiamato nei secoli Maria Santissima.

Anche nella Supplica alla Madonna di Pompei scritta dal Beato Bartolo Longo, la Chiesa intera per due volte l’anno La invoca:«Tu sei l’Onnipotente per Grazia».

In questa Supplica che si recita l’8 maggio e la prima domenica di ottobre, ispirata senza dubbio dalla Vergine all’innamorato Beato Bartolo Longo, troviamo parole che commuovono e voglio trascriverne alcune, per alimentare in voi una maggiore devozione alla Madre di Dio, nostra Madre, Avvocata, Corredentrice, Mediatrice, Regina degli Angeli e dell’Universo.

«DEGNATI BENEVOLMENTE, O MARIA, DI ESAUDIRCI! GESÙ HA RIPOSTO NELLE TUE MANI TUTTI I TESORI DELLE SUE GRAZIE E DELLE SUE MISERICORDIE.

TU SIEDI, CORONATA REGINA, ALLA DESTRA DEL TUO FIGLIO, SPLENDENTE DI GLORIA IMMORTALE SU TUTTI I CORI DEGLI ANGELI.

TU DISTENDI IL TUO DOMINIO PER QUANTO SONO DISTESI I CIELI, E A TE LA TERRA E LE CREATURE TUTTE SONO SOGGETTE.

TU SEI L’ONNIPOTENTE PER GRAZIA, TU DUNQUE PUOI AIUTARCI.

SE TU NON VOLESSI AIUTARCI, PERCHÉ FIGLI INGRATI ED IMMERITEVOLI DELLA TUA PROTEZIONE, NON SAPREMMO A CHI RIVOLGERCI».

Onnipotenza supplicante è la Madonna, perché suo Figlio è Dio e non può negarLe nulla.

Ella è sempre attenta alle nostre necessità spirituali e materiali, desidera, ancor più di noi stessi, che non cessiamo di invocare la sua intercessione presso Dio in nostro favore. E noi, bisognosi eppure tanto restii a chiedere, così sfiduciati e impazienti quando ci sembra che tardi ad arrivare ciò che chiediamo!

Chi comprende il perfetto ruolo di Mediatrice della Madonna, La invoca di continuo, recita più Corone del Santo Rosario al giorno.

Questa preghiera infonde maggiore fiducia verso la Madre di Dio, sicuri che Ella ci otterrà quello di cui abbiamo bisogno!

Se riuscì a ottenere da suo Figlio il primo miracolo, anticipandolo, facendo evitare una brutta figura agli sposi, come non soccorrerà le nostre necessità?

Prendiamo in mano la Corona del Santo Rosario e recitiamo spesso questa potentissima preghiera che ottiene tutto dalla Madonna! Pregate ogni giorno per me.

1 Ave Maria per Padre Giulio

“O Augusta Regina del Cielo e Sovrana degli Angeli, a Te che hai ricevuto da Dio la missione di schiacciare la testa di satana, io chiedo umilmente di mandare legioni celesti, perché al tuo cospetto inseguano i demoni, li combattano, reprimano la loro audacia, liberino da ogni male e da ogni persecuzione Padre Giulio e li respingano nell’abisso. Amen”.

3 Ave Maria…

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Il Sacerdote non può essere «uno di noi», è l’uomo sacro – 15 Gennaio 2022 0

Il Sacerdote non può essere «uno di noi», è l’uomo sacro – 15 Gennaio 2022

Sabato 15 gennaio 2022

I Settimana del Tempo Ordinario

+ VANGELO (Mc2,1317)

Non sono venuto a chiamare i giusti, ma i peccatori.

Dal Vangelo secondo Marco

In quel tempo, Gesù uscì di nuovo lungo il mare; tutta la folla veniva a Lui ed Egli insegnava loro. Passando, vide Levi, il figlio di Alfeo, seduto al banco delle imposte, e gli disse: «Seguimi». Ed egli si alzò e Lo seguì. Mentre stava a tavola in casa di lui, anche molti pubblicani e peccatori erano a tavola con Gesù e i suoi discepoli; erano molti infatti quelli che Lo seguivano. Allora gli scribi dei farisei, vedendolo mangiare con i peccatori e i pubblicani, dicevano ai suoi discepoli: «Perché mangia e beve insieme ai pubblicani e ai peccatori?». Udito questo, Gesù disse loro: «Non sono i sani che hanno bisogno del medico, ma i malati; Io non sono venuto a chiamare i giusti, ma i peccatori». Parola del Signore

Commento di Padre Giulio Maria Scozzaro

Quando fisicamente si sta bene non c’è necessità di incontrare il medico, non si fa uso di medicine e raramente si pensa a qualche malattia superata in passato. Questo succede a tutti, più o meno c’è questo atteggiamento nell’essere umano.

Riconosciamo che quando tutto procede apparentemente bene, quando non c’è una discreta vigilanza personale, il comportamento è più disinibito, si attua un agire disinvolto. Nel bene e nel male questo comportamento arreca degli effetti che variano secondo la spiritualità e il controllo che ognuno ha su di sé.

Quando le cose vanno bene, non si cerca Gesù con umiltà e docilità.

Gesù non mette paura ma «spaventa» con bontà quanti interpretano la loro vita come un privilegio acquisito chissà come, un diritto o proprietà personale da gestire secondo le personali convinzioni e liberi da ogni regola, senza Dio.

È una vita autonoma e svincolata da ogni legge morale, un possesso esclusivo a cui Dio non deve accedere, questo lo pensano atei e indifferenti.

Come agisce in questi casi Gesù Cristo?

Lascia tutti liberi delle scelte personali, non costringe ma avvisa, fa conoscere quanto la mente non riesce a raggiungere, trattandosi del soprannaturale. La persona senza Dio si muove solo in uno spazio che chiamiamo naturale, della natura e della terra.

Non è possibile innalzarsi oltre il naturale senza l’aiuto di Dio, e se l’aiuto non viene richiesto, non solo si rimane lontani da Lui, avviene inevitabilmente un graduale allontanamento e si «atrofizza» anche la coscienza che rimproverava. La lontananza è inarrestabile fino ad essere irreversibile e si commettono tantissimi sbagli.

Questa è la fine di quanti sono incuranti di Gesù e hanno certezze umane che si sgretolano con poco, non appena arriva un evento distruttivo.

Gesù stesso nella sua predicazione spiegava la sua dottrina e suscitava sempre riflessioni nuove e intense, molto spesso anche inquiete ed era quello che Lui voleva. L’unico modo per far ravvedere molte persone è di suscitare una sana inquietudine con la presentazione di fatti personale, anche dei loro errori. Con rispetto ma nella verità.

È il ruolo dei Sacerdoti che imitano Gesù, quello di scuotere la coscienza assopita o immorale.

La coscienza sporca non si vede esteriormente, solo la persona interessata può arrivare alla conoscenza tramite la riflessione e i Sacerdoti interpellati hanno questo compito morale di far ritornare alla mente la conoscenza reale della condizione morale in cui si vive.

Il Sacerdote incoraggia, ma deve necessariamente indicare gli aspetti negativi per suscitare una santa reazione verso il Bene.

Per questo, il Sacerdote non può essere «uno di noi», uno che parla e agisce come i profani e i pagani, egli rimane sempre l’uomo del sacro, ma deve rimanere vicino ai bisognosi come un vero Padre che prega per tutti e si preoccupa di ogni cosa.

DEVE PRESERVARE IL SUO RUOLO DA CONTAMINAZIONI SALOTTIERE E PROFANE, PER MOSTRARE A TUTTI CHE È L’UOMO DI DIO SU CUI POTER CONTARE SEMPRE.

Perché, vedete, si possono avere le mani pulite ma la coscienza sporca. Il gesto simbolico di Ponzio Pilato quando si è lavato le mani a cosa è servito se gli è rimasta la coscienza sporca? In altri casi non era essenziale solamente la presunzione di avere le «mani pulite», aspetto più importante era la coscienza pulita.

Il pubblicano Matteo interpellò la sua coscienza ed ebbe la Grazia di Dio di capire l’inutilità della sua vita, la dissolutezza in cui viveva.

Quasi tutti i credenti agiscono in buonafede, nei buoni non c’è una studiata volontà di ignorare il Signore o di farsi beffa di Lui.

Gesù ebbe amici, come quelli di Betania, dai quali era invitato o si faceva invitare in varie occasioni. Contava amici a Gerusalemme, quelli che gli prestavano una sala per celebrare la Pasqua con i suoi discepoli, ed era in tale confidenza con chi gli prestava l’asinello per l’ingresso solenne a Gerusalemme, che i discepoli potevano prelevarlo senza chiedere alcun permesso.

Gesù mostrò di apprezzare molto la famiglia, luogo dove specialmente si devono esercitare tutte le virtù che la convivenza richiede, e dove si vive la prima e fondamentale relazione sociale. Così ce Lo presentano gli anni di vita nascosta a Nazareth, dei quali San Luca sottolinea, più che tanti piccoli avvenimenti che avrebbe potuto narrarci, il fatto che Gesù stava sottomesso ai genitori.

Gesù è un esempio luminoso per noi che dobbiamo imparare a convivere con tutti, superando i nostri e i loro difetti, le idee e i differenti modi di essere. Dobbiamo imparare da Lui a essere persone aperte e capaci di intuire i limiti dell’invadenza, senza cercare di apparire ciò che non siamo, ma capaci di vera amicizia e rettitudine, sempre pronte a comprendere e a perdonare.

Un cristiano, se davvero segue Gesù, non può ritirarsi in se stesso e disinteressarsi degli altri e di quanto succede intorno a lui.

1 Ave Maria per Padre Giulio

«O Augusta Regina del Cielo e Sovrana degli Angeli, a Te che hai ricevuto da Dio la missione di schiacciare la testa di satana, io chiedo umilmente di mandare legioni celesti, perché al tuo cospetto inseguano i demoni, li combattano, reprimano la loro audacia, liberino da ogni male e da ogni persecuzione Padre Giulio e li respingano nell’abisso. Amen».

3 Ave Maria…

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