Gesù chiede a tutti i cristiani di parlare di Lui – 10 Gennaio 2022

Lunedì 10 gennaio 2022

I Settimana del Tempo Ordinario

+ VANGELO (Mc1,14-20)

Convertitevi e credete nel Vangelo.

+ Dal Vangelo secondo Marco

Dopo che Giovanni fu arrestato, Gesù andò nella Galilea, proclamando il Vangelo di Dio, e diceva: «Il tempo è compiuto e il Regno di Dio è vicino; convertitevi e credete nel Vangelo». Passando lungo il mare di Galilea, vide Simone e Andrea, fratello di Simone, mentre gettavano le reti in mare; erano infatti pescatori. Gesù disse loro: «Venite dietro a Me, vi farò diventare pescatori di uomini». E subito lasciarono le reti e Lo seguirono. Andando un poco oltre, vide Giacomo, figlio di Zebedeo, e Giovanni suo fratello, mentre anch’essi nella barca riparavano le reti. Subito li chiamò. Ed essi lasciarono il loro padre Zebedeo nella barca con i garzoni e andarono dietro a Lui. Parola del Signore

Commento di Padre Giulio Maria Scozzaro

Oggi inizia il Tempo liturgico Ordinario, siamo accompagnati dal Vangelo di Marco. È il secondo dei quattro Vangeli canonici del Nuovo Testamento. È composto da 16 capitoli e come gli altri Vangeli narra il ministero di Gesù, descrivendolo in particolare come il Figlio di Dio e fornendo numerose precisazioni linguistiche, pensate in particolare per i lettori di lingua latina e, in generale, non ebrei.

Il Vangelo di Marco racconta la vita di Gesù dal suo Battesimo per mano di Giovanni Battista alla tomba vuota e all’annuncio della sua Resurrezione, anche se il racconto più importante riguarda i fatti dell’ultima settimana della sua vita.

È una narrazione concisa ma intensa, rappresenta Gesù come un Uomo d’azione, un esorcista, un guaritore e un operatore di miracoli.

Questo breve testo doveva suscitare grande interesse fra i romani, adoratori di divinità ignote e alla ricerca di nuovi dei da adorare.

Il Vangelo di Marco non presenta una divinità astratta, si concentra sui miracoli meravigliosi di Gesù per far conoscere ai romani non un idolo qualsiasi, ma Dio stesso, il Figlio di Dio incarnato in Gesù di Nazareth.

Un’operazione impegnativa se si pensa che nella predicazione si inseriva anche la morte di Gesù, e qui sorgeva una domanda legittima: un Dio può morire in Croce? Solo la comprensione della Risurrezione di Gesù poteva lasciare nei cuori dei lettori romani la speranza di adorare il vero Dio.

Molti romani si convertirono al Vangelo ed iniziarono ad incontrarsi clandestinamente nelle catacombe per evitare le terribili persecuzioni.

Il Vangelo di Marco è stato molto efficace soprattutto a Roma, per poi diffondersi ovunque. Lo Spirito di Dio ha ispirato questo essenziale racconto della storia umana di Gesù Cristo, con la descrizione dettagliata di molti miracoli, per infondere nei lettori la meraviglia dell’incontro con il Dio Salvatore.

In questo Vangelo si riscontrano due temi importanti: il segreto messianico e la difficoltà dei discepoli nel comprendere la missione di Gesù.

Anche se l’inizio del Vangelo di Marco esplicita chiaramente l’identità di Gesù: «Inizio del Vangelo di Gesù Cristo, Figlio di Dio» (Mc 1,1), quello che la teologia chiama segreto messianico è l’ordine che frequentemente dava Gesù di non rivelare la sua identità e particolari azioni che compiva sia per non suscitare una grande invidia nei suoi nemici, sia per impedire ai diavoli un’attività disgregatrice.

«E impose loro severamente di non parlare di Lui a nessuno» (Mc 8,30).

La meditazione del Vangelo di oggi ci presenta la chiamata dei primi discepoli. Il Signore chiama i discepoli nel mezzo del loro lavoro. Chiama anche noi mentre siamo impegnati nelle attività della vita ordinaria chiedendoci un impegno nuovo. In molti casi Gesù vuole che rimaniamo al nostro posto e chiede di santificare quelle attività in cui siamo impegnati per far conoscere Lui attraverso esse.

A Natale abbiamo compreso il motivo della venuta di Dio in mezzo a noi, facendosi Uomo per renderci simili a Dio.

L’Amore che Gesù ha portato sulla Terra è il segno che Dio ama tutti e non vuole che nessuno si perda, ma lascia la libertà delle scelte.

Quando Gesù ha iniziato la vita pubblica, ha chiamato dodici uomini a condividere con Lui una missione eccezionale e meravigliosa, anche se piena di insidie e di sofferenze. Non si incontra mai la vera gioia se non c’è stata prima una grande sofferenza.

I primi quattro discepoli, Pietro, Andrea, Giovanni e Giacomo, conoscevano già il Signore, ma quello fu il momento preciso in cui, rispondendo alla chiamata divina, decisero di seguirLo definitivamente, senza condizioni, senza calcoli, senza riserve.

Si fidarono di Gesù Cristo e riposero tutto in Lui, non misero in dubbio alcun aspetto della sua dottrina. Da qui si sviluppa la vita spirituale!

Come i primi quattro discepoli, Gesù chiama tutti i cristiani a condividere la sua missione di annunciatori della Buona Novella per farLo conoscere.

La chiamata di Gesù alla conversione quando viene accolta dal peccatore, vale più delle ricchezze e degli onori del mondo. Chi si converte e frequenta con amore i Sacramenti, entra nel Cuore di Dio e attua la realizzazione della sua vita.

Una vita senza Dio è il trionfo della debolezza umana e arriverà il tempo in cui il peccatore scoprirà all’improvviso il suo disastro definitivo.

«Il tempo è compiuto e il Regno di Dio è vicino; convertitevi e credete nel Vangelo».

1 Ave Maria per Padre Giulio

«O Augusta Regina del Cielo e Sovrana degli Angeli, a Te che hai ricevuto da Dio la missione di schiacciare la testa di satana, io chiedo umilmente di mandare legioni celesti, perché al tuo cospetto inseguano i demoni, li combattano, reprimano la loro audacia, liberino da ogni male e da ogni persecuzione Padre Giulio e li respingano nell’abisso. Amen».

3 Ave Maria…

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