Categoria: APOSTOLATO

Seguimi – 27 Giugno 2022 0

Seguimi – 27 Giugno 2022

Lunedì 27 giugno 2022

XIII Settimana del Tempo Ordinario

+ VANGELO (Mt 8,1822)

Seguimi.

Dal Vangelo secondo Matteo

In quel tempo, vedendo la folla attorno a sé, Gesù ordinò di passare all’altra riva. Allora uno scriba si avvicinò e gli disse: «Maestro, ti seguirò dovunque Tu vada». Gli rispose Gesù: «Le volpi hanno le loro tane e gli uccelli del cielo i loro nidi, ma il Figlio dell’Uomo non ha dove posare il capo». E un altro dei suoi discepoli gli disse: «Signore, permettimi di andare prima a seppellire mio padre». Ma Gesù gli rispose: «Seguimi, e lascia che i morti seppelliscano i loro morti». Parola del Signore

Commento di Padre Giulio Maria Scozzaro

La vita scivola via e in moltissimi casi si sbriciola dinanzi a circostanze che non erano state previste e queste rovinose cadute invece di far riflettere saggiamente, inducono moltissimi a continuare sulla strada sbagliata, dove non c’è affatto Gesù Cristo né i valori che ha insegnato Lui.

Nel Vangelo di oggi si notano aperture e chiusure diverse rispetto a Luca 9,51-62. La sostanza è identica, viene data spiegazione delle inquietudini di due uomini che pensano di essere pronti per lasciare tutto ma in realtà essi sono legati saldamente al mondo, quindi alle cose materiali.

Succede anche a Cardinali e Vescovi che sono proprietari, non si sa come…, di beni mobili e immobili per decine di milioni di euro, figuriamoci la vulnerabilità di quanti non hanno mai creduto in Gesù Cristo.

Tra i due uomini del Vangelo esiste un legame negativo che paralizza ogni desiderio e falliscono la più importante occasione della loro vita: seguire Gesù Cristo.

Quando Gesù passa e non riusciamo a fermarLo perché indifferenti, indaffarati in cose inutili o per la mancanza della preghiera amorosa e fiduciosa e delle buone opere, si perde il Tutto per accontentarsi di poche cose che svaniscono nel tempo, lasciando il vuoto e la tristezza.

Molti di quelli che posseggono tanti beni vivono una vita esteriore intrisa di illusioni. Molti sono infelici, avviliti, inappagati e non hanno pace.

Bellissima invece la promessa dell’uomo quando incontrò Gesù ma però non aveva compreso che bisognava distaccarsi da tutto: «Ti seguirò dovunque Tu vada». Il desiderio era molto superficiale e purtroppo per lui non ebbe seguito. Il suo atto di abbandono mostrava una profonda Fede nel Signore, ma vediamo che non basta promettere, bisogna poi agire.

La risposta di Gesù disorientò quel tale, lo bloccò facendogli capire che non era semplice seguirLo. Mentre incontrando un altro, fu Gesù a prendere l’iniziativa: «Seguimi». Ma nonostante la disponibilità era molto preoccupato per suo padre e Gesù gli disse che in quel caso i morti nello spirito, seppelliscono i morti nel corpo.

Intendeva dire che quelli che sono senza Dio si preoccupano eccessivamente delle cose umane, chi ha Fede pensa alle cose di Dio.

In questi due casi possiamo notare che Gesù cercava discepoli liberi e pronti a lasciare gli idoli. Quando incontrava uomini buoni e docili, esprimeva con fermezza l’invito: «Seguimi». Al primo disse parole un po’ incomprensibili anche per dissuaderlo, già sapeva che non era adatto a condurre la vita faticosa ed apostolica che conduceva lo stesso Gesù con i discepoli.

GESÙ CI CONOSCE PERFETTAMENTE E NON CI CARICA MAI DI PESI CHE NON POSSIAMO PORTARE, DA TUTTI PERÒ ASPETTA LA DISPONIBILITÀ ALL’APOSTOLATO IN FAMIGLIA, AL LAVORO E TRA I CONOSCENTI.

QUESTO È IL MINIMO E IL LINGUAGGIO DA UTILIZZARE DEVE SEMPRE ESSERE BUONO, DOLCE, PERSUASIVO, COMPRENSIVO.

Questo è il tempo per tutti noi di fare apostolato come mai nella vita, per deciderci è sufficiente riflettere sulla crisi epocale all’interno della Chiesa, dove si trovano gruppi di potere intenti a tramare per far crollare «finalmente» le colonne del Bernini. Saranno però altri ad abbatterle.

I cattolici di provata Fede non necessitano di altre informazioni né di conferme, comprendono che il modernismo e il protestantesimo trionfano nella Chiesa, mentre i meno preparati non riescono a individuare nelle omelie che ascoltano, nei consigli spirituali che ricevono dai modernisti, nelle letture, la presenza di una dottrina eretica che sta gradualmente sostituendo la sana dottrina cattolica.

«Niente sarà più come prima», aveva detto il vescovo progressista Overbeck, palesando una minaccia concreta contro la Chiesa tradizionale, quindi contro Gesù Cristo. Tutto deve cambiare nella Chiesa per questo vescovo, egli appartiene al larghissimo gruppo di cardinali e vescovi modernisti, pronti ad abbattere la Fede tradizionale, perché non obbediscono più a Dio.

Dopo la morte di Papa Giovanni Paolo I, ucciso durante la notte, morì dopo qualche mese anche un cardinale di cui non si conosce il nome, una donna che lo aveva conosciuto pregava per lui ma la preghiera era impedita non si sa da cosa.

Una sera le apparve quel cardinale e le disse: «NON PREGARE PER ME, SONO DANNATO PERCHÉ FACEVO PARTE DELLA MASSONERIA. E HO ALTRI PAPI SULLA COSCIENZA…». Era a conoscenza del piano per uccidere Papa Giovanni Paolo I e aveva dato il suo consenso! Questa è una rivelazione data a una mistica morta da circa venti anni.

Prepariamoci con intensa preghiera ai prossimi eventi che scaturiranno da questa Chiesa senza Dio, prontissimi a rifiutare qualsiasi insegnamento in qualche modo opposto alla Tradizione della Santa Chiesa.

Solo una sincera e convinta devozione alla Madonna ci permetterà di superare le trappole dell’apostasia di molti e ci porterà a conoscere profondamente suo Figlio, il sempre benedetto Gesù.

Carissimi, questi tempi sono i più tremendi della storia umana, mettiamo al centro Gesù e la Madonna, impegniamoci molto nella preghiera del Santo Rosario e preoccupiamoci soprattutto della salvezza delle anime, il resto passa e si lascia qui.

Insieme a Gesù e alla Madonna trionferemo e noi crediamo nei Loro prossimi interventi di purificazione. Gesù dice ad ognuno: «Seguimi».

1 Ave Maria per Padre Giulio

«O Augusta Regina del Cielo e Sovrana degli Angeli, a Te che hai ricevuto da Dio la missione di schiacciare la testa di satana, io chiedo umilmente di mandare legioni celesti, perché al tuo cospetto inseguano i demoni, li combattano, reprimano la loro audacia, liberino da ogni male e da ogni persecuzione Padre Giulio e li respingano nell’abisso. Amen».

3 Ave Maria…

Nel nostro sito numerosi articoli interessanti, libri e altro:www.gesuemaria.it

La lotta contro Gesù e la sua Chiesa – 26 Giugno 2022 0

La lotta contro Gesù e la sua Chiesa – 26 Giugno 2022

Domenica 26 giugno 2022

XIII DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO

+ VANGELO (Lc 9,51-62)

Prese la ferma decisione di mettersi in cammino verso Gerusalemme. Ti seguirò ovunque tu vada.

Dal Vangelo secondo Luca

Mentre stavano compiendosi i giorni in cui sarebbe stato elevato in alto, Gesù prese la ferma decisione di mettersi in cammino verso Gerusalemme e mandò messaggeri davanti a sé. Questi si incamminarono ed entrarono in un villaggio di Samaritani per preparargli l’ingresso. Ma essi non vollero riceverlo, perché era chiaramente in cammino verso Gerusalemme. Quando videro ciò, i discepoli Giacomo e Giovanni dissero: «Signore, vuoi che diciamo che scenda un fuoco dal cielo e li consumi?». Si voltò e li rimproverò. E si misero in cammino verso un altro villaggio. Mentre camminavano per la strada, un tale gli disse: «Ti seguirò dovunque tu vada». E Gesù gli rispose: «Le volpi hanno le loro tane e gli uccelli del cielo i loro nidi, ma il Figlio dell’Uomo non ha dove posare il capo». A un altro disse: «Seguimi». E costui rispose: «Signore, permettimi di andare prima a seppellire mio padre». Gli replicò: «Lascia che i morti seppelliscano i loro morti; tu invece và e annuncia il Regno di Dio». Un altro disse: «Ti seguirò, Signore; prima però lascia che io mi congedi da quelli di casa mia». Ma Gesù gli rispose: «Nessuno che mette mano all’aratro e poi si volge indietro, è adatto per il Regno di Dio». Parola del Signore

Commento di Padre Giulio Maria Scozzaro

Queste parole dette da Gesù arrecano grande apprensione: «Non è adatto per il Regno di Dio». Le dice  Dio a quanti oggi perpetuano a vivere ricoperti di corruzione e vergogna. Anche noi ci sentono in diritto di applicarle ai sapientoni di questo mondo che odiano Dio e gli uomini, sapientoni che si arrogano l’autorità insondabile di poter giudicare ciò che è buono e quanto è male.

Il riferimento agli italiani di diverse categorie che fanno parte dei radical chic appare come un obbligo perché hanno fatto stancare tutti i buoni. Le teorie di questi insinceri comunisti sono ricolme di odio e raggiri, travisano l’evidenza, distorcono le parole, affermano come dogmi solo quello che pronunciano loro.

Molti buoni cattolici considerano sgradevole sentire pontificare personaggi privi di morale e di decoro, schierati con grande partecipazione con il Male e servitori di ogni opera diretta a minare il Bene. Numerosi personaggi autorevoli italiani si dichiarano cattolici, vanno a Messa la domenica… mentre le loro opere sono opposte al Bene, al Vangelo di Gesù. L’attrattiva del potere è più di una malattia, solo un miracolo potrà liberare chi ne è posseduto.

Molti italiani non hanno compreso che l’Italia è in guerra e qualcuno del governo da febbraio 2022 pronuncia parole offensive contro una potenza mondiale. Qual è il suo vero scopo? Non cerca la pace ma la guerra proprio contro l’Italia, è un paradosso, e se riascoltate le sue parole e valutate le sue iniziative, vi sarà facile comprendere.

L’ITALIA È IN GRANDE PERICOLO E SOLO CON LA PREGHIERA SARÀ POSSIBILE LIMITARE LE DURE PROVE. DOPO LA GRECIA È L’ITALIA LA NAZIONE DA ASSOGGETTARE DEFINITIVAMENTE. C’È MOLTA INVIDIA INSIEME AD UN GRANDE ODIO CONTRO L’ITALIA. CI RIUSCIRANNO?

CONSIDERATE CHE IN ITALIA SI PREGA POCHISSIMO, LE CHIESE SONO CHIUSE E I VESCOVI ALLIETANO I PARROCI.

Gesù viene sempre più emarginato e questa operazione programmata nella Chiesa coinvolge sempre più persone. La Chiesa è assediata dal Male!

I samaritani si rifiutarono di accogliere Gesù ma avevano una motivazione religiosa. Oggi Gesù viene emarginato dai suoi Pastori per l’indifferenza verso il sacro che si ritrovano dentro, emarginato anche per motivi politici ed è in atto un complotto mondiale contro Lui e il Cristianesimo. Si renderà visibile con quanto accadrà nella Chiesa.

«Ma essi non vollero riceverlo, perché era chiaramente in cammino verso Gerusalemme».

Gli uomini di oggi sono in cammino verso luoghi privi di Dio, si allontanano dalla Chiesa e non si preoccupano più della vita eterna.

È spontaneo per molti fare promesse anche quando capiscono di non poterle rispettare. Spesso si propongono una condotta di vita migliore, ma non è sufficiente il proposito. Anche quel tale che incontrò Gesù disse: «Ti seguirò dovunque Tu vada». Una ottima disponibilità senza dubbio, ma non era un proposito convinto.

Per Gesù quelle parole nascondevano una debolezza profonda, l’incapacità di osservare quanto diceva emotivamente quel tale.

La risposta di Gesù un po’ enigmatica, respinse quanto detto dall’uomo e gli spiegò che per seguirlo doveva prima mettere da parte le certezze umane: «Le volpi hanno le loro tane e gli uccelli del cielo i loro nidi, ma il Figlio dell’Uomo non ha dove posare il capo».

Camminando incontrò un altro uomo e lo trovò spiritualmente pronto ma egli non aveva ancora spezzato gli affetti umani. «Seguimi». Un comando perentorio, non più prorogabile, purtroppo quell’uomo non è riuscito a mettere al primo posto Dio, anche nella circostanza che ha spiegato.

«Signore, permettimi di andare prima a seppellire mio padre».

Una richiesta legittima, manifestava però che non aveva compreso l’identità di Gesù, si preoccupava di chi non era più in vita. Quali benefici spirituali avrebbe comportato al padre defunto partecipando al suo funerale? Nulla. Anzi, l’obbedienza al Signore avrebbe sicuramente arrecato del Bene all’anima del padre.

Camminando incontrò ancora un altro uomo e questi disse: «Ti seguirò, Signore; prima però lascia che io mi congedi da quelli di casa mia».

Non aveva compreso di trovarsi al bivio tra la gloria eterna e la mediocrità pericolosa della vita umana. Anche lui ha messo al primo posto i familiari senza preoccuparsi di Dio. Non si può poi pretendere che Dio si ricordi degli uomini che Lo trascurano e ignorano.

La risposta di Gesù frantuma le illusioni di tutti coloro che hanno abbandonato il cammino spirituale e sono ritornati a vivere come prima della conversione o della Consacrazione sacerdotale al servizio della Chiesa.

«Nessuno che mette mano all’aratro e poi si volge indietro, è adatto per il Regno di Dio».

1 Ave Maria per Padre Giulio

“O Augusta Regina del Cielo e Sovrana degli Angeli, a Te che hai ricevuto da Dio la missione di schiacciare la testa di satana, io chiedo umilmente di mandare legioni celesti, perché al tuo cospetto inseguano i demoni, li combattano, reprimano la loro audacia, liberino da ogni male e da ogni persecuzione Padre Giulio e li respingano nell’abisso. Amen”.

3 Ave Maria…

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La lotta contro Gesù e la sua Chiesa – 26 Giugno 2022 0

La lotta contro Gesù e la sua Chiesa – 26 Giugno 2022

Domenica 26 giugno 2022

XIII DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO

+ VANGELO (Lc 9,51-62)

Prese la ferma decisione di mettersi in cammino verso Gerusalemme. Ti seguirò ovunque tu vada.

Dal Vangelo secondo Luca

Mentre stavano compiendosi i giorni in cui sarebbe stato elevato in alto, Gesù prese la ferma decisione di mettersi in cammino verso Gerusalemme e mandò messaggeri davanti a sé. Questi si incamminarono ed entrarono in un villaggio di Samaritani per preparargli l’ingresso. Ma essi non vollero riceverlo, perché era chiaramente in cammino verso Gerusalemme. Quando videro ciò, i discepoli Giacomo e Giovanni dissero: «Signore, vuoi che diciamo che scenda un fuoco dal cielo e li consumi?». Si voltò e li rimproverò. E si misero in cammino verso un altro villaggio. Mentre camminavano per la strada, un tale gli disse: «Ti seguirò dovunque tu vada». E Gesù gli rispose: «Le volpi hanno le loro tane e gli uccelli del cielo i loro nidi, ma il Figlio dell’Uomo non ha dove posare il capo». A un altro disse: «Seguimi». E costui rispose: «Signore, permettimi di andare prima a seppellire mio padre». Gli replicò: «Lascia che i morti seppelliscano i loro morti; tu invece và e annuncia il Regno di Dio». Un altro disse: «Ti seguirò, Signore; prima però lascia che io mi congedi da quelli di casa mia». Ma Gesù gli rispose: «Nessuno che mette mano all’aratro e poi si volge indietro, è adatto per il Regno di Dio». Parola del Signore

Commento di Padre Giulio Maria Scozzaro

Queste parole dette da Gesù arrecano grande apprensione: «Non è adatto per il Regno di Dio». Le dice  Dio a quanti oggi perpetuano a vivere ricoperti di corruzione e vergogna. Anche noi ci sentono in diritto di applicarle ai sapientoni di questo mondo che odiano Dio e gli uomini, sapientoni che si arrogano l’autorità insondabile di poter giudicare ciò che è buono e quanto è male.

Il riferimento agli italiani di diverse categorie che fanno parte dei radical chic appare come un obbligo perché hanno fatto stancare tutti i buoni. Le teorie di questi insinceri comunisti sono ricolme di odio e raggiri, travisano l’evidenza, distorcono le parole, affermano come dogmi solo quello che pronunciano loro.

Molti buoni cattolici considerano sgradevole sentire pontificare personaggi privi di morale e di decoro, schierati con grande partecipazione con il Male e servitori di ogni opera diretta a minare il Bene. Numerosi personaggi autorevoli italiani si dichiarano cattolici, vanno a Messa la domenica… mentre le loro opere sono opposte al Bene, al Vangelo di Gesù. L’attrattiva del potere è più di una malattia, solo un miracolo potrà liberare chi ne è posseduto.

Molti italiani non hanno compreso che l’Italia è in guerra e qualcuno del governo da febbraio 2022 pronuncia parole offensive contro una potenza mondiale. Qual è il suo vero scopo? Non cerca la pace ma la guerra proprio contro l’Italia, è un paradosso, e se riascoltate le sue parole e valutate le sue iniziative, vi sarà facile comprendere.

L’ITALIA È IN GRANDE PERICOLO E SOLO CON LA PREGHIERA SARÀ POSSIBILE LIMITARE LE DURE PROVE. DOPO LA GRECIA È L’ITALIA LA NAZIONE DA ASSOGGETTARE DEFINITIVAMENTE. C’È MOLTA INVIDIA INSIEME AD UN GRANDE ODIO CONTRO L’ITALIA. CI RIUSCIRANNO?

CONSIDERATE CHE IN ITALIA SI PREGA POCHISSIMO, LE CHIESE SONO CHIUSE E I VESCOVI ALLIETANO I PARROCI.

Gesù viene sempre più emarginato e questa operazione programmata nella Chiesa coinvolge sempre più persone. La Chiesa è assediata dal Male!

I samaritani si rifiutarono di accogliere Gesù ma avevano una motivazione religiosa. Oggi Gesù viene emarginato dai suoi Pastori per l’indifferenza verso il sacro che si ritrovano dentro, emarginato anche per motivi politici ed è in atto un complotto mondiale contro Lui e il Cristianesimo. Si renderà visibile con quanto accadrà nella Chiesa.

«Ma essi non vollero riceverlo, perché era chiaramente in cammino verso Gerusalemme».

Gli uomini di oggi sono in cammino verso luoghi privi di Dio, si allontanano dalla Chiesa e non si preoccupano più della vita eterna.

È spontaneo per molti fare promesse anche quando capiscono di non poterle rispettare. Spesso si propongono una condotta di vita migliore, ma non è sufficiente il proposito. Anche quel tale che incontrò Gesù disse: «Ti seguirò dovunque Tu vada». Una ottima disponibilità senza dubbio, ma non era un proposito convinto.

Per Gesù quelle parole nascondevano una debolezza profonda, l’incapacità di osservare quanto diceva emotivamente quel tale.

La risposta di Gesù un po’ enigmatica, respinse quanto detto dall’uomo e gli spiegò che per seguirlo doveva prima mettere da parte le certezze umane: «Le volpi hanno le loro tane e gli uccelli del cielo i loro nidi, ma il Figlio dell’Uomo non ha dove posare il capo».

Camminando incontrò un altro uomo e lo trovò spiritualmente pronto ma egli non aveva ancora spezzato gli affetti umani. «Seguimi». Un comando perentorio, non più prorogabile, purtroppo quell’uomo non è riuscito a mettere al primo posto Dio, anche nella circostanza che ha spiegato.

«Signore, permettimi di andare prima a seppellire mio padre».

Una richiesta legittima, manifestava però che non aveva compreso l’identità di Gesù, si preoccupava di chi non era più in vita. Quali benefici spirituali avrebbe comportato al padre defunto partecipando al suo funerale? Nulla. Anzi, l’obbedienza al Signore avrebbe sicuramente arrecato del Bene all’anima del padre.

Camminando incontrò ancora un altro uomo e questi disse: «Ti seguirò, Signore; prima però lascia che io mi congedi da quelli di casa mia».

Non aveva compreso di trovarsi al bivio tra la gloria eterna e la mediocrità pericolosa della vita umana. Anche lui ha messo al primo posto i familiari senza preoccuparsi di Dio. Non si può poi pretendere che Dio si ricordi degli uomini che Lo trascurano e ignorano.

La risposta di Gesù frantuma le illusioni di tutti coloro che hanno abbandonato il cammino spirituale e sono ritornati a vivere come prima della conversione o della Consacrazione sacerdotale al servizio della Chiesa.

«Nessuno che mette mano all’aratro e poi si volge indietro, è adatto per il Regno di Dio».

1 Ave Maria per Padre Giulio

“O Augusta Regina del Cielo e Sovrana degli Angeli, a Te che hai ricevuto da Dio la missione di schiacciare la testa di satana, io chiedo umilmente di mandare legioni celesti, perché al tuo cospetto inseguano i demoni, li combattano, reprimano la loro audacia, liberino da ogni male e da ogni persecuzione Padre Giulio e li respingano nell’abisso. Amen”.

3 Ave Maria…

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Il Cuore Immacolato è il Rifugio sicuro – 25 Giugno 2022 0

Il Cuore Immacolato è il Rifugio sicuro – 25 Giugno 2022

Sabato 25 giugno 2022

XII Settimana del Tempo Ordinario

Cuore Immacolato della Beata Vergine Maria

+ VANGELO (Lc 2,41-51)

Tuo Padre e Io, angosciati, ti cercavamo.

Dal Vangelo secondo Luca

I genitori di Gesù si recavano ogni anno a Gerusalemme per la festa di Pasqua. Quando Egli ebbe dodici anni, vi salirono secondo la consuetudine della festa. Ma, trascorsi i giorni, mentre riprendevano la via del ritorno, il fanciullo Gesù rimase a Gerusalemme, senza che i genitori se ne accorgessero. Credendo che Egli fosse nella comitiva, fecero una giornata di viaggio, e poi si misero a cercarlo tra i parenti e i conoscenti; non avendolo trovato, tornarono in cerca di Lui a Gerusalemme. Dopo tre giorni Lo trovarono nel Tempio, seduto in mezzo ai maestri, mentre li ascoltava e li interrogava. E tutti quelli che l’udivano erano pieni di stupore per la sua intelligenza e le sue risposte. Al vederlo restarono stupiti, e sua Madre gli disse: «Figlio, perché ci hai fatto questo? Ecco, tuo Padre e Io, angosciati, ti cercavamo». Ed Egli rispose loro: «Perché mi cercavate? Non sapevate che Io devo occuparmi delle cose del Padre mio?». Ma essi non compresero ciò che aveva detto Loro. Scese dunque con Loro e venne a Nazaret e stava Loro sottomesso. Sua madre custodiva tutte queste cose nel suo Cuore. Parola del Signore

Commento di Padre Giulio Maria Scozzaro

Quando medito la risposta di Gesù dodicenne, che era sì un Fanciullo nel Corpo ma Dio eterno nello Spirito, mi commuovo e applico a me stesso le parole: «Devo occuparmi delle cose del Padre mio». Ogni cristiano innamorato di Dio dovrebbe ripeterle ogni giorno e vivere come un vero figlio, soprattutto sono chiamati ad impegnarsi totalmente i Vescovi, i Parroci e i frati.

Si deve avvertire interiormente di essere figlio di Dio Padre, un Padre molto trascurato da questa gerarchia della Chiesa come d’altronde facevano in passato altri Prelati. Non avvertire la sua paternità è indice di mancata conoscenza e disinteresse. Eppure, il Padre opera sempre dove opera il Figlio Gesù, mantenendo la stessa sostanza e la stessa Volontà.

A La Salette, Lourdes, Fatima e altri luoghi autentici, la presenza della Madonna era anche la presenza del Padre, sempre, proprio per l’Amore che questo Padre clemente ha verso l’umanità. Sia la Coroncina alla Divina Misericordia, sia la diffusione del Santo Rosario con la straordinaria potenza accordata dal Padre, sono state volute da Lui per placare se stesso dal meritevole castigo che già da oltre due secoli merita questo mondo egoista e pagano.

Dio Padre ha usato una Misericordia straripante verso l’umanità, soprattutto verso quanti Lo rifiutano o Lo ignorano come avviene a tanti Vescovi, Parroci e frati. Cosa ha fermato la più che comprensibile Ira del Padre? Certo molte preghiere suscitate nel mondo, ma soprattutto la Coroncina alla Divina Misericordia e la recita del Santo Rosario.

Nonostante la Misericordia Divina offerta a tutti, oramai ci avviciniamo al DIES IRAE, al «giorno dell’ira» (Divina), come scrisse in una sequenza Tommaso da Celano, e con molta probabilità trasse l’ispirazione dell’inno dalla Bibbia, dalla versione latina della Vulgata del Profeta Sofonia 1,15-16.

Nel Libro del Profeta Sofonia  sono contenuti vari oracoli che riguardano in particolare esortazioni agli Ebrei, giudizio delle Nazioni, promessa di restaurazione e in alcuni punti anticipano il Libro dell’Apocalisse. Il Profeta Sofonia nei tre capitoli inserì anche questa predizione:

«Giorno d’ira quel giorno,

giorno di angoscia e di afflizione,

giorno di rovina e di sterminio,

giorno di tenebre e di caligine,

giorno di nubi e di oscurità,

giorno di squilli di tromba e d’allarme

sulle fortezze e sulle torri d’angolo».

Dio Padre aveva programmato tutto per far vivere gli esseri umani in un Paradiso terrestre, per colpa degli uomini non è stato possibile e con il passare dei secoli la condizione si è sempre più degenerata e Lui ha rimediato con l’invio del Figlio e della Donna che doveva dargli un Corpo umano.

La logica ci dice che se Dio perfettissimo si è incarnato non poteva non farlo in un Corpo incontaminato dal peccato originale, non toccato dalla bava di Satana. Tanto più i cattolici devono credere fermamente nell’Immacolata Concezione della Madre di Dio. È una verità disarmante, da accogliere comunque per Fede.

Possono avere difficoltà i non cattolici nell’accettazione di un mistero simile, ma la disciplina di carattere matematico che studia le forme del ragionamento deduttivo, attraverso l’analisi della sua validità, stabilisce che la verità delle conclusioni di un ragionamento consegue da quelle premesse.

Se Dio si è incarnato nel Corpo di una Fanciulla, lo poteva fare proprio perché Dio.

Il Beato Duns Scoto vinse la battaglia teologica contro alcuni domenicani opposti all’ipotesi dell’Immacolata Concezione di Maria, affermando che Dio POTEVA compiere questo miracolo, lo VOLLE e lo FECE. Sublime intuizione, grande comunque l’ispirazione della Madonna a questo suo devoto.

Mettere in discussione questo privilegio mariano per un cattolico comporta non avere più Fede in Gesù Cristo. I due aspetti sono legati, consequenziali, non può esistere una Fede autentica in Lui se non si accetta tutto quello che Lui ci chiede di credere.

Questo fa sorgere moltissime perplessità sui teologi cattolici che contestano la sana devozione alla Madonna. In molte parti del mondo si è sviluppata all’interno della Chiesa una evidente opposizione al culto verso la Madonna e i primi propagatori sono numerosi Vescovi.

Il fatto stesso di non amare la Madre, manifestano di non amare il Figlio Gesù. Sono due devozioni inseparabili e nella Chiesa sono andate sempre unite fin dall’inizio del Cristianesimo, distinguendo serenamente l’adorazione verso Gesù dalla devozione alla Madonna.

Ogni cristiano puro nel cuore e nella mente ha maggiori intuizioni dei cristiani tiepidi, è evidente, ancora di più degli atei e dei peccatori immersi nella melma dell’immoralità. La Fede aiutata dalle preghiere umili e costanti, dalle buone opere e dai pensieri benevoli verso tutti, cresce di continuo e il cristiano diventa sempre più immagine di Gesù Cristo.

Questo è il vero senso della vita, il modo per portare in noi una gioia ineffabile e del tutto divergente dalla falsa gioia del mondo. Questa del mondo è spensieratezza, avventatezza, leggerezza nelle opere e si considerano tutte lecite e buone.

Senza i valori morali c’è solo grande disgrazia e smarrimento.

Abbiamo bisogno di una protezione speciale e il compito di aiutarci e difenderci, la Santissima Trinità lo ha affidato alla Madonna.

Nel suo Cuore Immacolato troviamo il più solidissimo rifugio nelle tentazioni dei diavoli e nelle persecuzioni dei cattivi. Lo ha detto Ella alla piccola Lucia il 13 giugno 1917 a Fatima: «Non ti scoraggiare, Io non ti abbandonerò mai. Il mio Cuore Immacolato sarà il tuo rifugio e la via che ti condurrà a Dio».

È il rifugio mistico dove i diavoli e i cattivi non possono entrare, non hanno accesso dove c’è la perfetta purezza della Madre di Dio e rimangono sempre sconfitti e distrutti. Ecco l’importanza della devozione al Cuore Immacolato della Madonna, la ragione della consacrazione che dobbiamo rinnovare ogni giorno anche con brevi preghiere.

Essendo noi figli innamorati della Madonna, c’è sempre Satana che si ribella perché non potrà condurci nell’inferno e cerca spesso di danneggiarci, per questo siamo diffamati, incompresi, invidiati, ostacolati, discriminati anche dai conoscenti, poi ci sono le tante tentazioni del demonio che comunque diminuiscono e perdono sempre più potere nella misura del rafforzamento della nostra spiritualità. È importantissimo il Santo Rosario.

1 Ave Maria per Padre Giulio

«O Augusta Regina del Cielo e Sovrana degli Angeli, a Te che hai ricevuto da Dio la missione di schiacciare la testa di satana, io chiedo umilmente di mandare legioni celesti, perché al tuo cospetto inseguano i demoni, li combattano, reprimano la loro audacia, liberino da ogni male e da ogni persecuzione Padre Giulio e li respingano nell’abisso. Amen».

3 Ave Maria…

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Il Sacro Cuore di Gesù è la bontà – 24 Giugno 2022 0

Il Sacro Cuore di Gesù è la bontà – 24 Giugno 2022

Venerdì 24 giugno 2022

XII Settimana del Tempo Ordinario

Sacratissimo Cuore di Gesù

+ VANGELO (Lc 15,37)

Rallegratevi con Me, perché ho trovato la mia pecora, quella che si era perduta.

Dal Vangelo secondo Luca

In quel tempo, Gesù disse ai farisei e agli scribi questa parabola: «Chi di voi, se ha cento pecore e ne perde una, non lascia le novantanove nel deserto e va in cerca di quella perduta, finché non la trova? Quando l’ha trovata, pieno di gioia se la carica sulle spalle, va a casa, chiama gli amici e i vicini e dice loro: “Rallegratevi con me, perché ho trovato la mia pecora, quella che si era perduta”. Io vi dico: così vi sarà gioia nel Cielo per un solo peccatore che si converte, più che per novantanove giusti i quali non hanno bisogno di conversione». Parola del Signore

Commento di Padre Giulio Maria Scozzaro

Il discorso sulla conversione del peccatore è abbastanza complesso e occorre maggiore tempo per spiegare molte dinamiche, verificare le differenti tipologie di conversioni, chiarire gli effetti, individuare determinate reazioni che ogni convertito porta sempre con sé.

Non c’è vero convertito in grado di guidarsi da solo nel cammino che segna il passaggio da una mentalità quasi idolatra e mondana, ad una spirituale e saggia. Un vero e sicuro discernimento lo può compiere il Padre spirituale preparato in ascetica e mistica, e rimane indispensabile trovarne uno per confrontarsi su determinati aspetti.

Bisogna distinguere la Confessione finalizzata al perdono dei peccati e ha una sua logica sacramentale, mentre la direzione spirituale riguarda anche aspetti che non richiedono l’assoluzione e sono da approfondire possibilmente in un altro momento, non si possono risolvere sbrigativamente, sono valutazioni che decidono il futuro e forse la vita eterna.

Ho accennato al Padre spirituale nella solennità del Sacro Cuore di Gesù per evidenziare che Lui segue tutti i suoi devoti con particolare interesse proprio perché Lo amano, Lo adorano e pregano. Gesù conosce perfettamente i cuori di ogni essere umano e questo è un enigma immenso, in pratica Dio segue contemporaneamente oltre sette miliardi di persone e conosce anche la più piccola fibra di ogni persona.

Su ognuno ha riposto un suo disegno, solo che gli atei e i seguaci di altre religioni non conoscendo il Vangelo, non riescono ad approfondire la realtà di un Dio che oltre ad essere Amore è anche Verità.

Gesù nel Vangelo è un Uomo amabile come mai nessuno al mondo, non cerca l’approvazione a tutti i costi e noi dobbiamo rispettare i tempi di maturazione dei peccatori che non comprendono la provvisorietà della vita.

Gesù come Dio esamina la fedeltà di ognuno, mette alla prova per vedere chi gli è fedele da chi Lo tradisce o Lo dimentica.

Da coloro su cui aveva riposto un disegno di evangelizzazione diventando Ministri sacri o di impegno apostolico per i laici, Gesù può arrivare anche ad annullare lo stesso disegno di fiducia per la mancata corrispondenza sia dei Consacrati che dei laici che vivono dissipati nel mondo.

Il Cuore di Gesù deve essere adorato dall’umanità, questo diceva Lui a Suor Consolata Betrone e le insegnò la famosa giaculatoria: «GESÙ E MARIA VI AMO: SALVATE ANIME». Questa Venerabile quando entrò in monastero cominciò a sentire interiormente la voce di Gesù, una voce dolce e forte che la spingeva sulla via della santità. Una voce esigente.

Nei primi esercizi spirituali, in monastero, Gesù le dice:«Tu ti affanni per troppe cose… una cosa sola è necessaria: amarmi!»e le chiede un continuo atto di amore a Lui, con l’invocazione «GESÙ, TI AMO». Successivamente diventerà: «GESÙ E MARIA, VI AMO: SALVATE ANIME».

La storia di questa piccola Suora morta nel 1946 a Moncalieri (TO), colpisce per il messaggio di infinito Amore rivelato da Gesù, Lui ha rivelato il desiderio della salvezza di tutti ma dove viene rifiutato per indifferenza, tradimento, inimicizia, apostasia, è costretto a ritirarsi.

Molti cristiani sono convinti di stare vicini al Signore anche se non pregano, sono distaccati spiritualmente da Lui e adorano gli idoli.

Dove Gesù vede questa indifferenza, rimane con pazienza ad attendere il vero cambiamento della persona, ma dopo molti anni e molte Grazie sperperate come il figliol prodigo, Egli non conta più su quella persona e non la considera più appartenente alle anime fidate.

Su questo bisogna meditare per comprendere il vero significato della sua misericordia, altrimenti si vive nell’illusione di seguire Gesù mentre non c’è altro che il vuoto. Gesù è pronto a perdonare anche i più gravi peccati, tranne quello della «bestemmia contro lo Spirito Santo», e questo peccato è oggi molto conosciuto dai traditori di Gesù che sono nella Chiesa.

Chi nega il vero Magistero della Chiesa, non ha compreso nulla del Vangelo e segue una dottrina personale, opposta a quella cattolica!

L’AMORE DEL SACRO CUORE È SEMPRE INFINITO. La colpa è del peccatore o del cristiano che non dedica tempo prolungato ogni giorno alla meditazione e non cerca di cambiare vita sul serio, per questo si distacca gradualmente da Dio, fino a diventare insensibile al sacro.

Anche se va a Messa o la celebra o recita delle preghiere ma non mette al centro della vita il Signore, tutto quello che fa non ha alcun valore.

È vero che Gesù attende, ma fino a quando?

Il Cuore di Gesù è colmo all’infinito di bontà e spera nella conversione dell’umanità, vuole la felicità di ogni uomo e di ogni donna. È il miglior Padre che dona tutto se stesso per salvare i figli e desidera il meglio per loro, ma esige risposte concrete da noi, opere buone e costanti, non solamente parole vuote o una pratica religiosa apparente.

Quando si avverte nel proprio cuore un amore intenso verso Gesù e superiore a tutto il resto, ci si trova nel cammino spirituale. Non si deve trattare di un amore passeggero e passionale, quello che dura qualche ora, ma di un interesse intenso verso Lui.

L’amore verso Gesù non deve essere emotivo o impulsivo, un momentaneo sentimento fervoroso che svanisce a causa delle dissipazioni. Nel cristiano impegnato deve esserci invece quiete interiore e una proporzionata padronanza di sé.

Con questo impegno il cristiano scopre con maggiore meraviglia la bontà infinita del Sacro Cuore di Gesù e si immerge nel mare soave del soprannaturale. La vera scoperta dell’Amore di Gesù trasforma il cristiano, egli diventa una persona nuova e migliore, perché aumentano le virtù e i buoni pensieri, mentre si attenuano le inquietudine, le confusioni esistenziali e i pensieri strani.

Oggi consacriamoci al Sacro Cuore di Gesù e chiediamogli di trasmetterci i suoi sentimenti, di renderci mansueti, disciplinati e docili.

Il suo Cuore buono è più vasto dell’universo e attende i lontani, i più grandi peccatori e i tanti cristiani tiepidi che pregano poco o male.

1 Ave Maria per Padre Giulio

«O Augusta Regina del Cielo e Sovrana degli Angeli, a Te che hai ricevuto da Dio la missione di schiacciare la testa di satana, io chiedo umilmente di mandare legioni celesti, perché al tuo cospetto inseguano i demoni, li combattano, reprimano la loro audacia, liberino da ogni male e da ogni persecuzione Padre Giulio e li respingano nell’abisso. Amen».

3 Ave Maria…

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La fedeltà e il coraggio di Giovanni Battista – 23 Giugno 2022 0

La fedeltà e il coraggio di Giovanni Battista – 23 Giugno 2022

Giovedì 23 giugno 2022

XII Settimana del Tempo Ordinario

Natività di San Giovanni Battista

+ VANGELO (Lc 1,5766.80)

Giovanni è il suo nome.

Dal Vangelo secondo Luca

Per Elisabetta si compì il tempo del parto e diede alla luce un figlio. I vicini e i parenti udirono che il Signore aveva esaltato in lei la sua misericordia, e si rallegravano con lei. All’ottavo giorno vennero per circoncidere il bambino e volevano chiamarlo col nome di suo padre, Zaccaria. Ma sua madre intervenne: «No, si chiamerà Giovanni». Le dissero: «Non c’è nessuno della tua parentela che si chiami con questo nome». Allora domandavano con cenni a suo padre come voleva che si chiamasse. Egli chiese una tavoletta, e scrisse: «Giovanni è il suo nome». Tutti furono meravigliati. In quel medesimo istante gli si aprì la bocca e gli si sciolse la lingua, e parlava benedicendo Dio. Tutti i loro vicini furono presi da timore, e per tutta la regione montuosa della Giudea si discorreva di tutte queste cose. Coloro che le udivano, le serbavano in cuor loro: «Che sarà mai questo bambino?» si dicevano. Davvero la mano del Signore stava con lui. Il fanciullo cresceva e si fortificava nello spirito. Visse in regioni deserte fino al giorno della sua manifestazione a Israele. Parola del Signore.

Commento di Padre Giulio Maria Scozzaro

È stata anticipata ad oggi la solennità di San Giovanni Battista. Giovanni il Battista è stato il più grande Apostolo del Nuovo Testamento, considerato da Gesù «il più grande tra i nati di donna» (Mt 11,11), almeno riguardo i mortali, mentre «il più piccolo nel Regno dei Cieli è più grande di Lui». Chi si trova già in Cielo vive una condizione superiore a quella umana.

La solennità del grande precursore di Gesù, mi rende ancora più attento alla riflessione che non perdo mai di vista: nella Chiesa oggi siamo in pochi a voler imitare Giovanni Battista, e bisogna essere coraggiosi annunciatori del Cristo, dediti pienamente alla missione straordinaria del sacerdozio, distaccati completamente dalle cose materiali e mondane.

Bisogna pregare molto ogni giorno per la santificazione dei Sacerdoti, per il pentimento e il ritorno alla missione iniziale degli smarriti.

Le notizie che il Vangelo offre ai Sacerdoti su Giovanni Battista sono sufficienti per comprendere la donazione totale che si deve offrire a Gesù e così sviluppare una spiritualità forte e santa. L’obiettivo nella vita sacerdotale deve essere solo Gesù Cristo, la coraggiosa e connessa predicazione e l’imitazione delle sue opere.

La tragedia che si sta consumando all’interno della Chiesa è partita con un documento diffuso tra i massoni e tra i carrieristi che diversi Prelati hanno continuato a diffondere all’interno. Il piano massonico del 1961 prevedeva in 33 punti… la distruzione di questa Chiesa nella sua dottrina e liturgia, per sostituirla con una falsa chiesa, modernista e protestante.

DOBBIAMO PARLARE DELLA PRESENZA TUMORALE D’UNA NEO-CHIESA NELLA CHIESA, D’UN NEO-CATTOLICESIMO RAHNERIANO NEL CORPO ECCLESIALE.

Nella Chiesa hanno impiantato un “NUOVO CATTOLICESIMO”, una nuova dottrina di una “NUOVA CHIESA” che non è più quella predicata da Gesù.

Sembra una storia paradossale ma è una dolente realtà che rimane sotto gli occhi dei cattolici attenti e sgomenti nell’assistere al disfacimento delle sane devozioni, all’annullamento delle preghiere nelle parrocchie, al divieto della recita del Santo Rosario prima della Messa, allo spostamento del Tabernacolo dove c’è Dio, in un angolo inosservato o in una cappella inospitale. È un attacco definitivo al Cuore della Chiesa.

QUESTI E TANTI ALTRI COMPORTAMENTI INDICANO UNA COSA SOLA: NUMEROSI VESCOVI E SACERDOTI NON HANNO PIÙ ALCUN INTERESSE VERSO GESÙ CRISTO. Le scelte e gli orientamenti già predisposti dalla gerarchia manifestano il distacco da Gesù Cristo e dall’autentico Magistero della Chiesa.

Questi Cardinali, Vescovi, Sacerdoti e frati appartenenti alla neo-chiesa non credono nei miracoli di Gesù, non Lo considerano Figlio di Dio, non adorano l’Eucaristia e secondo loro è solo un pezzo di pane.

Questo attacco è portato avanti da numerosi Pastori e io piango di dolore nell’assistere sia a questa invasione eretica dell’amata Chiesa di Gesù, sia alle falsità che si predicano per ingannare la buona gente che ascolta e che non può capire che numerosi predicatori sono contro Gesù, la Madonna e la Santa Chiesa. Io continuerò a difendere Gesù Figlio di Dio pubblicamente e con tanti scritti fondati sulla Tradizione della Chiesa.

Da oltre cinquant’anni nei seminari si insegna una dottrina protestante, ma ancora più demoniaco è l’insegnamento modernista fondato sulla non-chiesa del gesuita più eretico di Lutero e il suo nome è Karl Rahner. Ebbe una relazione con una donna per quarant’anni e per questa sua necessità erotica era contrario al celibato; scriveva che la Chiesa non deve evangelizzare, che deve diventare liquida cioè liquefarsi nel mondo perché proprio nel mondo si trova Dio ma non si può conoscere. Suo discepolo prediletto è il cardinale Kasper…

I GIOVANI SACERDOTI NON VENGONO FORMATI DOTTRINALMENTE BENE, HANNO ACQUISITO UNA MENTALITÀ PIÙ PROTESTANTE CHE CATTOLICA, E MOSTRANO EVIDENTE INDIFFERENZA VERSO IL SACRO, SOPRATTUTTO VERSO L’EUCARISTIA E LA DEVOZIONE ALLA MADONNA.

Sembra una storia paradossale ma è una dolente realtà che rimane sotto gli occhi dei cattolici attenti e sgomenti nell’assistere al disfacimento delle sane devozioni, all’annullamento delle preghiere nelle parrocchie, al divieto della recita del Santo Rosario prima della Messa, allo spostamento del Tabernacolo dove c’è Dio, in un angolo inosservato o in una cappella inospitale.

Di questo grande Profeta che visse nel deserto per prepararsi alla sublime missione, contempliamo la sua austerità; la fortezza del Testimone della Luce; l’umiltà del Precursore che si fa da parte nell’annunciare Dio che è venuto in mezzo a noi a salvare l’umanità. In Giovanni Battista non si trova alcun fanatismo ma con umiltà adorò Gesù e si mise da parte.

La nascita di Giovanni Battista fu miracolosa. Possiamo davvero credere che nulla è impossibile a Dio e tutto possiamo ottenere se la nostra preghiera è carica di Fede, piena di fiducia.

Ci fu un inconveniente e non è irrilevante, bisogna valutarlo come una lezione di vita data a Zaccaria. Egli rimase muto perché dubitò. Cosa ne possiamo trarre?

Chi non crede pienamente e vive nella dissipazione, senza una fiducia totale alle parole del Vangelo, vive come un muto, nel senso che non riesce a pronunciare parole di verità e questa condizione viene scelta dal credente, non è una punizione di Dio. È la conseguenza di una vita vuota, non spirituale.

Ogni peccatore o il credente che crede a intermittenza, non parla mai delle cose di Dio, non mette al centro il Vangelo, non compie la Volontà di Gesù e rimane muto nel mondo senza riuscire ad essere onesto intellettualmente, senza testimoniare concretamente la sua Fede.

Non basta andare a Messa o fare parte di un gruppo per dare sincera testimonianza di Fede, bisogna formarsi una solida struttura spirituale.

Si diventa come Giovanni Battista nella prolungata preghiera contemplativa, nella penitenza, nel distacco dalle cose materiali, nell’incessante rinnegamento e nel vivo desiderio -sempre rinnovato- di diffondere ovunque la Parola di Dio, mentre la ricerca del consenso, anche se indirettamente, non viene da Gesù e si chiama fanatismo.

Chiediamo anche noi ogni giorno di diventare come Giovanni Battista, forti nella Fede, coerenti e coraggiosi nel difendere la Chiesa!

1 Ave Maria per Padre Giulio

«O Augusta Regina del Cielo e Sovrana degli Angeli, a Te che hai ricevuto da Dio la missione di schiacciare la testa di satana, io chiedo umilmente di mandare legioni celesti, perché al tuo cospetto inseguano i demoni, li combattano, reprimano la loro audacia, liberino da ogni male e da ogni persecuzione Padre Giulio e li respingano nell’abisso. Amen».

3 Ave Maria…

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Adottare spiritualmente un Sacerdote per aiutarlo – 22 Giugno 2022 0

Adottare spiritualmente un Sacerdote per aiutarlo – 22 Giugno 2022

Mercoledì 22 giugno 2022

XII Settimana del Tempo Ordinario

+ VANGELO (Mt 7,1520)

Dai loro frutti li riconoscerete.

Dal Vangelo secondo Matteo

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Guardatevi dai falsi profeti, che vengono a voi in veste di pecore, ma dentro sono lupi rapaci! Dai loro frutti li riconoscerete. Si raccoglie forse uva dagli spini, o fichi dai rovi? Così ogni albero buono produce frutti buoni e ogni albero cattivo produce frutti cattivi; un albero buono non può produrre frutti cattivi, né un albero cattivo produrre frutti buoni. Ogni albero che non dà buon frutto viene tagliato e gettato nel fuoco. Dai loro frutti dunque li riconoscerete». Parola del Signore

Commento di Padre Giulio Maria Scozzaro

Il mondo è invaso da falsi maestri, sono davvero troppi i sapienti che pontificano di tutto e quello che più preoccupa, è la grande abilità nella falsificazione della verità. I falsi maestri si trovano in ogni campo, sono pieni di sé e vivendo senza Dio presumono di saperne più di Lui.

Questa è una società menzognera e ambigua, e per il fatto che non conosce Dio, è autoreferenziale, si basa appunto esclusivamente su se stessa e sui propri desideri, senza curarsi dei rapporti con altre realtà.

Molti vivono di bugie senza farci più caso, il loro linguaggio è miseramente superbo e fanfarone, schiacciati da un egocentrismo cieco.

È comprensibile la piccola bugia detta per debolezza che non arreca alcun danno agli altri ed espressa solo per giustificare qualcosa, quindi senza l’intenzione di ingannare o arrecare danni agli altri.

È un peccato veniale che si confessa alla prima occasione, nel frattempo si recita l’atto di dolore come pentimento, e ci si impegna a diventare sinceri, a pronunciare parole veritiere anche a costo di ricevere un richiamo per l’errore commesso. L’essere sinceri oltre a dimostrare a tutti che siamo pienamente affidabili, ci riempie di gioia, dona alla coscienza maggiore serenità e si ricevono benedizioni da Dio.

I falsi maestri del mondo non studiano per diventarlo, è spontaneo in loro, è la vita disonesta che conducono a renderli menzogneri.

In ogni campo della società ci sono incantatori molto esperti, abili nel far toccare la luna con un dito e nel far credere tutto il contrario della realtà. I predicatori di se stessi si trovano nella politica e nel giornalismo, tra i professionisti e gli operai, in tutti i ceti e classi, anche dove non dovrebbero trovarsi, all’interno della Chiesa Cattolica.

Se i falsi maestri si trovano dappertutto, non mancano nel Cristianesimo, soprattutto nelle comunità evangeliche, note per le incalcolabili teorie diversificate e per la presunzione di manipolare il Vangelo con estrema facilità. Sono migliaia di comunità differenti come migliaia sono le verità che insegnano. C’è un vero business in America tra molti evangelici.

Anche tra i cattolici si trovano numerosi falsi maestri colpiti da deliri di onnipotenza. Rimane però una minima parte rispetto a quello che avviene nel mondo, dove agiscono tanti santoni delle più svariate spiritualità, dediti affannosamente ad arruolare adepti nelle loro sètte, determinati a dominare gli altri e a ricevere adorazione e molto denaro.

È l’esaltazione, il delirio che denota la perdita del controllo razionale, per controllare successi tanto bramati e per difendere il potere.

Il Signore mette in guardia ripetutamente contro il pericolo dei falsi profeti, che condurranno molti alla rovina spirituale. Anche nell’Antico Testamento si fa riferimento a questi cattivi pastori che causavano stragi nel popolo di Dio. Apparvero ben presto anche in seno alla Chiesa e San Paolo li chiamava falsi maestri e falsi apostoli.

«Guardatevi dai falsi profeti che vengono a voi in veste di pecore, ma dentro sono lupi rapaci» (Mt 7,15).

Anche Cardinali e Vescovi possono trasformarsi in lupi rapaci, dopo avere apostatato e tradito Gesù Cristo.

Lo disse Papa Benedetto XVI all’inizio del suo Pontificato: «Pregate per me, perché io non fugga, per paura, davanti ai lupi». Siccome ha visto i lupi agire contro lui, è «fuggito» per paura dei lupi, vuol dire che in Vaticano regnano soprattutto i lupi che uccidono dignità delle persone oneste, adorano se stessi e i loro idoli. Non sono più obbedienti a Gesù Cristo.

I falsi maestri della Bibbia erano scribi e farisei, oggi sono quelli che prendono decisioni nella Chiesa. Causano alle anime danni gravissimi, e quelli che si avvicinano a loro in cerca di Luce trovano inganni e tenebra, cercano fortezza e s’imbattono nell’errore. Soprattutto i deboli cadono nelle reti ammaliatrici che bloccano l’intelletto e non permettono di capire la Verità.

SOLO LA GRAZIA DI DIO FA CONOSCERE LA VERITÀ.

Sempre il Signore ci insegna che tanto i veri che i falsi profeti si riconosceranno solo dalle loro opere, dai loro frutti. I predicatori di riforme moderniste e di dottrine erronee dentro la Chiesa, non potranno presentare altro che la separazione dal tronco fecondo della Chiesa e il turbamento e la perdizione delle anime.

«Dai loro frutti li riconoscerete».

È una grande Grazia incontrare oggi un Sacerdote pienamente fedele a Gesù, spirituale ed equilibrato, distaccato dai beni materiali e dalla mondanità, dedito esclusivamente alla salvezza delle anime. Pregate ogni giorno per la santificazione dei Sacerdoti.

Ognuno di voi adotti spiritualmente un Sacerdote per il quale pregare molto ogni giorno. È una pratica antica, a voi la presento oggi ed è straordinaria.

SAPETE CHE SONO MOLTO PERSEGUITATO PER LA MIA PIENA FEDELTÀ ALLA VERA CHIESA, PER L’APOSTOLATO A FAVORE DI GESÙ BUONO E DI MARIA SANTISSIMA.

NEL MIO CASO HO MOLTO BISOGNO DI PREGHIERE, SAREI FELICE SE POTESSI ESSERE NEI VOSTRI CUORI COME SACERDOTE SCELTO VERSO CUI PREGATE E OFFRITE TUTTO PER AIUTARMI NEL MIO DOLOROSO E ININTERROTTO IMPEGNO SIMILE AD UN CALVARIO, PER IL BENE DELLA CHIESA E DELLA SALVEZZA DELLE ANIME, ANCHE DELLE VOSTRE ANIME E DEI VOSTRI FAMILIARI.

Adottatemi spiritualmente come Sacerdote e offrite per me ogni giorno preghiere, ore di adorazione, fioretti e digiuni, la Comunione, ma anche offrite le fatiche e le sofferenze della giornata per aiutarmi. Offrite per me anche le gioie e la pace interiore, occorre offrire proprio tutto.

Fatelo con impegno ogni giorno e riceverete prima o poi le Grazie desiderate, le Grazie la Madonna le riverserà su quanti pregheranno con Fede. Sarà così, fidatemi di me. Vi benedico di cuore.

1 Ave Maria per Padre Giulio

«O Augusta Regina del Cielo e Sovrana degli Angeli, a Te che hai ricevuto da Dio la missione di schiacciare la testa di satana, io chiedo umilmente di mandare legioni celesti, perché al tuo cospetto inseguano i demoni, li combattano, reprimano la loro audacia, liberino da ogni male e da ogni persecuzione Padre Giulio e li respingano nell’abisso. Amen».

3 Ave Maria…

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Davanti al bivio per la salvezza o la perdizione – 21 Giugno 2022 0

Davanti al bivio per la salvezza o la perdizione – 21 Giugno 2022

Martedì 21 giugno 2022

XII Settimana del Tempo Ordinario

+ VANGELO (Mt 7,6.1214)

Tutto quanto volete che gli uomini facciano a voi, anche voi fatelo a loro.

Dal Vangelo secondo Matteo

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Non date le cose sante ai cani e non gettate le vostre perle davanti ai porci, perché non le calpestino con le loro zampe e poi si voltino per sbranarvi. Tutto quanto volete che gli uomini facciano a voi, anche voi fatelo a loro: questa infatti è la Legge e i Profeti. Entrate per la porta stretta, perché larga è la porta e spaziosa la via che conduce alla perdizione, e molti sono quelli che vi entrano. Quanto stretta è la porta e angusta la via che conduce alla vita, e pochi sono quelli che la trovano!». Parola del Signore

Commento di Padre Giulio Maria Scozzaro

In poche parole il Signore spiega quale atteggiamento è corretto utilizzare con i non credenti o i vanitosi che presumono di avere compreso tutto dalla vita. In molte circostanze rimane preferibile non perdere tempo con quanti si mostrano presuntuosi e quasi beffeggiano la nostra Fede.

Il più delle volte è tempo sprecato parlare con loro di Gesù e del Vangelo storico, sono già pieni di teorie frivole e immorali, i loro pensieri sono stabilizzati su convinzioni illogiche ma convenienti per la vita immorale condotta e che li illudono di vivere in una condizione privilegiata.

C’è una notevole distinzione tra i peccatori lontani da Gesù. Molti sono immersi nei vizi che non controllano ma non rifiutano Dio pur essendo lontani, mentre altri numerosi peccatori disonesti detestano Gesù.

«Non date le cose sante ai cani e non gettate le vostre perle davanti ai porci». La citazione dei due animali indica che ad essi bisogna dare da mangiare quello che è adeguato alle loro necessità, è impensabile dare da mangiare libri spirituali o oggetti sacri ai cani, oppure far mangiare ai porci oggetti preziosi.

Non è saggio parlare delle cose di Dio a quanti le disprezzano o con la loro vita esaltano l’immoralità. È vero che non è mai sbagliato rivolgere avvertimenti e frasi del Vangelo, è sbagliato accanirsi con le parole quando l’unica cosa da compiere è pregare per loro.

La ragione di questo insegnamento Gesù la spiega con il completamento delle parole di sopra: «… perché non le calpestino con le loro zampe e poi si voltino per sbranarvi». Oltre a oltraggiare la Parola di Dio, nei cattivi si innesca un odio incontrollato contro i veri cristiani.

Anche nelle famiglie spesso c’è difficoltà a testimoniare Gesù Cristo. In certi contesti non si sa quando e se parlare della Messa e della necessità di pregare oppure fare silenzio per non urtare qualche familiare. C’è sempre tanta sofferenza nel vedere un familiare lontano dalla Grazia di Dio e smarrito nel mondo pagano.

Il cattolico più spirituale si preoccupa dell’anima del coniuge o dei figli e teme per la loro dannazione eterna. Se da un lato questa preoccupazione spinge a pregare molto per i familiari, c’è comunque da valutare la gravità della lontananza da Dio, il numero dei peccati che aumentano e così diminuisce la possibilità di pentirsi e ritrovare Dio.

La regola d’oro del Vangelo, sicuramente la migliore opera che compie l’uomo è di fare del bene allo stesso modo in cui lo desidera per sé. «Tutto quanto volete che gli uomini facciano a voi, anche voi fatelo a loro».

Non si trova scritto in nessun testo delle altre religioni, troviamo invece «l’occhio per occhio», e il comando di «tagliare la testa agli infedeli».

Anche se Gesù ci propone la via angusta in questo nostro pellegrinaggio terreno, ha promesso la felicità eterna a chi la intraprende. L’atteggiamento migliore per praticare questa via angusta è la temperanza e la mortificazione.

La nostra vita è come un cammino che ha termine in Dio, si tratta di un cammino breve. Quel che soprattutto importa è che, al nostro arrivo, ci venga aperta la porta del Paradiso e possiamo entrare. In questa vita siamo noi a stabilire quale via scegliere e la destinazione eterna, non è sempre corretto dare la responsabilità ad altri.

Nella vita di ogni persona si presentano due vie, due atteggiamenti di vita: cercare quel che non richiede fatica, che risulta piacevole, accontentare il corpo e fuggire il sacrificio e la penitenza; oppure, cercare la Volontà di Dio benché costi sforzi e rinunce, custodire i sentimenti e dominare il corpo.

Siamo veri pellegrini in questo mondo, ognuno sceglie il percorso della sua vita, segue un sentiero spirituale o una strada larga e spaziosa.

Il sentiero spirituale è conosciuto dai buoni, dai cristiani che arrivano alla temperanza e alla mortificazione anche dopo anni di preghiera, l’importante però è arrivarci. Gesù è paziente, attende con trepidazione la conversione di tutti, continua ad offrire all’umanità molte possibilità di salvezza eterna.

I non credenti non avvertono la necessità di mettere in pratica alcune virtù essenziali o di rinunciare a ciò che piace. Essi non seguono i valori cristiani e non trovano alcuna ragione per compiere quelle rinunce che purificano dai vizi ed esaltano i talenti.

Noi abbiamo tanti motivi per rinunciare anche a quelle cose che effettivamente non ci rendono felici ma solo appagati per poco tempo, per il possesso di qualcosa che piace o per scelte di vita che apparentemente danno soddisfazione mentre nel tempo diventano pesanti e insostenibili.

I seguaci di Gesù ponderano con prudenza, molti mondani rimangono intrappolati nei loro errori e nei vizi, nell’euforia di una vita sprecata.

Una strada conduce al Cielo; l’altra conduce alla perdizione, e molti sono quelli che entrano per essa e si perdono già adesso.

Dobbiamo chiederci spesso su quale via ci siamo incamminati e dove siamo diretti.

Pur con qualche sviamento e debolezza, siamo diretti al Cielo? È la via angusta quella che stiamo percorrendo? Viviamo abitualmente la temperanza e la mortificazione, i piccoli sacrifici? Qual è realmente il fine delle nostre azioni?

L’uomo è incline a scegliere la strada comoda della vita. Preferisce la porta larga che favorisce ogni sregolatezza ma non conduce in Cielo.

La Via che Gesù ci indica è gioiosa e allegra, vi si incontra anche la croce, il sacrificio, la temperanza (equilibrio, virtù, controllo di sé) e la mortificazione (rinuncia, sacrificio, penitenza). È assolutamente necessaria la temperanza in questa vita per poter entrare nell’altra, dove si trovano per l’eternità, senza mai aver fine, la felicità, la beatitudine e la visione di Dio!

1 Ave Maria per Padre Giulio

«O Augusta Regina del Cielo e Sovrana degli Angeli, a Te che hai ricevuto da Dio la missione di schiacciare la testa di satana, io chiedo umilmente di mandare legioni celesti, perché al tuo cospetto inseguano i demoni, li combattano, reprimano la loro audacia, liberino da ogni male e da ogni persecuzione Padre Giulio e li respingano nell’abisso. Amen».

3 Ave Maria…

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La pagliuzza e la trave – 20 Giugno 2022 0

La pagliuzza e la trave – 20 Giugno 2022

Lunedì 20 giugno 2022

XII Settimana del Tempo Ordinario

+ VANGELO (Mt 7,15)

Togli prima la trave dal tuo occhio.

Dal Vangelo secondo Matteo

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Non giudicate, per non essere giudicati; perché con il giudizio con il quale giudicate sarete giudicati voi e con la misura con la quale misurate sarà misurato a voi. Perché guardi la pagliuzza che è nell’occhio del tuo fratello, e non ti accorgi della trave che è nel tuo occhio? O come dirai al tuo fratello: “Lascia che tolga la pagliuzza dal tuo occhio”, mentre nel tuo occhio c’è la trave? Ipocrita! Togli prima la trave dal tuo occhio e allora ci vedrai bene per togliere la pagliuzza dall’occhio del tuo fratello». Parola del Signore

Commento di Padre Giulio Maria Scozzaro

È spontaneo in ogni persona spiritualmente debole, il comportamento di osservare per giudicare, prevalentemente in modo negativo. Un’inclinazione che porta istintivamente a valutare gli altri spesso con indifferenza e biasimo, senza prima guardarsi dentro.

È secondo natura la volubilità in molti, ma non dimentichiamo che Dio ha trasmesso tanti insegnamenti per vincere le debolezze, ha donato il Sacramento del Battesimo per l’eliminazione del peccato originale, ha inviato molti Profeti prima di Gesù ad annunciare chi è Lui, fino a donare al mondo il Figlio per far conoscere l’unica Via che permette di raggiungere la pace interiore e la vera felicità.

Il problema che ci pone oggi Gesù non è secondario nella vita spirituale, in realtà riguarda indistintamente tutti, anche i non credenti. L’atteggiamento disinvolto di molti nell’osservare la pagliuzza nell’occhio altrui senza vedere le travi nei loro occhi, non li rende certamente migliori.

La debolezza per tutti gli esseri umani che non compiono un vero cammino spirituale è la superbia, essa tende a vedere ingrandite le mancanze altrui e a minimizzare e scusare le proprie. Per superare questo grave comportamento che spinge a vivere «fuori di sé», bisogna evitare i giudizi negativi sugli altri.

«Non giudicate, per non essere giudicati; perché con il giudizio con il quale giudicate sarete giudicati voi».

Nessuno è esente della superbia fin dalla nascita, molti sono sottoposti per tutta la vita a questo vizio, addirittura in molti si accresce per l’agire presuntuoso e privo di amore. Occorre comprendere l’importanza del rinnegamento e delle penitenze, per controllare la superbia ed evitare quegli atteggiamenti che, in molti casi, lasciano tanta amarezza e pentimento dopo le ricadute.

Dove la superbia è ridotta e si è avanti nella spiritualità, il cattolico riesce a controllarsi in ogni circostanza. Sa evitare con prontezza i giudizi e se espone qualche situazione è dovuta alla necessità di far conoscere ciò che è utile.

A causa della nostra personale superbia, si ingrandiscono le mancanze altrui anche minime, mentre per contrasto si tende a minimizzare e a scusare i nostri maggiori difetti. Di più, la superbia tende a proiettare negli altri quel che in realtà sono imperfezioni ed errori propri.

L’umiltà, al contrario, esercita il suo benefico influsso su quelle virtù che favoriscono una convivenza umana e cristiana.

La persona umile è in condizione di perdonare, di comprendere e di aiutare, solo lei è consapevole di aver ricevuto tutto da Dio, conosce le proprie miserie e sa quanto ha bisogno della misericordia divina.

Ecco che questa persona non giudica con malizia, tratta il suo prossimo con comprensione, scusando e perdonando quando fosse necessario.

D’ALTRA PARTE, IL DISCERNIMENTO SULLE AZIONI ALTRUI, DI QUANTI NON SONO MATURI NELLA VITA SPIRITUALE, È SEMPRE ASSAI LIMITATO. SOLO DIO CONOSCE LE INTENZIONI PIÙ INTIME, LEGGE NEI CUORI E SA DARE A TUTTE LE CIRCOSTANZE CHE ACCOMPAGNANO UN’AZIONE, UNA VALUTAZIONE PERFETTA.

Possiamo immaginare tutto il male che si arreca alle persone oneste e innocenti, con i racconti falsi che hanno la finalità di renderli inaffidabili, forse per allontanare da esse chi ascolta. A Gesù è successo moltissime volte, così a Padre Pio, a Natuzza Evolo e a tutti quelli che diffondono e vivono nella Verità, sia per la loro vita onesta sia per la fedeltà al Vangelo.

Si cade con facilità nel giudizio temerario se si vive avventatamente. Consiste nel comportamento di chi «anche solo tacitamente, ammette come vera, senza sufficiente fondamento, una colpa morale nel prossimo», è scritto nel Catechismo del 1992 al numero 2477. Questo peccato consiste in ciò che comunemente si chiama «pensare male» ma senza alcuna prova morale.

C’è l’intenzione consapevole di danneggiare o distruggere la buona reputazione altrui.

L’atteggiamento corretto è quello di astenersi dal giudicare le intenzioni, occorre sospendere qualsiasi valutazione almeno fino a quando non sono presenti delle prove. Non si può giudicare nessuno senza prove, non bisogna pensare male di chi in passato ha già commesso azioni sbagliate e viene riconosciuta come una persona cattiva. Più che condannare si deve usare comprensione e pregare.

Gesù ha detto di non giudicare, ha anche ammonito di non giudicare secondo le apparenze ma con giusto giudizio. Così faceva con i farisei.

Dobbiamo imparare a scusare i difetti, palesi e innegabili, di coloro che frequentiamo, né i loro errori devono indurci a privarli della nostra stima. Impariamo da Gesù, che non può scusare completamente il peccato di coloro che Lo stanno crocifiggendo; ne diminuisce la malizia, adducendo l’ignoranza.

Quando non è possibile scusare il peccato perché è palese, rendiamolo almeno degno di compassione, attribuendo alla causa più comprensibile che si possa pensare, quali l’inconsapevolezza, l’irresponsabilità e la debolezza.

1 Ave Maria per Padre Giulio

«O Augusta Regina del Cielo e Sovrana degli Angeli, a Te che hai ricevuto da Dio la missione di schiacciare la testa di satana, io chiedo umilmente di mandare legioni celesti, perché al tuo cospetto inseguano i demoni, li combattano, reprimano la loro audacia, liberino da ogni male e da ogni persecuzione Padre Giulio e li respingano nell’abisso. Amen».

3 Ave Maria…

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L’Eucaristia è Gesù e dona molte Grazie, ma si deve adorare – 19 Giugno 2022 0

L’Eucaristia è Gesù e dona molte Grazie, ma si deve adorare – 19 Giugno 2022

Domenica 19 giugno 2022

SANTISSIMO CORPO E SANGUE DI CRISTO

+ VANGELO (Lc 9,11-17)

Tutti mangiarono a sazietà.

Dal Vangelo secondo Luca

In quel tempo, Gesù prese a parlare alle folle del Regno di Dio e a guarire quanti avevano bisogno di cure. Il giorno cominciava a declinare e i Dodici gli si avvicinarono dicendo: «Congeda la folla perché vada nei villaggi e nelle campagne dei dintorni, per alloggiare e trovare cibo: qui siamo in una zona deserta». Gesù disse loro: «Voi stessi date loro da mangiare». Ma essi risposero: «Non abbiamo che cinque pani e due pesci, a meno che non andiamo noi a comprare viveri per tutta questa gente». C’erano infatti circa cinquemila uomini. Egli disse ai suoi discepoli: «Fateli sedere a gruppi di cinquanta circa». Fecero così e li fecero sedere tutti quanti. Egli prese i cinque pani e i due pesci, alzò gli occhi al Cielo, recitò su di essi la benedizione, li spezzò e li dava ai discepoli perché li distribuissero alla folla. Tutti mangiarono a sazietà e furono portati via i pezzi loro avanzati: dodici ceste. Parola del Signore

Commento di Padre Giulio Maria Scozzaro

Il Vangelo afferma che tutti coloro che seguivano Gesù si saziarono di pane e di pesci, non furono abbandonati dal Signore in quella situazione di emergenza e di smarrimento, soprattutto perché stava per calare la sera. Il messaggio è evidente, ci dice che il Signore è sempre vicino a quanti Lo cercano con cuore sincero ed Egli aiuta in ogni circostanza.

Quanto narrato dal Vangelo di oggi è un miracolo straordinario, «cercato» da Gesù e questo possiamo dedurlo dalla sua mancata premura di far tornare nelle loro case migliaia di persone che Lo avevano seguito e ascoltato. Gesù non aveva congedato la folla e lasciava trascorrere il tempo perché la gente avvertisse la necessità di mangiare.

Dio sa molto bene le necessità di ognuno e non avrebbe permesso la mancanza di cibo, considerando che erano presenti anche molti bambini.

Questo miracolo, inoltre, lascia emergere la preoccupazione degli Apostoli, hanno vissuto un dramma umanamente irrisolvibile come la mancanza di grande quantità di cibo, da avere a disposizione nell’immediatezza per sfamare migliaia di persone. Uno degli Apostoli disse: «Congeda la folla perché vada nei villaggi e nelle campagne dei dintorni, per alloggiare e trovare cibo: qui siamo in una zona deserta».

Queste parole sottintendono la grande preoccupazione degli Apostoli, e la richiesta vuol dire anche che Gesù non si era preoccupato della sorte dei presenti. Egli predicava e non sapeva che migliaia di persone dovevano anche mangiare, questo pensavano gli Apostoli. Ingenui.

La buonafede degli Apostoli è comprensibile, loro non avevano ancora compreso l’Onnipotenza del Signore. Gesù conosceva nello stesso tempo e perfettamente i pensieri e le necessità di tutti i presenti, di migliaia di persone.

Erano lontani dai paesi e Gesù non capiva la problematicità della circostanza? Possibile?

Al contrario, Gesù conosceva perfettamente tutto e voleva quel miracolo! «Voi stessi date loro da mangiare». Sembra una presa in giro ma con Gesù non c’è da scherzare, Egli è infallibile e infinitamente virtuoso quando parla e insegna.

Poteva dire subito che avrebbe moltiplicato pani e pesci, invece li ha messi dinanzi ad una responsabilità irrisolvibile per essi e che richiedeva una buona dose di Fede. Proprio la Fede voleva accrescere Gesù nei Dodici, dovevano comprendere che riponendo piena fiducia e pieno abbandono in Lui, tutto sarebbe stato possibile.

Essi dovevano distribuire quanto si moltiplicava miracolosamente nelle ceste, non era la loro capacità a moltiplicare il cibo, ma avveniva solo a condizione della loro Fede. C’erano migliaia di persone e pani e pesci cominciarono a moltiplicarsi incessantemente nelle ceste, tanto che «furono portati via i pezzi loro avanzati: dodici ceste».

Considerando questo incredibile miracolo, sorge spontanea la riflessione che Gesù può donare tutte le Grazie che vengono richieste.

Il miracolo della moltiplicazione dei pani e dei pesci indica che Gesù può tutto e non bisogna mai dubitare della sua presenza nell’Eucaristia.

Solo chi non fa l’esperienza dell’Amore che scaturisce dall’Eucaristia non rimane ad adorare l’Eucaristia. È l’Amore di Gesù che porta la pace assente o l’ispirazione determinante o la guarigione da un male o la liberazione dalle negatività o svariate Grazie che il Signore vuole sempre donare perché è buono. Grazie che dona a quanti Lo adorano con amore e fiducia in Lui.

Il miracolo della moltiplicazione dei pani e dei pesci è l’anticipazione dell’Ultima Cena: l’Eucaristia sazia veramente i suoi adoratori.

Recarsi davanti al Tabernacolo e fare l’Adorazione Eucaristica è sempre stata la premura delle anime sante, dei cristiani davvero convertiti e immersi nel cammino spirituale. Senza la conoscenza di Gesù e l’amore verso Lui, non nasce alcun desiderio di andare a trovare il Signore in Chiesa e ringraziarLo, chiedergli aiuto e raccontargli le cose più importanti della nostra vita.

Non tralasciate mai la Visita giornaliera al Santissimo Sacramento.

Anche per dieci minuti, ma si incontra chi ci ama più di tutti, Colui che ci vuole donare quanto umanamente è difficile da ottenere.

Nell’Eucaristia scopriamo come il Creatore si è prodigato per Amore delle sue creature e ha usato infinita misericordia, istituendo questo Sacramento perché possiamo averlo sempre vicino, dal momento che Egli, pur non abbisognando di nulla, mosso dal suo Amore, vuole aiutarci in tutte le nostre necessità.

Rimanendo in adorazione contemplativa di Gesù davanti al Tabernacolo, si ricevono grandi Grazie, soprattutto si trova una pace interiore indescrivibile, si ricevono illuminazioni, si scacciano le negatività e lo spirito umano lascia spazio allo Spirito Santo.

Questo incontro sarà sempre il più importante della vita e si riceverà dal Signore luce, serenità e coraggio per andare avanti.

1 Ave Maria per Padre Giulio

“O Augusta Regina del Cielo e Sovrana degli Angeli, a Te che hai ricevuto da Dio la missione di schiacciare la testa di satana, io chiedo umilmente di mandare legioni celesti, perché al tuo cospetto inseguano i demoni, li combattano, reprimano la loro audacia, liberino da ogni male e da ogni persecuzione Padre Giulio e li respingano nell’abisso. Amen”.

3 Ave Maria…

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