Archivio Mensile: Giugno 2022

Davanti al bivio per la salvezza o la perdizione – 21 Giugno 2022 0

Davanti al bivio per la salvezza o la perdizione – 21 Giugno 2022

Martedì 21 giugno 2022

XII Settimana del Tempo Ordinario

+ VANGELO (Mt 7,6.1214)

Tutto quanto volete che gli uomini facciano a voi, anche voi fatelo a loro.

Dal Vangelo secondo Matteo

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Non date le cose sante ai cani e non gettate le vostre perle davanti ai porci, perché non le calpestino con le loro zampe e poi si voltino per sbranarvi. Tutto quanto volete che gli uomini facciano a voi, anche voi fatelo a loro: questa infatti è la Legge e i Profeti. Entrate per la porta stretta, perché larga è la porta e spaziosa la via che conduce alla perdizione, e molti sono quelli che vi entrano. Quanto stretta è la porta e angusta la via che conduce alla vita, e pochi sono quelli che la trovano!». Parola del Signore

Commento di Padre Giulio Maria Scozzaro

In poche parole il Signore spiega quale atteggiamento è corretto utilizzare con i non credenti o i vanitosi che presumono di avere compreso tutto dalla vita. In molte circostanze rimane preferibile non perdere tempo con quanti si mostrano presuntuosi e quasi beffeggiano la nostra Fede.

Il più delle volte è tempo sprecato parlare con loro di Gesù e del Vangelo storico, sono già pieni di teorie frivole e immorali, i loro pensieri sono stabilizzati su convinzioni illogiche ma convenienti per la vita immorale condotta e che li illudono di vivere in una condizione privilegiata.

C’è una notevole distinzione tra i peccatori lontani da Gesù. Molti sono immersi nei vizi che non controllano ma non rifiutano Dio pur essendo lontani, mentre altri numerosi peccatori disonesti detestano Gesù.

«Non date le cose sante ai cani e non gettate le vostre perle davanti ai porci». La citazione dei due animali indica che ad essi bisogna dare da mangiare quello che è adeguato alle loro necessità, è impensabile dare da mangiare libri spirituali o oggetti sacri ai cani, oppure far mangiare ai porci oggetti preziosi.

Non è saggio parlare delle cose di Dio a quanti le disprezzano o con la loro vita esaltano l’immoralità. È vero che non è mai sbagliato rivolgere avvertimenti e frasi del Vangelo, è sbagliato accanirsi con le parole quando l’unica cosa da compiere è pregare per loro.

La ragione di questo insegnamento Gesù la spiega con il completamento delle parole di sopra: «… perché non le calpestino con le loro zampe e poi si voltino per sbranarvi». Oltre a oltraggiare la Parola di Dio, nei cattivi si innesca un odio incontrollato contro i veri cristiani.

Anche nelle famiglie spesso c’è difficoltà a testimoniare Gesù Cristo. In certi contesti non si sa quando e se parlare della Messa e della necessità di pregare oppure fare silenzio per non urtare qualche familiare. C’è sempre tanta sofferenza nel vedere un familiare lontano dalla Grazia di Dio e smarrito nel mondo pagano.

Il cattolico più spirituale si preoccupa dell’anima del coniuge o dei figli e teme per la loro dannazione eterna. Se da un lato questa preoccupazione spinge a pregare molto per i familiari, c’è comunque da valutare la gravità della lontananza da Dio, il numero dei peccati che aumentano e così diminuisce la possibilità di pentirsi e ritrovare Dio.

La regola d’oro del Vangelo, sicuramente la migliore opera che compie l’uomo è di fare del bene allo stesso modo in cui lo desidera per sé. «Tutto quanto volete che gli uomini facciano a voi, anche voi fatelo a loro».

Non si trova scritto in nessun testo delle altre religioni, troviamo invece «l’occhio per occhio», e il comando di «tagliare la testa agli infedeli».

Anche se Gesù ci propone la via angusta in questo nostro pellegrinaggio terreno, ha promesso la felicità eterna a chi la intraprende. L’atteggiamento migliore per praticare questa via angusta è la temperanza e la mortificazione.

La nostra vita è come un cammino che ha termine in Dio, si tratta di un cammino breve. Quel che soprattutto importa è che, al nostro arrivo, ci venga aperta la porta del Paradiso e possiamo entrare. In questa vita siamo noi a stabilire quale via scegliere e la destinazione eterna, non è sempre corretto dare la responsabilità ad altri.

Nella vita di ogni persona si presentano due vie, due atteggiamenti di vita: cercare quel che non richiede fatica, che risulta piacevole, accontentare il corpo e fuggire il sacrificio e la penitenza; oppure, cercare la Volontà di Dio benché costi sforzi e rinunce, custodire i sentimenti e dominare il corpo.

Siamo veri pellegrini in questo mondo, ognuno sceglie il percorso della sua vita, segue un sentiero spirituale o una strada larga e spaziosa.

Il sentiero spirituale è conosciuto dai buoni, dai cristiani che arrivano alla temperanza e alla mortificazione anche dopo anni di preghiera, l’importante però è arrivarci. Gesù è paziente, attende con trepidazione la conversione di tutti, continua ad offrire all’umanità molte possibilità di salvezza eterna.

I non credenti non avvertono la necessità di mettere in pratica alcune virtù essenziali o di rinunciare a ciò che piace. Essi non seguono i valori cristiani e non trovano alcuna ragione per compiere quelle rinunce che purificano dai vizi ed esaltano i talenti.

Noi abbiamo tanti motivi per rinunciare anche a quelle cose che effettivamente non ci rendono felici ma solo appagati per poco tempo, per il possesso di qualcosa che piace o per scelte di vita che apparentemente danno soddisfazione mentre nel tempo diventano pesanti e insostenibili.

I seguaci di Gesù ponderano con prudenza, molti mondani rimangono intrappolati nei loro errori e nei vizi, nell’euforia di una vita sprecata.

Una strada conduce al Cielo; l’altra conduce alla perdizione, e molti sono quelli che entrano per essa e si perdono già adesso.

Dobbiamo chiederci spesso su quale via ci siamo incamminati e dove siamo diretti.

Pur con qualche sviamento e debolezza, siamo diretti al Cielo? È la via angusta quella che stiamo percorrendo? Viviamo abitualmente la temperanza e la mortificazione, i piccoli sacrifici? Qual è realmente il fine delle nostre azioni?

L’uomo è incline a scegliere la strada comoda della vita. Preferisce la porta larga che favorisce ogni sregolatezza ma non conduce in Cielo.

La Via che Gesù ci indica è gioiosa e allegra, vi si incontra anche la croce, il sacrificio, la temperanza (equilibrio, virtù, controllo di sé) e la mortificazione (rinuncia, sacrificio, penitenza). È assolutamente necessaria la temperanza in questa vita per poter entrare nell’altra, dove si trovano per l’eternità, senza mai aver fine, la felicità, la beatitudine e la visione di Dio!

1 Ave Maria per Padre Giulio

«O Augusta Regina del Cielo e Sovrana degli Angeli, a Te che hai ricevuto da Dio la missione di schiacciare la testa di satana, io chiedo umilmente di mandare legioni celesti, perché al tuo cospetto inseguano i demoni, li combattano, reprimano la loro audacia, liberino da ogni male e da ogni persecuzione Padre Giulio e li respingano nell’abisso. Amen».

3 Ave Maria…

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La pagliuzza e la trave – 20 Giugno 2022 0

La pagliuzza e la trave – 20 Giugno 2022

Lunedì 20 giugno 2022

XII Settimana del Tempo Ordinario

+ VANGELO (Mt 7,15)

Togli prima la trave dal tuo occhio.

Dal Vangelo secondo Matteo

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Non giudicate, per non essere giudicati; perché con il giudizio con il quale giudicate sarete giudicati voi e con la misura con la quale misurate sarà misurato a voi. Perché guardi la pagliuzza che è nell’occhio del tuo fratello, e non ti accorgi della trave che è nel tuo occhio? O come dirai al tuo fratello: “Lascia che tolga la pagliuzza dal tuo occhio”, mentre nel tuo occhio c’è la trave? Ipocrita! Togli prima la trave dal tuo occhio e allora ci vedrai bene per togliere la pagliuzza dall’occhio del tuo fratello». Parola del Signore

Commento di Padre Giulio Maria Scozzaro

È spontaneo in ogni persona spiritualmente debole, il comportamento di osservare per giudicare, prevalentemente in modo negativo. Un’inclinazione che porta istintivamente a valutare gli altri spesso con indifferenza e biasimo, senza prima guardarsi dentro.

È secondo natura la volubilità in molti, ma non dimentichiamo che Dio ha trasmesso tanti insegnamenti per vincere le debolezze, ha donato il Sacramento del Battesimo per l’eliminazione del peccato originale, ha inviato molti Profeti prima di Gesù ad annunciare chi è Lui, fino a donare al mondo il Figlio per far conoscere l’unica Via che permette di raggiungere la pace interiore e la vera felicità.

Il problema che ci pone oggi Gesù non è secondario nella vita spirituale, in realtà riguarda indistintamente tutti, anche i non credenti. L’atteggiamento disinvolto di molti nell’osservare la pagliuzza nell’occhio altrui senza vedere le travi nei loro occhi, non li rende certamente migliori.

La debolezza per tutti gli esseri umani che non compiono un vero cammino spirituale è la superbia, essa tende a vedere ingrandite le mancanze altrui e a minimizzare e scusare le proprie. Per superare questo grave comportamento che spinge a vivere «fuori di sé», bisogna evitare i giudizi negativi sugli altri.

«Non giudicate, per non essere giudicati; perché con il giudizio con il quale giudicate sarete giudicati voi».

Nessuno è esente della superbia fin dalla nascita, molti sono sottoposti per tutta la vita a questo vizio, addirittura in molti si accresce per l’agire presuntuoso e privo di amore. Occorre comprendere l’importanza del rinnegamento e delle penitenze, per controllare la superbia ed evitare quegli atteggiamenti che, in molti casi, lasciano tanta amarezza e pentimento dopo le ricadute.

Dove la superbia è ridotta e si è avanti nella spiritualità, il cattolico riesce a controllarsi in ogni circostanza. Sa evitare con prontezza i giudizi e se espone qualche situazione è dovuta alla necessità di far conoscere ciò che è utile.

A causa della nostra personale superbia, si ingrandiscono le mancanze altrui anche minime, mentre per contrasto si tende a minimizzare e a scusare i nostri maggiori difetti. Di più, la superbia tende a proiettare negli altri quel che in realtà sono imperfezioni ed errori propri.

L’umiltà, al contrario, esercita il suo benefico influsso su quelle virtù che favoriscono una convivenza umana e cristiana.

La persona umile è in condizione di perdonare, di comprendere e di aiutare, solo lei è consapevole di aver ricevuto tutto da Dio, conosce le proprie miserie e sa quanto ha bisogno della misericordia divina.

Ecco che questa persona non giudica con malizia, tratta il suo prossimo con comprensione, scusando e perdonando quando fosse necessario.

D’ALTRA PARTE, IL DISCERNIMENTO SULLE AZIONI ALTRUI, DI QUANTI NON SONO MATURI NELLA VITA SPIRITUALE, È SEMPRE ASSAI LIMITATO. SOLO DIO CONOSCE LE INTENZIONI PIÙ INTIME, LEGGE NEI CUORI E SA DARE A TUTTE LE CIRCOSTANZE CHE ACCOMPAGNANO UN’AZIONE, UNA VALUTAZIONE PERFETTA.

Possiamo immaginare tutto il male che si arreca alle persone oneste e innocenti, con i racconti falsi che hanno la finalità di renderli inaffidabili, forse per allontanare da esse chi ascolta. A Gesù è successo moltissime volte, così a Padre Pio, a Natuzza Evolo e a tutti quelli che diffondono e vivono nella Verità, sia per la loro vita onesta sia per la fedeltà al Vangelo.

Si cade con facilità nel giudizio temerario se si vive avventatamente. Consiste nel comportamento di chi «anche solo tacitamente, ammette come vera, senza sufficiente fondamento, una colpa morale nel prossimo», è scritto nel Catechismo del 1992 al numero 2477. Questo peccato consiste in ciò che comunemente si chiama «pensare male» ma senza alcuna prova morale.

C’è l’intenzione consapevole di danneggiare o distruggere la buona reputazione altrui.

L’atteggiamento corretto è quello di astenersi dal giudicare le intenzioni, occorre sospendere qualsiasi valutazione almeno fino a quando non sono presenti delle prove. Non si può giudicare nessuno senza prove, non bisogna pensare male di chi in passato ha già commesso azioni sbagliate e viene riconosciuta come una persona cattiva. Più che condannare si deve usare comprensione e pregare.

Gesù ha detto di non giudicare, ha anche ammonito di non giudicare secondo le apparenze ma con giusto giudizio. Così faceva con i farisei.

Dobbiamo imparare a scusare i difetti, palesi e innegabili, di coloro che frequentiamo, né i loro errori devono indurci a privarli della nostra stima. Impariamo da Gesù, che non può scusare completamente il peccato di coloro che Lo stanno crocifiggendo; ne diminuisce la malizia, adducendo l’ignoranza.

Quando non è possibile scusare il peccato perché è palese, rendiamolo almeno degno di compassione, attribuendo alla causa più comprensibile che si possa pensare, quali l’inconsapevolezza, l’irresponsabilità e la debolezza.

1 Ave Maria per Padre Giulio

«O Augusta Regina del Cielo e Sovrana degli Angeli, a Te che hai ricevuto da Dio la missione di schiacciare la testa di satana, io chiedo umilmente di mandare legioni celesti, perché al tuo cospetto inseguano i demoni, li combattano, reprimano la loro audacia, liberino da ogni male e da ogni persecuzione Padre Giulio e li respingano nell’abisso. Amen».

3 Ave Maria…

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L’Eucaristia è Gesù e dona molte Grazie, ma si deve adorare – 19 Giugno 2022 0

L’Eucaristia è Gesù e dona molte Grazie, ma si deve adorare – 19 Giugno 2022

Domenica 19 giugno 2022

SANTISSIMO CORPO E SANGUE DI CRISTO

+ VANGELO (Lc 9,11-17)

Tutti mangiarono a sazietà.

Dal Vangelo secondo Luca

In quel tempo, Gesù prese a parlare alle folle del Regno di Dio e a guarire quanti avevano bisogno di cure. Il giorno cominciava a declinare e i Dodici gli si avvicinarono dicendo: «Congeda la folla perché vada nei villaggi e nelle campagne dei dintorni, per alloggiare e trovare cibo: qui siamo in una zona deserta». Gesù disse loro: «Voi stessi date loro da mangiare». Ma essi risposero: «Non abbiamo che cinque pani e due pesci, a meno che non andiamo noi a comprare viveri per tutta questa gente». C’erano infatti circa cinquemila uomini. Egli disse ai suoi discepoli: «Fateli sedere a gruppi di cinquanta circa». Fecero così e li fecero sedere tutti quanti. Egli prese i cinque pani e i due pesci, alzò gli occhi al Cielo, recitò su di essi la benedizione, li spezzò e li dava ai discepoli perché li distribuissero alla folla. Tutti mangiarono a sazietà e furono portati via i pezzi loro avanzati: dodici ceste. Parola del Signore

Commento di Padre Giulio Maria Scozzaro

Il Vangelo afferma che tutti coloro che seguivano Gesù si saziarono di pane e di pesci, non furono abbandonati dal Signore in quella situazione di emergenza e di smarrimento, soprattutto perché stava per calare la sera. Il messaggio è evidente, ci dice che il Signore è sempre vicino a quanti Lo cercano con cuore sincero ed Egli aiuta in ogni circostanza.

Quanto narrato dal Vangelo di oggi è un miracolo straordinario, «cercato» da Gesù e questo possiamo dedurlo dalla sua mancata premura di far tornare nelle loro case migliaia di persone che Lo avevano seguito e ascoltato. Gesù non aveva congedato la folla e lasciava trascorrere il tempo perché la gente avvertisse la necessità di mangiare.

Dio sa molto bene le necessità di ognuno e non avrebbe permesso la mancanza di cibo, considerando che erano presenti anche molti bambini.

Questo miracolo, inoltre, lascia emergere la preoccupazione degli Apostoli, hanno vissuto un dramma umanamente irrisolvibile come la mancanza di grande quantità di cibo, da avere a disposizione nell’immediatezza per sfamare migliaia di persone. Uno degli Apostoli disse: «Congeda la folla perché vada nei villaggi e nelle campagne dei dintorni, per alloggiare e trovare cibo: qui siamo in una zona deserta».

Queste parole sottintendono la grande preoccupazione degli Apostoli, e la richiesta vuol dire anche che Gesù non si era preoccupato della sorte dei presenti. Egli predicava e non sapeva che migliaia di persone dovevano anche mangiare, questo pensavano gli Apostoli. Ingenui.

La buonafede degli Apostoli è comprensibile, loro non avevano ancora compreso l’Onnipotenza del Signore. Gesù conosceva nello stesso tempo e perfettamente i pensieri e le necessità di tutti i presenti, di migliaia di persone.

Erano lontani dai paesi e Gesù non capiva la problematicità della circostanza? Possibile?

Al contrario, Gesù conosceva perfettamente tutto e voleva quel miracolo! «Voi stessi date loro da mangiare». Sembra una presa in giro ma con Gesù non c’è da scherzare, Egli è infallibile e infinitamente virtuoso quando parla e insegna.

Poteva dire subito che avrebbe moltiplicato pani e pesci, invece li ha messi dinanzi ad una responsabilità irrisolvibile per essi e che richiedeva una buona dose di Fede. Proprio la Fede voleva accrescere Gesù nei Dodici, dovevano comprendere che riponendo piena fiducia e pieno abbandono in Lui, tutto sarebbe stato possibile.

Essi dovevano distribuire quanto si moltiplicava miracolosamente nelle ceste, non era la loro capacità a moltiplicare il cibo, ma avveniva solo a condizione della loro Fede. C’erano migliaia di persone e pani e pesci cominciarono a moltiplicarsi incessantemente nelle ceste, tanto che «furono portati via i pezzi loro avanzati: dodici ceste».

Considerando questo incredibile miracolo, sorge spontanea la riflessione che Gesù può donare tutte le Grazie che vengono richieste.

Il miracolo della moltiplicazione dei pani e dei pesci indica che Gesù può tutto e non bisogna mai dubitare della sua presenza nell’Eucaristia.

Solo chi non fa l’esperienza dell’Amore che scaturisce dall’Eucaristia non rimane ad adorare l’Eucaristia. È l’Amore di Gesù che porta la pace assente o l’ispirazione determinante o la guarigione da un male o la liberazione dalle negatività o svariate Grazie che il Signore vuole sempre donare perché è buono. Grazie che dona a quanti Lo adorano con amore e fiducia in Lui.

Il miracolo della moltiplicazione dei pani e dei pesci è l’anticipazione dell’Ultima Cena: l’Eucaristia sazia veramente i suoi adoratori.

Recarsi davanti al Tabernacolo e fare l’Adorazione Eucaristica è sempre stata la premura delle anime sante, dei cristiani davvero convertiti e immersi nel cammino spirituale. Senza la conoscenza di Gesù e l’amore verso Lui, non nasce alcun desiderio di andare a trovare il Signore in Chiesa e ringraziarLo, chiedergli aiuto e raccontargli le cose più importanti della nostra vita.

Non tralasciate mai la Visita giornaliera al Santissimo Sacramento.

Anche per dieci minuti, ma si incontra chi ci ama più di tutti, Colui che ci vuole donare quanto umanamente è difficile da ottenere.

Nell’Eucaristia scopriamo come il Creatore si è prodigato per Amore delle sue creature e ha usato infinita misericordia, istituendo questo Sacramento perché possiamo averlo sempre vicino, dal momento che Egli, pur non abbisognando di nulla, mosso dal suo Amore, vuole aiutarci in tutte le nostre necessità.

Rimanendo in adorazione contemplativa di Gesù davanti al Tabernacolo, si ricevono grandi Grazie, soprattutto si trova una pace interiore indescrivibile, si ricevono illuminazioni, si scacciano le negatività e lo spirito umano lascia spazio allo Spirito Santo.

Questo incontro sarà sempre il più importante della vita e si riceverà dal Signore luce, serenità e coraggio per andare avanti.

1 Ave Maria per Padre Giulio

“O Augusta Regina del Cielo e Sovrana degli Angeli, a Te che hai ricevuto da Dio la missione di schiacciare la testa di satana, io chiedo umilmente di mandare legioni celesti, perché al tuo cospetto inseguano i demoni, li combattano, reprimano la loro audacia, liberino da ogni male e da ogni persecuzione Padre Giulio e li respingano nell’abisso. Amen”.

3 Ave Maria…

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«La vita non vale forse più del cibo e il corpo più del vestito?» – 18 Giugno 2022 0

«La vita non vale forse più del cibo e il corpo più del vestito?» – 18 Giugno 2022

Sabato 18 giugno 2022

XI Settimana del Tempo Ordinario

+ VANGELO (Mt 6,2434)

Non preoccupatevi del domani.

Dal Vangelo secondo Matteo

In quel tempo Gesù disse ai suoi discepoli: «Nessuno può servire due padroni, perché o odierà l’uno e amerà l’altro, oppure si affezionerà all’uno e disprezzerà l’altro. Non potete servire Dio e la ricchezza. Perciò Io vi dico: non preoccupatevi per la vostra vita, di quello che mangerete o berrete, né per il vostro corpo, di quello che indosserete; la vita non vale forse più del cibo e il corpo più del vestito? Guardate gli uccelli del cielo: non séminano e non mietono, né raccolgono nei granai; eppure il Padre vostro celeste li nutre. Non valete forse più di loro? E chi di voi, per quanto si preoccupi, può allungare anche di poco la propria vita? E per il vestito, perché vi preoccupate? Osservate come crescono i gigli del campo: non faticano e non filano. Eppure Io vi dico che neanche Salomone, con tutta la sua gloria, vestiva come uno di loro. Ora, se Dio veste così l’erba del campo, che oggi c’è e domani si getta nel forno, non farà molto di più per voi, gente di poca fede? Non preoccupatevi dunque dicendo: “Che cosa mangeremo? Che cosa berremo? Che cosa indosseremo?”. Di tutte queste cose vanno in cerca i pagani. Il Padre vostro celeste, infatti, sa che ne avete bisogno. Cercate invece, anzitutto, il Regno di Dio e la sua giustizia, e tutte queste cose vi saranno date in aggiunta. Non preoccupatevi dunque del domani, perché il domani si preoccuperà di se stesso. A ciascun giorno basta la sua pena». Parola del Signore

Commento di Padre Giulio Maria Scozzaro

È uno dei Vangeli che lascia consolati, infonde coraggio e serenità ai più preoccupati, consolida quanti camminano nel sentiero spirituale.

«Non potete servire Dio e la ricchezza».

Per ricchezza non s’intende solo quella economica, ci sono altre forme di abbondanza raggiungibile con mezzi illeciti e che arrecano benefici temporali. Il potere esercitato dalle persone disoneste in qualsiasi ambiente, manifesta l’abbondanza della disonestà e della superbia. È la loro ricchezza.

Le parole che Gesù oggi ci presenta sono portatrici di più meditazioni su diversi aspetti della vita. Quando dice di non servire la ricchezza, ci vuol condurre su un sentiero luminoso e gioioso, spoglio comunque delle cose effimere, inutili e fuorvianti che presenta il mondo.

Cosa resta di concreto e di virtuoso quando si cade in una forma di dipendenza? Anche i pensieri accolti come dogma sono un idolo e ingannano, abbagliano l’intelletto, sono pensieri che lasciano credere di conoscere tutto, di essere nella verità, anche se si cade molto spesso nelle contraddizioni.

La nostra vita è meravigliosa quando serviamo Gesù Cristo ed Egli serve noi in tutte le nostre necessità, ci ascolta e ci aiuta, ci dona Grazie.

Il Signore si comporta con noi come noi facciamo con Lui.

Se Lo amiamo davvero ci riempie di doni proporzionatamente al Bene che facciamo, alla vita sacramentale che conduciamo, alle virtù praticate, all’amore verso tutti, all’imitazione della sua Vita.

Senza questa ricerca di Gesù e se non Lo accogliamo sinceramente nella nostra vita, siamo soli con le nostre illusioni, pieni di inganni che formuliamo in modo spontaneo, per l’incapacità di rinnegarci e obbedire a Lui. Solo nell’obbedienza a Dio c’è la nostra vera realizzazione.

Una vita sana è possibile quando il cristiano non si crea eccessive preoccupazioni, quando non sono presenti inquietudini e nervosismi che suscitano tormenti e afflizioni, quando ci si abbandona a Gesù Cristo e si chiede fiduciosamente tutto a Lui.

Il Signore è troppo buono e vuole donarci tutto quello che è necessario. «Perciò Io vi dico: non preoccupatevi per la vostra vita, di quello che mangerete o berrete, né per il vostro corpo, di quello che indosserete».

Gesù con molta pacatezza ci spiega la verità della nostra vita.

Il Male non sta nel successo professionale di quanti hanno studiato e lavorato, delle persone coscienziose che faticano anche nei lavori umili ma svolti con grande dignità. Il Male è lì dove si brama potere e denaro con un agire disonesto, dove si cerca freneticamente il successo e consensi pubblici spinti dall’ambizione.

Tutto il Male crolla addosso a quanti sono vuoti di principi morali ed esposti come canne al vento, vivono di molte trasgressioni e non sono sazi.

È un fallimento la vita senza Gesù Cristo!

Quali sono invece i mezzi per restare nella pace interiore che dona Gesù o in che modo si incontra Gesù? Con il desiderio di lasciare a Dio di preoccuparsi delle nostre cose, di tutto, solo questo abbandono ci procurerà molte Grazie e la nostra vita sarà benedetta da Lui.

Se non si vive così, Dio non benedice nessuna opera, nessuna iniziativa dell’uomo.

La rovina di molti cristiani è l’eccessiva sicurezza di quello che pensano, senza avere i mezzi per intuire la bontà o l’inganno dei pensieri.

L’abbandono in Dio libera il cristiano da ogni preoccupazione, scopre la vera pace interiore e non ragiona più come i pagani. Il cristiano autentico dice a Gesù di pensarci Lui alle cose che occorrono! «Il Padre vostro celeste sa che ne avete bisogno».

Quale deve essere allora la nostra ricerca giornaliera?

La Volontà di Dio, Lui solo dona la gioia e favorisce i nostri progetti in ogni campo, proprio perché Lo seguiamo e Lui ci ama infinitamente. Ognuno di noi è sempre presente nel Cuore di Gesù e nei suoi pensieri.

«Non preoccupatevi dunque del domani. A ciascun giorno basta la sua pena».

1 Ave Maria per Padre Giulio

«O Augusta Regina del Cielo e Sovrana degli Angeli, a Te che hai ricevuto da Dio la missione di schiacciare la testa di satana, io chiedo umilmente di mandare legioni celesti, perché al tuo cospetto inseguano i demoni, li combattano, reprimano la loro audacia, liberino da ogni male e da ogni persecuzione Padre Giulio e li respingano nell’abisso. Amen».

3 Ave Maria…

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È solo Gesù il vero tesoro del cristiano autentico! – 17 Giugno 2022 0

È solo Gesù il vero tesoro del cristiano autentico! – 17 Giugno 2022

Venerdì 17 giugno 2022

XI Settimana del Tempo Ordinario

+ VANGELO (Mt 6,1923)

Dov’è il tuo tesoro, là sarà anche il tuo cuore.

Dal Vangelo secondo Matteo

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Non accumulate per voi tesori sulla terra, dove tignola e ruggine consumano e dove ladri scassinano e rubano; accumulate invece per voi tesori in cielo, dove né tignola né ruggine consumano e dove ladri non scassinano e non rubano. Perché, dov’è il tuo tesoro, là sarà anche il tuo cuore. La lampada del corpo è l’occhio; perciò, se il tuo occhio è semplice, tutto il tuo corpo sarà luminoso; ma se il tuo occhio è cattivo, tutto il tuo corpo sarà tenebroso. Se dunque la luce che è in te è tenebra, quanto grande sarà la tenebra!». Parola del Signore

Commento di Padre Giulio Maria Scozzaro

Gesù tocca il tasto dolente di questa società: il denaro. L’attaccamento al denaro è ancora più esasperato della stessa ricerca del denaro, una differenza sottile ma incisiva. Il Signore ci invita a non accumulare tesori sulla terra, perché durano poco e sono malsicuri e fragili, «dove tignola e ruggine consumano» oppure «ladri scassinano e rubano».

Per grandi che siano i beni che si riescono ad accumulare durante una vita, non valgono la pena di diventarne schiavi e adoratori.

Nessuna cosa sulla terra merita che vi poniamo il cuore.

Il cuore è fatto per Dio, per tutte le cose nobili della terra. È molto utile che ci chiediamo con una certa frequenza: dov’è il mio cuore? Qual è il mio tesoro? A che cosa penso abitualmente? Qual è il centro delle mie preoccupazioni più intime?

Chi prega risponde che è Dio, presente nel Tabernacolo e forse non molto lontano dal luogo in cui si vive o si lavora.

Molti uomini e donne trovano le risposte agli interrogativi più importanti perché pregano bene, dedicano ogni giorno del tempo a Gesù.

Tutti noi vogliamo porre il cuore in Gesù, nel mandato che da Lui abbiamo ricevuto, e anche nelle persone e nelle cose ma per Dio.

Il nostro cuore è del Signore, perché il tesoro è Lui, in modo assoluto e reale. E non lo sono la salute, né il prestigio, né il benessere.

È solo Gesù Cristo il vero tesoro del cristiano autentico!

In particolare il Signore desidera che riponiamo il cuore nelle persone della famiglia umana o soprannaturale che abbiamo, e che normalmente sono quelle che prima di altre dobbiamo portare a Dio, e costituiscono la prima realtà che dobbiamo santificare.

La nostra preoccupazione per gli altri ci aiuta ad uscire dall’egoismo, a crescere in generosità, a trovare l’autentica gioia.

Il buon esempio dei genitori in casa, o quello dei fratelli, è spesso determinante per gli altri membri della famiglia, che imparano a vedere il mondo da un punto di vista cristiano. Per volere di Dio la famiglia è importante e nella famiglia cristiana comincia l’azione evangelizzatrice della Chiesa.

Ognuno esamini se è così nella sua famiglia, se siamo lievito che giorno dopo giorno va trasformando, a poco a poco, coloro che vivono con noi. Ma dobbiamo stare attenti a non rimanere schiacciati e soggiogati dal Male che portano addosso quei familiari senza Dio e dediti all’immoralità.

Là dov’è il nostro tesoro, là ci saranno l’amore, la dedizione, i sacrifici più generosi.

In questa vita tutto passa e tutto si lascerà, nulla sarà portato dietro dopo la morte.

La volontà di eseguire i pensieri che arrivano alla mente, senza un semplice discernimento, è la prova di un cammino spirituale inesistente e la Madonna non riesce a proteggere chi abbraccia gli idoli o si crea idoli da adorare.

La lontananza dalla preghiera è una vera tragedia, le conseguenze le paga la stessa persona e quanto fa parte della sua vita.

La tenebra esterna è nera, dannatamente «visibile» nella sua oscurità perché non c’è la Luce di Dio. Dove non c’è Dio c’è il Male, inevitabilmente, è la tenebra simile ad uno strato di fumo nero che nasconde tutto.

IL MALE PERÒ VIENE RICONOSCIUTO SEMPRE, PRIMA O POI SI SCOPRE LA FONTE DI UN MALESSERE SOCIALE O PERSONALE E I CREDENTI CHE PREGANO, SONO IN GRADO DI RESPINGERE OGNI ASSALTO TENEBROSO CONTRO LA LORO FEDE E LA STESSA SALVEZZA ETERNA.

Tutti noi dobbiamo considerarci benedetti perché ci stiamo formando alla sana dottrina della Santa Chiesa, grazie all’aiuto della Madonna.

Le novità dottrinali non vengono dallo Spirito Santo, sono ispirate da Satana, il nemico di Dio.

1 Ave Maria per Padre Giulio

«O Augusta Regina del Cielo e Sovrana degli Angeli, a Te che hai ricevuto da Dio la missione di schiacciare la testa di satana, io chiedo umilmente di mandare legioni celesti, perché al tuo cospetto inseguano i demoni, li combattano, reprimano la loro audacia, liberino da ogni male e da ogni persecuzione Padre Giulio e li respingano nell’abisso. Amen».

3 Ave Maria…

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L’essenzialità della preghiera. A pregare s’impara pregando – 16 Giugno 2022 0

L’essenzialità della preghiera. A pregare s’impara pregando – 16 Giugno 2022

Giovedì 16 giugno 2022

XI Settimana del Tempo Ordinario

+ VANGELO (Mt 6,715)

Voi dunque pregate così.

Dal Vangelo secondo Matteo

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Pregando, non sprecate parole come i pagani: essi credono di venire ascoltati a forza di parole. Non siate dunque come loro, perché il Padre vostro sa di quali cose avete bisogno prima ancora che gliele chiediate. Voi dunque pregate così:

Padre nostro che sei nei Cieli,

sia santificato il tuo Nome,

venga il tuo Regno,

sia fatta la tua volontà,

come in Cielo così in terra.

Dacci oggi il nostro pane quotidiano,

e rimetti a noi i nostri debiti

come anche noi li rimettiamo ai nostri debitori,

e non ci indurre in tentazione,

ma liberaci dal male.

Se voi infatti perdonerete agli altri le loro colpe, il Padre vostro che è nei Cieli perdonerà anche a voi; ma se voi non perdonerete agli altri, neppure il Padre vostro perdonerà le vostre colpe». Parola del Signore

Commento di Padre Giulio Maria Scozzaro

Gesù ha insegnato a pregare agli Apostoli con una preghiera tutta rivolta al Padre. Essi non avevano alcuna consapevolezza della presenza del Padre, la religione ebraica non contempla la presenza di un Padre e di suo Figlio. Chiesero a Gesù di aiutarli a pregare bene.

Nella spiritualità dei cristiani non c’è verso il Padre una grande adorazione.

L’indicazione di non sprecare parole quando si prega, indica il raggiungimento di una buona tappa del cammino spirituale. L’essenzialità delle parole favorisce la comunione con Gesù ed è opportuno nel cammino fare delle salutari soste per ritemprare lo spirito. Il cammino di Fede deve prevedere i tempi della meditazione giornaliera e della preghiera.

Arrivare a pregare senza sprecare parole indica un buon percorso di Fede, emerge la forza spirituale del cristiano e la sua capacità di controllo.

Il modo sbagliato di pregare e che non produce mai frutti è la preghiera senza amore, improvvisata e recitata senza decidersi per la conversione, nella turbolenza della vita dissipata. Il modo migliore è quello indicato da Gesù: «Voi dunque pregate così».

La preghiera non deve essere parolaia e deve nascere dal cuore. Non è importante parlare molto, è bene ascoltare molto e fare silenzio davanti al Tabernacolo o davanti un’immagine sacra. «Pregando, non sprecate parole come i pagani: essi credono di venire ascoltati a forza di parole».

Le parole che Gesù pronuncia oggi non devono trarre in inganno, perché il Signore non dice di non pregare molto e sarebbe una contraddizione, precisa che molto spesso nelle lunghe preghiere si ripetono parole vane o richieste inopportune o si prega senza amore.

Ci sono tantissime preghiere potenti, ricordo il Santo Rosario, vanno bene gli atti d’amore, di ringraziamento e di lode da ripetere nella giornata.

I cristiani con la Grazia di Dio devono raggiungere l’equilibrio psicofisico, non è facile ma è possibile a tutti. Innanzitutto occorre la vigilanza interiore, il controllo dei pensieri e l’intuizione della loro provenienza per restare alla presenza di Dio. In questo modo si trasmette all’anima la serenità e la gioia. Gradualmente si diventa capaci di evitare le occasione di peccato.

È vero che si impara a pregare pregando, ma bisogna conoscere alcune nozioni.

È vera preghiera quando il credente si distacca con il cuore dai beni materiali, anche se continua ad utilizzare quei beni. Questo distacco aiuta a liberare il cuore dagli affetti disordinati, ed è la lotta contro i vizi e i peccati volontari. Raggiungendo questo stato, i peccati si commetteranno a causa della debolezza e non della volontarietà.

Chiediamo aiuto anche noi a Gesù, Lui ci insegna a pregare, agli Apostoli fece conoscere il Padre Nostro come sintesi della vera preghiera.

DOBBIAMO SOFFERMARCI SUL VALORE CHE DIAMO AL PADRE NOSTRO QUANDO LO RECITIAMO, SE PENSIAMO ALLE PAROLE OPPURE LE RIPETIAMO MECCANICAMENTE SENZA AVVERTIRE INTERIORMENTE UN SENSO DI RICONOSCENZA AL PADRE.

È BENE MEDITARE SU OGNI FRASE DEL PADRE NOSTRO, IN QUESTO MODO DIVENTERÀ LA PREGHIERA PIÙ AMATA ED EFFICACE, PERCHÉ AVVERTITA INTERIORMENTE.

Dipende da noi l’avanzamento spirituale e la comunione con Gesù.

Il Signore vuole sentire da ognuno di noi anche poche parole: «Gesù Ti amo, confido in Te», piuttosto che lunghi discorsi inutili.

L’essenzialità della preghiera sta nell’apertura del cuore a Dio, e se Lui vi trova vero amore ci dona grandi Grazie. Sta qui il «segreto» per ottenere da Gesù quanto chiediamo, d’altronde anche voi donate con gioia qualcosa di prezioso alle persone che lo meritano, che vi hanno amato o vi amano sinceramente.

Gesù vuole vedere innanzitutto puro il nostro cuore, questo è l’impegno che dobbiamo prendere sul serio e lottare di continuo per purificarlo.

Quando Lui vede che siamo interiormente sinceri e buoni, ci dona gratuitamente molte Grazie particolari, ci libera dai nemici e dai persecutori, ci guarisce dalle malattie, ci libera dalle negatività sataniche che si attaccano a noi per diverse ragioni e che da soli non riusciamo a vincere e ad allontanare.

Giorno dopo giorno i cristiani che pregano con amore e umiltà riescono a distaccarsi da quelli che erano capricci inutili e acquistano una nuova mentalità che fa vedere la realtà in modo nuovo e, soprattutto, autentico. Il punto è di compiere con amore e interesse questo meraviglioso cammino spirituale che conduce alla vera comunione con Gesù.

1 Ave Maria per Padre Giulio

«O Augusta Regina del Cielo e Sovrana degli Angeli, a Te che hai ricevuto da Dio la missione di schiacciare la testa di satana, io chiedo umilmente di mandare legioni celesti, perché al tuo cospetto inseguano i demoni, li combattano, reprimano la loro audacia, liberino da ogni male e da ogni persecuzione Padre Giulio e li respingano nell’abisso. Amen».

3 Ave Maria…

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La grande ricompensa che dona Gesù già adesso – 15 Giugno 2022 0

La grande ricompensa che dona Gesù già adesso – 15 Giugno 2022

Mercoledì 15 giugno 2022

XI Settimana del Tempo Ordinario

+ VANGELO (Mt 6,16.16-18)

Il Padre tuo, che vede nel segreto, ti ricompenserà.

Dal Vangelo secondo Matteo

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «State attenti a non praticare la vostra giustizia davanti agli uomini per essere ammirati da loro, altrimenti non c’è ricompensa per voi presso il Padre vostro che è nei Cieli. Dunque, quando fai l’elemosina, non suonare la tromba davanti a te, come fanno gli ipocriti nelle sinagoghe e nelle strade, per essere lodati dalla gente. In verità Io vi dico: hanno già ricevuto la loro ricompensa. Invece, mentre tu fai l’elemosina, non sappia la tua sinistra ciò che fa la tua destra, perché la tua elemosina resti nel segreto; e il Padre tuo, che vede nel segreto, ti ricompenserà. E quando pregate, non siate simili agli ipocriti che, nelle sinagoghe e negli angoli delle piazze, amano pregare stando ritti, per essere visti dalla gente. In verità Io vi dico: hanno già ricevuto la loro ricompensa. Invece, quando tu preghi, entra nella tua camera, chiudi la porta e prega il Padre tuo, che è nel segreto; e il Padre tuo, che vede nel segreto, ti ricompenserà. E quando digiunate, non diventate malinconici come gli ipocriti, che assumono un’aria disfatta per far vedere agli altri che digiunano. In verità Io vi dico: hanno già ricevuto la loro ricompensa. Invece, quando tu digiuni, profumati la testa e lavati il volto, perché la gente non veda che tu digiuni, ma solo il Padre tuo, che è nel segreto; e il Padre tuo, che vede nel segreto, ti ricompenserà». Parola del Signore

Commento di Padre Giulio Maria Scozzaro

C’è una giustizia umana che non piace a Gesù, è quella che si nutre di compromessi, ricercata per scaricare vendetta e con la determinazione di danneggiare in qualche modo quanti vengono considerati nemici o competitori, oppositori.

Si intende giustizia umana quella regolata dalle leggi o dalle regole alla base di una società, di un popolo. Questa è una giustizia che si basa su giudizi e norme morali create dagli uomini per gli uomini. La giustizia umana in Italia è gestita dagli articoli e dalle norme della nostra Costituzione.

Invece la Giustizia Divina è regolata dalla coscienza di ciascuno, fondata sull’etica, sulla morale e talvolta è distaccata dalla giustizia umana.

Ciò che può essere un reato per la giustizia umana non lo è davanti a Dio e ciò che Dio considera peccato non è reato per la giustizia umana.

La giustizia umana si basa sulle prove, indizi e leggi stabilite dallo Stato.

La Giustizia Divina valuta moralmente ed eticamente.

È evidente che non sempre le leggi umane coincidono con la morale Divina, una etica che ci viene suggerita dalla coscienza pura e buona.

La Giustizia Divina è una Legge che parla di amore, verità, comprensione, rispetto, equità, bontà, generosità, disponibilità e altruismo.

Sicuramente vi è una tensione tra giustizia e amore: la salvezza non arriva solo dall’osservanza della Legge, ma provando amore.

È possibile essere o diventare «umanamente giusti», questo obiettivo deve fissare nella sua mente il cristiano, deve convincersi che Dio conosce tutto.

Oggi Gesù ci avvisa di non compiere azioni esteriori per ricevere applausi e consensi, di non agire secondo compromessi umani e di non coltivare una mentalità ingiusta causando danni ai deboli e agli innocenti, per la carriera, il potere e per ricevere ricompense disoneste!

Il tema della ricompensa Divina è insabbiato o appena sfiorato in moltissime omelie e questa omissione manifesta il vuoto spirituale della pastorale che si va sempre più affermando nella Chiesa.

Si deve predicare a tutti e specialmente ai cristiani, di agire considerando la retribuzione che dona Gesù a quanti operano nella Verità e nel Bene!

Il Signore lo ha promesso ed è sempre perfetto nel rispettare la parola data, ad ognuno di noi promette «cento volte tanto» del Bene che facciamo, delle buone opere che eseguiamo e realizziamo. Ogni cosa di buono compiuta, ci viene ricompensata e ci dona aiuti invisibili e potenti, protezioni, salute fisica, pace interiore, vittoria sulle negatività e sulle tentazioni.

Il «cento volte tanto» dato dal Signore supera infinitamente tutte le ricchezze del mondo, ricchezze che quasi sempre non danno pace, gioia e felicità ma infondono vizi, dissolutezza e superbia. Mentre la Grazia di Dio appaga pienamente i buoni.

Gesù espone diversi esempi che il cristiano deve praticare, in caso contrario non riceverà alcuna ricompensa da Dio.

Cita tre comportamenti che conoscevano tutti quelli che Lo ascoltavano: parla dell’ELEMOSINAche deve essere donata senza sbandierarla ovunque, altrimenti la ricompensa arriverà dall’ammirazione dei conoscenti ma si perdono i meriti davanti a Dio dell’opera buona compiuta.

Parla dellaPREGHIERA INTERIOREe condanna quella ostentata, la preghiera parolaia che viene praticata in ogni tempo ed è sbagliata, rimane solamente esteriore. Per Gesù la preghiera migliore è quella contemplativa e si può compiere in ogni circostanza, quindi, va bene la preghiera spontanea con parole semplici e fiduciose, non va trascurata la preghiera migliore del Santo Rosario.

Nel silenzio interiore che si crea, anche mentre si recita il Santo Rosario o altre preghiere, lo Spirito Santo agisce, trasfigura ed eleva spiritualmente.

Infine, parla delDIGIUNO, da molti oggi non compreso, ma davvero indispensabile per la purificazione interiore, il dominio e il controllo della propria volontà, la pratica del rinnegamento e l’acquisizione di alcune virtù indispensabili come l’umiltà, la mitezza e la bontà.

Questi tre insegnamenti Gesù li termina allo stesso modo: «… e il Padre tuo, che vede nel segreto, ti ricompenserà». Gesù ci vede sempre!

1 Ave Maria per Padre Giulio

«O Augusta Regina del Cielo e Sovrana degli Angeli, a Te che hai ricevuto da Dio la missione di schiacciare la testa di satana, io chiedo umilmente di mandare legioni celesti, perché al tuo cospetto inseguano i demoni, li combattano, reprimano la loro audacia, liberino da ogni male e da ogni persecuzione Padre Giulio e li respingano nell’abisso. Amen».

3 Ave Maria…

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Il perdono sincero nel proprio cuore è già sufficiente – 14 Giugno 2022 0

Il perdono sincero nel proprio cuore è già sufficiente – 14 Giugno 2022

Martedì 14 giugno 2022

XI Settimana del Tempo Ordinario

+ VANGELO (Mt 5,4348)

Amate i vostri nemici.

Dal Vangelo secondo Matteo

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Avete inteso che fu detto: “Amerai il tuo prossimo” e odierai il tuo nemico. Ma Io vi dico: amate i vostri nemici e pregate per quelli che vi perseguitano, affinché siate figli del Padre vostro che è nei Cieli; Egli fa sorgere il suo sole sui cattivi e sui buoni, e fa piovere sui giusti e sugli ingiusti. Infatti, se amate quelli che vi amano, quale ricompensa ne avete? Non fanno così anche i pubblicani? E se date il saluto soltanto ai vostri fratelli, che cosa fate di straordinario? Non fanno così anche i pagani? Voi, dunque, siate perfetti come è perfetto il Padre vostro celeste». Parola del Signore

Commento di Padre Giulio Maria Scozzaro

Oggi la Parola ci mette dinanzi a un interrogativo che porta con sé anche la risposta di Gesù: è possibile amare i nostri nemici? Il Signore ci dice che è possibile e Lui ha dato molteplici esempi, fino all’ultimo respiro sulla Croce: «Padre, perdonali, perché non sanno quello che fanno».

Gesù ha perdonato i suoi nemici e chiese al Padre di farlo anche Lui. I suoi crocifissori non erano consapevoli di quanto compiuto contro il Figlio di Dio ed ognuno aveva una responsabilità proporzionata alla partecipazione al deicidio.

Gesù Crocifisso li giustificava come Uomo, altro giudizio era riservato alla Giustizia di Dio. Il suo Cuore ricolmo di infinito Amore non poteva non rivolgere Amore anche ai suoi uccisori, è un Dio che ama tutti ed è inesauribilmente giusto, ad ognuno dona quanto spetta, anche la Giustizia che si merita per le cattive opere.

Gesù è il Perdono e noi siamo veri seguaci quando Lo imitiamo anche nelle circostanze più dolorose. Insieme a Lui è facile perdonare quantomeno nel proprio cuore. Gesù ci spiega che il Comandamento dell’Amore contempla la compassione: «Amate i vostri nemici e pregate per quelli che vi perseguitano».

Tutti i precetti indicati da Gesù sono ordinati all’amore e ispirati dall’amore. Questo è il modo nuovo di applicare la Legge di Dio.

Questa forma di amore, molto impegnativa da realizzare, consiste soprattutto nel pregare per coloro che ci perseguitano oltre che nel non rendere male per male. Non solamente c’è da compiere uno sforzo interiore nel perdono, occorre anche non pensar male di loro. È la tattica Divina per vincere e annichilire il Male.

Dobbiamo lasciare al Signore il compito di proteggerci e farci giustizia come vuole Lui. Gli diciamo con fiducia: «Gesù, pensaci Tu».

Il comando di amare i nemici è una follia per i non credenti, anche per quanti praticano altre religioni o dicono di credere in Dio, ma è una divinità astratta. Da questo insegnamento del Signore Gesù si comprende la bontà del Dio dei cristiani, il Dio autentico che perdona e non infonde mai odio né spirito di vendetta.

La vendetta è l’arma micidiale usata da Satana.

Gesù pone un vincolo nelle relazioni umane, avvisa che ci si può considerare figli del vero Dio solamente in una condizione di amore e di perdono verso quelli che si considerano nostri nemici. UN PERDONO ESSENZIALMENTE INTERIORE, non necessariamente si deve esprimere con parole o cercando i nemici imprevedibili.

Il perdono dobbiamo donarlo sempre, non c’è alcuna limitazione, bisogna comunque valutare se manifestarlo alla persona che ha agito con cattiveria oppure evitare per non renderla ancora più malvagia. Bisogna valutare caso per caso, e rimane preferibile chiedere consiglio al Padre spirituale.

Il perdono sincero nel proprio cuore è già sufficiente, privo di rancore, altrimenti più che perdono è l’attesa paziente della giustizia.

Non sono le parole a certificare il sincero perdono che si concede ai nemici, certo le parole fanno parte del dialogo, ma RIMANE IL CUORE LA VERA ESPRESSIONE DEL PERDONO. Interiormente non dobbiamo più avvertire l’inimicizia o un’animosità ancora resistente o l’avversione verso altri che si manifesta nell’indifferenza e nell’ostacolare gli altri in molti modi.

Arrivare al perdono sincero è una Grazia che solo il Dio cristiano concede e questo è l’attestato di maggiore credibilità. Nessuno è in grado di perdonare i suoi nemici senza l’intervento della Grazia di Gesù Cristo, Figlio di Dio.

«Ma Io vi dico: amate i vostri nemici e pregate per quelli che vi perseguitano, affinché siate figli del Padre vostro che è nei Cieli».

Umanamente e razionalmente nessuno riesce a dimenticare tutto il male sofferto e le «agonie» dolorose trascorse a causa dei persecutori e delle diffamazioni. Però, non si tratta solamente di dimenticare, questo risulta pressoché improbabile, quindi c’è un modo diverso e santo.

Se rimane impossibile dimenticare le ingiustizie e le cattiverie che abbiamo subito, la soluzione la troviamo nella nostra Fede, innanzitutto non colpevolizzando nei nostri ricordi le persone che ci hanno fatto del male, poi pregando per la loro conversione e questa preghiera non ci farà più ricordare il male subito con dolore e risentimento. Ricorderemo sempre il male subito ma in modo spirituale, senza più rancore e irritazione.

Crescere nella Fede comporta anche coprire con il manto della carità le persone a noi avverse, ed è lo Spirito Santo a trasfigurarci interiormente per non nutrire rancore né alcun residuo di sofferenza in noi. Con la Grazia di Dio pensando a queste persone non si prova più agitazione, non c’è alcun desiderio di vendetta.

La carità tutto copre, come scriveva San Paolo.

Diventa possibile amare i propri nemici quando si diventa migliori per la Fede, più spirituali e capaci di sopportare con amore e pazienza.

È certamente impegnativa questa svolta, molti la mettono in pratica nelle sofferenze, altri quando scoprono l’inutilità di una vita da copertina e comprendono che deve essere assolutamente un altro e superiore il vero senso della vita, ed è il Vangelo che permette di raggiungere la vera felicità che appaga e non svuota.

È possibile arrivare a questa condizione spirituale, tutto è possibile di quanto ci chiede Gesù perché Lui è Dio, la Verità, l’Amore che ama.

1 Ave Maria per Padre Giulio

«O Augusta Regina del Cielo e Sovrana degli Angeli, a Te che hai ricevuto da Dio la missione di schiacciare la testa di satana, io chiedo umilmente di mandare legioni celesti, perché al tuo cospetto inseguano i demoni, li combattano, reprimano la loro audacia, liberino da ogni male e da ogni persecuzione Padre Giulio e li respingano nell’abisso. Amen».

3 Ave Maria…

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Porgere l’altra guancia, quella dell’amore e del perdono – 13 Giugno 2022 0

Porgere l’altra guancia, quella dell’amore e del perdono – 13 Giugno 2022

Lunedì 13 giugno 2022

XI Settimana del Tempo Ordinario

Sant’Antonio di Padova

+  VANGELO (Mt 5,3842)

Io vi dico di non opporvi al malvagio.

Dal Vangelo secondo Matteo

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Avete inteso che fu detto: “Occhio per occhio” e “dente per dente”. Ma Io vi dico di non opporvi al malvagio; anzi, se uno ti dà uno schiaffo sulla guancia destra, tu porgigli anche l’altra, e a chi vuole portarti in tribunale e toglierti la tunica, tu lascia anche il mantello. E se uno ti costringerà ad accompagnarlo per un miglio, tu con lui fanne due. Dà a chi ti chiede, e a chi desidera da te un prestito non voltare le spalle». Parola del Signore

Commento di Padre Giulio Maria Scozzaro

Il Vangelo contiene una frase che ha fatto sbandare moltitudini di cristiani e ancora oggi sono tanti a non comprendere il significato di questa affermazione arrendevole e remissiva dinanzi a soprusi e ingiustizie. Effettivamente le parole di Gesù sono chiare: «Se uno ti dà uno schiaffo sulla guancia destra, tu porgigli anche l’altra».

Poco prima afferma di non opporci al malvagio ma questa affermazione è più complicata da capire e per molti anche da accettare.

L’accettazione di uno schiaffo porgendo anche l’altra guancia, manda in tilt i cristiani meno spirituali e considerano abbastanza sottomesso questo comportamento. È vero che Gesù ha detto di amare i nemici, ma di prendere pure legnate con «gioia» risulta un po’ difficile.

Invece per il cristiano porgere l’altra guancia non vuol dire non potersi difendere da un aggressore e per guancia non si intende il viso.

Gesù non dice che non dobbiamo mai difenderci da una aggressione e di farci colpire anche nell’altra guancia, Egli ci insegna in queste circostanze a manifestare un comportamento opposto a quello dei cattivi e degli ipocriti, si tratta appunto di mostrare amore, bontà, pazienza.

La nostra risposta deve manifestarsi durante e dopo gli attacchi dei cattivi, mentre veniamo offesi o per le insinuazioni. A questo si aggiunge che porgere l’altra guancia implica da parte nostra la rinuncia a qualsiasi forma di vendetta verso altri né di giudicarli o di meditare una rivalsa. L’amore copre tutto.

Uno scontro inizia con le offese, il sarcasmo, le bugie, gli errori taciuti, spesso i violenti arrivano alle mani. Il cristiano deve evitare che un dialogo degeneri, diventi uno scontro, e per quanto possibile deve evitare di lasciarsi provocare. Non deve provocare e l’equilibrio è saggezza, questo esclude da parte del cristiano un’aggressione anche verbale contro chi agisce o si presenta come avversario.

Spesso bisogna allontanarsi per evitare una lite, però se rimane vittima di un reato oltre a proteggersi deve rivolgersi alle forze dell’ordine.

L’antico detto: «Occhio per occhio», viene rivisitato da Gesù con l’amore incondizionato verso chi non ci ama. Con l’occhio per occhio, l’ebreo che aveva subito un torto poteva rivalersi solo compiendo l’identica azione contro il suo nemico. Così si poneva un limite alla violenza, non potevano vendicarsi commettendo azioni maggiormente delittuose.

La legge degli antichi ebrei chiamata «legge del taglione», non era negativa e poneva limiti alla violenza, Gesù viene a togliere la violenza almeno alla parte che subisce cattiverie e soprusi. Gesù mette fine all’innescamento di un circolo vizioso in cui ognuno rende male per male, per cui indica nell’amore e nel perdono la risposta del cristiano.

Porgere l’altra guancia non è, quindi, una resa stupida davanti all’aggressore o a chi proferisce parole cattive, si tratta di porgere amorevolezza, i buoni sentimenti che portiamo in noi, mentre gli altri ci offendono con prepotenza e superbia, ci colpiscono con insulti e il nostro onore viene infangato.

Dinanzi alla violenza di chi aggredisce con schiaffi e pugni, la reazione immediata è di bloccare le mani alla persona violenta. La sacralità della propria vita viene sopra tutto e si deve ricorrere alla difesa per bloccare l’aggressione di chi aggredisce. Qui noi blocchiamo chi usa violenza ma continuiamo a porgere l’altra guancia, quella buona e mite, non vendicativa. In noi non c’è mai «occhio per occhio».

Questo è l’insegnamento della Chiesa, quello ispirato dallo Spirito Santo e non le corbellerie che alcuni insegnano quando parlano nel Nome di Gesù Cristo. È evidente che la Chiesa non vuole la violenza ma l’uomo innocente ha il diritto di difesa della propria vita.

QUELLI CHE ATTACCANO LA LEGITTIMA DIFESA, DOVREBBERO VIVERE IN UNA CASA PARROCCHIALE E NON AL RIPARO DI MURI ALTI DIECI METRI, ALTRI DOVREBBERO UTILIZZARE I MEZZI PUBBLICI E NON LA SCORTA CON UOMINI ARMATI, COSÌ VALE ANCHE PER I RADICAL CHIC, VUOTI DI SAGGEZZA E VERITÀ, PREMUROSI NELL’OSTENTARE I LORO BENI, PER DIRE CHE QUALCOSA DI VALORE LO POSSEGGONO.

Si comprende molto bene che noi veri seguaci di Cristo non siamo stupidi né deboli.

Noi non usiamo mai violenza e cerchiamo di sdrammatizzare, non ci vendichiamo dinanzi chi ci diffama e invia maledizioni. Vogliamo riportare la pace nei cuori induriti dal Male. Ecco come trionfa l’amore del cristiano dinanzi alla cattiveria dei malvagi. Noi perdoniamo tutti anche solo nel nostro cuore, se non possiamo manifestarlo di presenza.

Il cristiano deve sempre difendersi quando la sua vita o quella degli altri familiari o di altri di cui è responsabile, è in pericolo.

Sant’Antonio di Padova oggi ci insegna che il sacerdozio è la piena donazione alla Santissima Trinità, è piena obbedienza alla sua Legge e l’osservanza perfetta dei Comandamenti. Un Sacerdote può cadere nel peccato ma sa che la Confessione occorre farla al più presto per ritornare a vivere in comunione con Dio, anche per confessare i cristiani in stato di Grazia.

Dobbiamo pregare molto per tutti i Sacerdoti, per tutti chiediamo la vera Luce dello Spirito Santo. Molti di loro sono uomini buoni caduti nell’indifferenza per non avere curato la vita spirituale, altri sono stati soggiogati dal modernismo imperante trasmesso dai Vescovi e i Parroci buoni ma deboli, ne rimangono assoggettati.

Chiediamo a Sant’Antonio di intercedere per tutti loro, di ottenere ad ognuno l’amore sapienziale della Scrittura, come la amava Lui.

Divenne un grande predicatore per lo studio appassionato della Bibbia, per la continua preghiera e l’osservanza del Vangelo.

1 Ave Maria per Padre Giulio

«O Augusta Regina del Cielo e Sovrana degli Angeli, a Te che hai ricevuto da Dio la missione di schiacciare la testa di satana, io chiedo umilmente di mandare legioni celesti, perché al tuo cospetto inseguano i demoni, li combattano, reprimano la loro audacia, liberino da ogni male e da ogni persecuzione Padre Giulio e li respingano nell’abisso. Amen».

3 Ave Maria…

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Il Padre è la mente, il Figlio è il pensiero, lo Spirito Santo e l’amore – 12 Giugno 2022 0

Il Padre è la mente, il Figlio è il pensiero, lo Spirito Santo e l’amore – 12 Giugno 2022

Domenica 12 giugno 2022

SANTISSIMA TRINITÀ

+ VANGELO (Gv 16,12-15)

Tutto quello che il Padre possiede è mio; lo Spirito prenderà del mio e ve lo annuncerà.

Dal Vangelo secondo Giovanni

In quel tempo, disse Gesù ai suoi discepoli: «Molte cose ho ancora da dirvi, ma per il momento non siete capaci di portarne il peso. Quando verrà lui, lo Spirito della verità, vi guiderà a tutta la verità, perché non parlerà da se stesso, ma dirà tutto ciò che avrà udito e vi annuncerà le cose future. Egli mi glorificherà, perché prenderà da quel che è mio e ve lo annuncerà. Tutto quello che il Padre possiede è mio; per questo ho detto che prenderà da quel che è mio e ve lo annuncerà». Parola del Signore

Commento di Padre Giulio Maria Scozzaro

Appare abbastanza evidente la Volontà di Gesù espressa ripetutamente, anche poco prima di ascendere al Cielo, di annunciare il Vangelo a ogni uomo. D’altronde, perché si è sacrificato per tre anni nell’annunciare il Vangelo o per quale ragione il Figlio di Dio si è incarnato se non per far conoscere agli uomini di tutti i tempi qual è la vera Via per conoscere il Padre e ottenere la vita eterna?

Il comando dato da Gesù ai suoi Consacrati di annunciare ovunque il Vangelo, oggi non viene osservato da numerosi Vescovi con motivazioni risibili e con alleanze contraddittorie proprio con eretici che hanno sempre combattuto il Cristianesimo.

Nel mondo in larghissima parte è assente l’amore a Gesù per la terribile opposizione organizzata dagli ebrei dopo la Risurrezione da morte dell’Uomo che davanti a tutti era stato crocifisso e posto in un sepolcro, poi trovato vuoto nonostante le guardie appostate davanti.

Agli ebrei si unirono tutti i nemici del Bene e l’opposizione che si è creato oggi attorno a Gesù Cristo è incomparabile. Opposizione che cova già all’interno della sua Chiesa e ne vediamo le misere contraddizioni, gli scandali pubblici, la piena disobbedienza al Vangelo.

L’Amore autentico è legato alla Verità, altrimenti qualsiasi amore si può scambiare per buono. Hitler nutriva un grande amore per la razza ariana ma fece uccidere oltre cinque milioni di persone. C’È ALLORA UN AMORE CHE PRODUCE EFFETTI CATTIVI E IMMORALI.

Gesù dona il suo Amore ai cristiani che Lo richiedono e li invia «spiritualmente» in ogni parte del mondo ad annunciare il Vangelo, azione possibile anche per quanti pregano nelle loro case o nelle Chiese e pregano con Fede, chiedono la conversione dei peccatori del mondo.

Gesù invia di continuo molti coraggiosi missionari ma negli ultimi decenni si è quasi spenta la forza apostolica di annunciare Lui, il Risorto. Il fervore diminuisce come la Fede o scade perché i Pastori non si interessano più della vita spirituale.

Sotto gli occhi della platea mondiale hanno già cominciato a presentare un falso Cristo e una falsa Chiesa, non predicano né parlano del Cristo del Vangelo, quello che la Sacra Tradizione ha tramandato ai cattolici. Questa gerarchia della Chiesa è protestante e non cattolica.

È abbastanza semplice accorgersi delle incalcolabili contraddizioni e iniziative eretiche che contraddistinguono l’operato di questi Vescovi.

Uno su tanti esempi. Oggi per noi cristiani è tempo di meditazione della Santissima Trinità, un mistero di Fede da noi accolto ma odiato dai musulmani, eppure la gerarchia si allea con gli Imam musulmani e firma documenti che preannunciano scenari futuri che la nostra Chiesa non può accettare perché eretici.

È un grave tradimento dialogare con i musulmani escludendo Gesù Cristo. È impossibile il dialogo con i musulmani per numerosi ragioni e se è questa gerarchia a promettere l’esclusione dei misteri fondamentali della nostra Fede bimillenaria, molto presto la Chiesa arriverà al più grande scisma della storia cristiana.

La Santissima Trinità rivelata da Gesù è un mistero davvero impenetrabile, tutti i misteri non possono essere compresi ma questo possiede una molteplice impermeabilità. Ogni mistero della nostra Fede non è comunque qualcosa di irragionevole. Il mistero centrale della Fede e della vita cristiana è proprio la Trinità.

Il mistero non è dimostrabile con la ragione, ma mai è irrazionale, non cade in contraddizione con la ragione. L’affermazione di un Dio Uno e Trino non possiamo dimostrarlo ma per noi che abbiamo Fede, è possibile questa Verità, l’accettiamo perché crediamo nelle parole del Signore. La sua autorità è per noi sufficiente.

Per i cristiani Dio è unico, anche se sono tre Persone uguali e distinte. C’è una sola Onnipotenza, una sola Volontà e un solo Amore.

Possiamo comprendere meglio il mistero della Trinità riflettendo sull’uomo, creato a immagine e somiglianza di Dio. La mente dell’uomo genera il pensiero, questo pensiero essendo buono viene contemplato dalla mente e amato, così dal pensiero e dalla mente scaturisce o procede l’amore.

Possiamo affermare che nell’uomo la mente, il pensiero e l’amore sono tre cose distinte fra loro, ma se esistono sono anche assolutamente inseparabili l’una dall’altra. In una persona la mente, il pensiero e l’amore diventano così una cosa sola.

Nella Trinità il Padre è la mente, il Figlio è il pensiero, lo Spirito Santo è l’Amore.

Circola al suo interno un Amore infinito come dall’eternità esistono queste tre Persone Divine, e l’azione «ad extra» è indivisibile, quando agisce il Padre agiscono anche le altre due Persone. Questo vale per tutte e tre le Persone.

Quando il Figlio incarnato in Gesù operava la Redenzione, era sempre attiva l’azione del Padre e dello Spirito, anche se ad ogni Persona viene applicata un’azione esterna: al Padre la creazione, al Figlio la redenzione, allo Spirito Santo la santificazione.

Chi si è incarnato passivamente è solo la Persona del Verbo. Però Colui che fa incarnare sono tutti e Tre, indistintamente.

Come tra gli uomini, Sant’Ireneo fa vedere quasi un consiglio delle Persone trinitarie, che si consultano su che cosa fare per redimere l’uomo e mandano il Figlio perché prenda su di sé la sua umanità, l’umanità ricevuta dal grembo della Beata Vergine Maria.

Lo Spirito Santo procede come l’Amore dal Padre e dal Figlio. Procede da entrambi, perché è il Dio eterno e increato che il Padre dona al Figlio generandolo e che il Figlio restituisce al Padre come risposta al suo Amore. Nella Trinità circola l’Amore ed è lo Spirito Santo, lo stesso Spirito del Padre e del Figlio.

Quando facciamo il segno della Croce, dobbiamo riflettere sulle parole che pronunciamo. Un amore più intimo verso le tre Persone Divine, fa avvertire una presenza serena e gioiosa nella propria persona, quando si dice «nel Nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo»

I diavoli tremano dinanzi alla Croce e al segno della Croce che ci tracciamo. Quando siete tentati o confusi, fate il segno della Croce con Fede!

1 Ave Maria per Padre Giulio

“O Augusta Regina del Cielo e Sovrana degli Angeli, a Te che hai ricevuto da Dio la missione di schiacciare la testa di satana, io chiedo umilmente di mandare legioni celesti, perché al tuo cospetto inseguano i demoni, li combattano, reprimano la loro audacia, liberino da ogni male e da ogni persecuzione Padre Giulio e li respingano nell’abisso. Amen”.

3 Ave Maria…

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