Categoria: ANNO 2021

Il Regno di Dio è presente nei cristiani autentici – 11 Novembre 2021 0

Il Regno di Dio è presente nei cristiani autentici – 11 Novembre 2021

Giovedì 11 novembre 2021

XXXII Settimana del Tempo Ordinario

+ VANGELO (Lc 17,20-25)

Il Regno di Dio è in mezzo a voi.

+ Dal Vangelo secondo Luca

In quel tempo, i farisei domandarono a Gesù: «Quando verrà il Regno di Dio?». Egli rispose loro: «Il Regno di Dio non viene in modo da attirare l’attenzione, e nessuno dirà: “Eccolo qui”, oppure: “Eccolo là”. Perché, ecco, il Regno di Dio è in mezzo a voi!». Disse poi ai discepoli: «Verranno giorni in cui desidererete vedere anche uno solo dei giorni del Figlio dell’Uomo, ma non lo vedrete. Vi diranno: “Eccolo là”, oppure: “Eccolo qui”; non andateci, non seguiteli. Perché come la folgore, guizzando, brilla da un capo all’altro del cielo, così sarà il Figlio dell’Uomo nel suo giorno. Ma prima è necessario che Egli soffra molto e venga rifiutato da questa generazione». Parola del Signore

Commento di Padre Giulio Maria Scozzaro

Le espressioni «Regno di Dio» e «Regno dei Cieli» si equivalgono, gli Evangelisti hanno utilizzato l’uno o l’altro concetto secondo la stesura dei loro scritti. Gesù oggi ci parla del Regno di Dio, una parola di ampio significato e che riassumo in poche parole.

Regno di Dio sta ad indicare il potere che Dio ha su tutto il genere umano e su tutta la creazione, inoltre indica la Provvidenza con cui Dio governa tutto, esercitando il pieno dominio sulle cose da Lui create.

Governo e Provvidenza di Dio sul mondo sono i principali significati dell’espressione Regno di Dio.

Leggiamo nel Catechismo una spiegazione sintetica:

«Il Regno di Dio è prima di noi;

si è avvicinato nel Verbo incarnato,

viene annunciato in tutto il Vangelo,

è venuto nella Morte e Risurrezione di Cristo.

Il Regno di Dio viene fin dalla Santa Cena e nell’Eucaristia, esso è in mezzo a noi.

Il Regno verrà nella gloria allorché Cristo lo consegnerà al Padre suo» (2816).

È evidente, in ultima analisi, che Regno di Dio si identifica con Gesù stesso.

I cristiani sono consapevoli che la potenza e la Provvidenza di Dio si manifestano in Gesù Cristo. Questa è la Parola rivelata, nessun cristiano onesto e spirituale potrà mai negare questo o affermare che Gesù Cristo non è Figlio di Dio. CHI NEGA CHE GESÙ È IL FIGLIO DI DIO È UN ANTICRISTO!

Il Regno di Dio si manifesta e si identifica dove c’è la vera Chiesa, dove vivono credenti che frequentano e sono in comunione con la Chiesa. La differenza è che il Regno di Dio è presente sulla Terra perché uomini e donne possano riconoscerlo e farne parte, mentrela Chiesa Sposa di Cristo è spiritualmente già in Cielo, qui noi vediamo le strutture, le costruzioni, la materia.

Risulta evidente che il Regno di Dio sulla Terra non può fare a meno di una gerarchia, uomini che dovrebbero obbedire pienamente a Dio.

Ma è davvero così oggi? Vari giornalisti, Vescovi e teologi ancora fedeli al vero Magistero della Chiesa affermano che nella predicazione di oggi è presente una dottrina più umana che divina, una ricerca di compiacenza degli atei e dei protestanti e non la determinazione di predicare la Verità del Vangelo.

Numerosi Pastori della Chiesa più che cercare il Regno di Dio sono impegnati a distruggerlo, ma come potranno vincere l’Onnipotenza di Dio?

Quindi, il Regno di Dio indica soprattutto tre aspetti: 1) il potere e il governo di Dio su tutte le creature; 2) l’azione salvifica di Cristo nella nostra vita; 3) l’appartenenza alla Chiesa, suo mistico Corpo.

Il Regno di Dio è presente nei cristiani che appartengono intimamente alla Chiesa, non quelli che tradiscono Gesù Cristo e ostentano una spiritualità simulata. Sono mimetizzati sotto parvenze buoniste e mirano a intenerire i cuori, parlano di poveri, di immigrati e di solidarietà, ma non seguono Gesù Cristo Figlio di Dio.

Il più spigoloso problema nel cattolicesimo è per la stragrande maggioranza di Pastori e di laici, la mancata percezione del senso di appartenenza alla vera Chiesa di Cristo. Non si curano della sua stabilità e affermazione nel mondo, non sanno di essere loro stessi Chiesa e che ne sono figli affidabili se la riconoscono come Madre.

Occorre frequentare Gesù con le buone letture e le preghiere da snocciolare durante la giornata, anche brevi preghiere che chiamo atti di amore, di lode, di ringraziamento, di aiuto, di fiducia, di varie richieste, di sostegno nelle prove, di allontanamento delle maledizioni dei nemici e delle negatività dei diavoli, di guarigione da ogni malattia.

Chi scopre davvero Gesù è una persona felice e realizzata.

La presenza di Gesù in un genitore, lo rende migliore e maggiormente responsabile, più maturo e coraggioso, intento non ad accontentare in tutto i figli ma a donare ciò che è giusto e meritorio. L’educazione è questione di cuore, i cristiani hanno molto in più da donare e se pregano molto, riescono a trovare l’equilibrio che dona solamente Gesù.

Il Regno di Dio è presente dove c’è la Fede in Gesù Cristo, dove Lui regna con la sua Grazia, e sono quelle verità che ci separano dal regno del mondo e dal demonio. Il Regno di Dio è la presenza di Dio nei nostri cuori.

Senza la presenza di Gesù e la preghiera giornaliera, si è privi del dominio di sé, si agisce impulsivamente e i diavoli vogliono questo, infatti ispirano di tutto per distrarre le persone, senza lasciare il tempo di riflettere, di capire come vivono e di pregare il Santo Rosario per chiedere aiuto alla Madonna, Colei che terrorizza i diavoli con un cenno ed è la Mediatrice di tutte le Grazie.

1 Ave Maria per Padre Giulio

«O Augusta Regina del Cielo e Sovrana degli Angeli, a Te che hai ricevuto da Dio la missione di schiacciare la testa di satana, io chiedo umilmente di mandare legioni celesti, perché al tuo cospetto inseguano i demoni, li combattano, reprimano la loro audacia, liberino da ogni male e da ogni persecuzione Padre Giulio e li respingano nell’abisso. Amen».

3 Ave Maria…

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Ci si ricorda di Gesù nella sofferenza – 10 Novembre 2021 0

Ci si ricorda di Gesù nella sofferenza – 10 Novembre 2021

Mercoledì 10 novembre 2021

XXXII Settimana del Tempo Ordinario

+ VANGELO (Lc 17,1119)

Non si è trovato nessuno che tornasse indietro a rendere gloria a Dio, all’infuori di questo straniero.

Dal Vangelo secondo Luca

Lungo il cammino verso Gerusalemme, Gesù attraversava la Samaria e la Galilea. Entrando in un villaggio, gli vennero incontro dieci lebbrosi, che si fermarono a distanza e dissero ad alta voce: «Gesù, Maestro, abbi pietà di noi!». Appena li vide, Gesù disse loro: «Andate a presentarvi ai sacerdoti». E mentre essi andavano, furono purificati. Uno di loro, vedendosi guarito, tornò indietro lodando Dio a gran voce, e si prostrò davanti a Gesù, ai suoi piedi, per ringraziarlo. Era un Samaritano. Ma Gesù osservò: «Non ne sono stati purificati dieci? E gli altri nove dove sono? Non si è trovato nessuno che tornasse indietro a rendere gloria a Dio, all’infuori di questo straniero?». E gli disse: «Alzati e va’; la tua Fede ti ha salvato!». Parola del Signore

Commento di Padre Giulio Maria Scozzaro

Tre sono gli aspetti da approfondire in questo Vangelo. La guarigione di dieci lebbrosi da parte di Gesù con il solo atto di intelletto, senza pronunciare una sola parola in riferimento alla inguaribile malattia come la lebbra. Poi intimò cosa fare: «Andate a presentarvi ai sacerdoti». Era obbligo per un lebbroso andare da un sacerdote ebreo per rientrare in comunità, altrimenti doveva rimanere fuori città nelle grotte.

I sacerdoti del Tempio non erano guaritori, dovevano limitarsi a constatare l’avvenuta guarigione per reintegrare il lebbroso guarito, con un lungo rituale di purificazione e di espiazione. All’ottavo giorno poteva rientrare nella comunità e nel Tempio per il sacrificio dell’olocausto, il ringraziamento ufficiale.

Dopo il comando di Gesù, i dieci lebbrosi obbedirono e si avviarono verso la città, «mentre essi andavano, furono purificati».

È STATA L’OBBEDIENZA ALLA PAROLA DEL SIGNORE A PERMETTERE L’INSPERATA GUARIGIONE, L’OBBEDIENZA È QUINDI LA CONDIZIONE PER OTTENERE DA DIO QUANTO SI CHIEDE.

Molti cristiani in buonafede pregano senza sapere che la nostra Fede richiede la coerenza delle opere. Si deve lasciare la vita corrotta.

Terzo aspetto che meditiamo è il ringraziamento di uno dei lebbrosi guariti all’istante dopo il comando di Gesù di andare in città.

Non colpisce solamente la sua obbedienza, egli non era un osservante dell’ebraismo, apparteneva all’antica regione della Samaria opposta alla religione degli ebrei. Egli stava con altri lebbrosi ebrei e nelle loro condizioni inenarrabili e inguardabili, si poneva termine ad ogni forma di contrasti.

Obbedirono tutti e dieci alle parole di Gesù, solo uno e straniero riconobbe l’Onnipotenza del Signore e si inginocchiò adorandoLo.

Questo indica che la realtà non è quella che appare, è quella che conosce perfettamente Dio.

Molti possono annunciare Cristo senza possedere più Fede in Lui e coltivano una mentalità opposta, anche un agire contro Lui e la sua Chiesa.

Quando l’uomo e la donna si trovano nella sofferenza sono molto più docili, condiscendenti e anche sottomessi alle indicazioni spirituali o terapeutiche.

I dieci lebbrosi manifestarono benissimo l’agitazione e la comprensibile preoccupazione presente negli ammalati che lottano contro il Male.

Per capire il miracolo ricevuto dai dieci lebbrosi, si deve conoscere la loro tremenda e crescente sofferenza, una conoscenza che risulterà sempre minima e difettosa, almeno proviamo a inquadrare la loro condizione di condannati ad una agonia devastante, con la perdita corrosiva degli arti e con la materia purulenta che fuoriusciva da molte parti del corpo ad indicare la putrefazione inesorabile.

Per i lebbrosi non esisteva alcuna possibilità di guarigione, da questo possiamo intuire il senso di morte che emanavano le loro persone, non tanto per il fetore, quanto per la condizione simile agli zombi che la letteratura e la cinematografia hanno fatto conoscere nella forma più spaventosa e disgustosa negli ultimi tempi.

I dieci lebbrosi nella loro disgrazia cercavano di incontrare Gesù e sentendo il gran vociare della gente Lo supplicavano da lontano: «Gesù, Maestro, abbi pietà di noi!». Con la voce soffocata dal Male che portavano addosso, apparivano come grandi adoratori del Signore, ma subito dopo la guarigione immediata, andarono via senza ringraziarLo.

Questo strepitoso miracolo della guarigione di dieci lebbrosi ci dice che quando chiediamo con Fede, Gesù ci ascolta sempre e otteniamo.

L’uomo e la donna quando ottengono la guarigione fisica o ricevono una Grazia spirituale, molto spesso come i nove lebbrosi si dimenticano di Gesù. La mancata riconoscenza avviene anche verso i Sacerdoti che si sacrificano per le persone che chiedono aiuti e Grazie.

Non solo dovete pregare molto per i Sacerdoti che pregano ogni giorno per voi e vi benedicono per liberarvi dai mali, dovete provare riconoscenza.

Il Sacerdote pieno di Fede non si offende se viene ignorato, egli sa che è solo uno strumento nelle mani di Dio, ma è grave non ringraziare Gesù.

1 Ave Maria per Padre Giulio

«O Augusta Regina del Cielo e Sovrana degli Angeli, a Te che hai ricevuto da Dio la missione di schiacciare la testa di satana, io chiedo umilmente di mandare legioni celesti, perché al tuo cospetto inseguano i demoni, li combattano, reprimano la loro audacia, liberino da ogni male e da ogni persecuzione Padre Giulio e li respingano nell’abisso. Amen».

3 Ave Maria…

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Gesù parla di una Chiesa contro Lui – 9 Novembre 2021 0

Gesù parla di una Chiesa contro Lui – 9 Novembre 2021

Martedì 9 novembre 2021

XXXII Settimana del Tempo Ordinario

Dedicazione della Basilica Lateranense

+ VANGELO (Gv 2,1322)

Parlava del Tempio del suo Corpo.

Dal Vangelo secondo Giovanni

Si avvicinava la Pasqua dei Giudei e Gesù salì a Gerusalemme. Trovò nel Tempio gente che vendeva buoi, pecore e colombe e, là seduti, i cambiamonete. Allora fece una frusta di cordicelle e scacciò tutti fuori del Tempio, con le pecore e i buoi; gettò a terra il denaro dei cambiamonete e ne rovesciò i banchi, e ai venditori di colombe disse: «Portate via di qui queste cose e non fate della casa del Padre mio un mercato!». I suoi discepoli si ricordarono che sta scritto: «Lo zelo per la tua casa mi divorerà». Allora i Giudei presero la parola e gli dissero: «Quale segno ci mostri per fare queste cose?». Rispose loro Gesù: «Distruggete questo Tempio e in tre giorni lo farò risorgere». Gli dissero allora i Giudei: «Questo Tempio è stato costruito in quarantasei anni e Tu in tre giorni lo farai risorgere?». Ma Egli parlava del Tempio del suo Corpo. Quando poi fu risuscitato dai morti, i suoi discepoli si ricordarono che aveva detto questo, e credettero alla Scrittura e alla parola detta da Gesù. Parola del Signore

Commento di Padre Giulio Maria Scozzaro

Questa celebrazione ci permette di considerare le origini della Santa Chiesa, quando erano presenti al suo interno molti uomini incorruttibili e virtuosi, non aveva impresse incalcolabili macchie di disonore e corruzione causate dai suoi figli.

Nel sentire comune quando si parla degli scandali nella Chiesa si pensa all’Istituzione Chiesa, ma si intendono solo i suoi Ministri infedeli.

La Chiesa è Santa in primo luogo nel suo rapporto con Dio, è stata fondata da nostro Signore Gesù Cristo e ne costituisce il Corpo Mistico, di cui Lui è Capo invisibile e lo Spirito Santo principio di vita e santificazione.

Il fine della Chiesa è la gloria di Dio e la santificazione degli uomini.

Oggi ricordiamo la prima Basilica, quella del Laterano, ed è opportuno ricordare che la nostra Chiesa è Santa nei mezzi con cui Essa raggiunge questo fine, e sono le dottrine insegnate da Gesù: gli articoli della Fede, i dieci Comandamenti, i consigli evangelici; quindi il culto di Dio, sopratutto il Santo Sacrificio della Messa, i sette Sacramenti, i Sacramentali e la preghiera liturgica; le leggi della Chiesa con le Congregazioni predisposte; i carismi e le Grazie dello Spirito Santo.

La nostra amata Chiesa voluta dal suo Fondatore e che è l’unico Dio, è perfetta, necessita comunque degli uomini per la realizzazione del fine. Se in passato era la Chiesa ad essere la guida morale dei credenti e non solo, oggi la Chiesa appare in grande confusione e in questi anni si è amalgamata alla mentalità progressista degli atei.

Questa è la Chiesa che aveva istituito Gesù Cristo? Nelle sue iniziative profane e politiche progressiste, addirittura sacrileghe come l’adorazione della Pachamama dentro il Vaticano, stiamo conoscendo una Chiesa diversa che la Madonna indicò a don Stefano Gobbi 13 giugno 1989 come «falsa Chiesa».

In questo messaggio la Vergine Santa rivolgendosi ai Sacerdoti rivelò a Don Stefano Gobbi: «Con Me combattete, piccoli figli, contro la bestia simile a un agnello, la massoneria infiltrata all’interno della vita ecclesiale per distruggere Cristo e la sua Chiesa. Per raggiungere questo scopo essa vuole costruire un nuovo idolo, cioè un falso Cristo ed una falsa Chiesa».

La Chiesa esteriormente è la stessa ma è cambiata la dottrina; si predica ancora Cristo ma non quello del Vangelo. Don Stefano Gobbi era intimo amico di San Giovanni Paolo II, ed era seguito da centinaia di Cardinali e Vescovi, da decine di migliaia di Sacerdoti del mondo.

Prima ancora, Gesù aveva rivelato la stessa profezia nel 1820 alla Beata Caterina Emmerick.

La Beata Caterina Emmerick è solo una delle mistiche Sante e Beate che hanno ricevuto rivelazioni importanti e sconvolgenti sulla Chiesa. Le visioni che ella ebbe, riconosciute dalla Chiesa, avvennero dal 1819 fino al giorno del suo trapasso, nel 1824.

Sono riportati in sedicimila grandi fogli i suoi racconti biblici e le contemplazioni mistiche, paragonabili in qualche modo a quelle della Venerabile Maria D’Agreda (1602-1655) o della più recente Serva di Dio Teresa Neumann (1898-1962). Leggiamo alcune rivelazioni di Gesù alla Beata Caterina Emmerick.

«La Chiesa si trova in grande pericolo. La dottrina protestante e quella dei greci scismatici si diffonde dappertutto.Ora vedo che in questo luogo la Chiesa viene minata in maniera così astuta che rimangono a mala pena un centinaio di Sacerdoti che non siano stati ingannati. Gli altri lavorano alla distruzione, persino il clero. Si avvicina una grande devastazione». (1 ottobre 1820)

«Vidi anche il rapporto tra i due papi… Vidi quanto sarebbero state nefaste le conseguenze di questa falsa chiesa. L’ho veduta aumentare di dimensioni; eretici di ogni tipo venivano nella città di Roma.

Vidi ancora una volta che la Chiesa di Pietro era minata da un piano elaborato dalla sètta segreta (massoneria), mentre le bufere la stavano danneggiando.Ma vidi anche che l’aiuto sarebbe arrivato quando le afflizioni avrebbero raggiunto il loro culmine.Vidi di nuovo la Beata Vergine ascendere sulla Chiesa e stendere il suo manto su di essa.

Ho visto di nuovo la strana grande chiesa che veniva costruita a Roma. Non c’era niente di santo in essa. Ho visto ogni genere di persone, cose, dottrine ed opinioni. C’era qualcosa di orgoglioso, presuntuoso e violento in tutto ciò, ed essi sembravano avere molto successo». (12 settembre 1820)

«Poi vidi che tutto ciò che riguardava il protestantesimo stava prendendo gradualmente il sopravvento e la Religione Cattolica stava precipitando in una completa decadenza.La maggior parte dei sacerdoti erano attratti dalle dottrine seducenti ma false di giovani insegnanti, e tutti loro contribuivano all’opera di distruzione.

In quei giorni, la Fede cadrà molto in basso, e sarà preservata solo in alcuni posti, in poche case e in poche famiglie che Dio ha protetto dai disastri e dalle guerre”. (1820)

Allora, vidi che la Chiesa veniva prontamente ricostruita, ed era magnifica più di prima». (Agosto-ottobre 1820)

La Chiesa, quindi, non potrà essere distrutta dai suoi nemici interni ed esterni. Per un periodo apparirà come finita e distrutta, ma durerà poco.

La stessa presenza di Giuda tra i Dodici indica che il Male sempre si rende presente dove c’è il Bene. La presenza di Giuda non fu occasionale e non possiamo affermare che Gesù cercò il tradimento di uno dei suoi per rispettare la profezia biblica, in quanto quella profezia anticipava un fatto che sarebbe avvenuto ma non per Volontà di Dio.

Giuda è l’archetipo, il patriarca dei traditori e di quanti sono stati beneficiati da Dio e poi sono diventati uomini/demoni. Quanti se ne conoscono!

La solennità della Basilica del Laterano ci indica Essa come madre di tutte le Chiese dell’Urbe e dell’Orbe, di Roma e del mondo.

Fu Sant’Elena, madre coraggiosa e devotissima di Gesù a mediare a favore dei cattolici che pregavano nelle catacombe e per sua intercessione il figlio Costantino donò alla Chiesa, finalmente visibile, il palazzo del Laterano nel 312 e nel 320 vi aggiunse la Chiesa del Laterano, che divenne in assoluto la prima Basilica del Cristianesimo.

È la più antica e la più imponente per eccellenza. Iniziata nel 320 venne consacrata da Papa Silvestro il 9 novembre 324.

Da allora i Papi presero dimora al Laterano e vi si svolsero nei secoli futuri duecentocinquanta Concili, di cui cinque ecumenici.

L’importanza straordinaria di questa Chiesa è data dal trionfo che conobbero i cristiani che avevano pregato per tre secoli nelle catacombe, nascosti per le persecuzioni violente e impossibilitati a rendere culto a Dio in altri luoghi pubblici.

Questa Basilica rappresenta il segno esteriore del trionfo della Fede cristiana sul paganesimo, un sogno atteso per secoli e solo la conversione di Costantino rese possibile l’inizio della evangelizzazione pubblica senza più la paura degli arresti e delle uccisioni da parte dei romani.

Tra breve inizierà un’altra persecuzione contro i cristiani e quanti hanno vera Fede non dovranno temere nulla, riceveranno tutti gli aiuti necessari da Gesù e da Maria Santissima. Adesso occorre dedicare molto più tempo alla preghiera personale per rimanere molto vicini a Dio e superare con il suo Spirito difficoltà, sofferenze, malattie.

1 Ave Maria per Padre Giulio

«O Augusta Regina del Cielo e Sovrana degli Angeli, a Te che hai ricevuto da Dio la missione di schiacciare la testa di satana, io chiedo umilmente di mandare legioni celesti, perché al tuo cospetto inseguano i demoni, li combattano, reprimano la loro audacia, liberino da ogni male e da ogni persecuzione Padre Giulio e li respingano nell’abisso. Amen».

3 Ave Maria…

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L’essenza umana confusa e il trionfo dell’apparenza – 7 Novembre 2021 0

L’essenza umana confusa e il trionfo dell’apparenza – 7 Novembre 2021

Domenica 7 novembre 2021

XXXII Domenica del Tempo Ordinario

+ VANGELO (Mc 12,38-44)

Questa vedova, così povera, ha gettato nel tesoro più di tutti gli altri.

Dal Vangelo secondo Marco

In quel tempo, Gesù nel Tempio diceva alla folla nel suo insegnamento: «Guardatevi dagli scribi, che amano passeggiare in lunghe vesti, ricevere saluti nelle piazze, avere i primi seggi nelle sinagoghe e i primi posti nei banchetti. Divorano le case delle vedove e pregano a lungo per farsi vedere. Essi riceveranno una condanna più severa». Seduto di fronte al tesoro, osservava come la folla vi gettava monete. Tanti ricchi ne gettavano molte. Ma, venuta una vedova povera, vi gettò due monetine, che fanno un soldo. Allora, chiamati a sé i suoi discepoli, disse loro: «In verità Io vi dico: questa vedova, così povera, ha gettato nel tesoro più di tutti gli altri. Tutti infatti hanno gettato parte del loro superfluo. Lei invece, nella sua miseria, vi ha gettato tutto quello che aveva, tutto quanto aveva per vivere». Parola del Signore

Commento di Padre Giulio Maria Scozzaro

La strategia molto riuscita di quanti governano il mondo mira innanzitutto a far dimenticare Dio, la Religione, che l’uomo è anche anima ed è la parte spirituale più nobile del corpo. L’essenza della persona umana è stata spostata all’esterno di essa, anche se effettivamente l’essenza si rivela come sostanza e fondamento di ciò che si è, nelle opere.

Non sono le parole che definiscono realmente la persona, con le parole si incensa e si esalta sia chi parla che gli altri con cui si dialoga.

La gravità del momento attuale è l’inabissamento nell’apparenza, distogliendo ogni interesse verso l’essenza e la sostanza della persona non è fatta dell’idea come la intendeva Platone, c’è in essa quasi sempre solo l’opinione.

Mancano le certezze e aumentano le paure, anche per l’astuta opera dei criminali malvagi che intendono isolare tutti, incutere paura e terrore, per poi assoggettarli interamente. L’isolamento forzato e falsato da molte menzogne di questo tempo è stato un esperimento, ha prodotto grandi paure negli italiani e le loro sofferenze sono aumentate non per colpa loro.

L’essenza è ciò che costituisce la natura, la sostanza propria e permanente di una cosa, mentre l’apparenza è la forma, l’esteriorità che si modella secondo le circostanze e si mostra molto spesso nelle sembianze più differenti per i vantaggi predeterminati da chi combatte il Cristianesimo o ha perduto l’identità cristiana.

Il seguace di Cristo non adora gli idoli. C’è da vigilare e lo ricorda Gesù, senza la preghiera diventa quasi inevitabile concentrarsi su quanto segue il mondo senza Dio. L’abbandono della vita spirituale causa confusioni, smarrimenti e l’accecamento intellettuale.

I personaggi famosi tremano quando pensano di dover abbandonare il ruolo ricoperto bene o male, ruoli artistici o politici che hanno procurato sostenitori e ammiratrici, hanno permesso di ricevere lodi e potere, hanno aperto porte che dovevano rimanere sbarrate a loro per l’evidente indegnità.

La mancanza di Dio causa ad essi un’acuta forma di angoscia, la mancanza di capacità di sopportare e vivere con distacco il ruolo ricoperto.

L’apparenza conduce alla vanagloria, ad una vita non vissuta ma accettata con la convinzione di fare tutto benissimo e di essere i migliori.

La vera vita non è il privilegio momentaneo, questo è solo un mezzo. Quanti stanno con Dio ed esercitano un potere si ricordano dei poveri e degli ammalati, e Dio benedice tantissime volte anche una sola piccola buona opera verso chi si trova in difficoltà.

Molto presto tutti i potenti del mondo sbatteranno le loro teste contro i muri e terrorizzati si troveranno dinanzi a situazioni imprevedibili, nessun potere né tutto il denaro del mondo potranno dare salvezza e la forza per resistere a quanto avverrà contro loro. Questo è il tempo dell’Apocalisse, l’ho scritto più volte e i segni sono evidenti. Si realizzeranno i terribili sette castighi preannunciati nell’Apocalisse.

«Quando l’Agnello aprì il sesto sigillo, vidi che vi fu un violento terremoto. Il SOLE divenne nero come sacco di crine, la LUNA diventò tutta simile al sangue, le STELLE del cielo si abbatterono sopra la terra, come quando un fico, sbattuto dalla bufera, lascia cadere i fichi immaturi. Il cielo si ritirò come un volume che si arrotola e tutti i MONTI e le ISOLE furono smossi dal loro posto.

Allora i re della terra e i grandi, i capitani, i ricchi e i potenti, e infine ogni uomo, schiavo o libero, si nascosero tutti nelle caverne e fra le rupi dei monti; e dicevano ai monti e alle rupi: Cadete sopra di noi e nascondeteci dalla faccia di Colui che siede sul trono e dall’ira dell’Agnello, perché è venuto il gran giorno della loro ira, E CHI VI PUÒ RESISTERE?» (Ap, 6,12-17).

Noi figli innamorati della Madonna non dobbiamo temere Satana, né gli uomini, né le sofferenze. Gesù è il Re dell’Universo e la sua Onnipotenza può in un istante distruggere i potenti del mondo, può farli gettare vivi dagli Angeli dentro il Sole o farli scomparire nel nulla.

Non temete mai e abbiate fiducia incondizionata in Dio Padre, Figlio e Spirito Santo.

Il Vangelo di oggi ci dice che dobbiamo agire nella verità, non come facevano gli scribi o come oggi si comportano tanti politici indecorosi.

Per noi cristiani la ricerca della stima degli altri deve avvenire nella verità, senza ipocrisia, senza comportamenti subdoli. Se gli altri ci stimano per la vita onesta che conduciamo, per la coerenza, l’amicizia autentica, la pazienza amorevole, và benissimo.

Non sono le lodi e magari i falsi complimenti a renderci migliori, è la nostra vita onesta, buona e piena di carità.

La società è imbevuta di superbia ed egoismo, noi dobbiamo essere luci che brillano nelle tenebre. Luci che emanano bontà e verità.

Guardatevi, allora, da chi parla per affascinare e sedurre. Ammirate invece la vedova povera che donò al Tempio i pochi spiccioli che possedeva. Era grande la sua Fede. Gesù disse: «Questa vedova ha gettato nel tesoro più di tutti gli altri».

Nelle persone semplici e leali si trovano buoni sentimenti e una grande generosità.

Gesù esaltava la vedova povera per le due monetine donate al Tempio.Ha fatto quanto ha potuto ma lo ha fatto con amore.Questo conta davanti a Dio. Gesù viene attratto dall’umiltà del cristiano, dalla sua bontà e dalle opere di carità verso i poveri e le necessità dell’apostolato per diffondere il suo Vangelo.

I benestanti si preoccupano di accumulare e faticano molto nel donare con amore perché troppo legati ai beni materiali e non vogliono perdere nulla.

«Tutti hanno dato del loro superfluo, la vedova invece, nella sua povertà, vi ha messo tutto quello che aveva, tutto quanto aveva per vivere».

1 Ave Maria per Padre Giulio

“O Augusta Regina del Cielo e Sovrana degli Angeli, a Te che hai ricevuto da Dio la missione di schiacciare la testa di satana, io chiedo umilmente di mandare legioni celesti, perché al tuo cospetto inseguano i demoni, li combattano, reprimano la loro audacia, liberino da ogni male e da ogni persecuzione Padre Giulio e li respingano nell’abisso. Amen”.

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Chi vive per il denaro non pensa alla salvezza dell’anima – 6 Novembre 2021 0

Chi vive per il denaro non pensa alla salvezza dell’anima – 6 Novembre 2021

Sabato 6 novembre 2021

XXXI Settimana del Tempo Ordinario

+ VANGELO (Lc 16,9-15)

Se non siete stati fedeli nella ricchezza disonesta, chi vi affiderà quella vera?

Dal Vangelo secondo Luca

In quel tempo, Gesù diceva ai discepoli: «Fatevi degli amici con la ricchezza disonesta, perché, quando questa verrà a mancare, essi vi accolgano nelle dimore eterne. Chi è fedele in cose di poco conto, è fedele anche in cose importanti; e chi è disonesto in cose di poco conto, è disonesto anche in cose importanti. Se dunque non siete stati fedeli nella ricchezza disonesta, chi vi affiderà quella vera? E se non siete stati fedeli nella ricchezza altrui, chi vi darà la vostra? Nessun servitore può servire due padroni, perché o odierà l’uno e amerà l’altro, oppure si affezionerà all’uno e disprezzerà l’altro. Non potete servire Dio e la ricchezza». I farisei, che erano attaccati al denaro, ascoltavano tutte queste cose e si facevano beffe di Lui. Egli disse loro: «Voi siete quelli che si ritengono giusti davanti agli uomini, ma Dio conosce i vostri cuori: ciò che fra gli uomini viene esaltato, davanti a Dio è cosa abominevole». Parola del Signore

Commento di Padre Giulio Maria Scozzaro

Il problema della ricchezza è molto più profondo di come appare, anche se la ricchezza in sé non è un problema, lo è quando si adora e ricade sulla persona che eleva i suoi beni a divinità. È evidente che non è possibile servire contemporaneamente due opposti, come Dio e l’idolo del denaro.

GESÙ CI SPIEGA CHE LA RICCHEZZA ESCLUDE DIO, IL RICCO NON SENTE LA NECESSITÀ DI ADORARE IL SUO CREATORE PERCHÉ LA SUA CERTEZZA È IL DENARO.

Cosa potrà dargli di più Dio? Stoltamente non può capire che se il denaro permette uno stile di vita elevato, possedere tanti beni di lusso, la possibilità di incontrare i migliori medici, di seguire le cure più costose, non potrà fare nulla quando arriva un male incurabile o un incidente mortale o bussa la morte.

Invece tutti quelli che convintamente adorano Gesù possono ricevere grandi miracoli, addirittura impossibili per la scienza, come avviene in ogni parte del mondo. Gli adoratori di Gesù sono sereni dinanzi alla malattia o a qualsiasi sofferenza per la Fede che posseggono.

Vediamo quali conseguenza comporta la ricchezza non utilizzata per il Bene.

Innanzitutto, non si è più liberi mentalmente, si è assoggettati a tutto quello che piace di materiale o di diversivo e li considerano come veri idoli. Non c’è alcun desiderio di pregare e di osservare i Comandamenti. Addirittura, si penetra sempre più verso un’oscurità mentale che spegne la capacità di vedere la realtà come essa è veramente.

NEL RICCO SENZA DIO SI VIENE A CREARE UNA REALTÀ PARALLELA, FATTA DI ARROGANZA, INDIFFERENZA ANCHE VERSO I FAMILIARI;

OSTENTAZIONE DELLA SUA RICCHEZZA CON SFARZI DI OGNI TIPO;

GIUDIZI IRRAGIONEVOLI ANCHE DINANZI ALL’EVIDENZA;

SI ANNOIA DELLA VITA E PER SUPPLIRE È SEMPRE ALLA RICERCA DI ALTRO;

NON DISTINGUE CIÒ CHE È IMPORTANTE NELLA VITA E DIVENTA FIN TROPPO SENSUALE.

La ricchezza in sé non è un male, lo diventa quando si utilizza malamente senza preoccuparsi degli altri. La persona impulsiva e senza il controllo di sé sperpera tanti soldi in cose frivole, invece di preoccuparsi di chi non possiede nulla.

Il ricco viene «soffocato» dalla sua ricchezza, essa prevale sempre e non dà assolutamente la possibilità di discernere e di vedere la Luce.

L’insensibilità del cuore fiorisce inevitabilmente nei ricchi, essi perdono i valori, i sentimenti, l’amore sincero. I ricchi posseggono tante cose e il loro amore è distribuito in tutti i loro beni, e non hanno più amore da donare a Gesù.

Il loro cuore diventa duro come il granito.

I ricchi poi hanno tanti presunti amici e non hanno alcuna capacità di cercare l’Amico che non tradisce mai. Gli amici quando sono veri amici?

In molti modi i ricchi riescono a trovare consolazioni quando si trovano nella sofferenza e si sfogano comprando o compiendo tutto quello che piace, ma oltre a lasciare sofferenze e problemi come erano prima, non potranno mai comprare la pace e la felicità. Queste per loro sono impossibili anche da immaginare, non ne conoscono il profumo.

I ricchi trovano distrazioni in molti modi, cadono quasi sempre nella superficialità perché seguono non ciò che giova o che è giusto da compiere, essi seguono i capricci. Leggiamo sui quotidiani fino a dove si spingono nel soddisfare i capricci irrazionali tanti personaggi famosi e il cristiano che ne viene a conoscenza per debolezza può imitarli.

Questi capricci non soddisfano mai un cuore indurito e oppresso dal peso della schiavitù dei fardelli caricati, così diventa un’esigenza cercare altri modi per calmare il tumulto interiore che freme, per l’impossibilità di sollevarsi dai pensieri superbi e devastanti.

ANCHE SE POCHI, CI SONO NEL MONDO QUEI RICCHI CHE CONDIVIDONO PARTE DELLE RICCHEZZE CON CHI NON HA NULLA O PER SOSTENERE OPERE DI CARITÀ E SOPRATTUTTO LE OPERE SACRE.

Il vero benefattore agisce con discrezione e compie questo gesto per amore di Gesù. Uno dei pochi ricchi e grande benefattore, che mise le sue ricchezze a disposizione del Signore fu Lazzaro. È diventato Santo per il suo grande amore a Gesù, un amore che lo distaccò dal denaro. Il distacco gli permise di crescere nella Fede e di credere fermamente in Gesù, di adorarLo e accoglierLo spesso nella sua casa.

Ecco perché meritò la potente risurrezione, dopo quattro giorni dalla sua morte.

Il denaro non deve essere privilegio di pochi, quelli che ne posseggono molto si preoccupano delle loro esistenze vuote di Bene, non hanno la capacità di aiutare i poveri, di compiere opere di carità. Dove la Madonna indica di costruire luoghi di preghiera vengono suscitati dalla Divina Provvidenza i benefattori che permettono la realizzazione di opere sacre, come la Casa di Preghiera dove vivo.

I lavori continuano con altre iniziative per aiutare chi necessita di consigli e di ogni forma di aiuto, soprattutto per compiere nella Cappella l’Adorazione Eucaristica perpetua, quantomeno dalla mattina alla sera.

L’adorazione di Gesù Eucaristia è straordinaria per ottenere Grazie speciali, guarigioni da malattie strane o difficili, la liberazione dalle ossessioni dei diavoli. Davanti all’Eucaristia vince sempre l’Amore di Gesù contro ogni forma di Male.

Ve ne ho parlato varie volte, occorrono donazioni per andare avanti e realizzare strutture per accogliere anche Sacerdoti, perché presto ci saranno tempi di grande confusione e si svelerà l’inganno nella Chiesa. Molti diranno pubblicamente che Gesù non è Figlio di Dio e che la Madonna non si dovrà più venerare né pregare.

Chi ama davvero i Sacratissimi Cuori di Gesù e di Maria e comprende l’importanza di fare una donazione per le opere della Madonna, diventa collaboratore e benefattore di uno dei tanti disegni del Cielo nel mondo.

Guardiamo quello che sta succedendo nel mondo e domandiamoci in che modo sarà possibile resistere a lungo alle migliaia di falsità sui virus e alla volontà di ridurre la popolazione mondiale decisa dall’èlite ed eseguita dai governanti di tutte le Nazioni del mondo.

Da questa Casa di Preghiera prego ogni giorno per tutti voi e i vostri familiari, benedico ognuno di voi e sono preoccupato solo per la salvezza delle vostre anime.

https://www.paypal.com/donate?token=YxpNgbW3ArMgFohA58e-6pv-J5zPwgg0d6ADE8JRDmcHO8xj6X1ae7_n7zDCZBgOF49_aAmz6GDNt9W5

1 Ave Maria per Padre Giulio

«O Augusta Regina del Cielo e Sovrana degli Angeli, a Te che hai ricevuto da Dio la missione di schiacciare la testa di satana, io chiedo umilmente di mandare legioni celesti, perché al tuo cospetto inseguano i demoni, li combattano, reprimano la loro audacia, liberino da ogni male e da ogni persecuzione Padre Giulio e li respingano nell’abisso. Amen».

3 Ave Maria…

Nel nostro sito numerosi articoli interessanti, libri e altro:www.gesuemaria.it

L’agire del furbo disonesto e del cristiano buono – 5 Novembre 2021 0

L’agire del furbo disonesto e del cristiano buono – 5 Novembre 2021

Venerdì 5 novembre 2021

XXXI Settimana del Tempo Ordinario

+ VANGELO (Lc 16,18)

I figli di questo mondo verso i loro pari sono più scaltri dei figli della luce.

Dal Vangelo secondo Luca

In quel tempo, Gesù diceva ai discepoli: «Un uomo ricco aveva un amministratore, e questi fu accusato dinanzi a lui di sperperare i suoi averi. Lo chiamò e gli disse: “Che cosa sento dire di te? Rendi conto della tua amministrazione, perché non potrai più amministrare”. L’amministratore disse tra sé: “Che cosa farò, ora che il mio padrone mi toglie l’amministrazione? Zappare, non ne ho la forza; mendicare, mi vergogno. So io che cosa farò perché, quando sarò stato allontanato dall’amministrazione, ci sia qualcuno che mi accolga in casa sua”. Chiamò uno per uno i debitori del suo padrone e disse al primo: “Tu quanto devi al mio padrone?”. Quello rispose: “Cento barili d’olio”. Gli disse: “Prendi la tua ricevuta, siediti subito e scrivi cinquanta”. Poi disse a un altro: “Tu quanto devi?”. Rispose: “Cento misure di grano”. Gli disse: “Prendi la tua ricevuta e scrivi ottanta”. Il padrone lodò quell’amministratore disonesto, perché aveva agito con scaltrezza. I figli di questo mondo, infatti, verso i loro pari sono più scaltri dei figli della Luce». Parola del Signore

Commento di Padre Giulio Maria Scozzaro

L’opera dell’amministratore disonesto è astuta, trova il modo per garantirsi un sostanziale benessere per il futuro, senza darsi pensiero che quel denaro è di provenienza illecita e maledetta. Quel denaro ottenuto con una modalità maliziosa, diventerà per lui causa di grandi disgrazie e mali perché, appunto, ottenuto disonestamente.

Quello che si possiede deve essere sempre di provenienza giusta, inoltre và valutato anche come è stato ottenuto dagli altri familiari.

I cristiani onesti non hanno alcun problema e non temono alcuna disgrazia in tal senso, i corrotti non se ne preoccupano ma piangeranno anche qui.

I buoni solitamente dormono sonni tranquilli, i loro beni materiali sono benedetti da Gesù, non idolatrano le cose materiali.

La parabola raccontata da Gesù non ha la finalità di ammirare l’opera disonesta dell’amministratore, che rimane un perfido corrotto, però lo prende come esempio PER EVIDENZIARE LA SUA ASTUZIA, LA SUA INTRAPRENDENZA, LA SMALIZIATA CAPACITÀ DI PROVVEDERE AL SUO FUTURO.

È un’azione opposta alla predicazione di Gesù e la sua condanna è garantita, rimane da focalizzare la scaltrezza utilizzata dal disonesto mentre una simile scaltrezza maledetta non viene utilizzata nella verità, dai seguaci di Gesù Cristo.

Si trova tutto qui il significato di questa parabola, Gesù vuol evidenziare al tempo stesso anche una triste verità che riguarda i cristiani, i suoi seguaci, i quali hanno poca astuzia nel pensare al loro futuro, alle cose di Dio, alla vita eterna.

Il Signore evidenzia che i furbi sono scattanti e perspicaci come se avessero una marcia in più ma nel Male, ed è un tipo di abilità iniqua.

Non avere questa dinamicità nel Male per i buoni è tutta santità, essi devono volgersi solo verso il Bene e qui bisogna capire come fare. Quindi, occorre possedere l’intraprendenza dell’amministratore disonesto senza copiare le sue maledette opere.

Non dobbiamo imitare la mentalità dell’amministratore disonesto, Gesù ha parlato di lui solamente per evidenziare la sua scaltrezza, la capacità di elaborare un piano e trovare la migliore soluzione e garantirsi un futuro tranquillo, senza preoccupazioni.

Noi dobbiamo vivere con la mente rivolta a Dio, impegnati nel compiere solamente opere buone e con l’intenzione retta. SOLO COSÌ L’INTELLETTO SI PURIFICA E SI SCOPRE UN’INTELLIGENZA PURA E NON MALIZIOSA.

Anche Satana è intelligente, anche fin troppo perché di natura angelica, la utilizza solo per il Male, odiare e dare morte, e i diavoli sono consapevoli che le loro pene si accrescono per il Male che compiono contro i buoni.

Tutti i cristiani che non pregano o pregano poco o agiscono mossi dall’orgoglio, sono bloccati alle loro idee e ad esse obbediscono. Quasi sempre sono intrise di amor proprio ed è difficile per loro trovare l’equilibrio.

Chi obbedisce a sé non serve Gesù, non ha nella mente santi propositi che elevano l’anima e stabiliscono una profonda comunione con il Signore.

La vita oggi è troppo veloce in tutti i sensi, il tempo sembra volar via con una velocità raddoppiata e gli impegni giornalieri non permettono a molti di fermarsi per qualche ora e almeno e riflettere su Gesù e il Vangelo.

Dalla mattina alla sera i pensieri umani e le preoccupazioni si intrecciano e non rimane mai il tempo per interessarsi della cosa in assoluta più importante: l’anima.

Così la confusione, la tristezza, l’orgoglio, la superbia, la certezza delle proprie idee e di essere migliori, «paralizzano» l’anima.

Ciò che si dimentica nella vita è il bene dell’anima e cosa fare per farla diventare santa.

Manca la scaltrezza, l’astuzia, l’abilità dell’amministratore disonesto, intuitivo nel trovare la soluzione per il suo futuro. Noi quale futuro vogliamo? Stiamo andando dietro a qualcosa che nel futuro ci restituirà grandi ricompense davanti a Dio?

Quello che appare in molti cristiani è la dimenticanza di Dio.

Anche numerosi parroci non avvertono più la percezione della Chiesa come Casa di Dio e luogo sacro per eccellenza, luogo di salvezza delle anime. Non dedicano tempo ai fedeli e alle confessioni per il mancato fervore spirituale e mostrano di non avere alcun amore e legame spirituale con Gesù.

I cattolici devono comunque cercare le Chiese aperte per adorare l’Eucaristia e parlare con Gesù delle loro cose. Se non c’è adesso l’abilità di curare l’anima e di arricchirla di meriti che riceveranno grandi ricompense, la responsabilità è di chi ha trascurato la sua anima.

Invece di accumulare beni che appesantiscono l’anima, la migliore scelta è quella di arricchire l’anima della Grazia Divina.

1 Ave Maria per Padre Giulio

«O Augusta Regina del Cielo e Sovrana degli Angeli, a Te che hai ricevuto da Dio la missione di schiacciare la testa di satana, io chiedo umilmente di mandare legioni celesti, perché al tuo cospetto inseguano i demoni, li combattano, reprimano la loro audacia, liberino da ogni male e da ogni persecuzione Padre Giulio e li respingano nell’abisso. Amen».

3 Ave Maria…

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Gli impulsi emotivi da controllare e regolare – 4 Novembre 2021 0

Gli impulsi emotivi da controllare e regolare – 4 Novembre 2021

Giovedì 4 novembre 2021

XXXI Settimana del Tempo Ordinario

+ VANGELO (Lc 15,1-10)

Vi sarà gioia nel cielo per un solo peccatore che si converte.

+ Dal Vangelo secondo Luca

In quel tempo, si avvicinavano a Gesù tutti i pubblicani e i peccatori per ascoltarlo. I farisei e gli scribi mormoravano dicendo: «Costui accoglie i peccatori e mangia con loro». Ed Egli disse loro questa parabola: «Chi di voi, se ha cento pecore e ne perde una, non lascia le novantanove nel deserto e va in cerca di quella perduta, finché non la trova? Quando l’ha trovata, pieno di gioia se la carica sulle spalle, va a casa, chiama gli amici e i vicini e dice loro: “Rallegratevi con me, perché ho trovato la mia pecora, quella che si era perduta”. Io vi dico: così vi sarà gioia nel Cielo per un solo peccatore che si converte, più che per novantanove giusti i quali non hanno bisogno di conversione. Oppure, quale donna, se ha dieci monete e ne perde una, non accende la lampada e spazza la casa e cerca accuratamente finché non la trova? E dopo averla trovata, chiama le amiche e le vicine, e dice: “Rallegratevi con me, perché ho trovato la moneta che avevo perduto”. Così, Io vi dico, vi è gioia davanti agli Angeli di Dio per un solo peccatore che si converte». Parola del Signore

Commento di Padre Giulio Maria Scozzaro

L’argomento conversione fa scattare in moltissime persone una veloce repressione, procura un blocco psichico come se dovessero compiere chissà quali sacrifici disumani. C’è paura di lasciare i propri comportamenti anche se riconosciuti come sbagliati, le proprie convinzioni e tante cose effimere di cui purtroppo ne sono dipendenti.

Solitamente nessuno obbliga gli altri a fare scelte sbagliate, tranne i personaggi televisivi e certe conduttrici che stanno accompagnando milioni di persone alla disperazione. La debolezza è connaturale all’uomo e alla donna, essi si lasciano ingannare con estrema facilità se non hanno lo Spirito di Dio.

MOLTI SCIENZIATI E PROFESSIONISTI ESPERTI NEI LORO AMBITI, QUANDO PARLANO DELLA VITA SOCIALE E DI ARGOMENTI DOVE È PRESENTE L’ETICA, PRENDONO CANTONATE INCREDIBILI.

Quando Gesù dice che è venuto per i malati, non intende la malattia del corpo, parla dei peccatori che non compiono un vero cammino di Fede, quelli colpiti dall’orgoglio, dall’impulsività, dalla debolezza cronica e si lasciano guidare dall’istinto. Sono quelli che vogliono soddisfare ogni pensiero senza alcuna valutazione sugli effetti.

Compiono quasi tutte le opere seguendo l’emotività del momento, e si lasciano scegliere dai «consigli» programmati dai mass-media.

Gli impulsi emotivi vanno controllati e regolati, da soli rimane impossibile trovare l’equilibrio e quando non si compie qualcosa di dannoso è solo perché manca l’occasione o il denaro. Le tendenze istintive diventano malattie spirituali e solo Gesù può guarire da queste inclinazioni dannosissime.

Gesù è venuto a guarirci e tutti nel mondo abbiamo bisogno di Lui, nessuno deve presumere di riuscire a farcela senza Lui.

Meditando la vita del Signore vediamo con chiarezza che essa manifesta tutta la sua assoluta impeccabilità. Più ancora, Egli stesso domandò a coloro che Lo accusavano: «Chi di voi può convincermi di peccato?».

Gesù Cristo durante la sua vita era in lotta con il peccato e con tutto ciò che genera il peccato, a cominciare da Satana, che è «padre della menzogna».

La battaglia che Gesù conduce contro il peccato e le sue più profonde radici non Lo allontana dal peccatore. Proprio al contrario, Lo avvicina agli uomini, a ogni uomo. Nella sua vita terrena Gesù era solito mostrarsi particolarmente vicino a chi, agli occhi degli altri, passava per peccatore o lo era davvero.

La meditazione di oggi deve portarci ad accrescere la nostra fiducia in Gesù, tutti abbiamo grande necessità del suo aiuto, soprattutto se talvolta sentiamo tutto il peso della nostra debolezza: Cristo ci è vicino anche allora.

Allo stesso modo, pregheremo con fiducia per quelli che sono lontani dal Signore, che non rispondono alla nostra sollecitudine per avvicinarli a Dio e che sembrano perfino allontanarsi da Lui. La parabola di oggi ci fa comprendere quale atteggiamento dobbiamo utilizzare verso i peccatori.

Nella parabola Gesù evidenzia il grande amore e la preoccupazione per la perdita di una sola pecorella, che simboleggia il peccatore perduto.

Novantanove pecorelle erano in un luogo sicuro, solo una si era smarrita perché non aveva seguito le indicazioni del pastore. Staccandosi dalla via già conosciuta per averla percorsa molte volte, si era incamminata per altra via e smarrita.

Lo stesso avviene all’anima che si lascia ingannare da prospettive seducenti che arrivano dal mondo e che agitano pensieri non umili, carichi di smanie compulsive. Sono pensieri che fanno uscire dal proprio mondo, dalla realtà in cui si vive per sperimentare sensazioni appaganti, ma che sono illusorie, durano poco e si vive peggio di prima.

Una persona può attuare un determinato comportamento o avere determinati pensieri, senza trovare un’armonia con i bisogni segreti del proprio Io, non riesce a trovare un appagamento perché ha una diversa percezione di sé.

La vita psichica di molte persone è influenzata da tanti pensieri strani e incoerenti, da comportamenti irrazionali e da manie che vengono considerate normali perché la persona non ha incontrato davvero Gesù Cristo. Non ha gli elementi indispensabili per evitare tutto questo che la psicologia indica come compulsione ed è un impulso irrefrenabile verso qualcosa.

L’insistenza di determinati pensieri dominano la vita di una persona e se non è abituata a pregare con Fede, perde il contatto con la realtà.

Questi pensieri insistenti che poi si traducono in azioni immorali, utilizzo di droghe, scelte disastrose, giudizi gravi, fino ad arrivare a commettere adulterio o a fare sesso cambiando partner molto spesso, li indico come ossessione.

La fissazione indica la persona che perde il controllo di sé per compiere atti che risultano essere contrari al Vangelo e ai Comandamenti.

L’idea fissa che si ritrovano molti, non sempre arriva da Satana, tanto che lui in molti casi potrebbe dire che non c’entra nulla con l’agire di tanti peccatori. Sicuramente Satana è soddisfatto dei peccati e dal traviamento della pecorella che prende un percorso diverso dalla salvezza eterna per cercare quello che alletta i sensi, si riempie di orgoglio per i pensieri viziosi e che piacciono molto ai diavoli.

La società di oggi è ricoperta da una coltre di modernità senza Gesù Cristo, tutti i mezzi di comunicazione subdolamente lasciano credere che si può vivere senza Dio, senza la presenza soprannaturale dell’Essere Divino che ha dato origine a tutto e ama tutti i suoi figli.

La tristezza della vita confusa e dissipata lascia molti confusi e rimangono nelle loro convinzioni, che non sono quelle dello Spirito Santo.

SONO INFELICI PERCHÉ LONTANI CON IL CUORE DA GESÙ, ADORANO ALTRO E NON SE NE RENDONO CONTO, NON COMPRENDONO CHE LA CONVERSIONE CONCRETA COMPORTA IL DISTACCO DA OGNI IDOLO PER INCONTRARE LA LIBERTÀ E LA GIOIA DI GESÙ.

Occorre rientrare in sé e porsi domande sincere per conoscersi e decidersi ad incontrare il Signore della vera vita e della vera pace.

Gesù continua a chiamare alla conversione i peccatori, ma l’uomo di oggi non riesce proprio ad avvertire l’impellente necessità di convertirsi.

I cristiani devono vigilare per evitare gli sbandamenti che allontanano dal Signore. Quando si cade bisogna ricominciare ogni volta, ogni giorno, per colmare il cuore della gioia divina e rallegrare Gesù e la Madonna.

1 Ave Maria per Padre Giulio

«O Augusta Regina del Cielo e Sovrana degli Angeli, a Te che hai ricevuto da Dio la missione di schiacciare la testa di satana, io chiedo umilmente di mandare legioni celesti, perché al tuo cospetto inseguano i demoni, li combattano, reprimano la loro audacia, liberino da ogni male e da ogni persecuzione Padre Giulio e li respingano nell’abisso. Amen».

3 Ave Maria…

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Il valore davanti a Dio di un buon cristiano e di un eretico – 3 Novembre 2021 0

Il valore davanti a Dio di un buon cristiano e di un eretico – 3 Novembre 2021

Mercoledì 3 novembre 2021

XXXI Settimana del Tempo Ordinario

+ VANGELO (Lc 14,25-33)

Chi non rinuncia a tutti i suoi averi, non può essere mio discepolo.

+ Dal Vangelo secondo Luca

In quel tempo, una folla numerosa andava con Gesù. Egli si voltò e disse loro: «Se uno viene a Me e non mi ama più di quanto ami suo padre, la madre, la moglie, i figli, i fratelli, le sorelle e perfino la propria vita, non può essere mio discepolo. Colui che non porta la propria croce e non viene dietro a Me, non può essere mio discepolo. Chi di voi, volendo costruire una torre, non siede prima a calcolare la spesa e a vedere se ha i mezzi per portarla a termine? Per evitare che, se getta le fondamenta e non è in grado di finire il lavoro, tutti coloro che vedono comincino a deriderlo, dicendo: “Costui ha iniziato a costruire, ma non è stato capace di finire il lavoro”. Oppure quale re, partendo in guerra contro un altro re, non siede prima a esaminare se può affrontare con diecimila uomini chi gli viene incontro con ventimila? Se no, mentre l’altro è ancora lontano, gli manda dei messaggeri per chiedere pace. Così chiunque di voi non rinuncia a tutti i suoi averi, non può essere mio discepolo». Parola del Signore

Commento di Padre Giulio Maria Scozzaro

Gesù rimase sdegnato quando vide l’albero di fichi privo di frutti, ed è simile a un cristiano privo di meriti davanti a Dio. Intendiamo bene il significato di meriti nel Cristianesimo. Meriti possiamo intenderli come valore della persona acquisito con la vita onesta e corretta.

Meriti sono qualità spirituali che valgono davanti a Dio, con le preghiere costanti, umili e fiduciose, poi le opere lodevoli che permettono di ricevere subito in questa vita grandi ricompense da Gesù, e poi la vita eterna.

Pensate al valore davanti a Dio di Padre Pio e di un eretico. Il Santo è grande e ottiene tutto da Dio, l’eretico è perduto e non si trova davanti a Dio…

Guadagnare meriti davanti a Gesù significa vivere il Vangelo, possedere valori morali, praticare le virtù, essere un cristiano onesto.

I dati che arrivano dalla società sono nettamente fomentatori di una vasta tendenza contraria ai valori cristiani, tutto il circo mediatico sembra essersi accordato per danneggiare irrimediabilmente la Chiesa Cattolica. Se poi si trovano implicati anche personaggi della gerarchia della Chiesa, il quadro è completo.

Nel mondo c’è una lotta spirituale tra il Bene e il Male, ogni persona è schierata da una parte, anche se numerosi si affannano per trovare una definitiva collocazione, già molti ritengono la loro attuale collocazione come quella finale.

Occorre una forza spirituale superiore per rimanere nel Cuore di Gesù e respingere tutti gli attacchi subdoli che arrivano dal mondo.

La mentalità di oggi arreca molto dolore soprattutto ai buoni, solo i buoni hanno un’anima «attiva», che ama e conserva i buoni sentimenti.

Si intravede il Bene che compiono i buoni non solo dalle opere, perché è facile fare una buona azione e ritenersi scusato davanti a Dio; si capisce dall’impegno spirituale personale, dalla corrispondenza alla Volontà di Dio, da come affrontano la vita, dalle reazioni dinanzi alla malattia, dalla vita onesta e sincera che conducono.

La Croce è il simbolo e il segno del cristiano perché in essa si è consumata la Redenzione del mondo. Gesù ha usato l’espressione «portare la croce» in varie circostanze per insegnare quale doveva essere l’atteggiamento dei suoi discepoli dinanzi al dolore e all’avversità.

Ognuno di noi ha le sue croci, i più spirituali comprendono la differenza tra quelle che si confezionano da soli per gli errori di valutazione e le cantonate tragiche, da quelle che arrivano dal mondo egoista e che devono controllare con amore, anche sopportarle sempre con amore.

MENTRE IN QUELLI CHE DI VERA SPIRITUALITÀ NE MASTICANO POCA, C’È UNA FORTE AGITAZIONE CONTINUA E LA LORO VITA È APPESANTITA DALLE CROCI COSTRUITE DA LORO STESSI.

NON HANNO ALTRO CHE CROCI NELLA VITA, POSSONO VIVERE NEL BENESSERE E NELLE RICCHEZZE, QUELLE CROCI RIMANGONO SEMPRE LÌ E ARRECANO TANTI MALESSERI.

NON TROVANO IL MODO PER RIMUOVERLE, BASTEREBBE PARLARNE CON UN SACERDOTE.

Croci incise nei loro cuori che arrecano avvilimenti e ansie. C’è da disperarsi e perdere la ragione, molti per la debolezza usano di tutto…

Il dolore, nelle sue varie manifestazioni, è una realtà universale, e l’esperienza ci insegna che tutte le creature, poveri e ricchi, giovani e anziani, uomini e donne, soffrono per cause e motivi diversi. C’è da sottolineare per quale motivo si soffre e in che modo si soffre.

L’identica sofferenza viene vissuta in modo opposto da due persone che hanno una diversa spiritualità, questo è scontato. Esse percepiscono il dolore in modo difforme, quindi c’è serenità in una persona e disperazione, rabbia nell’altra. Ecco la grande importanza della Fede e della preghiera, quindi dei meriti guadagnati davanti a Dio con una vita evangelica.

L’odio e la vendetta che trionfano nel mondo crescono nelle anime prive dell’Amore di Dio, sono persone con tanta collera dentro e non trovano pace in nessuna circostanza. Solo quando si sfogano con violenza o utilizzano droghe e alcool entrano nella galleria buia della finta pace che è solo illusione di non avere più sofferenze con cui confrontarsi. Questa è la vita perduta.

NOI INVECE COMPRENDIAMO CHE SIAMO CHIAMATI PER AMORE, MEDIANTE LA SOFFERENZA E LA MORTIFICAZIONE VOLONTARIA, A COMPLETARE NEL NOSTRO CORPO LA PASSIONE DI CRISTO, ACCETTANDO CON SPIRITO BENEVOLO DI SOPPORTAZIONE LE AVVERSITÀ E TUTTE LE CATTIVERIE CHE CI ARRIVANO.

CI PENSERÀ DIO A DARE AI CATTIVI QUELLO CHE MERITANO, QUESTO AVVERRÀ SENZA DUBBIO, È LA GIUSTIZIA DI DIO.

In questa nostra lotta, Gesù e la Madonna sono sempre con noi, vinciamo il Male con la preghiera e il perdono dato nel silenzio del cuore.

Ricordate che l’albero della croce deve essere ricolmo di molti frutti.

Le sofferenze ci aiutano a essere più distaccati dai beni della terra, dalla mentalità vecchia ed egoista. Possedendo Gesù ci sentiamo appagati e gioiosi anche nelle sofferenze. Le tribolazioni sono una grande occasione di espiazione degli errori commessi e di tutti i peccati della vita passata.

Le difficoltà e le afflizioni che patiamo ci inducono a ricorrere con più prontezza e costanza alla Misericordia Divina. Il Santo Rosario ci salva.

1 Ave Maria per Padre Giulio

«O Augusta Regina del Cielo e Sovrana degli Angeli, a Te che hai ricevuto da Dio la missione di schiacciare la testa di satana, io chiedo umilmente di mandare legioni celesti, perché al tuo cospetto inseguano i demoni, li combattano, reprimano la loro audacia, liberino da ogni male e da ogni persecuzione Padre Giulio e li respingano nell’abisso. Amen».

3 Ave Maria…

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I nostri defunti pregano per noi – 2 Novembre 2021 0

I nostri defunti pregano per noi – 2 Novembre 2021

Martedì 2 novembre 2021

XXXI Settimana del Tempo Ordinario

Commemorazione di tutti i fedeli defunti

+ VANGELO (Gv 6,37-40)

Chi crede nel Figlio ha la vita eterna; e Io lo risusciterò nell’ultimo giorno.

+ Dal Vangelo secondo Giovanni

In quel tempo, Gesù disse alla folla: «Tutto ciò che il Padre mi dà, verrà a Me: colui che viene a Me, Io non lo caccerò fuori, perché sono disceso dal Cielo non per fare la mia volontà, ma la volontà di Colui che mi ha mandato. E questa è la volontà di Colui che mi ha mandato: che Io non perda nulla di quanto Egli mi ha dato, ma che lo risusciti nell’ultimo giorno. Questa infatti è la volontà del Padre mio: che chiunque vede il Figlio e crede in Lui abbia la vita eterna; e Io lo risusciterò nell’ultimo giorno». Parola del Signore

Commento di Padre Giulio Maria Scozzaro

Ognuno di noi ha almeno un familiare defunto o un parente. Il ricordo dei momenti felici trascorsi insieme non deve alimentare la nostalgia spesso piena di dolore, questo è un dispiacere che non si vince, indica che non c’è ancora la serena rassegnazione.

Questa vita è un pellegrinaggio, non è eterna e chi arriva a convincersi di questa cruda verità, inizia a vivere con grande dignità.

La persona non viene valutata da Dio secondo le sue capacità intellettuali o lavorative manuali o per la professione o le sue ricchezze.

Dio guarda il cuore, considera se sono stati osservati i Comandamenti, se c’è stato amore cristiano verso tutti.

È molto semplice questa verità ma difficile da comprendere per chi non vuole perdere i suoi amati beni, che considera eterni.

Però non ricorda di essere nato nudo, di non avere avuto necessità di lavorare quando era bambino perché i suoi genitori provvedevano a tutto. Quando un bambino diventa adulto e inizia a lavorare, anche per i suoi meriti acquisiti nell’impegno scolastico e formativo, deve ricordarsi che c’è un altro Padre che lo sostiene invisibilmente ma molto più fortemente del padre umano.

Bisogna ringraziare Dio Padre fin da bambini, da quando c’è l’uso della ragione.

Il benessere o la ricchezza il più delle volte è dovuto agli sforzi che si compiono, ai sacrifici giornalieri, alle rinunce per rispettare le regole, all’impegno intellettuale/fisico per studiare e avere quelle competenze lavorative indispensabili.

Tutto il bene che si ottiene nella vita è un dono di Dio, del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo, questo non bisogna mai dimenticarlo!

Purtroppo neanche molti cattolici riescono a focalizzarlo e silenziosamente nella loro mente è presente la convinzione di una capacità intellettuale e produttiva superiore allo stesso Creatore. È la perdita del senso della realtà.

Senza il controllo della mente si creano tante fantasie e si insinuano false convinzioni che accrescono l’orgoglio e infondono autosufficienza.

Tutto passa in questa vita, e l’aspetto più doloroso è il rammarico di non avere potuto dire ad un familiare defunto tante parole belle e sincere. Questo è il dolore che molti conservano dentro e spesso lo dicono ai Sacerdoti per ricevere aiuti spirituali.

Il rimpianto è un dolore che non guarisce da solo, è una ferita ancora aperta che necessita dell’Amore di Gesù per sanare.

Invece i familiari defunti non sono contenti dei rimpianti e delle lacrime di quanti sono rimasti in questa terra e più che preoccuparsi di pregare e far celebrare molte Sante Messe, piangono spesso senza rassegnarsi.

FAR CELEBRARE MOLTE SANTE MESSE PER I FAMILIARI, PARENTI E AMICI DEFUNTI È IL REGALO PIÙ GRANDE, NEANCHE PARAGONABILE A TUTTI QUELLI FATTI IN VITA.

NULLA È PIÙ GRADITO A UN DEFUNTO COME LE SANTE MESSE. ANCHE TUTTI I BENI E LE MIGLIORI COSE AVUTI IN VITA SONO NULLA IN CONFRONTO ALLE SANTE MESSE.

Le Sante Messe insieme alle opere buone, alle rinunce, alle preghiere sono molto gradite a quanti non possono pregare per loro se si trovano ancora in Purgatorio, e sono potenti intercessori davanti a Dio.

Ogni defunto ha conosciuto nel Giudizio cosa non ha compiuto nella vita ed era tenuto a compiere. Questo è il grande dolore che accompagna il defunto nella sua purificazione nel Purgatorio prima dell’ingresso in Paradiso.

Ognuno di noi deve fermarsi e riflettere sulle opere che compie, se sono Volontà di Dio oppure sono peccaminose. Ci sono anche le opere buone che non si compiono e che si conoscono, ma l’orgoglio, l’indifferenza e l’avidità trattengono dal compierle.

NULLA DI QUANTO OTTENUTO E POSSEDUTO DI MATERIALE IN QUESTA VITA SI POTRÀ PORTARE NELL’ALDILÀ. CHI RIFLETTE SU QUESTO SI DISTACCA FACILMENTE DAL DENARO IN ECCESSO, DA TANTE COSE SUPERFLUE A CUI TIENE SALDAMENTE ATTACCATO IL CUORE.

Oggi è la commemorazione di tutti i defunti che in vita hanno creduto in Gesù Cristo, adesso non sono sulla Terra ma l’anima immortale è sempre viva senza il corpo, rimasto seppellito al cimitero e marcito, decomposto, è andato in putrefazione in poco tempo.

L’ho scritto per evidenziare uno degli idoli di oggi, diventato incontrollato, sregolato, sfrenato: il corpo. Sono migliaia le storie che pubblicano i quotidiani online, di donne pentite del ricorso alla chirurgia estetica.

Fare ricorso a questi costosi interventi per eliminare anche micro imperfezioni è una grande esagerazione. La vera bellezza è interiore.

Questa vita deve avere un senso e si trova nella Verità delle parole di Gesù. Chiare, coerenti e vera guida per vivere nella gioia e nella pace.

Chi riflette sulla morte è più vivo di quanti in questo mondo si ritengono potenti, famosi, migliori di tutti e ricchi. Cosa ne sarà della loro ricchezza e di tutti i loro scandali? Se i peccatori potessero vedere per un solo istante l’orribile condizione nell’inferno dei personaggi famosi e osannati come grandi idoli, morirebbero di spavento.

Dove si trovano i cattivi dittatori e quanti nel passato hanno volute guerre e disastri umanitari? A soffrire di continuo per l’eternità!

DOVE FINIRANNO TUTTI I POTENTI DI OGGI CHE HANNO PREPARATO NUMEROSI VIRUS MORTALI PER L’UMANITÀ, MICROCHIP, VACCINO VELENOSO, CARESTIE, COPRIFUOCHI PERENNI E TERRORISMO PSICOLOGICO?

NON CREDONO ALL’INFERNO… MA LO CONOSCERANNO PER LE LORO OPERE, LO HANNO SCELTO PER L’ETERNITÀ.

Preoccupiamoci dell’anima immortale e meditiamo sulla vita terrena che sfugge e prima o poi si arriverà al traguardo del pellegrinaggio.

Dopo la morte cosa pensa di molto doloroso un defunto che dovrà riparare e scontare nel Purgatorio i suoi peccati?

Forse la vita spirituale non coltivata bene; la mancata osservanza dei Comandamenti; le mancate disponibilità di fare del bene; la preghiera recitata male e poca; la debolezza spirituale; il tempo sprecato; il mancato rinnegamento dell’orgoglio; la ricercatezza della vita fin troppo comoda e senza rinunce; l’avere amato poco gli altri; i tanti peccati commessi; gli idoli adorati al posto di Gesù; ecc.

Tantissimi pensieri circolano nel defunto e quello più doloroso è il bene che non ha compiuto. QUESTO È IL TEMPO PER FARE BENE E FARE SOLO LA VOLONTÀ DI DIO.

In mancanza di una forte spiritualità, c’è una immancabile purificazione nel Purgatorio che causa una sofferenza purificatrice intensa ed è indispensabile per eliminare la «sporcizia» dei peccati, indossare la veste bianchissima e vedere Dio in Paradiso.

Tutti siamo creati per il Paradiso ma sono molti quelli che finiscono all’inferno!

Dobbiamo pregare per i defunti e dare loro refrigerio, solo così si abbrevia la loro purificazione, soprattutto, ripeto, con la celebrazione delle Sante Messe. Il ciclo di quelle Gregoriane (30 Sante Messe di seguito) arrecano una purificazione accelerata anche se poi tutto viene stabilito da Dio.

Il defunto in Purgatorio ha sete di preghiere e di opere buone compiute dai familiari che si trovano in questa vita. Riflettiamo molto su questo.

Preghiamo ogni giorno per le Anime del Purgatorio, occorrono pochi minuti per recitare cento volte l’«Eterno riposo», e chi prega per queste Anime Sante soprattutto per quelle più abbandonate, riceve sempre aiuti speciali.

La Madonna disse ad Anna, una veggente della Germania, che Gesù libera mille Anime del Purgatorio recitando cinquanta volte questa preghiera: «Madre di Dio, Corredentrice del mondo, prega per noi».

Aiutiamo quanti attendono le nostre preghiere per entrare in Paradiso.

Le Anime del Purgatorio per se stesse non possono pregare ma per noi sì e sono potenti.

1 Ave Maria per Padre Giulio

«O Augusta Regina del Cielo e Sovrana degli Angeli, a Te che hai ricevuto da Dio la missione di schiacciare la testa di satana, io chiedo umilmente di mandare legioni celesti, perché al tuo cospetto inseguano i demoni, li combattano, reprimano la loro audacia, liberino da ogni male e da ogni persecuzione Padre Giulio e li respingano nell’abisso. Amen».

3 Ave Maria…

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I Santi sono grandi perché vivono da piccoli – 1 Novembre 2021 0

I Santi sono grandi perché vivono da piccoli – 1 Novembre 2021

Lunedì 1 novembre 2021

XXXI Settimana del Tempo Ordinario

Tutti i Santi

+ VANGELO (Mt 5,1-12)

Rallegratevi ed esultate, perché grande è la vostra ricompensa nei cieli.

+ Dal Vangelo secondo Matteo

In quel tempo, vedendo le folle, Gesù salì sul monte: si pose a sedere e si avvicinarono a Lui i suoi discepoli. Prendendo allora la parola, li ammaestrava dicendo:

«Beati i poveri in spirito,

perché di essi è il Regno dei Cieli.

Beati gli afflitti,

perché saranno consolati.

Beati i miti,

perché erediteranno la terra.

Beati quelli che hanno fame e sete della giustizia,

perché saranno saziati.

Beati i misericordiosi,

perché troveranno misericordia.

Beati i puri di cuore,

perché vedranno Dio.

Beati gli operatori di pace,

perché saranno chiamati figli di Dio.

Beati i perseguitati per causa della giustizia,

perché di essi è il Regno dei Cieli.

Beati voi quando vi insulteranno, vi perseguiteranno e, mentendo, diranno ogni sorta di male contro di voi per causa mia. Rallegratevi ed esultate, perché grande è la vostra ricompensa nei Cieli». Parola del Signore

Commento di Padre Giulio Maria Scozzaro

Questa solennità ricorda anche ai distratti che siamo chiamati alla vita eterna e i Santi già vivono in una beatitudine per noi inimmaginabile. Sono felici nella gloria di Dio, senza più sofferenze e ferite ricevute durante la vita, perché non si và in Paradiso senza avere superato prove anche dolorose.

Si superano con la Fede, l’amore e le virtù.

I Santi hanno lottato duramente per rimanere fedeli al Vangelo, hanno lavorato con grande dedizione per far conoscere Gesù e Maria, sono stati, chi più chi meno, perseguitati per invidia o per cattiveria. Perseguitati soprattutto dai loro Superiori, Sacerdoti e Vescovi.

Questa solennità ci ricorda che tutti siamo chiamati alla gloria eterna, la indichiamo con il nome di santità già possibile in questa vita.

Non solamente i Santi ci indicano la possibilità della trasfigurazione che hanno i seguaci di Gesù Cristo, ognuno può fare l’esperienza di una acquisita santità per le opere che compie, santità di vita intesa come manifestazione convinta e costante di onestà, rettitudine, virtù, purezza e altri modi di agire chiamati benedetti.

Tutti siamo chiamati alla santità, una parola impegnativa che esprime l’insieme delle opere buone e virtuose che deve compiere il cristiano, quindi la sua retta intenzione in ogni circostanza. È una santità che stabilisce ogni singolo cristiano con la sua vita, convinzione che non avrà mai quel cristiano che non cura la sua anima e non osserva i Comandamenti.

Dio Padre mandando Gesù ci ha indicato Lui come modello di vita e i Santi canonizzati hanno imitato il Signore e la Madre Immacolata.

Quindi i Santi diventano per noi fari che ci indicano quella Via percorsa da Loro e che è la perfetta, altrimenti lo Spirito Santo non avrebbe compiuto meraviglie in Loro quando si trovavano in questa Terra.

Non festeggiamo solamente i Santi canonizzati, ricordiamo tutte le altre Anime sconosciute che si trovano in Paradiso e sono Anime Sante per avere corrisposto in vita al Vangelo insegnato dal Signore. Sono un numero incalcolabile in Paradiso, anche persone che in questo pellegrinaggio terreno non hanno mostrato grandi opere esteriori e svolgevano tutto nel nascondimento, conducendo una vita apparentemente normale.

Non era invece normale la loro preghiera interiore, perché elevatissima, una preghiera costante, carica di amore e fiducia, recitata riservatamente a casa, ogni giorno anche in Chiesa e al lavoro nei momenti di pausa.

Soprattutto, la loro spiritualità è stata elevatissima per la retta intenzione che hanno curata fino a stabilizzarla nei pensieri e nella mente. Hanno ricercato la verità in ogni loro opera, hanno agito sempre con giustizia, ossia con onestà ed equilibrio.

La santità è possibile ad ogni cristiano carico di buona volontà, sono tutti coloro che hanno meditato la pericolosità del doppio pensiero e lo hanno rifiutato. Il doppio pensiero blocca la persona nel suo orgoglio e falsità, anche se convinta di ingannare le persone a cui rivolge le sue parole, espressione non dei suoi pensieri buoni ma dell’ambiguità, di quanto vuole compiere di ingannevole.

La lotta contro questi comportamenti insinceri deve esprimersi nella lucida volontà di sconfiggerli, per non rimanere bloccati all’inizio del cammino spirituale, ma questo neanche potrà considerarsi tale per la mancanza della ricerca di Dio.

Anche il più grande peccatore deve avere fiducia in Gesù, Egli non abbandona nessuno di quanti, per debolezza, cadono nei peccati. Lui ama tutti ma ci invita a convertirci presto, ci indica sempre la strada per vincere le miserie e staccarci dalla mentalità vecchia.

Il cammino spirituale è impegnativo e gioioso, trasforma anche le sofferenze in occasioni per pregare con maggiore fiducia e amore.

La santità dipende da ogni singolo cristiano e non da Gesù. Lui vuole dare tutte le possibilità per una elevazione spirituale e morale perpetua, il distacco dalle cose materiali e inutili, per riordinare la scala dei valori e mettere al centro la Volontà di Dio.

Le Beatitudini che meditiamo nel Vangelo ci indicano la strada della santificazione, ed è facile percorrerla sulle orme di Gesù, facendo come ha fatto Lui. Imitare Gesù è possibile ogni giorno, sono tantissime le circostanze giornaliere in cui veniamo chiamati ad agire virtuosamente.

Le Beatitudini insegnate da Gesù nel Nuovo Testamento, sono un suo grande regalo e sono insieme verità, guida e senso della vita!

Non è impossibile diventare giusti, quindi sempre onesti, sinceri ed equilibrati. È un allenamento abituale che deve spingere ognuno di noi ad evitare ogni forma di male, soprattutto i giudizi e le cattiverie, per praticare con impegno e convinzione le virtù.

Ogni situazione richiede la pratica di una o più virtù, allo stesso tempo si debellano i vizi e si diventa migliori giorno dopo giorno.

Oggi è l’onomastico di tutti i cristiani, l’augurio più bello è di poter imitare i Santi di cui portiamo il nome. Pochi però conoscono la vita dei loro Santi patroni, non si sono mai impegnati nella lettura meditativa delle opere dei grandi eroi del Cristianesimo. È sempre tempo di leggere anche sul web la vita del Santo di cui si porta il nome.

Chi immagina i Santi come persone diverse si sbaglia perché sono semplici e molto acuti, possessori di una grande spiritualità, una perfetta moralità e la decisa volontà di imitare Gesù. Per il resto sono persone uguale alle altre, con malattie, gioie e sofferenze. Più sono vicini a Gesù più nascondono la loro spiritualità e si presentano come normali e gioiosi seguaci di Cristo.

Santi si diventa senza accorgersene, proprio i Santi non sanno di esserlo. Più si avvicinano a Gesù più vedono i propri difetti e non pensano minimamente di essere migliori degli altri. Le loro miserie le ingigantiscono come se fossero chissà cosa perché le vedono con quella immensa Luce di Dio che posseggono.

I Santi sono grandi perché vivono da piccoli, un’umiltà che non si esibisce, la vita donata a Dio, l’amore verso tutti e il perdono dei cattivi.

Una prova la dava, per esempio, Padre Pio, mostrando con semplicità i suoi abituali comportamenti, in modo naturale e sincero. Mostrava all’esterno le caratteristiche della spiritualità interiore e la sua elevata moralità. Così avvenne per tutti gli altri Santi.

Il vero seguace di Gesù si distingue sempre per le buone opere, la sincerità, l’onestà specialmente intellettuale, la bontà, l’esposizione in ogni occasione della verità, l’alto senso della giustizia, la preghiera costante.

Così si diventa grandi davanti a Gesù, si ottengono le Grazie facilmente perché in comunione con Lui e si acquista con semplicità il Paradiso.

Chi vive guardando più al Cielo e meno all’amor proprio, non cade nella bramosia delle cose materiali ed è felice già in questa vita.

A tutti voi auguro sinceri auguri, prego ogni giorno per ognuno di voi, affinché diventiate imitatori dei vostri Santi Protettori. Vi benedico.

1 Ave Maria per Padre Giulio

«O Augusta Regina del Cielo e Sovrana degli Angeli, a Te che hai ricevuto da Dio la missione di schiacciare la testa di satana, io chiedo umilmente di mandare legioni celesti, perché al tuo cospetto inseguano i demoni, li combattano, reprimano la loro audacia, liberino da ogni male e da ogni persecuzione Padre Giulio e li respingano nell’abisso. Amen».

3 Ave Maria…

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