Archivio Mensile: Luglio 2022

Quanti pregano bene meritano di conoscere i misteri del Regno di Dio – 21 Luglio 2022 0

Quanti pregano bene meritano di conoscere i misteri del Regno di Dio – 21 Luglio 2022

Giovedì 21 luglio 2022

XVI Settimana del Tempo Ordinario

+ VANGELO (Mt 13,1017)

A voi è dato conoscere i misteri del Regno dei Cieli, ma a loro non è dato.

Dal Vangelo secondo Matteo

In quel tempo, i discepoli si avvicinarono a Gesù e gli dissero: «Perché a loro parli con parabole?». Egli rispose loro: «Perché a voi è dato conoscere i misteri del Regno dei Cieli, ma a loro non è dato. Infatti a colui che ha, verrà dato e sarà nell’abbondanza; ma a colui che non ha, sarà tolto anche quello che ha. Per questo a loro parlo con parabole: perché guardando non vedono, udendo non ascoltano e non comprendono. Così si compie per loro la profezia di Isaia che dice:

“Udrete, sì, ma non comprenderete,

guarderete, sì, ma non vedrete.

Perché il cuore di questo popolo è diventato insensibile,

sono diventati duri di orecchi

e hanno chiuso gli occhi,

perché non vedano con gli occhi,

non ascoltino con gli orecchi

e non comprendano con il cuore

e non si convertano e io li guarisca!”.

Beati invece i vostri occhi perché vedono e i vostri orecchi perché ascoltano. In verità Io vi dico: molti profeti e molti giusti hanno desiderato vedere ciò che voi guardate, ma non lo videro, e ascoltare ciò che voi ascoltate, ma non lo ascoltarono!». Parola del Signore

Commento di Padre Giulio Maria Scozzaro

Nel capitolo 13 troviamo gli insegnamenti più vivaci di Gesù, insieme ad una serie di parabole che arrecano una riflessione salutare. La parabola era un genere caro ai semiti, ma Gesù ne fa uno strumento efficacissimo per far ritenere i suoi insegnamenti anche a coloro che erano semplici e non avevano una grande cultura.

Uno degli attributi di Dio è di essere semplice e per attributi si intendono le perfezioni della sua Essenza.

La semplicità di Dio è quella sua caratteristica per la quale non è composto di varie parti, come nell’essere umano anima e corpo. Per questa stessa ragione Dio non è soggetto a divisione.

Le tre Persone della Trinità non sono le «parti» di cui Egli è composto, è presente bensì l’intero Essere di Dio in ciascuna delle Persone: da questo la teologia cristiana fa conoscere che Dio e i suoi attributi sono uno, e che Egli è Vita, Luce, Amore, Giustizia, Verità e così via.

Dio è senza complicazioni, tutto gli è presente, la Verità è Lui stesso e non deve riflettere o fare calcoli come l’uomo.

Gesù utilizza le parabole per spiegare la sua dottrina e, paradossalmente, vuole anche non far intendere a determinate persone quanto insegna perché sono cattivi. Sembra assurdo ma è anche un atto di amore verso i peccatori non disponibili a lasciare il peccato e a convertirsi.

La bontà di Gesù si esprime nella sua disposizione a trattare con gentilezza e generosità tutte le creature, è uno degli attributi di Dio, infatti, non crea l’uomo e la donna per perderli ma li crea per donare tutto quello che è necessario per vivere nella gioia e per essi desidera la beatitudine eterna del Paradiso.

L’uomo e la donna sono chiamati, invitati, a corrispondere al suo disegno, questa è la condizione per stabilire la comunione e aprire il varco alla Grazia di Dio. La corrispondenza coerente è la risposta che i cristiani danno a Dio.

Quando Gesù narra le parabole non vuole far comprendere agli irriducibili suoi nemici l’insegnamento contenuto, sia perché non lo meritano ma comunque li spinge lo stesso alla riflessione; SIA PER NON APPESANTIRE LA RESPONSABILITÀ DEI PECCATORI. Per peccatori intendo gli inflessibili ostinati, quelli che scelgono lucidamente il rifiuto di Dio.

Gesù avvertiva il rifiuto della sua Persona, non era gradito a scribi, farisei e anziani del Tempio, persone che ingigantivano le diffamazioni su Lui inventando l’inverosimile. Quanto poteva essere incredibile, illogico, improbabile, lo inventavano e lo diffondevano contro il Signore.

Per questo non dobbiamo abbatterci quando i cattivi agiscono con molta malizia contro noi per invidia o per punirci per la nostra Fede, il nostro essere cristiani autentici. Gesù ha subito ogni sorta di diffamazione e in Lui non c’era traccia di imperfezione!

Dobbiamo agire come Lui fino ad amare i nostri nemici. So che molti non riescono a farlo ed è comprensibile, non si improvvisa un atteggiamento così altamente spirituale. Solo la Grazia di Dio può permettere di amare i nemici senza nutrire alcun interesse personale.

La Grazia che aumenta in noi, trasforma il nostro essere, lo spirito umano viene purificato e reso santo, lo spirito diabolico viene allontanato e il cristiano si ritrova nella mente pensieri di amore e di perdono. Di conseguenza diventa facile amare anche i nemici, non si considerano più tali pur ricordando gli eventi passati.

Tutto trasforma la Grazia di Dio, anche un peccatore che si pente può diventare un’anima buona e santa!

Ci sono peccatori però che hanno scelto di non seguire Dio e questa scelta in molti è definitiva, compiuta lucidamente e irreversibilmente.

Ad essi Gesù non vuole spiegare le parabole, anzi le racconta proprio per non farle intendere e non appesantire il loro peso di peccati, perché è grave sapere e non osservare. E non è giustificato neppure chi non vuole sapere per non osservare e non avere responsabilità.

«Per questo a loro parlo con parabole: perché guardando non vedono, udendo non ascoltano e non comprendono».

È un atto di misericordia di Gesù verso gli accecati dalla superbia e da una mentalità assurda e contraddittoria.

Voglio precisare ancora che molti degli ascoltatori delle parabole non meritavano assolutamente di essere risanati. C’è misericordia e giustizia in questa azione di Gesù, e quei peccatori non erano meritevoli di misericordia per avere consumato tutta la misericordia ad essi accordata, quindi la giustizia prevaleva su essi. Era la loro scelta.

Gesù non fa capire ad essi quello che serve alla salvezza e non spiega con semplicità le parabole, e dichiara apertamente che a «loro non è dato conoscere i misteri del Regno di Dio, perché a chi non ha, sarà tolto anche quello che ha».

Gli umili di cuore, i buoni, i miti, quanti seguono Gesù con interesse e devozione, meritano di conoscere i misteri del Regno di Dio.

1 Ave Maria per Padre Giulio

«O Augusta Regina del Cielo e Sovrana degli Angeli, a Te che hai ricevuto da Dio la missione di schiacciare la testa di satana, io chiedo umilmente di mandare legioni celesti, perché al tuo cospetto inseguano i demoni, li combattano, reprimano la loro audacia, liberino da ogni male e da ogni persecuzione Padre Giulio e li respingano nell’abisso. Amen».

3 Ave Maria…

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Il volto è lo specchio dell’anima – 20 Luglio 2022 0

Il volto è lo specchio dell’anima – 20 Luglio 2022

Mercoledì 20 luglio 2022

XVI Settimana del Tempo Ordinario

+ VANGELO (Mt 13,1-9)

Una parte del seme cadde sul terreno buono e diede frutto.

Dal Vangelo secondo Matteo

Quel giorno Gesù uscì di casa e sedette in riva al mare. Si radunò attorno a Lui tanta folla che Egli salì su una barca e si mise a sedere, mentre tutta la folla stava sulla spiaggia. Egli parlò loro di molte cose con parabole. E disse: «Ecco, il seminatore uscì a seminare. Mentre seminava, una parte cadde lungo la strada; vennero gli uccelli e la mangiarono. Un’altra parte cadde sul terreno sassoso, dove non c’era molta terra; germogliò subito, perché il terreno non era profondo, ma quando spuntò il sole, fu bruciata e, non avendo radici, seccò. Un’altra parte cadde sui rovi, e i rovi crebbero e la soffocarono. Un’altra parte cadde sul terreno buono e diede frutto: il cento, il sessanta, il trenta per uno. Chi ha orecchi, ascolti». Parola del Signore

Commento di Padre Giulio Maria Scozzaro

Gesù semina di continuo nel terreno che è il mondo, questa semina è la sua Parola. È un nutrimento indispensabile per chi vuole incontrare veramente Dio, solo da Lui ci arriva la pace interiore e la vera felicità.

Un nutrimento che l’anima ricerca e desidera più di ogni cosa, e solo la Parola di Dio infonde certezza spirituale nella vita e un appagamento che risulta impossibile riceverlo dalle cose materiali. L’anima anela a Dio naturalmente, Lui è il suo Creatore e questa tensione dell’anima permane nelle persone che non rifiutano Dio.

In coloro che rifiutano Dio, avviene come una «disattivazione» delle importanti funzioni spirituali dell’anima che alimentano la coscienza.

L’anima è il principio vitale comune a ogni essere vivente. Per la teologia cattolica l’anima è personale, libera di scegliere il Bene e il Male, immortale, soggetta a una sola vita terrena senza possibilità di reincarnazione dopo la morte, presente da sempre nella mente di Dio come idea-progetto di amore per il singolo e per il bene di ogni vivente, ma che non preesiste al corpo ed inizia a «vivere» col nascituro.

L’anima avvolge ogni minima parte della persona, dà vita al corpo e senza essa il corpo non potrebbe sussistere. Il corpo è la forma dell’anima, in quanto il corpo fisico è visibile e permette di rendere visibile non l’anima perché è spirituale, ma la sua presenza.

L’anima è la parte più nobile della persona umana e anche quella più trascurata, infatti al corpo viene offerto ogni confort, una cura spesso esagerata, e molti arrivano all’adorazione permanente del corpo. Esso diventa un idolo a cui dedicare grande parte del tempo e viene trascurata quella parte più nobile costituita dall’anima.

Il corpo merita ogni cura necessaria, bisogna prevenire per evitare di curare, non deve però diventare un idolo.

L’anima si esprime con la parola, fa conoscere i suoi pensieri con il corpo, infatti anche il corpo parla. Il volto è lo specchio dell’anima!

Le opere che si compiono esprimono la coscienza della persona. Non si tratta solamente dello svelamento dello stato della coscienza, le opere indicano anche l’osservanza dei Comandamenti, delle leggi dello Stato italiano, della dignità personale, del rispetto che si deve ad ogni uomo e donna.

Il problema sorge quando a violare le leggi sono innanzitutto quelli che devono vigilare sulla violazione commessa dagli altri.

Nella Chiesa ci sono numerosi Pastori che trovano normale trasgredire pubblicamente i Comandamenti, per non parlare delle falsità che ripetono di continuo molti politici nelle interviste, e non si tratta di un escamotage per non perdere consensi (sarà solo in parte anche questo). Molto spesso quello che manifestano è la personificazione della contraddizione.

Appare nitida la predominanza delle ideologie che soverchiano le leggi in ogni campo della vita. Senza Dio è quasi impossibile per un politico aiutare il popolo, preoccuparsi sinceramente della condizione dei poveri. A Roma ci sono molti romani poveri eppure il sindaco, ex comunista, ha deciso di donare le case popolari agli immigrati, per affrettare l’invasione degli africani (molti di loro non sono colpevoli) a danno degli italiani.

Di errori se ne sono conosciuti fin troppo negli ultimi decenni, originati dall’ideologia comunista che viene preferita alle leggi, dall’appartenenza politica. La sicurezza nei pensieri che arrivano alla mente, è la più potente trappola che fa sbagliare anche i migliori esperti e studiosi.

La Parola di Gesù vuole radicarsi in ognuno di noi, e in questa parabola parla del seme per fare comprendere meglio in che modo è possibile lasciarla crescere. Gesù parla di un seminatore che «uscì a seminare. Mentre seminava…».

Qui non viene indicato solo il terreno fertile, come farebbe un contadino accorto, ma Dio non fa calcoli come gli uomini e ama indistintamente tutti, semina la sua Parola in tutti i cuori, se poi non viene accolta e fatta fruttificare, non è Lui il responsabile.

Gesù nella parabola ci parla di diversi tipi di terreno e anche dei rovi che soffocano il seme.

Ognuno di noi può capire se sta accogliendo la Parola di Dio con amore e la vive oppure la rifiuta. È importante per chi vuole compiere un buon cammino spirituale, fermarsi ogni giorno e riflettere sulle opere che compie, sulla vita che conduce.

«Una parte cadde lungo la strada; vennero gli uccelli e la mangiarono.

Un’altra parte cadde sul terreno sassoso, dove non c’era molta terra; germogliò subito, perché il terreno non era profondo, ma quando spuntò il sole, fu bruciata e, non avendo radici, seccò.

Un’altra parte cadde sui rovi, e i rovi crebbero e la soffocarono.

Un’altra parte cadde sul terreno buono e diede frutto: il cento, il sessanta, il trenta per uno».

Nel primo caso l’umanità si chiude in sé, prende una via larga e in questa strada infelice perde ogni comunione con Dio.

Nel secondo è superficiale, di tante cose si preoccupa tranne dell’anima e vive come in agonia.

Nel terzo è presente l’indecisione anche dinanzi ai continui richiami spirituali e si diventa spinosi, intrattabili.

Nel quarto si accoglie la Parola e i credenti conoscono la vera vita, si sentono saldamente appagati e pieni di fiducia in Dio.

Gesù vuole piantare la sua Parola nella nostra vita, noi dobbiamo lasciarla crescere con docilità e accortezza. Preghiamo sempre il Rosario!

1 Ave Maria per Padre Giulio

«O Augusta Regina del Cielo e Sovrana degli Angeli, a Te che hai ricevuto da Dio la missione di schiacciare la testa di satana, io chiedo umilmente di mandare legioni celesti, perché al tuo cospetto inseguano i demoni, li combattano, reprimano la loro audacia, liberino da ogni male e da ogni persecuzione Padre Giulio e li respingano nell’abisso. Amen».

3 Ave Maria…

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La Madonna è la Corredentrice, negarlo è subdolo – 19 Luglio 2022 0

La Madonna è la Corredentrice, negarlo è subdolo – 19 Luglio 2022

Martedì 19 luglio 2022

XVI Settimana del Tempo Ordinario

+ VANGELO (Mt 12,4650)

Tendendo la mano verso i suoi discepoli, disse: «Ecco mia madre e i miei fratelli!».

Dal Vangelo secondo Matteo

In quel tempo, mentre Gesù parlava ancora alla folla, ecco, sua Madre e i suoi fratelli stavano fuori e cercavano di parlargli. Qualcuno gli disse: «Ecco, tua Madre e i tuoi fratelli stanno fuori e cercano di parlarti». Ed Egli, rispondendo a chi gli parlava, disse: «Chi è mia madre e chi sono i miei fratelli?». Poi, tendendo la mano verso i suoi discepoli, disse: «Ecco mia madre e i miei fratelli! Perché chiunque fa la Volontà del Padre mio che è nei Cieli, egli è per Me fratello, sorella e madre». Parola del Signore

Commento di Padre Giulio Maria Scozzaro

Con queste parole Gesù confermava che sua Madre era la discepola perfetta, solo Lei ha osservato fedelmente la Volontà di Dio, per questo era stata rivestita di privilegi ineffabili, come l’Immacolata Concezione, la Perpetua Verginità, la Maternità Divina.

La Santissima Trinità che governa l’Universo si è lasciata affascinare da una Creatura pensata dall’eternità e che avrebbe corrisposto perfettamente alla sua Volontà. I privilegi della Vergine Maria sono stati ricevuti da Lei in anticipo alla Redenzione compiuta da Gesù, ed Ella nella vita ha dimostrato di meritarli pienamente.

Dio ha anticipato in Lei i benefici della Redenzione operata dal Figlio Gesù e L’ha adornata di grandezze inesprimibili.

La Madonna viveva talmente immersa nella Santissima Trinità da «costringere»  amorevolmente il Figlio a compiere il primo miracolo alle nozze di Cana. Il versetto 11 del 2° capitolo di San Giovanni afferma: «La Madre dice ai servi: “Fate quello che vi dirà”».

Conosciamo come avvenne il primo miracolo di Gesù, la richiesta di sua Madre a cui Lui non poteva rifiutare nulla, perché Ella era già la «Piena di Grazia», poi divenne anche la Corredentrice e la Mediatrice.

Nel Vangelo oggi leggiamo una risposta che non ci sorprende, data da Gesù all’uomo che Lo avvisava della presenza della Madre e dei cugini, arrivati lì per la forte preoccupazione che aveva assalito i parenti di Gesù ma non sua Madre.

La Santa Vergine era perfettamente a conoscenza della difficile missione di suo Figlio, del suo essere Redentore e che doveva vivere la profezia di Isaia sul Servo sofferente e obbediente, della sua meravigliosa ma severa predicazione e che avrebbe avuto moltissimi nemici.

Nei tre anni della sua predicazione Gesù fu perseguitato senza posa e i suoi nemici avevano anche più volte pensato di ucciderLo. Soprattutto le diffamazioni contro Gesù furono incessanti, erano troppi gli invidiosi e i falsi ebrei osservanti pretendevano l’esclusività della Parola di Dio.

La Madonna sapeva molto bene che il Figlio aveva molti nemici, non si presentò per capire qualcosa in più di Gesù, Ella conosceva in modo quasi infinito il Cuore di Gesù che era sgorgato dal suo Cuore Immacolato, conosceva perfettamente il suo Amore, i suoi sentimenti e l’intensa determinazione di compiere la Volontà del Padre e per questo sorgevano continui ostacoli e pericoli.

L’episodio del Vangelo di oggi si colloca al centro del messaggio di Gesù: la sua nuova famiglia è l’umanità. Chi compie la Volontà del Padre entra nella Famiglia Divina. «Perché chiunque fa la Volontà del Padre mio che è nei Cieli, egli è per Me fratello, sorella e madre».

Questo ci indica che la nostra unione con Cristo è più forte di qualsiasi legame umano.

I vincoli tra chi segue il Signore per la strada indicata da Lui, sono più stretti di quelli del sangue. I veri fratelli e sorelle sono quelli spirituali, essi si amano perché seguono gli insegnamenti dello stesso Padre che è il Creatore di tutti e di tutto.

I veri cristiani si amano senza invidia e privilegiano più le relazioni spirituali con tutti i fratelli e le sorelle che i rapporti di parentela.

La Madonna sapeva, in modo sempre più perfetto, che era stata chiamata fin dall’eternità a essere la Madre di questa nuova famiglia che si formava intorno a Gesù, e mediante l’eccelsa Fede ha corrisposto alla chiamata che Dio Le aveva rivolto perché diventasse Madre di suo Figlio e nella stessa Fede Ella ha scoperto ed accolto l’altra dimensione della Maternità, rivelata da Gesù durante la sua missione messianica.

Anche noi di questa Parrocchia virtuale dedicata al Cuore Immacolato di Maria siamo una grande famiglia, io mi sento vicinissimo ad ognuno di voi e ogni giorno prego per voi e i vostri familiari. Vi benedico con preghiere di liberazione e chiedo per tutti voi la guarigione dalle malattie dalle sofferenze che portate.Pregate ogni giorno per me il Santo Rosario.

1 Ave Maria per Padre Giulio

«O Augusta Regina del Cielo e Sovrana degli Angeli, a Te che hai ricevuto da Dio la missione di schiacciare la testa di satana, io chiedo umilmente di mandare legioni celesti, perché al tuo cospetto inseguano i demoni, li combattano, reprimano la loro audacia, liberino da ogni male e da ogni persecuzione Padre Giulio e li respingano nell’abisso. Amen».

3 Ave Maria…

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Gesù ci dona continui segni della sua presenza – 18 Luglio 2022 0

Gesù ci dona continui segni della sua presenza – 18 Luglio 2022

Lunedì 18 luglio 2022

XV Settimana del Tempo Ordinario

+ VANGELO (Mt 12,3842)

La regina del Sud si alzerà contro questa generazione.

Dal Vangelo secondo Matteo

In quel tempo, alcuni scribi e farisei dissero a Gesù: «Maestro, da Te vogliamo vedere un segno». Ed Egli rispose loro: «Una generazione malvagia e adultera pretende un segno! Ma non le sarà dato alcun segno, se non il segno di Giona il profeta. Come infatti Giona rimase tre giorni e tre notti nel ventre del pesce, così il Figlio dell’Uomo resterà tre giorni e tre notti nel cuore della terra. Nel giorno del Giudizio, quelli di Nìnive si alzeranno contro questa generazione e la condanneranno, perché essi alla predicazione di Giona si convertirono. Ed ecco, qui vi è uno più grande di Giona! Nel giorno del Giudizio, la regina del Sud si alzerà contro questa generazione e la condannerà, perché ella venne dagli estremi confini della terra per ascoltare la sapienza di Salomone. Ed ecco, qui vi è uno più grande di Salomone!». Parola del Signore

Commento di Padre Giulio Maria Scozzaro

Quando Gesù affermava parole severe contro alcuni scribi e farisei che pretendevano di vedere un segno da Lui, tutto sommato c’era qualche interesse verso la sua Persona sia da parte di quanti non comprendevano la sua vera identità che dagli odiosi nemici che temevano davvero di trovarsi davanti al Messia.

«Maestro, da Te vogliamo vedere un segno».

Un interessamento malizioso per certi aspetti, almeno da quanto spiega Gesù di loro, però molti suoi nemici Lo rispettavano nonostante la sua nuova dottrina, la quale voleva addirittura completare l’Antico Testamento. Parole tremende risuonavano nelle orecchie degli ebrei, per cui trovare tra essi persone in buonafede era una gradevole sorpresa per Gesù.

Oggi non è assolutamente così, l’ateismo nel mondo è imperante e i sentimenti di avversione verso Dio sono estesamente diffusi, ed è facile individuare la strategia degli anticlericali in ogni settore della vita sociale, economica, politica.

I diavoli hanno preparato il più grande complotto contro Gesù e la sua Chiesa, essi sono potentemente impegnati nell’inoculare dolcementeuna profondissima avversità verso tutto ciò che appartiene al sacro, avvelenando tante persone perbene fino ad allontanarle dalla vera devozione a Gesù Cristo e alla Madonna.

Molte omelie di famosi Prelati sono impregnate di sottile modernismo, altri dicono e non dicono, e non esiste un modernismo buono nella Teologia. È stato considerato da Papa San Pio X come «sintesi di tutte le eresie». La nuova dottrina che circola allegramente in numerose parrocchie è incentrata sul modernismo, e chi non si allinea viene emarginato dal proprio Vescovo.

Pochissime voci si sentono a difesa del vero Magistero della Chiesa, il timore di rappresaglie canoniche è sempre vivo. Per predicare la sana dottrina occorre coraggio, anche la valutazione di non disperdere le cose sacre: «Non date le cose sante ai cani e non gettate le vostre perle davanti ai porci, perché non le calpestino con le loro zampe e poi si voltino per sbranarvi» (Mt 7,6).

Il coraggio della verità si possiede se Cristo vive in noi, se il suo Spirito agisce e spinge a predicare la Verità del Vangelo senza riguardi.

Per esprimere una verità la persona deve possedere i valori morali, è molto difficile sentire da un politico ateo una verità su qualsiasi argomento. Sono i principi non negoziabili a dare qualità alla persona e non il potere o le ricchezze.

La vita della società si fonda su alcuni principi-valori naturali, appunto non negoziabili.

I principi non negoziabili si identificano tali in quanto precedono la società.

Sono non negoziabili perché radicati nella natura umana, sono tutt’uno con la natura umana e li fa emergere solo chi prega bene e compie la Volontà di Dio. Chi non riesce a trovare in sé i valori morali è privo di equilibrio, lealtà, amore verso il prossimo, bontà, verità e giustizia.

Questo ci preoccupa come cattolici se consideriamo che in molti casi non si trova sincerità in numerosi Cardinali e Vescovi, spesso sono più interessati a quanto si oppone a Dio, oppure alla politica e parlano come i politici.

È un atteggiamento tipico degli ipocriti sbandierare una solidarietà etico-politica come rimedio efficace al problema della povertà.

Molti che esprimono questa solidarietà vuota e fasulla vivono spargendo fumo, è la parola talismano di quanti non hanno una coscienza. Loro pensano di non essere scoperti nel loro egoismo sfrenato e nel delirio di far parte degli ambienti progressisti. Meglio ancora se sono di ispirazione cristiana.

Questa società si incammina verso il precipizio, non cerca segni da Gesù, anzi rifiuta tutto ciò che appartiene e arriva da Lui!

Quando posero la domanda a Gesù sul segno, la sua risposta fu rigida: «Una generazione malvagia e adultera pretende un segno!».

Non meritava il segno e non lo diede.

La risposta di Gesù fu inflessibile, e a noi come agli scribi e farisei rimanda al segno più portentoso: la sua Risurrezione da morte.

Nessuno poteva prevedere a quel tempo questa ipotesi, nessuno degli atei che Lo combattono oggi crede nella sua Risurrezione. Neanche molti Vescovi, Sacerdoti e frati.

GESÙ NON DÀ SEGNI A CHI NON LI MERITA O LI CHIEDE PER CURIOSITÀ.

I cuori induriti di Ninive si convertirono alla predicazione dello spaurito Giona, non sarà così per i cuori di quanti oggi odiano Gesù Cristo!

1 Ave Maria per Padre Giulio

«O Augusta Regina del Cielo e Sovrana degli Angeli, a Te che hai ricevuto da Dio la missione di schiacciare la testa di satana, io chiedo umilmente di mandare legioni celesti, perché al tuo cospetto inseguano i demoni, li combattano, reprimano la loro audacia, liberino da ogni male e da ogni persecuzione Padre Giulio e li respingano nell’abisso. Amen».

3 Ave Maria…

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La vita attiva senza lasciare quella contemplativa – 17 Luglio 2022 0

La vita attiva senza lasciare quella contemplativa – 17 Luglio 2022

Domenica 17 luglio 2022

XVI DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO

+ VANGELO (Lc 10,38-42)

Marta Lo ospitò. Maria ha scelto la parte migliore.

Dal Vangelo secondo Luca

In quel tempo, mentre erano in cammino, Gesù entrò in un villaggio e una donna, di nome Marta, Lo ospitò. Ella aveva una sorella, di nome Maria, la quale, seduta ai piedi del Signore, ascoltava la sua parola. Marta invece era distolta per i molti servizi. Allora si fece avanti e disse: «Signore, non t’importa nulla che mia sorella mi abbia lasciata sola a servire? Dille dunque che mi aiuti». Ma il Signore le rispose: «Marta, Marta, tu ti affanni e ti agiti per molte cose, ma di una cosa sola c’è bisogno. Maria ha scelto la parte migliore, che non le sarà tolta». Parola del Signore

Commento di Padre Giulio Maria Scozzaro

Le attività della vita ordinaria appaiono molto spesso monotone per la ripetizione degli atti, pur considerando importante il valore delle stesse attività. Più delicato è il lavoro, maggiore responsabilità occorre avvertire, ma se quel lavoro diventa routine non si sviluppa l’amore interiore che rende la persona gioiosa anche mentre lavora.

La gioia cristiana è preghiera.

Possiamo affermare che lavoro e preghiera possono coesistere tranquillamente. La condizione è di offrire ogni lavoro al Cuore di Gesù.

Il cristiano formato spiritualmente è un cristiano che prega con la sua vita.

Ogni cosa che compie è preghiera per l’offerta a Gesù di ogni sua opera, perché vuole dare gloria a Gesù in ogni sua opera buona.

Per lungo tempo si è considerata Marta simbolo e immagine della vita «attiva», così come Maria della vita «contemplativa». In riferimento ai cristiani chiamati a santificarsi in mezzo al mondo, nei vari lavori all’esterno della loro casa, i due stili di vita non devono essere considerati contrapposti.

Tutti i cristiani sono chiamati a lavorare per almeno metà della giornata, o anche di più, come avviene a tanti impiegati e alle donne che si preoccupano di famiglia e casa.

Ecco cosa arriva a cambiare la maturità spirituale, frutto di un impegno giornaliero nel preoccuparsi più delle cose di Dio che delle cose materiali, e di tutto quello che offre questa società sbandata e protesa a dirigere l’umanità verso il vuoto in ogni senso.

Tanti cristiani tiepidi recitano delle preghiere senza pregare… e rimangono convinti di avere fatto grandi opere spirituali. Il mancato frutto delle loro preghiere si evidenzia dalle loro opere inutili, dalla vita dissipata e dalla sterilità del tempo dedicato alle preghiere.

«Dai loro frutti li riconoscerete».

Le parole scambiate in questo incontro nella casa di Betania di Lazzaro, Marta e Maria, vengono riprese in molte circostanze anche non religiose. Marta viene identificata come la donna che si preoccupa eccessivamente dei lavori domestici o del lavoro in generale, mentre Maria è la contemplativa, e qui numerosi Sacerdoti non comprendono che adorare Gesù è il momento più importante della vita.

Questo è il tempo dell’apostasia, del tradimento e dell’abbandono della Sacra Tradizione della Chiesa e tutti noi di questa Parrocchia virtuale sappiamo che accogliere le tesi dei teologi eretici significa tradire Gesù e la Madonna, perdere la Fede e il Paradiso, quindi la salvezza eterna.

Comporta una separazione forse definitiva dal Vangelo, dalla Verità. Sarà inutile poi chiedere protezioni e Grazie a Gesù e alla Madonna.

La preghiera deve impreziosire tutte le circostanze della nostra vita. Accanto a Gesù impareremo a essere amici migliori dei nostri amici, a vivere fino in fondo la giustizia e la lealtà in ogni lavoro che si svolge, a essere più umani, a essere attenti e disposti a soccorrere le necessità altrui.

Questo episodio di Betania fotografa perfettamente l’atteggiamento di quanti partecipano alla Santa Messa senza particolare interesse o con distrazioni. Come Marta, anche molti cristiani non comprendono che Gesù nella Santa Messa viene a trovarli e loro rimangono con la mente occupata da pensieri inutili.

Non bisogna imitare Marta, ella adorava il Signore ma si lasciò prendere dalla premura di preparare il cibo migliore, ma il vero Cibo era Gesù.

Non è sufficiente accogliere nella propria vita e credere in Gesù, anche Marta fece questo ma poi si preoccupò eccessivamente del lavoro. «Marta era distolta per i molti servizi». Eppure Gesù si era recato a casa di Lazzaro non per ricevere qualcosa ma per dare la sua Grazia, e Marta era distratta, troppo presa dai suoi impegni e non colse l’occasione migliore.

Ella scelse l’attività culinaria all’adorazione di Gesù, nel momento in cui era opportuno contemplare il Signore come fece Maria.

Questo episodio spiega che pregare e contemplare Gesù è l’aspetto essenziale della nostra vita, noi siamo creature venute dal nulla e siamo obbligati in coscienza a ringraziare il Creatore per la vita e per quanto continua a donarci. Tutto il resto invece è secondario, proprio tutto quanto concerne la nostra giornata ed esistenza.

Molti cattolici oggi trovano scuse ridicole per non andare a Messa la domenica, non pregano e dicono di non avere tempo nella giornata ma lo dedicano a cose inutili. Si giustificano affermando che Dio vede il loro amore, ma si ingannano, perché il vero amore chiede corrispondenza, obbedienza a Dio, mette al primo posto Dio e la Messa domenicale.

Nella Messa si raccolgono frutti spirituali secondo la Fede personale, l’amore a Gesù, il raccoglimento, l’intenzione. Le distrazioni sono naturali e si devono lottare con la concentrazione spirituale, pensando dove ci si trova e il Sacrificio Eucaristico che avviene sull’altare.

Bisogna partecipare con massima attenzione, si deve arrivare in anticipo, interiormente preparati con il silenzio e l’adorazione di Gesù Eucaristia.

1 Ave Maria per Padre Giulio

“O Augusta Regina del Cielo e Sovrana degli Angeli, a Te che hai ricevuto da Dio la missione di schiacciare la testa di satana, io chiedo umilmente di mandare legioni celesti, perché al tuo cospetto inseguano i demoni, li combattano, reprimano la loro audacia, liberino da ogni male e da ogni persecuzione Padre Giulio e li respingano nell’abisso. Amen”.

3 Ave Maria…

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Lo Scapolare del Carmelo e il «Privilegio Sabatino» – 16 Luglio 2022 0

Lo Scapolare del Carmelo e il «Privilegio Sabatino» – 16 Luglio 2022

Sabato 16 luglio 2022

XV Settimana del Tempo Ordinario

Beata Vergine Maria del Monte Carmelo

+ VANGELO (Mt 12,1421)

Impose loro di non divulgarlo, perché si compisse ciò che era stato detto.

Dal Vangelo secondo Matteo

In quel tempo, i farisei uscirono e tennero consiglio contro Gesù per farlo morire. Gesù però, avendolo saputo, si allontanò di là. Molti Lo seguirono ed Egli li guarì tutti e impose loro di non divulgarlo, perché si compisse ciò che era stato detto per mezzo del Profeta Isaia:

«Ecco il mio Servo, che Io ho scelto;

il mio amato, nel quale ho posto il mio compiacimento.

Porrò il mio Spirito sopra di Lui

e annuncerà alle nazioni la giustizia.

Non contesterà né griderà

né si udrà nelle piazze la sua voce.

Non spezzerà una canna già incrinata,

non spegnerà una fiamma smorta,

finché non abbia fatto trionfare la giustizia;

nel suo Nome spereranno le nazioni». Parola del Signore

Commento di Padre Giulio Maria Scozzaro

Questa festa mariana ricorda soprattutto un grande mezzo di salvezza eterna, donato dalla Madre di Dio al vecchio Generale dell’Ordine Carmelitano, San Simone Stock. Per lungo tempo lui aveva chiesto nella preghiera un aiuto speciale dalla Vergine Santa, e la Regina del Cielo, apparendo tutta raggiante di luce, il 16 luglio 1251, porgendogli uno Scapolare -detto comunemente «Abitino»– così gli parlò:

«Prendi figlio dilettissimo, prendi questo Scapolare del tuo Ordine, segno distintivo della mia Confraternita, privilegio a te e a tutti i Carmelitani. CHI MORRÀ RIVESTITO DI QUESTO ABITO NON SOFFRIRÀ IL FUOCO ETERNO; questo è un segno di salute, di salvezza nei pericoli, di alleanza di pace e di patto sempiterno».

La Madonna scomparve in un profumo di Cielo, lasciando nelle mani di Padre Simone il pegno della sua prima «Grande Promessa».

È un privilegio straordinario donato non soltanto ai Carmelitani, ne possono usufruire tutti i credenti desiderosi di indossarlo e animati da retta intenzione. La Madonna con la sua rivelazione, ha dato un’ulteriore mezzo di protezione e di salvezza eterna.

Nessuno deve però ingannarsi quando porta addosso questo piccolo Abitino, non è esso a dare la certezza della salvezza eterna, è una Grande Promessa della Vergine quella di aiutare solo quanti ricorrono a Lei e contemporaneamente danno una svolta alla loro vita.

Non bisogna convincersi di avere la salvezza assicurata portando l’Abitino, oppure che può  tranquillamente continuare intenzionalmente a peccare, né si deve credere di salvarsi anche senza meriti. La Madonna ha fatto una solenne Promessa di adoperarsi in maniera efficace per la conversione del peccatore, che porta con Fede e devozione l’Abitino fino in punto di morte.

L’Abitino del Carmelo è composto da due pezzettini di stoffa legati da una piccola cordicella che si posiziona sulle scapole, per questo viene chiamato Scapolare. I due pezzettini di stoffa si posizionano uno davanti al petto e uno sulla schiena. Sono piccoli e non danno alcun fastidio.

Il 13 ottobre 1917 nell’ultima apparizione di Fatima, la Madre di Dio si mostrò ai tre pastorelli nelle vesti della Madonna del Monte Carmelo, presentando nelle loro mani lo Scapolare. Alla conclusione delle apparizioni, mentre avveniva il grande miracolo del Sole, visto da più di cinquantamila persone, avvenne in concomitanza il fenomeno più alto fra tutti quelli accaduti nella Cova da Iria.

La presentazione dello Scapolare durante quest’apparizione finale, la più significativa, non si deve trascurare o minimizzare. Questa apparizione della Madonna del Carmelo a Fatima, indica che i privilegi inestimabili legati allo Scapolare sono parte integrante del messaggio che ci ha lasciato la Madonna a Fatima, unitamente al Santo Rosario e alla devozione al suo Cuore Immacolato.

Lo Scapolare viene anche indicato come il «Privilegio Sabatino», ed è una seconda Promessa fatta dalla Vergine Maria per dare maggiore importanza alla devozione dello Scapolare. In un’apparizione al Papa Giovanni XXII, riferendosi a quelli che avrebbero portato lo Scapolare durante la loro vita, la Santissima Vergine disse queste parole:

«Io, Madre di bontà, scenderò il primo sabato dopo la loro morte e quanti troverò nel Purgatorio, libererò e condurrò al monte santo della vita eterna».

Anche Papa Giovanni Paolo II lo ha raccomandato insistentemente testimoniando che: «Io, fin dalla mia giovinezza, porto al mio collo lo Scapolare della Vergine e mi rifugio con fiducia sotto il mantello della Beata Vergine Maria, Madre di Gesù» (Udienza generale, Papa Giovanni Paolo II, 16 luglio 2003).

Due, quindi, sono le verità evocate nel segno dello Scapolare: da una parte, la protezione continua della Vergine Santissima, non solo lungo il cammino della vita, ma anche nel momento del transito verso la pienezza della gloria eterna.

L’altra è la consapevolezza che la devozione verso di Lei non può limitarsi a preghiere ed ossequi in suo onore in alcune circostanze, ma deve costituire un «abito», cioè un indirizzo permanente della propria condotta cristiana, intessuta di preghiera e di vita interiore, mediante la frequente pratica dei Sacramenti ed il concreto esercizio delle opere di misericordia spirituale e corporale.

In questo modo lo Scapolare diventa segno di «alleanza» e di comunione reciproca tra Maria Santissima e i fedeli: esso infatti traduce in maniera concreta la consegna che Gesù sulla Croce, fece a Giovanni, e in lui a tutti noi, della Madre sua, e l’affidamento dell’Apostolo prediletto e di noi a Lei, costituita nostra Madre spirituale.

1 Ave Maria per Padre Giulio

«O Augusta Regina del Cielo e Sovrana degli Angeli, a Te che hai ricevuto da Dio la missione di schiacciare la testa di satana, io chiedo umilmente di mandare legioni celesti, perché al tuo cospetto inseguano i demoni, li combattano, reprimano la loro audacia, liberino da ogni male e da ogni persecuzione Padre Giulio e li respingano nell’abisso. Amen».

3 Ave Maria…

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Il tormento dei pensieri negativi – 15 Luglio 2022 0

Il tormento dei pensieri negativi – 15 Luglio 2022

Venerdì 15 luglio 2022

XV Settimana del Tempo Ordinario

+ VANGELO (Mt 12,18)

Il Figlio dell’Uomo è signore del sabato.

Dal Vangelo secondo Matteo

In quel tempo, Gesù passò, in giorno di sabato, fra campi di grano e i suoi discepoli ebbero fame e cominciarono a cogliere delle spighe e a mangiarle. Vedendo ciò, i farisei gli dissero: «Ecco, i tuoi discepoli stanno facendo quello che non è lecito fare di sabato». Ma Egli rispose loro: «Non avete letto quello che fece Davide, quando lui e i suoi compagni ebbero fame? Egli entrò nella Casa di Dio e mangiarono i pani dell’offerta, che né a lui né ai suoi compagni era lecito mangiare, ma ai soli sacerdoti. O non avete letto nella Legge che nei giorni di sabato i sacerdoti nel tempio violano il sabato e tuttavia sono senza colpa? Ora Io vi dico che qui vi è uno più grande del Tempio. Se aveste compreso che cosa significhi: “Misericordia io voglio e non sacrifici”, non avreste condannato persone senza colpa. Perché il Figlio dell’Uomo è signore del sabato». Parola del Signore

Commento di Padre Giulio Maria Scozzaro

L’atteggiamento dei farisei ricorda quello di quanti sono bravi ad osservare gli altri se sbagliano, senza preoccuparsi dei loro comportamenti. Giustificano i loro errori o sorvolano subito. È una vera dipendenza dai pensieri che arrivano alla mente: si eseguono senza discernimento e obiettività spirituale.

Forse poche persone si affliggono delle loro azioni avventate e compiute senza alcuna malafede, senza riuscire a controllarsi.

Sbagliare è la componente legata alla persona, nessuno deve meravigliarsi delle cadute degli altri o delle debolezze che non si controllano. Non siamo cristiani per giudicare ma per amare e perdonare. È negativo e lo esprime nella vita, quando la persona non riesce a purificarsi dai continui giudizi.

I farisei attaccavano Gesù per una sbagliata convinzione: si considerano migliori e perfetti, senza averne alcun merito, senza avere virtù.

È semplice la spiegazione di questo Vangelo, troviamo sempre i farisei intenti ad accusare Gesù, questa volta accusano i suoi discepoli di avere mangiato qualche chicco di grano, spigolando in giorno di sabato. Per la Legge era lecito spigolare, non era lecito mietere.

Gesù si è appellato a un gesto di Davide e che era noto ai farisei. Al termine il Signore affermò alcune parole che scioccarono i farisei e li infuocarono d’odio, Lo accusavano di farsi come Dio: «Perché il Figlio dell’Uomo è signore del sabato».

Nei Vangeli l’espressione «Figlio dell’Uomo», appare sempre pronunciata da Gesù che, stando a quanto possiamo dedurre da Mc 8,29-31 e Mc 14,61-62 la considerava particolarmente importante per spiegare le profezie che proprio Lui doveva adempiere in parole e opere. Era Lui quel «Figlio dell’Uomo» che avevano annunciato anticamente i Profeti.

Si ripete come duemila anni fa l’accusa contro Gesù di non essere Figlio di Dio e quell’appellativo «Figlio dell’Uomo» che biblicamente ha un alto significato oggi non viene più applicato a Lui. Chi è allora Gesù per loro che rivestono autorità nella Chiesa nel Nome di Gesù ma Lo rifiutano come Dio e compiono opere opposte ai Comandamenti stabiliti da Lui?

Hanno sostituito Gesù del Vangelo con un nuovo Gesù, immaginario ed irreale, buonista, sempre misericordioso, non più Figlio di Dio ma solo semplice Profeta, non è l’Uomo dei miracoli narrati nei Vangeli, non è neanche Risorto per diversi Vescovi ed è un Uomo simile agli altri fondatori di religioni.

Un altro attacco micidiale degli impostori dentro la Chiesa è rivolto alla Madonna. Si parla pochissimo di Lei e si arriverà a tacere il suo Nome.

Molti cattolici sono stati e saranno ingannati da predicatori modernisti senza Dio. Questi cattolici in buonafede per incapacità hanno seguito e seguiranno l’apostasia e ne saranno inconsapevolmente pure contenti, per la scarsa conoscenza della vera dottrina della Chiesa.

Gesù oggi spiega ai farisei che il suo agire non è uguale alla loro miope mentalità, non solo perché è Dio, Lui non cade mai nelle contraddizioni dei farisei, pure convinti di compiere perfettamente ogni opera e di parlare sempre secondo verità.

Gesù spiega razionalmente che il gesto di spigolare per mangiare qualcosa compiuto dai discepoli, non è lo stesso di mietere le spighe.

Qui si appella a un gesto che fece Davide e che era ben noto ai farisei; egli fuggendo da Saul fu costretto, per sfamarsi, a chiedere «i pani della presenza» che erano dodici, uno per ogni tribù d’Israele, e che ogni settimana venivano offerti al Signore. E solo i sacerdoti potevano mangiarne.

Come dire che di fronte a ragioni di forza maggiore, come la fame, si può passar sopra a certe cose. Inoltre Gesù fa notare che gli stessi sacerdoti del Tempio, in giorno di sabato, dovevano pur lavorare per offrire i sacrifici al Signore.

La spiegazione di Gesù riguarda una situazione al limite, come la fame. Il Signore svela le contraddizioni dei farisei, essi avevano pensieri negativi.

Non tutti i pensieri che arrivano alla mente sono buoni e da Dio, quindi, perché farsi ingannare dai pensieri non buoni?

Chi dubita dei pensieri che arrivano alla mente e vuole cogliere la verità, attua un discernimento profondo, ma deve pregare bene.

I pensieri negativi causano sofferenza e distorsioni cognitive della realtà, e tutti i pensieri influenzano il nostro comportamento.

Se il pensiero negativo è un giudizio ostile su qualcosa, genera sempre emozioni negative, quindi nel caso dei farisei, reazioni avverse contro Gesù.

Ogni persona che non controlla i pensieri negativi cade in una forma di ossessione e viene colpita perché essi sono la fonte di ogni nostro malessere.

Eppure, ognuno crea i suoi pensieri e quindi li può controllare senza lasciarsi dominare né guidare. Ognuno è in grado di farne ciò che vuole, i pensieri sono suoi e può cambiarli, trasformarli, rifiutarli o coltivarli se arrecano benefici morali e spirituali alla persona.

Ognuno di noi si trova alla guida della sua vita attraverso i suoi pensieri.

1 Ave Maria per Padre Giulio

«O Augusta Regina del Cielo e Sovrana degli Angeli, a Te che hai ricevuto da Dio la missione di schiacciare la testa di satana, io chiedo umilmente di mandare legioni celesti, perché al tuo cospetto inseguano i demoni, li combattano, reprimano la loro audacia, liberino da ogni male e da ogni persecuzione Padre Giulio e li respingano nell’abisso. Amen».

3 Ave Maria…

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Gesù ci libera dai carichi pesanti che portiamo – 14 Luglio 2022 0

Gesù ci libera dai carichi pesanti che portiamo – 14 Luglio 2022

Giovedì 14 luglio 2022

XV Settimana del Tempo Ordinario

+ VANGELO (Mt 11,2830)

Io sono mite e umile di cuore.

Dal Vangelo secondo Matteo

In quel tempo, Gesù disse: «Venite a Me, voi tutti che siete stanchi e oppressi, e Io vi darò ristoro. Prendete il mio giogo sopra di voi e imparate da Me, che sono mite e umile di cuore, e troverete ristoro per la vostra vita. Il mio giogo infatti è dolce e il mio peso leggero». Parola del Signore

Commento di Padre Giulio Maria Scozzaro

Poche parole sono sufficienti per darci le migliori indicazioni, è una meditazione della Parola di Dio molto importante anche per ritrovare se stesso e procedere senza dubbi e abbattimenti.

«Troverete ristoro per la vostra vita». Già questa pace interiore che ci promette il Signore non ha prezzo. Vediamo cosa dobbiamo fare per trovarla.

La prima opera è quella di iniziare ad imitare Gesù, comporta l’assunzione di un comportamento come il suo in tutte le circostanze e per compierlo è indispensabile conoscere molto bene la Vita del Signore.

Molti parlano di Gesù senza però mostrare con le opere di imitarLo, essi non Lo conoscono, oppure ne hanno una conoscenza teologica, da studiosi. Questa è una conoscenza intellettuale che non applicano nella vita, almeno dagli esempi che danno. La vera conoscenza apporta un grande interesse per la causa del Vangelo.

Significa diventare realmente soldati di Cristo e diffondere ovunque la Verità di Cristo, la sana dottrina della Sacra Tradizione.

Sappiamo che la vita è piena di sofferenze che si alternano, di prove che arrivano anche dagli insospettabili, di persecuzioni in quanto essendo noi brave persone, gli invidiosi non sopportano la nostra Fede e la nostra vita priva di contraddizioni.

Chi non ha avuto sofferenze fisiche o morali della vita?

E quando queste sofferenze perdurano anche lunghi anni, come si potrà rimanere sereni? Insieme a Gesù. Lui ce lo ha detto: «Venite a Me, voi tutti che siete stanchi e oppressi, e Io vi darò ristoro».

SOLO IL SIGNORE GESÙ È IN GRADO DI DONARE SOLLIEVO, CONFORTO, CONSOLAZIONE E RIPOSO NEL SUO MITE CUORE.

Solamente Gesù Cristo può sollevarci dai carichi più pesanti della vita.

Uno dei principali mezzi per sollevarci è la Confessione. Ogni Confessione è liberatrice, perché i peccati -compresi quelli veniali- sono un peso opprimente che schiaccia ed opprime. Da questo Sacramento usciamo perdonati, con l’anima in pace, forti, pronti a lottare ancora.

In realtà con la Confessione Gesù ci dice: tutti voi che camminate tormentati, afflitti e carichi sotto il peso delle vostre preoccupazioni e dei vostri appetiti, liberatevene venendo a Me, ed Io vi ristorerò: voi troverete per le vostre anime quel riposo che le vostre bramosie vi tolgono.

Il Signore, in cambio di questo carico costituito dal peccato, dalla superbia, dalla poca generosità, ci invita a spartire con Lui il suo giogo.

Parla del suo giogo leggero, un dolce peso che si porta su di sé, mentre il giogo pesante era ed è un attrezzo che permette di arare o di trainare.

Il giogo è un dispositivo, concepito fin dall’antichità per la trazione animale. Questo giogo viene applicato alla parte anteriore del corpo di uno o più animali da tiro (buoi) e permette l’attacco di un attrezzo e la manovra da parte di un operatore, tipicamente posizionato posteriormente o a lato.

Il giogo che ci offre Gesù non è un peso per chi se lo accolla, bensì sono ali per spiccare il volo ed elevarci dalla mentalità corrotta.

I non credenti e i cristiani smarriti si illudono di trovare nelle cose materiali la felicità, ma è solo passeggera, questa società ha scelto di fare a meno di Dio. Non si può vivere senza Colui che ci ha dato la vita e la mantiene solo per Amore. L’uomo che scopre che da Dio tutto arriva, trova la felicità.

Il vero problema è la vita confusionaria, moltitudini di persone sono immersi nella solita routine, in tante e sterili attività senza religiosità.

Questa società appare con una sola identità atipica… contraria ai Comandamenti, alla Chiesa e non crede assolutamente alla vita eterna.

Numerosi personaggi famosi hanno maledettamente concordato di svuotare la persona umana della coscienza inoculando in cambio la convinzione che è il Male il vero Bene, rendendo quasi l’intera società perversa e corrotta. Così tutti i peccati sono giustificati, si è andati anche oltre fino al punto della perdita di ogni senso morale.

Tutto concorre a far perdere la lucidità e anche il valore della vita, per questo aumentano ovunque le dipendenze da droghe e tanti vizi.

Occorre trovare un angolo nella giornata da dedicare all’incontro con Gesù, il Padre, la Madonna. Solo nel silenzio si trova Dio, si rientra in sé per capire dove si sta andando, ma soprattutto per ringraziare Loro e chiedere tutto quello che ci necessita.

Ritorno al giogo indicato da Gesù e l’invito di prenderlo su di noi.

Nel caso dei buoi è un dominio oppressivo, come vivono quelle persone lontane da Dio e oppresse da tante cose e dalle scelte sbagliate.

Gesù ci invita a prendere su di noi il suo giogo che è piacevole, «infatti è dolce e il mio peso leggero». Si rivolge a «voi tutti che siete stanchi e oppressi, e Io vi darò ristoro». Solo Gesù dona la gioia della vita anche nelle tribolazioni, Lui è «mite e umile di Cuore».

Lui ci dona ristoro e ci rigenera a vita nuova spirituale. Solo così si conosce la vera pace e la gioia soprannaturale.

1 Ave Maria per Padre Giulio

«O Augusta Regina del Cielo e Sovrana degli Angeli, a Te che hai ricevuto da Dio la missione di schiacciare la testa di satana, io chiedo umilmente di mandare legioni celesti, perché al tuo cospetto inseguano i demoni, li combattano, reprimano la loro audacia, liberino da ogni male e da ogni persecuzione Padre Giulio e li respingano nell’abisso. Amen».

3 Ave Maria…

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Il Padre non vuole che si perda neanche uno, ma occorre pentirsi – 13 Luglio 2022 0

Il Padre non vuole che si perda neanche uno, ma occorre pentirsi – 13 Luglio 2022

Mercoledì 13 luglio 2022

XV Settimana del Tempo Ordinario

+ VANGELO (Mt 11,2527)

Hai nascosto queste cose ai sapienti e le hai rivelate ai piccoli.

Dal Vangelo secondo Matteo

In quel tempo, Gesù disse: «Ti rendo lode, Padre, Signore del cielo e della terra, perché hai nascosto queste cose ai sapienti e ai dotti e le hai rivelate ai piccoli. Sì, o Padre, perché così hai deciso nella tua benevolenza. Tutto è stato dato a Me dal Padre mio; nessuno conosce il Figlio se non il Padre, e nessuno conosce il Padre se non il Figlio e colui al quale il Figlio vorrà rivelarlo». Parola del Signore

Commento di Padre Giulio Maria Scozzaro

La logica di Dio è totalmente diversa da quella dell’uomo, Dio è il totalmente Altro e l’uomo risulta niente raffrontato a Lui. Con l’Incarnazione di Dio in un Uomo, anche Lui ebbe un Corpo umano, ma fin dall’origine Adamo ed Eva furono creati ad immagine e somiglianza di Dio, cioè, con la volontà e l’intelletto.

Tutti gli esseri umani sono ancora creati a immagine e somiglianza di Dio, non hanno più la stessa condizione che avevano i progenitori prima del peccato originale. Adamo ed Eva erano immacolati, innocenti, ed avevano infinite potenzialità per non peccare, ma anche la capacità di scegliere tra Bene e Male.

Dopo la disobbedienza a Dio persero la confermazione in Grazia e si ritrovarono nudi, privi degli infiniti privilegi. Ogni persona si ritrova disadorna della Grazia di Dio, dopo aver commesso peccati mortali e la disobbedienza a Gesù Cristo, il rifiuto del suo Vangelo.

Dopo la tentazione e la caduta, Adamo ed Eva erano cambiati. La loro purezza morale era sparita, il loro desiderio e la loro capacità di restare in sintonia con la Volontà Divina erano distorti. Da quel momento i discendenti divennero peccatori per natura.

Dopo ogni peccato grave nell’uomo si deforma l’immagine e la somiglianza di Dio, si allontana dall’Amore e introduce nella sua vita il Male, anche senza sceglierlo intenzionalmente. Di peccato in peccato si scivola sempre più in una condizione peggiore e la deformazione è essenzialmente interiore, nella mente che pensa sempre in modo negativo.

Il peccato oggi è ignorato anche da molti predicatori chiamati ad insegnare la Verità di Dio, non possiamo sorprenderci se molti cattolici non considerano più il peccato come la separazione da Dio, la perdita della Grazia e della comunione con Lui.

Ciò che rompe la comunione con Dio è il peccato dell’uomo, la volontà contraria alla Legge di Dio, un voltare le spalle al suo Amore.

Si può cadere nel peccato ogni giorno, solo Dio è perfetto, però il peccato peggiora in ogni persona la disposizione interiore.

Neanche il più grande peccatore deve abbattersi e pensare di non avere speranza davanti a Gesù, al contrario il Signore invita tutti i grandi peccatori a pentirsi dei loro peccati, a frequentare la Chiesa e ad accedere ai Sacramenti se possono, proprio perché Lui è la Misericordia.

Senza il sincero pentimento del peccatore, la Misericordia del Signore non si può assolutamente attivare. Sbagliano quanti parlano di misericordia per tutti, come di qualcosa in vendita, accessibile con il denaro o con la sola presenza in un luogo sacro.

Ieri Gesù ha condannato severamente quelle città dove aveva compiuto grandi miracoli.

Quanto avvenuto a Cafàrnao continua a ripetersi oggi all’interno della Chiesa e nel cattolicesimo, ed è la manifestazione di un’infausta contraddizione. All’interno della Chiesa si trovano Vescovi e Sacerdoti che vivono come se Gesù Cristo non esistesse. O peggio ancora, Lo perseguitano come i farisei, affermando dottrine nuove e opposte al suo Vangelo storico.

Le eresie e le dottrine ambigue sono molto diffuse nella Chiesa a causa di una modernità che qualcuno ha chiamato più volte rivoluzione, ma questa è la volontà di Satana, è solamente il trionfo di Satana in tutti questi Vescovi e Sacerdoti fautori della libera interpretazione delle Sacre Scritture.

PER LORO NON ESISTE PIÙ LA SACRA TRADIZIONE, HANNO OCCULTATO IL VERO MAGISTERO DELLA CHIESA E SONO APOSTATI NEL CUORE: PARLANO DI GESÙ E QUALCHE VOLTA DELLA MADONNA MA INTERIORMENTE SONO DIVENTATI ATEI, POLITICI, MASSONI E APPARTENENTI AGLI ILLUMINATI CHE GOVERNANO IL MONDO.

Molti cattolici si fidano senza discernimento dei Sacerdoti che conoscono e non riescono a valutare le parole che ascoltano. Tutte le spiegazioni del Vangelo vengono accolte senza analisi, senza un confronto con la sana dottrina della Chiesa che si può facilmente visionare nel Catechismo del 1992.

È Gesù il Salvatore e non altri, non lasciatevi incantare da quanti utilizzano il Nome di Dio e compiono opere immorali, disoneste.

La vicinanza di Dio Padre è più intima della nostra pelle, è il suo Amore a farlo restare paziente dinanzi ad una umanità che Lo tradisce di continuo fino ad emarginarLo, scegliendo quanto propongono i diavoli. Solo un Dio Amore sopporta ancora miliardi di persone più cattive degli stessi diavoli.

Dio sa tutto ed è ovunque, con quelli che Lo adorano è in una sorta di intensa comunione tra conoscente e conosciuto.

Dio Padre rimane ad attendere a braccia aperte il peccatore e sono tanti quelli che si trovano ad un passo dalla loro conversione.

La società si trova alla deriva, i cristiani forti nello spirito invece non precipitano giù e nonostante i peccati, ricominciano il cammino.

Gesù, perfetto Dio e perfetto Uomo, nel Vangelo ci parla continuamente di questa presenza attenta del Padre nella vita degli uomini e della sua paternità amorosa. Solamente Gesù poteva spiegarlo, come è scritto nel Vangelo: «Nessuno conosce il Figlio se non il Padre, e nessuno conosce il Padre se non il Figlio e colui al quale il Figlio lo voglia rivelare».

Il Figlio conosce il Padre con la stessa conoscenza con la quale il Padre conosce il Figlio. Non è mai esistita né mai potrà esistere un’intimità più perfetta. L’unità della natura divina comporta infatti piena identità di sapere e di conoscenza in Loro.

È un Padre che ama, buono e paziente. Non è il Dio delle altre religioni, presentato da essi come violento, cavilloso e tiranno. C’è un solo Dio!

«Il Padre vostro celeste non vuole che si perda neanche uno solo di questi piccoli» (Mt 18,14).

La mancanza commessa dai cristiani è di non conoscerLo abbastanza, di non rivolgersi a Lui e di chiedere Grazie per i meriti di Gesù. «Se chiederete qualche cosa al Padre nel mio Nome, Egli ve la darà» (Mt 16,23). «Tutto quello che chiederete con Fede nella preghiera, lo otterrete» (Mt 21,22).

1 Ave Maria per Padre Giulio

«O Augusta Regina del Cielo e Sovrana degli Angeli, a Te che hai ricevuto da Dio la missione di schiacciare la testa di satana, io chiedo umilmente di mandare legioni celesti, perché al tuo cospetto inseguano i demoni, li combattano, reprimano la loro audacia, liberino da ogni male e da ogni persecuzione Padre Giulio e li respingano nell’abisso. Amen».

3 Ave Maria…

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Gesù ha il dominio sulla malattia, sulla natura e sui diavoli – 12 Luglio 2022 0

Gesù ha il dominio sulla malattia, sulla natura e sui diavoli – 12 Luglio 2022

Martedì 12 luglio 2022

XV Settimana del Tempo Ordinario

+ VANGELO (Mt 11,2024)

Nel giorno del giudizio, Tiro e Sidòne e la terra di Sòdoma saranno trattate meno duramente di voi.

Dal Vangelo secondo Matteo

In quel tempo, Gesù si mise a rimproverare le città nelle quali era avvenuta la maggior parte dei suoi prodigi, perché non si erano convertite: «Guai a te, Corazìn! Guai a te, Betsàida! Perché, se a Tiro e a Sidòne fossero avvenuti i prodigi che ci sono stati in mezzo a voi, già da tempo esse, vestite di sacco e cosparse di cenere, si sarebbero convertite. Ebbene, Io vi dico: nel giorno del giudizio, Tiro e Sidòne saranno trattate meno duramente di voi. E tu, Cafarnao, sarai forse innalzata fino al cielo? Fino agli inferi precipiterai! Perché, se a Sòdoma fossero avvenuti i prodigi che ci sono stati in mezzo a te, oggi essa esisterebbe ancora! Ebbene, Io vi dico: nel giorno del giudizio, la terra di Sòdoma sarà trattata meno duramente di te!». Parola del Signore

Commento di Padre Giulio Maria Scozzaro

Gesù indica il giorno del Giudizio come il ristabilimento di ogni giustizia e ognuno avrà la perfetta conoscenza del significato della sua vita.

Tra i tanti modernismi presenti nella Chiesa, c’è anche quello dell’oscuramento del giorno del Giudizio, non se ne parla intenzionalmente e si soffermano solo su qualcosa. Sono intellettualmente ciechi e incapaci di percepire il Bene tutti coloro che nella Chiesa hanno scelto il Male rifiutando Cristo. Essi non hanno la voglia di riflettere sulla vita eterna anche perché non ne hanno la capacità spirituale.

Qualche ideologia che si abbraccia nella vita e opposta ai valori morali, finisce per far perdere la comunione con Gesù, il Figlio di Dio. L’accoglimento di qualche dottrina che insegna la divinità dell’essere umano ha messo fine alla spiritualità di molti cattolici.

Tra breve l’uomo che si oppone a Cristo si presenterà al mondo come il vero Messia, mentre in lui è presente Satana. All’inizio si mostrerà generoso e misericordioso, aiuterà e farà prodigi, inneggerà all’umanesimo, poi esploderà l’immenso odio che possiede Satana e Satana.

Uomini avveduti come Robert Benson, Fulton Sheen, Solovev, il Cardinale Biffi, hanno scritto che l’Anticristo sarà un grande umanista.

Anche numerosi Sacerdoti cadranno nell’inganno del falso profeta e incredibilmente non adoreranno più Gesù Cristo per adorare un uomo. L’assenza di spiritualità di molti Ministri sacri e Religiosi li farà precipitare rovinosamente e con loro porteranno nella disperazione anche i cristiani che non hanno conosciuto davvero Gesù.

Gesù nel Vangelo si mostra amareggiato per la negligenza dei cittadini di alcune città dove Egli aveva compiuto grandi miracoli.

Gesù si è manifestato a Cafarnao con una forte predicazione, con i miracoli e le guarigioni. Cafarnao è stata beneficata più di altre città ma il popolo dimenticò presto le guarigioni e le tantissime Grazie ricevute.

La dimenticanza del bene ricevuto è una costante in molte persone anche dei nostri tempi, mentre è un atto di giustizia rimanere riconoscenti verso chi ha dato aiuti gratuitamente e chi lo ha fatto più di tutti, donando anche la vita, è Gesù Cristo.

Il rimprovero di Gesù alle tre città impenitenti mostra la sua grande delusione e utilizza un linguaggio duro per scuotere i loro cuori induriti. È una grande disgrazia avere un cuore insensibile e non provare sentimenti di gratitudine e di amore.

L’egoismo e la durezza di cuore di quelle popolazioni, toccate in modo prodigioso dalla potenza di Dio, si sono innalzate come barriere impenetrabili, dinanzi alle manifestazioni generosissime del suo Amore.

Gesù cita nel Vangelo Tiro e Sidòne, antiche città famose per la loro empietà, cita Sòdoma, la cui corruzione fu totale. Ebbene, contrariamente alla considerazione della gente del tempo, furono altre tre città insospettabili a mostrare malizia, corruzione e una grande empietà: Cafarnao, Betsàida e Corazìn.

Le valutazioni degli uomini sono parziali ed emotive, solo Dio conosce perfettamente i cuori di tutti e giudica secondo verità.

I cristiani di oggi conoscono che Gesù è Dio ed Egli lo dimostra con continui miracoli, non c’è una sola ragione per dubitare della sua Divinità.

Quando predicava, straordinari miracoli compiuti da Gesù non vennero accolti come il segno della presenza di Dio in mezzo a loro e le città condannate nel Vangelo rimasero nella corruzione.

Proprio a Cafarnao Gesù aveva stabilito la sua dimora all’inizio della predicazione e tutti Lo conoscevano. Tra i miracoli più emblematici a Cafarnao ricordiamo quello della suocera di Pietro, quello del Paralitico, del servo del centurione, dell’emorroissa e la risurrezione della figlia di Giaro.

Le guarigioni compiute da Gesù sulle più gravi malattie e sulle persone con gravissime disabilità sono state molte. Gesù guariva dicendo una parola o con un pensiero o con rituali elaborati o usando mezzi vari (per esempio sputo o fango) per mostrare la sua Onnipotenza.

Le guarigioni compiute da Gesù sono meravigliose, ricordo inoltre tanti lebbrosi quando erano condannati alla morte sicura; un’emorragia di lunga durata: poi l’idropico, i sordi, i ciechi, molti paralitici.

Gesù ha dimostrato il potere assoluto sui diavoli, compiendo veri esorcismi a Cafarnao, nel paese dei Geraseni, all’uomo muto a causa del demonio.

Gesù ha mostrato il dominio sulla natura, compiendo miracoli impossibili all’uomo, come la ripetuta moltiplicazione di pochi pani e pesci, facendo sfamare la prima volta cinquemila persone e la seconda quattromila «senza contare le donne e i bambini» come ha scritto San Matteo (15,38).

Inoltre, con un comando calmò il vento e il mare del lago. Egli cambiò l’acqua in ottimo vino, camminava sulle acque, al fico infruttuoso comandò di seccare e l’indomani era già appassito.

Gesù compì tante resurrezioni, il Vangelo ricorda la figlia di Giairo, il figlio della vedova di Naim e quella di Lazzaro. Gesù dimostrò anche ai suoi nemici acerrimi di conoscere i loro pensieri e di anticipare le loro opere.

Gesù è veramente Dio: Signore confido in Te, ma Tu aumenta la Fede dei cristiani.

1 Ave Maria per Padre Giulio

«O Augusta Regina del Cielo e Sovrana degli Angeli, a Te che hai ricevuto da Dio la missione di schiacciare la testa di satana, io chiedo umilmente di mandare legioni celesti, perché al tuo cospetto inseguano i demoni, li combattano, reprimano la loro audacia, liberino da ogni male e da ogni persecuzione Padre Giulio e li respingano nell’abisso. Amen».

3 Ave Maria…

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