Categoria: APOSTOLATO

L’umile e potente Curato diventato Santo – 04 Agosto 2022 0

L’umile e potente Curato diventato Santo – 04 Agosto 2022

Giovedì 4 agosto 2022

XVIII Settimana del Tempo Ordinario

San Giovanni Maria Vianney

+ VANGELO (Mt 16,1323)

Tu sei Pietro, e a te darò le chiavi del Regno dei Cieli.

Dal Vangelo secondo Matteo

In quel tempo, Gesù, giunto nella regione di Cesarèa di Filippo, domandò ai suoi discepoli: «La gente, chi dice che sia il Figlio dell’Uomo?». Risposero: «Alcuni dicono Giovanni il Battista, altri Elia, altri Geremia o qualcuno dei Profeti». Disse loro: «Ma voi, chi dite che Io sia?». Rispose Simon Pietro: «Tu sei il Cristo, il Figlio del Dio vivente». E Gesù gli disse: «Beato sei tu, Simone, figlio di Giona, perché né carne né sangue te lo hanno rivelato, ma il Padre mio che è nei Cieli. E Io a te dico: tu sei Pietro e su questa pietra edificherò la mia Chiesa e le potenze degli inferi non prevarranno su di essa. A te darò le chiavi del Regno dei Cieli: tutto ciò che legherai sulla terra sarà legato nei Cieli, e tutto ciò che scioglierai sulla terra sarà sciolto nei Cieli». Allora ordinò ai discepoli di non dire ad alcuno che Egli era il Cristo. Da allora Gesù cominciò a spiegare ai suoi discepoli che doveva andare a Gerusalemme e soffrire molto da parte degli anziani, dei capi dei sacerdoti e degli scribi, e venire ucciso e risorgere il terzo giorno.  Pietro Lo prese in disparte e si mise a rimproverarlo dicendo: «Dio non voglia, Signore; questo non ti accadrà mai». Ma Egli, voltandosi, disse a Pietro: «Va’ dietro a me, Satana! Tu mi sei di scandalo, perché non pensi secondo Dio, ma secondo gli uomini!». Parola del Signore

Commento di Padre Giulio Maria Scozzaro

La figura che ricordiamo oggi è di grande rilievo nella Chiesa ed è il Patrono dei parroci, il loro modello di vita, eppure arrivò al sacerdozio con grande difficoltà, non era un teologo anzi aveva evidenti difficoltà nell’apprendimento teologico.

San Giovanni Maria Vianney è conosciuto come il Santo Curato d’Ars, quindi è il Santo Parroco per antonomasia, è l’attributo più noto del Santo di oggi, egli viene indicato esclusivamente come Curato (Parroco).

Curato si utilizzava per significare colui che curava le anime, il Sacerdote, incaricato per missione di prendersi cura delle anime!

La storia racconta che San Giovanni Maria Vianney quando era un seminarista non mostrava alcuna attitudine allo studio, un grande amore per la Teologia quello sì, ma non aveva l’idoneità necessaria per proseguire gli studi e pensavano di cacciarlo dal seminario.

Fu un Sacerdote più anziano a ricevere l’ispirazione di aiutarlo, notando la sua profonda spiritualità e la determinazione nel voler servire Gesù. Senza l’aiuto del Sacerdote la Chiesa non avrebbe avuto questo umile e potente Santo e milioni di credenti non lo avrebbero raggiunto in uno sperduto paesino di 300 persone per confessarsi e iniziare un vero cammino di Fede.

Il ragionamento fatto al Vescovo fu proprio questo, di ordinarlo Sacerdote anche se aveva una cultura non brillante e di inviarlo in un paesino sperduto con poche persone. «Non sarà un dotto ma sicuramente un buon parroco».

Diventerà il Patrono dei Parroci non per la cultura teologica ma per la sua eccezionale Fede.

La carità intesa come amore donativo, spinse il Santo Curato d’Ars a consumarsi per la Chiesa e la salvezza delle anime!

Visse in modo eroico la sua vocazione, fece della sua vita una donazione totale a Gesù, con la missione di compiere la Volontà di Dio.

Oggi la Chiesa ha urgente necessità di tanti Parroci come San Giovanni Maria Vianney, anche se molti buoni e bravi Sacerdoti si adoperano per le anime, sono una minoranza rispetto a quanti hanno tradito e scelto il modernismo, una visione di Chiesa che si apre al mondo per diventare come piace al mondo.

QUESTO MODO DI INTERPRETARE L’APERTURA AL MONDO NON VIENE DALLO SPIRITO SANTO, EGLI NON CONTRADDICE IL VANGELO DI GESÙ.

La prostituzione della vocazione sacerdotale si orienta verso il denaro, il potere e la carriera. Ne sanno qualcosa diversi Vescovi.

L’esempio comunque ci permette di capire che la Chiesa di Gesù Cristo che ha migliaia di modelli e li presenta al mondo come Santi, non deve cadere nella trappola della mondanità, altrimenti entra nel secolarismo che si oppone alla Chiesa e la vuole sradicare.

Secolarismo indica tutto ciò che non appartiene alla Religione, in senso assoluto al Cristianesimo. Per molti si intende una serie di trasformazioni sociali, che portano una Nazione ad adottare una cultura più laica, da un lato eliminando l’ingerenza dello Stato nella sfera religiosa e dall’altro indirizzando la popolazione verso l’ateismo.

IL SECOLARISTA È LA PERSONA CHE LIMITA LA PROPRIA VISUALE ALLE COSE DEL MONDO, CHE NON VEDE O SI RIFIUTA DI VEDERE LE COSE ALLA LUCE DELL’ETERNITÀ. È UNA RISTRETTEZZA MENTALE, ANCHE SE LIBERAMENTE VOLUTA. IL SECOLARISMO SIGNIFICA NEGAZIONE DELL’ETERNITÀ, RIFIUTO DI CREDERE CHE UNA TAL COSA SIA POSSIBILE.

La presenza di ottimi Parroci in questo mondo che rifiuta Dio è necessaria come l’ossigeno per il corpo. La nostra Parrocchia virtuale deve prendersi incarico di pregare ogni giorno per tutti i Sacerdoti del mondo, per la rivitalizzazione spirituale dei tiepidi e la vera conversione dei dissipati.

È necessario per molti Sacerdoti ricominciare con una nuova determinazione, con il convinto proponimento di lavorare nella Vigna di Dio senza preoccuparsi più degli interessi personali e opposti alla spiritualità che ci viene dal Vangelo.

Per ricominciare è indispensabile chiedere sempre a Gesù l’umiltà, meditare sulla propria miseria umana per dare piena gloria al Signore.

Tutto il Bene arriva da Gesù, noi Sacerdoti siamo solo strumenti nelle sue mani, SIAMO NULLA DAVANTI A LUI e tali dobbiamo considerarci.

Pensare bassamente di sé non è uno svilimento della propria persona o un esercizio autopunitivo, questi pensieri permettono al contrario di capire chi siamo veramente e ci aiutano anche a scoprire cosa ci chiede Dio in ogni circostanza.

Il Santo Curato d’Ars era forse agevolato in questo esercizio spirituale. Era la sua elevata Fede a permettergli di stare vicino a Dio e di possedere una immensa Luce che illuminava la sua piccolezza e così divenne un Santo che sapeva consigliare e leggere nei cuori.

L’umiltà la può praticare anche un re di questo mondo, un ricco, uno scienziato, ma non come il più grande teologo latino San Tommaso d’Aquino. Il più grande teologo e maestro del Cristianesimo possedeva un’umiltà disarmante. Per questo poteva leggere nei misteri di Dio, almeno quello che gli veniva concesso. Ma nessun teologo più di Lui.

Tutti dobbiamo chiedere ogni giorno l’umiltà e leggere meditazioni su questa straordinaria virtù. Quando siete tentati da cattivi pensieri pregate subito, resistete pensando ad altro e fate atti di sincera umiltà, così facendo i diavoli si allontaneranno da voi.

Lo stesso avviene quando obbedite alla Parola di Dio, alla sua Volontà: anche dinanzi all’obbedienza a Dio i diavoli reagiscono e lasciano la persona tentata, altrimenti rimangono e mettono su casa.

1 Ave Maria per Padre Giulio

«O Augusta Regina del Cielo e Sovrana degli Angeli, a Te che hai ricevuto da Dio la missione di schiacciare la testa di satana, io chiedo umilmente di mandare legioni celesti, perché al tuo cospetto inseguano i demoni, li combattano, reprimano la loro audacia, liberino da ogni male e da ogni persecuzione Padre Giulio e li respingano nell’abisso. Amen».

3 Ave Maria…

Nel nostro sito numerosi articoli interessanti, libri e altro:www.gesuemaria.it

Gesù fece fuggire i diavoli per la Fede di una pagana – 03 Agosto 2022 0

Gesù fece fuggire i diavoli per la Fede di una pagana – 03 Agosto 2022

Mercoledì 3 agosto 2022

XVIII Settimana del Tempo Ordinario

+ VANGELO (Mt 15,2128)

Donna, grande è la tua Fede!

Dal Vangelo secondo Matteo

In quel tempo, Gesù si ritirò verso la zona di Tiro e di Sidòne. Ed ecco una donna Cananea, che veniva da quella regione, si mise a gridare: «Pietà di me, Signore, figlio di Davide! Mia figlia è molto tormentata da un demonio». Ma Egli non le rivolse neppure una parola. Allora i suoi discepoli gli si avvicinarono e Lo implorarono: «Esaudiscila, perché ci viene dietro gridando!». Egli rispose: «Non sono stato mandato se non alle pecore perdute della casa d’Israele». Ma quella si avvicinò e si prostrò dinanzi a Lui, dicendo: «Signore, aiutami!». Ed Egli rispose: «Non è bene prendere il pane dei figli e gettarlo ai cagnolini». «È vero, Signore, -disse la donna- eppure i cagnolini mangiano le briciole che cadono dalla tavola dei loro padroni». Allora Gesù le replicò: «Donna, grande è la tua Fede! Avvenga per te come desideri». E da quell’istante sua figlia fu guarita. Parola del Signore

Commento di Padre Giulio Maria Scozzaro

Da una lettura veloce il testo mostra Gesù poco interessato alle continue richieste di una donna pagana, una cananea che si trovava in Fenicia e si rivolgeva a Colui indicato dai suoi conoscenti come il Profeta atteso. Erano state queste informazioni a suscitare nella donna una Fede che non era stata indotta dalla necessità, ma dall’amore.

Gesù seguiva l’itinerario di evangelizzazione nei territori delle città di Tiro e Sidone, città pagane e molto lontane dalla fede ebraica.

Sappiamo che i cananei, discendenti di Canaan, figlio di Cam, erano stati riprovati da Dio per la loro nefanda idolatria e per la loro corruzione morale, che al tempo di Giosuè era giunta ormai al colmo. Questo spiega la resistenza di Gesù alla richiesta che fa la donna. I cananei, come i pagani in genere, erano chiamati «cani» per le ragioni già dette.

La risposta che Gesù diede alla donna cananea che chiedeva un esorcismo, la liberazione della figlia posseduta dai diavoli, è più di una liquidazione fatta addirittura con riluttanza, un atteggiamento che forse si addice poco al Signore. Se Egli percorreva le terre dell’antica Fenicia per convertire tutti, qual era la ragione della sua risposta così avversa?

Il Vangelo narra che la donna Lo implorava di esorcizzare la figlia indemoniata, «si mise a gridare: “Pietà di me, Signore, figlio di Davide! Mia figlia è molto tormentata da un demonio”. Ma Egli non le rivolse neppure una parola».

Ogni minima azione e reazione di Gesù è perfetta, quindi, dobbiamo trovare nella donna la ragione della risposta ricevuta, perché il Signore si trovava in quella regione per evangelizzare, portava il messaggio nuovo della Buona Novella per farlo conoscere a tutti.

E a chi chiedeva di esaudire la donna, all’inizio rispose: «Non sono stato mandato se non alle pecore perdute della casa d’Israele».

I primi a stupirsi del silenzio di Gesù, della sua impassibilità, furono i discepoli che -si noti bene- non tanto per compassione verso la cananea, ma per liberare Gesù dalla importuna resistenza di lei, nell’implorarLo gli dissero: «Esaudiscila».

Mai era accaduta, né accadrà, una cosa simile, nella vita pubblica di Gesù.

E Gesù spiegò ai discepoli le ragioni del suo atteggiamento verso di lei: questa donna non appartiene al popolo di Israele e vuol beneficiare di un dono riservato solo alle «pecore perdute» del suo popolo.

La donna quando sentì le parole di Gesù non si arrese. La sua Fede era forte, non si è abbattuta nonostante il rifiuto di Gesù.

L’atteggiamento del Signore in realtà intendeva suscitare una Fede sincera verso Lui, vedeva quanto era grande la sofferenza di quella madre e ne aveva sicuramente compassione. La donna però doveva mostrare che la sua richiesta di aiuto a Gesù era piena di Fede e che Lo considerava il vero Messia, per questo Gesù mostrava indifferenza.

Non è la sola sofferenza a farci meritare i miracoli, essa deve essere preceduta e accompagnata dai Sacramenti e dalla preghiera.

La cananea era convinta che solo Gesù aveva la potenza di liberare sua figlia. La sua richiesta era piena di speranza, non solo gridava la sua tragedia di madre che vedeva la figlia indemoniata, il suo grido era la conferma di una grande Fede in Gesù.

Gesù fu costretto a fermarsi e a rivolgerle la parola, si fermò perché conobbe lì la Fede della donna, probabilmente accresciutasi nei momenti concitati della sua richiesta di aiuto. Non appena trovò la Fede nella cananea, Gesù si fermò e l’ascoltò.

La donna si era convertita davvero, credeva nell’Onnipotenza del Signore e mostrava così di non essere più una pagana, aveva appena scoperto la perla preziosa. «Signore, aiutami!». Gesù però non era ancora soddisfatto della sua richiesta, la cananea non meritava nulla davanti a Dio.

«Non è bene prendere il pane dei figli e gettarlo ai cagnolini».

«È vero, Signore, -disse la donna- eppure i cagnolini mangiano le briciole che cadono dalla tavola dei loro padroni».

Gesù che vede tutto e conosce i pensieri di ognuno, aspettava queste parole per esaudire la preghiera di quella donna.

Lo sguardo dolcissimo di Gesù si posò su di lei e incontrò lo sguardo implorante non tanto di una madre in pena per la figlia, ma di una madre che adorava Dio e supplicava aiuto per la figlia indemoniata.

«Gesù le replicò: “Donna, grande è la tua Fede! Avvenga per te come desideri”. E da quell’istante sua figlia fu guarita».

La Fede della donna toccò il Cuore di Gesù, non la condizione della figlia posseduta dai diavoli, occorreva l’intervento del Signore. I diavoli fuggirono subito al comando di Gesù. L’umiltà della donna aveva commosso il Figlio di Dio.

Ella meritò per la Fede e non per la sofferenza.

Così è per ognuno di noi: noi meritiamo anche i miracoli impossibili se abbiamo sincera Fede nel vero Dio che si è manifestato in Gesù di Nazaret e i soli autentici seguaci sono i cristiani! È un Dio che ama tutti e vuole la salvezza di tutti, ma dona le Grazie a chi ha Fede in Cristo e le merita.

1 Ave Maria per Padre Giulio

«O Augusta Regina del Cielo e Sovrana degli Angeli, a Te che hai ricevuto da Dio la missione di schiacciare la testa di satana, io chiedo umilmente di mandare legioni celesti, perché al tuo cospetto inseguano i demoni, li combattano, reprimano la loro audacia, liberino da ogni male e da ogni persecuzione Padre Giulio e li respingano nell’abisso. Amen».

3 Ave Maria…

Nel nostro sito numerosi articoli interessanti, libri e altro:www.gesuemaria.it

Il Perdono d’Assisi chiesto da San Francesco a Gesù – 02 Agosto 2022 0

Il Perdono d’Assisi chiesto da San Francesco a Gesù – 02 Agosto 2022

Martedì 2 agosto 2022

XVIII Settimana del Tempo Ordinario

Santa Maria degli Angeli alla Porziuncola
Perdono d’Assisi

+ VANGELO (Lc 1,26-33)

Hai trovato Grazia presso Dio.

+ Dal Vangelo secondo Luca

In quel tempo, l’Angelo Gabriele fu mandato da Dio in una città della Galilea, chiamata Nazaret, a una Vergine, Sposa di un uomo della casa di Davide, chiamato Giuseppe. La Vergine si chiamava Maria. Entrando da Lei, disse: «Ti saluto, o piena di Grazia, il Signore è con Te». A queste parole Ella rimase turbata e si domandava che senso avesse un tale saluto. L’Angelo le disse: «Non temere, Maria, perché hai trovato Grazia presso Dio. Ecco concepirai un figlio, Lo darai alla luce e Lo chiamerai Gesù. Sarà grande e chiamato Figlio dell’Altissimo; il Signore Dio gli darà il trono di Davide suo padre e regnerà per sempre sulla casa di Giacobbe e il suo Regno non avrà fine». Parola del Signore

Commento di Padre Giulio Maria Scozzaro

Questa di oggi è una solennità vissuta con particolare intensità nel mondo francescano ma non è solo una festa francescana. È una ricorrenza meravigliosa rivolta all’umanità, riguarda tutti, soprattutto i peccatori ostinati e quanti, pur pregando, non riescono a rimanere sempre fedeli al Vangelo.

Gesù anche in questa circostanza non si è dimenticato dei peccatori, di tutti i lontani da Lui, dei cristiani che trovano molta difficoltà nell’osservare i Comandamenti. Gesù mostra il suo Volto mite e amabile, dice a tutti di non temerLo ma di amarLo, perché EGLI È BUONO.

Dice a tutti di cercarLo perché Egli è il più importante tesoro, una perla unica e speciale.

D’altronde, cosa non si fa per ottenere quello che piace?

Il punto iniziale è questo: Gesù fa parte dei nostri pensieri?

È presente nella giornata che trascorriamo tra impegni e preoccupazioni?

È davvero il Signore della nostra vita e la Persona indispensabile?

Dio ha creato l’uomo e la donna e non vuole perderli eternamente, non vuole lasciarli in balìa del Male e della corruzione dilagante, per questa ragione ha concesso a San Francesco d’Assisi una indulgenza che dimostra il suo infinito Amore anche per i più ribelli peccatori.

Per tutti c’è speranza, questo è il messaggio del «Perdono d’Assisi».

La storia del «Perdono d’Assisi» è commovente e la sintetizzo.

Nella piccola Chiesa che si trova all’interno della Basilica di Santa Maria degli Angeli in Assisi, Frate Francesco in una notte di luglio 1216, mentre se ne stava in ginocchio innanzi al piccolo altare della Porziuncola, immerso in preghiera, vide all’improvviso uno sfolgorante chiarore rischiarare le pareti dell’umile Chiesa.

Gli apparvero Gesù e Maria Santissima seduti in trono, circondati da uno stuolo di Angeli. Il Signore conosceva già i pensieri di Frate Francesco ma lo stesso chiese al suo Servo quale Grazia desiderasse per il bene degli uomini. Il Santo manifestò il suo grande interesse per la salvezza eterna di tutti i peccatori e fece una richiesta davvero insolita.

«POICHÉ È UN MISERO PECCATORE CHE TI PARLA, O DIO MISERICORDIOSO, EGLI TI DOMANDA PIETÀ PER I SUOI FRATELLI PECCATORI; E TUTTI COLORO I QUALI, PENTITI, VARCHERANNO LE SOGLIE DI QUESTO LUOGO, ABBIANO DA TE O SIGNORE, CHE VEDI I LORO TORMENTI, IL PERDONO DELLE COLPE COMMESSE».

Chiedeva una speciale indulgenza per tutti i peccatori che si fossero recati in quella Chiesa, chiedeva un perdono straordinario.

«Quello che Tu chiedi, o Frate Francesco, è grande -gli disse Gesù-, ma di maggiori cose sei degno e di maggiori ne avrai. Accolgo quindi la tua preghiera, ma a patto che tu domandi al mio Vicario in terra, da parte mia, questa indulgenza».

Si trattava dell’indulgenza del Perdono. Una richiesta audace di Frate Francesco e una risposta misericordiosa di Gesù buono.

Dalle parole di Frate Francesco si comprende che pregava giorno e notte per la conversione dei peccatori e questa sete di salvare le anime indica una spiritualità intensa. Come hanno fatto altri Santi, uno dei più grandi che conosciamo bene è stato Padre Pio.

Gesù rimase commosso per quanto chiedeva Frate Francesco, una Grazia speciale per tutti i peccatori, e gli disse di rivolgersi e chiedere a Papa Onorio III in quanto Vicario di Cristo in terra, per l’approvazione di tale meravigliosa indulgenza.

Anche se diversi Cardinali trovarono eccessiva la richiesta di Frate Francesco, il vero uomo di Dio, Papa Onorio III si commosse e per obbedire a Gesù e per la salvezza delle anime, concesse l’indulgenza perché essa liberasse «dalla colpa e dalla pena in Cielo e in terra, dal giorno del Battesimo al giorno e all’ora dell’entrata in questa Chiesa».

Nelle parole di Gesù troviamo il suo infinito Amore per ognuno di noi, per tutti i peccatori, perché ricordiamolo: «Non sono i sani che hanno bisogno del medico, ma i malati» (Mt 9,12).

Con la concessione di questa meravigliosa indulgenza, Gesù dice perpetuamente a tutti i peccatori di non temerLo, di recarsi ad Assisi in qualsiasi periodo dell’anno oppure da mezzogiorno dell’1 agosto fino alla mezzanotte del 2 agosto in qualsiasi Chiesa del mondo e, pentiti, chiedere perdono nella Confessione di tutti i peccati, compiendo alcuni atti.

La solennità della Porziuncola di Assisi è la più famosa delle indulgenze concesse dalla Chiesa ai credenti che con le dovute disposizioni si recano in Chiesa per ricevere questo dono impagabile.

L’INDULGENZA 

è la totale o parziale remissione innanzi a Dio della PENA temporale dovuta per i peccati (già cancellati nella Confessione per quanto riguarda la COLPA), concessa dalla Chiesa ai vivi a modo di completa e definitiva assoluzione, e ai defunti a modo di suffragio.

Ottenere l’indulgenza totale per un cattolico corrisponde alla più grande Grazia ricevuta, ma è alquanto impegnativa per il distacco che bisogna raggiungere anche dai peccati veniali. Non significa non compierli più, ma bisogna possedere una purità interiore elevata da non desiderare più di compierli.

Il PERDONO D’ASSISI è un’indulgenza plenaria che, nella Chiesa può essere ottenuta dai propri fedeli da mezzogiorno dell’1 agosto alla mezzanotte del 2 agosto di ogni anno.

Secondo il Manuale delle indulgenze della Chiesa per ottenere l’indulgenza plenaria un fedele, distaccato dal peccato, deve:

confessarsi, per ottenere il perdono dei peccati;

fare la Comunione Eucaristica, per essere spiritualmente unito a Cristo;

pregare secondo le intenzioni del Papa: il Padre nostro, l’Ave Maria e il Gloria al Padre;

recitare il Credo e il Padre nostro;

visitare una Chiesa francescana o, in alternativa, una Chiesa parrocchiale.

La Confessione e la Comunione possono essere fatte anche alcuni giorni prima o dopo le date previste (nell’arco di una settimana). La visita e la preghiera devono essere fatte da mezzogiorno dell’1 agosto fino alla mezzanotte del 2 agosto.

L’indulgenza plenaria si può ottenere una volta al giorno, per sé o per i defunti.

1 Ave Maria per Padre Giulio

«O Augusta Regina del Cielo e Sovrana degli Angeli, a Te che hai ricevuto da Dio la missione di schiacciare la testa di satana, io chiedo umilmente di mandare legioni celesti, perché al tuo cospetto inseguano i demoni, li combattano, reprimano la loro audacia, liberino da ogni male e da ogni persecuzione Padre Giulio e li respingano nell’abisso. Amen».

3 Ave Maria…

Nel nostro sito numerosi articoli interessanti, libri e altro:www.gesuemaria.it

I miracoli si ottengono con la Fede – 01 Agosto 2022 0

I miracoli si ottengono con la Fede – 01 Agosto 2022

Lunedì 1 agosto 2022

XVIII Settimana del Tempo Ordinario

+ VANGELO (Mt14,1321)

Tutti mangiarono e furono saziati.

Dal Vangelo secondo Matteo

In quel tempo, avendo udito della morte di Giovanni Battista, Gesù partì di là su una barca e si ritirò in un luogo deserto, in disparte. Ma le folle, avendolo saputo, Lo seguirono a piedi dalle città. Sceso dalla barca, Egli vide una grande folla, sentì compassione per loro e guarì i loro malati. Sul far della sera, gli si avvicinarono i discepoli e gli dissero: «Il luogo è deserto ed è ormai tardi; congeda la folla perché vada nei villaggi a comprarsi da mangiare». Ma Gesù disse loro: «Non occorre che vadano; voi stessi date loro da mangiare». Gli risposero: «Qui non abbiamo altro che cinque pani e due pesci!». Ed Egli disse: «Portatemeli qui». E, dopo aver ordinato alla folla di sedersi sull’erba, prese i cinque pani e i due pesci, alzò gli occhi al cielo, recitò la benedizione, spezzò i pani e li diede ai discepoli, e i discepoli alla folla. Tutti mangiarono a sazietà, e portarono via i pezzi avanzati: dodici ceste piene. Quelli che avevano mangiato erano circa cinquemila uomini, senza contare le donne e i bambini. Parola del Signore

Commento di Padre Giulio Maria Scozzaro

Questo episodio ci ricorda quanto avvenuto agli israeliti nel deserto, quando mangiavano la manna e si lamentavano. Mangiavano gratuitamente non il cibo che piaceva a loro, anche se la manna era buona, il lamento scaturiva dal ricordo delle cibarie in Egitto e le preferivano, anche nella condizione di schiavitù.

Spesso si preferisce vivere in condizioni pietose pur di soddisfare le passioni disordinate e divertirsi senza criterio, dissennatamente. Mentre la principale preoccupazione deve riguardare lo stato interiore, quindi l’anima, la sua pace e gioia, l’armonia che si trasmette in tutta la persona.

In questo modo possono coesistere le due cose: l’anima che dimora in Dio e i momenti piacevoli di allegro divertimento.

L’anima che si nutre della Parola di Dio è allegra e trasmette molta serenità a tutta la persona. Le cause che disturbano l’anima, oltre i peccati, sono i desideri imperniati sui vizi, i pensieri negativi che navigano incontrollati nella mente.

Gli ebrei si lamentavano con Mosè per il cibo che mangiavano nel deserto, non erano capaci di rinnegarsi, fino a costringere Mosè e rivolgersi a Dio e a chiedere di morire per non sentire più il lamento del popolo. Mosè avvertiva con profonda amarezza la delusione degli ebrei, seppure ingiustificata e impulsiva, ma lui aveva un cuore buono e chiese a Dio di morire per non ascoltare più quella gente.

«Mosè disse al Signore: “Perché hai trattato così male il tuo servo?”. “Se mi devi trattare così, fammi morire piuttosto, fammi morire!”».

Dio non aveva trattato male nessuno, Mosè e il popolo non comprendevano l’insegnamento fondamentale per diventare un vero popolo. Era la strada della conversione che dovevano compiere gli israeliti per lasciare la vecchia mentalità e cominciare una nuova vita, osservando i 10 Comandamenti.

I lamenti degli ebrei erano quindi immotivati, anche se per loro erano opportuni, ma nella piena cecità intellettuale.

È sempre così quando non si conosce la Volontà di Dio e si cercano soluzioni umane.

Nelle scelte di vita in cui non conta l’esperienza ma necessita la Luce soprannaturale, quelli che non pregano e non seguono docilmente Gesù prendono sbandate paurose e rischiano anche il tracollo sotto ogni aspetto, anche della vita eterna.

Quanti pregano e ascoltano i consigli del Padre spirituale sono tranquilli e scelgono la Volontà di Dio, ricevendo maggiore Grazia da Lui.

Per questo milioni di credenti andavano da Padre Pio a chiedere consigli, anche persone dotte e moltissime anime molto avanti nel cammino di Fede. Umilmente si confrontavano con un Santo e le risposte rispecchiavano sempre la Volontà di Dio.

La mentalità umana è miope nelle cose spirituali, inoltre giudica dalle apparenze e non può capire la Verità di Dio. Bisogna entrare in sintonia con Lui.

Nel Vangelo di oggi vediamo che la folla al seguito di Gesù non si lamentava, mangiava pani e pesci e rimaneva contenta. Per ottenere quel cibo erano avvenuti alcuni scambi di richieste e Gesù aveva incaricato i discepoli a provvedere. Gesù non ascoltava le rimostranze dei discepoli che mostravano cinque pani e due pesci, praticamente nulla per migliaia di persone.

Gesù non reagì come Mosè, non si poteva lamentare perché era Dio, fece un portentoso miracolo, mostrando ancora una volta la sua Onnipotenza.

Il miracolo è avvenuto dopo che i discepoli si resero disponibili, quindi, non si ottiene nulla se non si esegue la Volontà di Dio. «“Non occorre che vadano; voi stessi date loro da mangiare”. Gli risposero: “Qui non abbiamo altro che cinque pani e due pesci!”. Ed Egli disse: “Portatemeli qui”».

La docilità dei discepoli alle parole sorprendenti di Gesù, è l’atteggiamento migliore per diventare veri amici del Signore.

Gesù ha anticipato il miracolo dell’Eucaristia, ha spezzato il pane e lo ha benedetto, esso si moltiplicava ininterrottamente nelle ceste e furono sfamate migliaia di persone. Poteva sfamarne anche milioni, il cibo si sarebbe moltiplicato all’infinito.

«Tutti mangiarono a sazietà». Gesù vuole sempre sfamare tutti quelli che Lo cercano con cuore puro e Lo adorano più di ogni cosa.

1 Ave Maria per Padre Giulio

«O Augusta Regina del Cielo e Sovrana degli Angeli, a Te che hai ricevuto da Dio la missione di schiacciare la testa di satana, io chiedo umilmente di mandare legioni celesti, perché al tuo cospetto inseguano i demoni, li combattano, reprimano la loro audacia, liberino da ogni male e da ogni persecuzione Padre Giulio e li respingano nell’abisso. Amen».

3 Ave Maria…

Nel nostro sito numerosi articoli interessanti, libri e altro:www.gesuemaria.it

L’effimera sicurezza materiale – 31 Luglio 2022 0

L’effimera sicurezza materiale – 31 Luglio 2022

Domenica 31 luglio 2022

XVIII DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO

+ VANGELO (Lc 12,13-21)

Quello che hai preparato, di chi sarà?

Dal Vangelo secondo Luca

In quel tempo, uno della folla disse a Gesù: «Maestro, dì a mio fratello che divida con me l’eredità». Ma Egli rispose: «O uomo, chi mi ha costituito giudice o mediatore sopra di voi?». E disse loro: «Fate attenzione e tenetevi lontani da ogni cupidigia perché, anche se uno è nell’abbondanza, la sua vita non dipende da ciò che egli possiede». Poi disse loro una parabola: «La campagna di un uomo ricco aveva dato un raccolto abbondante. Egli ragionava tra sé: “Che farò, poiché non ho dove mettere i miei raccolti? Farò così -disse-: demolirò i miei magazzini e ne costruirò altri più grandi e vi raccoglierò tutto il grano e i miei beni. Poi dirò a me stesso: Anima mia, hai a disposizione molti beni, per molti anni; riposati, mangia, bevi e divertiti!”. Ma Dio gli disse: “Stolto, questa notte stessa ti sarà richiesta la tua vita. E quello che hai preparato, di chi sarà?”. Così è di chi accumula tesori per sé e non si arricchisce presso Dio». Parola del Signore

Commento di Padre Giulio Maria Scozzaro

Nel mondo conta solo la ricchezza materiale, in ogni epoca storica c’è stata questa inclinazione ma oggi coinvolge la maggioranza della popolazione. Non si tratta solo di beni per vivere dignitosamente, l’egoismo ha introdotto in tantissimi l’idolo della ricchezza, intesa quantomeno come agiatezza per soddisfare tutti i capricci.

Si obbedisce con molta debolezza alle accattivanti pubblicità televisive.

Si comprano tante cose non indispensabili, oggetti, abbigliamenti e sfizi non necessari e ricercati. Quanti sono schiavi di questa divoratrice mentalità, non hanno alcun desiderio di compiere un cammino di Fede oppure se vanno in Chiesa è un atto inutile.

Pensare in modo tormentoso ad un benessere di molto superiore alle reali necessità, è una depressione pericolosa, comporta quasi sempre conseguenze psicofisiche rilevanti. Si può entrare in una fase di turbamento mentale che supera di molto la stessa ansia.

I soldi sono necessari per vivere, Dio desidera una vita decorosa per tutti gli esseri umani, nessuno escluso. È un Padre che guarda con amarezza la disuguaglianza sociale presente nel mondo, dove le ricchezze le posseggono in pochi e della povertà si nutrono miliardi di persone.

Abbiamo visto molto spesso anche in Italia che numerosi di quanti hanno intrapreso l’impegno per eliminare la disuguaglianza sociale, sono diventati benestanti o ricchi, proprietari e padroni, ed è una contraddizione vergognosa. Comprano barche, ville importanti, conducono uno stile di vita principesca.

Tanti dittatori comunisti nel secolo scorso hanno schiavizzato miliardi di persone, hanno ingannato quasi tutti con la teoria del collettivismo, una economia statalizzata, il controllo di tutto da parte dello Stato, separando due condizioni di vita: la loro e quella del popolo.

I dittatori e i cortigiani vivevano e mangiavano nell’opulenza dei ricchi, il popolo affamato con il denaro per sopravvivere qualche giorno.

Non è Dio a scegliere chi deve essere ricco e chi povero, è l’uomo malvagio a decidere la povertà di miliardi di persone.

Quello che noto, tra tante altre cose, è l’assoluta mancanza del senso della realtà che si è impadronito dei potenti del mondo e vivono senza Dio. Non avvertono più il pericolo di una guerra atomica e non pensano al rischio delle loro vite. Amano sfidare i nemici e affidarsi all’imprevedibile con grande sfrontatezza.

Questa si chiama irragionevolezza.

La mente priva di Dio è tortuosa, oscura e inesplicabile per la stessa persona.

I non credenti hanno una visione immaginaria della vita, ingannevole e opposta alla Volontà di Dio. I politici atei sono il più grande pericolo.

Lo notiamo in un cittadino ateo, senza valori morali ed è pericoloso per se stesso, per le scelte e la mancanza degli insegnamenti di Gesù, e mancando i doni dello Spirito Santo, i sette vizi comandano e dirigono pensieri e azioni solo verso il Male. Salvo poche eccezioni.

Ci sono atei garbati e affabili, ma senza i valori cristiani la visione della loro vita ha orizzonti opposti al Vangelo. Per loro il peccato non esiste, non c’è inferno e rifiutano l’idea dell’aldilà. Tutto è ammesso, non c’è limite alle trasgressioni! Tutto si svolge in questa vita e cercano di soddisfare ogni vizio.

Nel Vangelo di oggi Gesù spiega che non bisogna mai riporre la sicurezza nei beni materiali: «Fate attenzione e tenetevi lontani da ogni cupidigia perché, anche se uno è nell’abbondanza, la sua vita non dipende da ciò che egli possiede».

Per spiegare il significato racconta una parabola, dove un ricco è protagonista di un ragionamento pragmatico e allo stesso tempo sprovveduto. È felice per la ricchezza aumentata, per gli abbondanti raccolti e dice tra sé: «Anima mia, hai a disposizione molti beni, per molti anni; riposati, mangia, bevi e divèrtiti!».

Così ragiona l’uomo sciocco senza Dio: raccoglie molto denaro, illuso di vivere mille anni e di spassarsela nelle ricchezze accumulate.

GESÙ TERMINA LA PARABOLA COSÌ: «STOLTO, QUESTA NOTTE STESSA TI SARÀ RICHIESTA LA TUA VITA. E QUELLO CHE HAI PREPARATO, DI CHI SARÀ?».

Molte persone ricche sono state sfrenate e intrepide nella vita per accumulare tante ricchezze, ma gli anni aumentano anche per loro e poi cosa ne faranno di tutti i beni? Li lasceranno ai figli e ai nipoti? Questo è il modo per non amare figli e nipoti.

Lasciare beni ai figli per vivere dignitosamente è ragionevole, ma lasciare ricchezze per renderli arroganti e oziosi, senza la preoccupazione di una professione acquisita per non vivere da sfaticati, con una superbia paralizzante, l’ostentazione nauseante… è la rovina eterna di figli e nipoti. Salvo eccezioni.

I genitori ricchi che si preoccupano della dignità e della salvezza dei loro figli, non lasciano ad essi decine di milioni di euro. Li fanno lavorare!

Un ricco americano ha detto che lascerà ai figli i soldi sufficienti per vivere dignitosamente, pagherà gli studi e li farà laureare, comprerà buone case dove vivere e uffici dove lavorare con la loro professione, ma essi dovranno impegnarsi nelle loro professioni per guadagnare i soldi.

Questo ricco sembra anacronistico maegli ama davvero i suoi figli, è molto lucido sul pericolo dell’eccessivo denaro e per i suoi figli desidera il meglio, si preoccupa di tirare fuori i loro talenti e di farli faticare, lavorare per capire il valore del denaro.

Non li abbandona all’ozio di una vita inutile come viene condotta da molti ricchi. Molti ricchi nell’aldilà malediranno le loro ricchezze!

Chi vive nel benessere deve riflettere: «Gesù mi ha permesso molto denaro e beni materiali, che ne farò?». Gesù dice di compiere opere buone!

1 Ave Maria per Padre Giulio

“O Augusta Regina del Cielo e Sovrana degli Angeli, a Te che hai ricevuto da Dio la missione di schiacciare la testa di satana, io chiedo umilmente di mandare legioni celesti, perché al tuo cospetto inseguano i demoni, li combattano, reprimano la loro audacia, liberino da ogni male e da ogni persecuzione Padre Giulio e li respingano nell’abisso. Amen”.

3 Ave Maria…

Nel nostro sito numerosi articoli interessanti, libri e altro:  www.gesuemaria.it

I falsi Pastori che vogliono distruggere la Chiesa – 30 Luglio 2022 0

I falsi Pastori che vogliono distruggere la Chiesa – 30 Luglio 2022

Sabato 30 luglio 2022

XVII Settimana del Tempo Ordinario

+ VANGELO (Mt 14,112)

Erode mandò a decapitare Giovanni e i suoi discepoli andarono a informare Gesù.

Dal Vangelo secondo Matteo

In quel tempo al tetrarca Erode giunse notizia della fama di Gesù. Egli disse ai suoi cortigiani: «Costui è Giovanni il Battista. È risorto dai morti e per questo ha il potere di fare prodigi!». Erode infatti aveva arrestato Giovanni e lo aveva fatto incatenare e gettare in prigione a causa di Erodìade, moglie di suo fratello Filippo. Giovanni infatti gli diceva: «Non ti è lecito tenerla con te!». Erode, benché volesse farlo morire, ebbe paura della folla perché lo considerava un profeta. Quando fu il compleanno di Erode, la figlia di Erodìade danzò in pubblico e piacque tanto a Erode che egli le promise con giuramento di darle quello che avesse chiesto. Ella, istigata da sua madre, disse: «Dammi qui, su un vassoio, la testa di Giovanni il Battista». Il re si rattristò, ma a motivo del giuramento e dei commensali ordinò che le venisse data e mandò a decapitare Giovanni nella prigione. La sua testa venne portata su un vassoio, fu data alla fanciulla e lei la portò a sua madre. I suoi discepoli si presentarono a prendere il cadavere, lo seppellirono e andarono a informare Gesù. Parola del Signore

Commento di Padre Giulio Maria Scozzaro

Nel mio libro «La corruzione nella Chiesa» ho riportato limpidamente come vengono attirati molti giovani universitari dai professori massoni o da altri conoscenti affiliati. I giovani più ambiziosi e con una intelligenza acuta sono selezionati e programmati per entrare in politica o all’interno della Chiesa.

Nella Chiesa l’accoglienza la fa il Vescovo anch’egli massone, il giovane viene iscritto alla facoltà di Teologia, entrando così in seminario. È molto raro che questo cammino si compia all’interno di un Ordine religioso.

Dopo l’ordinazione sacerdotale viene dato al giovane massone un incarico brillante, anche segretario del Vescovo e diventano complici. Oppure, si lancia il giovane Sacerdote massone in qualche dicastero romano per essere vicino alle leve di comando e conoscere Prelati importanti, senza dimenticare assolutamente i proni ossequi, il silenzio che viene sempre lodato, la pronta disponibilità ad attivarsi per qualsiasi comando.

Negli anni ’40 e ’50 del secolo scorso entrarono nei seminari moltissimi giovani selezionati dalla Massoneria e subito affiliati con la finalità di distruggere la Santa Chiesa una volta raggiunti ruoli autorevoli, e questo non era affatto difficile per l’aiuto di altri Prelati già sistemati nei posti chiave. Questo spiega l’irrazionale scelta di nuove dottrine eretiche di determinati Prelati e la determinazione di modificare il Vangelo.

Sappiamo che un buon numero dei giovani selezionati a quel tempo sono diventati Cardinali e Vescovi, molti di quella infornata sono morti.

Molto incisivo è il posizionamento dei teologi massoni nell’insegnamento nelle facoltà di Teologia, con l’obiettivo di cambiare la dottrina cattolica, parlando esclusivamente della necessità di modernizzare tutto: cambiare la Chiesa Cattolica in una comunità protestante.

I seminaristi massoni diventati Sacerdoti favoriscono l’impostazione eretica e modernista, essi sono senza vocazione e per loro si tratta di svolgere un mestiere ben retribuito, recitano una parte, astutamente predicano una dottrina protestante e sono favorevoli anche all’Islam. Ma non tutti i Sacerdoti favorevoli all’Islam fanno parte della schiera massonica.

Con gli insegnanti massoni o modernisti o protestanti, anche i buoni seminaristi e altri studenti sinceri che portano una vera vocazione, ricevono gli stessi insegnamenti eretici e protestanti. Molti seminari sono diventati luoghi senza Dio, senza Fede e seguaci di un falso Gesù Cristo, per questo crollano le vocazioni e molte Chiese sono senza parroci.

Questo spiega la preparazione incompleta di tanti giovani Sacerdoti e le fuorvianti teorie dottrinali. Quelli animati da una Fede sincera si documentano e pregano, ricevono la vera Luce da Dio, fino a capire che nella Chiesa si sta lavorando per eliminare il soprannaturale e livellare la Santa Chiesa alle altre religioni, dopo averla imbevuta abbondantemente di modernismo.

Poi ci sono i Prelati, Sacerdoti e teologi divorati dai vizi e dalle debolezze peccaminose, fino ad arrivare a perdere la Fede, scandalizzando i deboli.

I laici che ascoltano le prediche moderniste, seguono una falsa dottrina e non l’insegnamento del vero Magistero della Chiesa.

Sono smarriti quei cattolici che non conoscono Gesù Cristo, la dottrina, né il Vangelo e hanno l’insolenza di ergono a maestri… del nulla. Esprimono pareri favorevoli alla preghiera con i musulmani, i protestanti e tanti altri eretici, senza capire nulla della nostra Fede, e hanno la presunzione di considerare buono questo dialogo!

Gesù vuole la conversione degli eretici e non un dialogo interreligioso come se le altre religioni fossero vere. È una contraddizione un Dio che fa nascere più religioni con dottrine opposte e finalità del tutto divergenti. Eppure, nella Chiesa c’è chi afferma che è stato Dio a volere tutte le religioni, quindi ne consegue che il Cristianesimo non è l’unica e vera Religione fondata dal Figlio di Dio! Quanta stupidità, ipocrisia e doppiezza.

Noi non siamo contro né odiamo nessuna persona, amiamo tutti ma difendiamo coraggiosamente solo gli insegnamenti di Gesù Cristo.

Chi sono quelli che vogliono distruggere il Cristianesimo? Perché vogliono questo?

Esiste una grande ragnatela confezionata da quanti comandano la politica e l’economia mondiale, sono ebrei ricchissimi che controllano tutto tramite milioni di personaggi alle loro dipendenze in ogni Nazione del mondo e anche Bruxelles obbedisce ossequiosamente al Bilderberg.

Tutto scorre facilmente per gli esecutori che hanno una mentalità da terrorista e si mostrano come èlite. Sono una minoranza che però possiede autorità, potere e influenza sociale e politica. Per colpa loro nel mondo stanno succedendo tante calamità ed è solo l’inizio.

Le variazioni del clima sono inquietanti, i fenomeni atmosferici sconvolti come mai prima, è costante il movimento della Terra per gli esperimenti atomici che compiono sotto il mantello terrestre smuovendo le placche tettoniche che causano terremoti, infatti i terremoti si stanno succedendo ininterrottamente, i vulcani eruttano e stanno avvisando l’umanità…

La responsabilità di quanti partecipano al complotto contro l’umanità, è smisurata, tanto che il pianeta dove viviamo è stato massacrato da manipolazioni di ogni genere, violentato e svuotato quasi anche dell’impronta di materia creata da Dio.

San Bonaventura di Bagnoregio scriveva che «Dio ha creato tutto non per aumentare la sua gloria, ma per manifestarla e comunicarla». E il Concilio Vaticano I del 1870 precisava che «il mondo è stato creato per la gloria di Dio». QUESTA CREAZIONE DI DIO È ODIATA DAI POTENTI SENZA ANIMA E INVASATI PERCHÉ ADORATORI DI SATANA. ODIANO FORTEMENTE L’ITALIA, RICORDATELO.

Gesù Cristo non permetterà la riuscita di questo piano di morte. Noi dobbiamo pregare di più il Santo Rosario, con amore e costanza.

Vincerà Gesù Cristo e non agirà per vendetta ma per Giustizia, per riportare la sua Pace nel mondo e donerà ai suoi seguaci le Grazie necessarie.

Il Santo Rosario che dobbiamo recitare ogni giorno permette alla Madonna di sostenerci e di proteggerci in ogni circostanza. Rimaniamo fiduciosi nel suo Cuore Immacolato e chiediamo tutto quello che ci necessita.

1 Ave Maria per Padre Giulio

«O Augusta Regina del Cielo e Sovrana degli Angeli, a Te che hai ricevuto da Dio la missione di schiacciare la testa di satana, io chiedo umilmente di mandare legioni celesti, perché al tuo cospetto inseguano i demoni, li combattano, reprimano la loro audacia, liberino da ogni male e da ogni persecuzione Padre Giulio e li respingano nell’abisso. Amen».

3 Ave Maria…

Nel nostro sito numerosi articoli interessanti, libri e altro:www.gesuemaria.it

La risurrezione di Lazzaro dopo quattro giorni – 29 Luglio 2022 0

La risurrezione di Lazzaro dopo quattro giorni – 29 Luglio 2022

Venerdì 29 luglio 2022

XVII Settimana del Tempo Ordinario

Santi Marta e Lazzaro

+ VANGELO (Gv 11,1927)

Io credo che sei il Cristo, il Figlio di Dio.

Dal Vangelo secondo Giovanni

In quel tempo, molti Giudei erano venuti da Marta e Maria a consolarle per il fratello. Marta dunque, come udì che veniva Gesù, gli andò incontro; Maria invece stava seduta in casa. Marta disse a Gesù: «Signore, se Tu fossi stato qui, mio fratello non sarebbe morto! Ma anche ora so che qualunque cosa Tu chiederai a Dio, Dio te la concederà». Gesù le disse: «Tuo fratello risorgerà». Gli rispose Marta: «So che risorgerà nella risurrezione dell’ultimo giorno». Gesù le disse: «Io sono la Risurrezione e la Vita; chi crede in Me, anche se muore, vivrà; chiunque vive e crede in Me, non morirà in eterno. Credi questo?». Gli rispose: «Sì, o Signore, io credo che Tu sei il Cristo, il Figlio di Dio, Colui che viene nel mondo». Parola del Signore

Commento di Padre Giulio Maria Scozzaro

In questo brano del Vangelo vediamo che le parti si sono invertite: prima era Maria a restare ai piedi di Gesù in atto di adorazione e Marta era più distratta mentre lavorava per preparare il pranzo con i servi in onore del Maestro; adesso Maria Maddalena è ferma in casa e non corre ad accogliere il Signore, mentre Marta è vicina a Lui per «lamentarsi» della morte del fratello Lazzaro.

Il motivo della scelta di Maria Maddalena di rimanere in casa invece di correre incontro a Gesù, non fu una irriverenza, innanzitutto dimostra una spiritualità più solida e riflessiva, una forte volontà che le permetteva di agire con equilibrio e saggezza.

La morte del fratello Lazzaro causò un dramma in Maria Maddalena, era morto non solo il tanto amato fratello, per lei era stato come un padre e lui aveva lungamente pianto per la conversione della sorella. Maria Maddalena dinanzi a quella che considerava una sciagura, aveva anche modo di riflettere sulla dissipazione della vita condotta e di tutti i dispiaceri causati soprattutto a Lazzaro.

In queste circostanze riaffiorano i ricordi che sembravano svaniti ma non c’è cancellazione, semmai oblio. Il silenzio della coscienza è una pratica sbagliata percorsa anche dallo yoga, invece la coscienza deve rimanere attiva per segnalare il suo stato che si riversa sulla persona.

La potenza del Sacramento della Confessione può rimuovere i ricordi dolorosi del passato, dipende dalle disposizioni interiori del penitente. Il pentimento è indispensabile, poi l’assoluzione oltre a cancellare tutte le colpe commesse, permette la guarigione delle ferite.

Anche se rimangono le pene da espiare a causa dei peccati, è grande la gioia nell’anima in Grazia di Dio e niente è più importante di questo.

Marta al contrario di Maria Maddalena «gli andò incontro», combattuta su due fronti: voleva dire a Gesù che per lei, Lui rimaneva sempre il Figlio di Dio, nonostante la morte di Lazzaro; inoltre, doveva sfogare tutta la sua afflizione per la morte di Lazzaro, convintissima che se Gesù fosse stato lì nei giorni precedenti, non sarebbe morto. Questa è una grande prova di Fede.

LAZZARO PRIMA O POI DOVEVA MORIRE, MA NON ERA ANCORA ARRIVATO IL MOMENTO.

Gesù si trovava lontano da Betania e saputo della morte di Lazzaro, non si affrettò a recarsi a Betania ma si intrattenne in quel luogo proprio per fare trascorrere quattro giorni. Erano quattro i giorni per stabilire l’avvenuta morte di una persona, e se Gesù si fosse recato anche un giorno prima, i suoi nemici avrebbero potuto dire che Lazzaro non era in realtà morto.

Maria Maddalena era rimasta seduta in casa nell’atteggiamento di preghiera e non di delusione, era affranta dal dolore e rimaneva abbandonata in Dio, senza abbattersi né recriminare.

È l’atteggiamento della perfetta discepola, non straparla né farnetica, ma accetta l’avvenimento come Volontà di Dio.

Maria Maddalena rimase in casa senza recriminare con Gesù, come invece aveva fatto amabilmente Marta, questo manifestava l’elevata spiritualità raggiunta in poco tempo dall’ex peccatrice pubblica. È il Vangelo a dirlo, presenta una donna che è riuscita a dominare il dolore intenso e trovava in Gesù il balsamo che le donava una grande pace.

Discorso diverso per Marta. Ella era sempre in movimento per la casa quando Gesù si recava a Betania, e preparava da mangiare, ordinava la casa, si preoccupava di continuo di tutto, dava disposizioni, controllava le dispense ma quando pregava? Anche se la sua bontà era già preghiera, arrivò gradualmente alla contemplazione.

La spiritualità non ancora profonda ma intensamente piena di amore verso Gesù, in Marta si è manifestata proprio nel momento della sofferenza e venne fuori con genuinità. Anche se un po’ ha recriminato sull’assenza di Gesù, nelle sue parole era presente una Fede profonda in Lui, quindi, ha compiuto un grande atto di Fede. Gliene và dato merito.

All’inizio manifestò un’apparente lamentela: «Signore, se Tu fossi stato qui, mio fratello non sarebbe morto!». L’afflizione le fece dire questo, sapeva bene che il Signore poteva compiere l’impossibile e guarire in un attimo Lazzaro. Per questo ella si lamentò, come a dire: Tu che puoi tutto non eri qui presente mentre il tuo carissimo amico moriva.

Dopo questo iniziale rammarico, affermò quello che veramente avvertiva interiormente e lo manifestò con una grande Fede: «Ma anche ora so che qualunque cosa Tu chiederai a Dio, Dio te la concederà».

Erano comunque trascorsi quattro giorni dalla morte di Lazzaro, non si trattava solo di una risurrezione da morte, ma della ricreazione delle parti del corpo consumate dalla decomposizione.

Un miracolo ancora più grande della guarigione dalla lebbra a tantissime persone guarite da Gesù, prive di alcune parti del corpo perché consumate dalla malattia ma i lebbrosi erano vivi. Lazzaro era morto da quattro giorni.

Gesù aveva già deciso di risuscitare da morte il caro amico Lazzaro e non sono state le parole di Marta a convincerlo, comunque ella fece una grande professione di Fede in Lui: «Sì, o Signore, io credo che Tu sei il Cristo, il Figlio di Dio, Colui che viene nel mondo».

Gesù a tutti pone la domanda per suscitare o rafforzare la Fede, è la condizione per l’azione dello Spirito Santo. «Io sono la Risurrezione e la Vita; chi crede in Me, anche se muore, vivrà; chiunque vive e crede in Me, non morirà in eterno. Credi questo?».

Crediamo noi fermamente questo e lo professiamo ogni giorno con convinzione?

Nessuno viene lasciato solo se crede in Gesù Cristo. In ogni circostanza Lui rimane accanto ai credenti pieni di Fede e guarisce, protegge, libera!

1 Ave Maria per Padre Giulio

«O Augusta Regina del Cielo e Sovrana degli Angeli, a Te che hai ricevuto da Dio la missione di schiacciare la testa di satana, io chiedo umilmente di mandare legioni celesti, perché al tuo cospetto inseguano i demoni, li combattano, reprimano la loro audacia, liberino da ogni male e da ogni persecuzione Padre Giulio e li respingano nell’abisso. Amen».

3 Ave Maria…

Nel nostro sito numerosi articoli interessanti, libri e altro:www.gesuemaria.it

La vostra casa sia una Chiesa domestica – 28 Luglio 2022 0

La vostra casa sia una Chiesa domestica – 28 Luglio 2022

Giovedì 28 luglio 2022

XVII Settimana del Tempo Ordinario

+ VANGELO (Mt 13,4753)

Raccolgono i buoni nei canestri e buttano via i cattivi.

Dal Vangelo secondo Matteo

In quel tempo Gesù disse ai suoi discepoli: «Ancora, il Regno dei Cieli è simile a una rete gettata nel mare, che raccoglie ogni genere di pesci. Quando è piena, i pescatori la tirano a riva, si mettono a sedere, raccolgono i pesci buoni nei canestri e buttano via i cattivi. Così sarà alla fine del mondo. Verranno gli Angeli e separeranno i cattivi dai buoni e li getteranno nella fornace ardente, dove sarà pianto e stridore di denti. Avete compreso tutte queste cose?». Gli risposero: «Sì». Ed Egli disse loro: «Per questo ogni scriba, divenuto discepolo del Regno dei Cieli, è simile a un padrone di casa che estrae dal suo tesoro cose nuove e cose antiche». Terminate queste parabole, Gesù partì di là. Parola del Signore

Commento di Padre Giulio Maria Scozzaro

La Chiesa ha sempre mostrato grandi esempi di santità, invitando tutti a seguire le orme di Gesù perché questo è il modo per realizzarsi.

Le anime sante sono state grandi esempi di devozione e amore a Dio, caratteristiche oggi perdute in gran parte della Chiesa. Bisogna preoccuparsi delle porte chiuse delle Chiese e semmai proteggere l’Italia dall’invasione musulmana e gli italiani dalla perdita dei loro diritti.

Con molte Chiese chiuse si impedisce a milioni di credenti e anche ai non credenti che cercano Dio, di pregare, di trovare sollievo e di iniziare una nuova vita. Alle volte sono sufficienti anche pochi minuti per rientrare in sé e con la Grazia di Dio fare buoni propositi di vita che allontanano dagli errori e danno una nuova luce per vedere la realtà.

Si deve ritornare ad evangelizzare le famiglie, incontrarli nelle loro case per la recita del Rosario e permettere alla Madonna di aiutare tutti.

Dal 1973 la Madonna ha iniziato ad invitare ad organizzare Cenacoli di preghiera nelle proprie case, lo ripeteva nelle locuzioni al mistico Don Stefano Gobbi. Verranno tempi con le Chiese chiuse e senza Sante Messe, sarà una condizione che getterà nello sconforto milioni di cattolici, e potranno riprendersi con la recita del Santo Rosario. La Madonna proteggerà i suoi devoti.

Questo è il momento di rendere la propria casa come una Chiesa domestica, organizzando almeno un incontro di preghiera settimanale con vicini e parenti. Ogni giorno la famiglia deve pregare insieme e già la sola famiglia costituisce un Cenacolo di preghiera.

Non ignorate questo appello, siamo dentro l’Apocalisse ed è solo l’inizio. Si vince rimanendo fedeli a Gesù, si ottengono Grazie e grandi protezioni solo nella preghiera costante e fiduciosa. Insieme agli altri si prega con maggiore fervore e puntualità, si cresce nella Fede e la sana spiritualità migliora la persona.

In ogni casa di cattolici, veri devoti della Madonna, deve formarsi un Cenacolo di preghiera, è necessario a tutti noi non a Dio. Noi abbiamo bisogno di Lui, noi ci troviamo in questo combattimento contro il Male che si traveste in modi diversi ma lo riconosciamo dal linguaggio subdolo dei potenti e dei politici, dall’assenza di vera Fede nel Figlio di Dio.

Dobbiamo essere una grande famiglia che prega all’unisono per le intenzioni della Vergine Santa. Questa Parrocchia virtuale consacrata al Cuore Immacolato di Maria è composto da numerose migliaia di anime buone che intercedono per la conversione e la salvezza dei peccatori, e pregano ogni giorno anche per il mio sacerdozio.

La nostra mentalità è opposta a quella del mondo, non ci sorprendiamo se gli altri non comprendono il nostro impegno spirituale né la necessità della preghiera giornaliera, comunque tutti i lontani non ne capiscono l’urgenza.

Noi sappiamo bene che l’unione con Gesù e la consacrazione alla Madonna ci permettono di non rimanere schiacciati dalla violenza dei diavoli, capaci di condurre verso scelte scellerate e dannose sotto ogni aspetto.

Noi che seguiamo la Verità abbiamo facilmente incomprensioni con quanti vivono nell’inganno e nell’indifferenza subdola, dobbiamo sopportare mormorazioni e calunnie, sorrisetti di scherno, discriminazioni nell’ambiente di lavoro, la perdita di vantaggi economici o di amicizie distanti da Cristo.

Talvolta, forse anche nella nostra stessa famiglia o con gli amici, sarà necessaria una buona dose di serenità e di fortezza soprannaturale per rimanere coerenti e saldi nella Fede. E potrebbe presentarsi la tentazione, in queste incomode circostanze, di scegliere la via facile per evitare una situazione di rifiuto, di incomprensione, magari anche di canzonatura da parte degli altri, e questo a spese dell’atteggiamento che un buon cristiano deve sempre mantenere.

Può invaderci la tentazione di lasciarci travolgere dai rispetti umani, mimetizzando la nostra identità, la nostra condizione di discepoli di Cristo che vogliono vivere molto vicini a Lui, ma sarebbe un gravissimo errore. Vogliamo mostrare sempre ciò che siamo e Gesù ci ama così come siamo, ma ci invita a migliorare ogni giorno.

Dobbiamo crescere nella conoscenza di Gesù e nella Fede, occorre leggere buoni libri spirituali e il Pacchetto Fedeltà è il valido aiuto. http://www.gesuemaria.it/3695-2/

1 Ave Maria per Padre Giulio

«O Augusta Regina del Cielo e Sovrana degli Angeli, a Te che hai ricevuto da Dio la missione di schiacciare la testa di satana, io chiedo umilmente di mandare legioni celesti, perché al tuo cospetto inseguano i demoni, li combattano, reprimano la loro audacia, liberino da ogni male e da ogni persecuzione Padre Giulio e li respingano nell’abisso. Amen».

3 Ave Maria…

Nel nostro sito numerosi articoli interessanti, libri e altro:www.gesuemaria.it

Chi trova Gesù rinasce a nuova vita – 27 Luglio 2022 0

Chi trova Gesù rinasce a nuova vita – 27 Luglio 2022

Mercoledì 27 luglio 2022

XVII Settimana del Tempo Ordinario

+ VANGELO (Mt 13,4446)

Vende tutti i suoi averi e compra quel campo.

Dal Vangelo secondo Matteo

In quel tempo Gesù disse ai suoi discepoli: «Il Regno dei Cieli è simile a un tesoro nascosto nel campo; un uomo lo trova e lo nasconde; poi va, pieno di gioia, vende tutti i suoi averi e compra quel campo. Il Regno dei Cieli è simile anche a un mercante che va in cerca di perle preziose; trovata una perla di grande valore, va, vende tutti i suoi averi e la compra». Parola del Signore

Commento di Padre Giulio Maria Scozzaro

Il Vangelo oggi ritorna a parlarci del tesoro nascosto che dobbiamo cercare.

Per la stessa vicinanza, si comincia dal proprio interno, si scava dentro di sé per trovare almeno i talenti depositati dallo Spirito Santo nel Battesimo, si cerca di individuare l’essenziale che dà alla vita il vero senso.

Molti sono smarriti dietro le cose materiali e non riflettono sulla loro necessità o meno, non ne hanno il tempo o sono dipendenti dai pensieri vari e falsi che comandano e dirigono la volontà. Essi non si fermano a riflettere sulle cose essenziali della vita, come se dovessero vivere mille anni e smarriscono il senso della realtà.

Sono molti quelli che vivono per la gloria umana e l’ottenimento di molto denaro con mille strategie, denaro che porterà disgrazie se frutto di illeciti. Bisogna disfarsene subito sia per quanto indica il Comandamento sia per il dominio che i diavoli acquisiscono dove c’è corruzione.

GESÙ CI PARLA DI UN ALTRO TESORO CHE DOBBIAMO CERCARE, IL TESORO È LUI, PER OTTENERLO DOBBIAMO DISFARCI DELLE COSE INUTILI CHE APPESANTISCONO.

Quando troviamo veramente e non illusoriamente Gesù, scopriamo che Lui è la pienezza della vita, della nostra gioia è la vera pace.

Scoprire Gesù che vuole agire in noi a condizione che gli diamo spazio e modo di agire, permette di distaccarsi innanzitutto dall’orgoglio che acceca la mente e fa prendere sempre strade sbagliate, rimanendo insensibili e indifferenti anche alle scelte insensate.

L’abbattimento e la vita disperata sono presenti dove è assente il Signore, non sono sufficienti solo la Santa Messa e alcune preghiere giornaliere.

Seguire veramente Gesù Cristo comporta l’obbedienza alla sua Volontà, e l’inizio del cammino per i genitori avviene soprattutto quando non soddisfano più i capricci immaturi dei figli. Quando si dà buon esempio e si diventa guida autorevole, non succubi.

Questa società vede genitori cattolici che agiscono senza Fede in Dio, arrivano ad adorare i figli più di Gesù, non si curano affatto della Volontà di Gesù. Accontentare tutti i capricci dei figli, le loro irrazionali scelte di vita, significa consegnarli nelle braccia di Satana e farli diventare ancora più viziosi.

CHI TROVA VERAMENTE GESÙ VENDE TUTTO, NEL SENSO CHE SI SFORZA DI LASCIARE QUANTO È OPPOSTO AI COMANDAMENTI E SI SFORZA DI VIVERE IL VANGELO. CHI TROVA GESÙ RINASCE A NUOVA VITA E TRASMETTE AI FAMILIARI E A TUTTI LA GIOIA INTERIORE E UNA ALLEGRIA SINCERA.

Il vero cristiano che trova il tesoro indicato da Gesù sente il pieno appagamento, non potrà mai cercare nulla di migliore della Grazia del Signore.

Con le due parabole di oggi Gesù ci rivela inoltre il valore supremo del Regno di Dio anche per le vocazioni che devono diffondere nel mondo l’annuncio del Vangelo. Il «tesoro» e la «perla» sono state le immagini tradizionalmente usate per esprimere la grandezza della vocazione personale, che è la via per stare vicino a Cristo in questa vita e poi, per sempre, in Cielo.

Ognuno ha la sua vocazione, vediamo quella sacerdotale e religiosa.

Il «tesoro» rappresenta l’abbondanza dei doni che si ricevono con la vocazione: Grazie per superare gli ostacoli, per accrescere la fedeltà giorno dopo giorno, per l’apostolato. La «perla» sta a indicare la bellezza stupefacente della chiamata: non solamente è di altissimo valore, ma è anche l’ideale più bello e perfetto che sia dato all’uomo di realizzare.

Nella seconda parabola è adombrata una novità rispetto a quella del tesoro: il ritrovamento della perla richiede una ricerca precisa, il tesoro compare all’improvviso. Così può accadere con Gesù e la sua chiamata: molti possono trovare la chiamata di Gesù per vivere a servizio della sua Chiesa con qualsiasi mansione.

In altri, Dio ha messo nel cuore un’intima inquietudine che li spinge a cercare perle più preziose, a dare tutto quel che possiedono quando le trovano. Dio ha messo nella loro anima un’insoddisfazione che le cose non riescono ad appagare, e che li spinge a continuare a cercare.

«Che mi manca ancora?», avranno chiesto a Gesù nell’intimità della loro anima.

Molti cattolici soprattutto di questi tempi cercano luoghi speciali per vivere profondamente la loro Fede e potrebbero vivere in una delle tante Comunità di Preghiera, dove sono presenti laici spirituali che hanno scelto la vita di preghiera, di intimità con Dio, di gioia nella condivisione e nel vivere in fraternità.

Chi ha scoperto la propria vocazione ha sempre dovuto impegnarsi per seguirla, poiché il Signore chiama, invita, ma non obbliga.

Gesù lascia liberi dopo avere illuminato la persona che chiama nella sua Vigna, ma in moltissimi casi le sue ispirazioni non riescono a toccare l’intelletto dei chiamati per l’attaccamento alla quotidiana abitudine, per la loro incapacità di accogliere l’azione dello Spirito Santo.

La vita dissipata o i comportamenti non spirituali, impediscono di  «percepire» l’attrazione dolce e soave di Dio. Questo atteggiamento di libertà che permette Gesù, spiega la carenza di vocazioni negli ultimi anni, anche un crescendo allontanamento dalla Chiesa.

Da diversi anni le Chiese si svuotano e la fiducia è crollata verso tanti Vescovi e Sacerdoti. È vero che bisogna pregare per le vocazioni, ma nei seminari l’insegnamento è più protestante che cattolico, si segue il modernismo eretico.

Eppure, molti giovani hanno fame della Verità, cercano Gesù ma viene presentato un falso Gesù, diverso dal Vangelo… Questo è inquietante!

Inoltre, la crisi sacerdotale nella Chiesa evidenzia che sono numerosi quelli diventati indifferenti verso il Tesoro trovato e lo hanno follemente buttato via… Non si spiega altrimenti il drastico distacco spirituale da Gesù e dal vero Magistero della Chiesa.

1 Ave Maria per Padre Giulio

«O Augusta Regina del Cielo e Sovrana degli Angeli, a Te che hai ricevuto da Dio la missione di schiacciare la testa di satana, io chiedo umilmente di mandare legioni celesti, perché al tuo cospetto inseguano i demoni, li combattano, reprimano la loro audacia, liberino da ogni male e da ogni persecuzione Padre Giulio e li respingano nell’abisso. Amen».

3 Ave Maria…

Nel nostro sito numerosi articoli interessanti, libri e altro:www.gesuemaria.it

I Santi genitori della Madonna – 26 Luglio 2022 0

I Santi genitori della Madonna – 26 Luglio 2022

Martedì 26 luglio 2022

XVII Settimana del Tempo Ordinario

Santi Gioacchino e Anna

+ VANGELO (Mt 13,3643)

Come si raccoglie la zizzania e la si brucia nel fuoco, così avverrà alla fine del mondo.

Dal Vangelo secondo Matteo

In quel tempo, Gesù congedò la folla ed entrò in casa; i suoi discepoli gli si avvicinarono per dirgli: «Spiegaci la parabola della zizzania nel campo». Ed Egli rispose: «Colui che semina il buon seme è il Figlio dell’Uomo. Il campo è il mondo e il seme buono sono i figli del Regno. La zizzania sono i figli del Maligno e il nemico che l’ha seminata è il diavolo. La mietitura è la fine del mondo e i mietitori sono gli Angeli. Come dunque si raccoglie la zizzania e la si brucia nel fuoco, così avverrà alla fine del mondo. Il Figlio dell’Uomo manderà i suoi Angeli, i quali raccoglieranno dal suo Regno tutti gli scandali e tutti quelli che commettono iniquità e li getteranno nella fornace ardente, dove sarà pianto e stridore di denti. Allora i giusti splenderanno come il sole nel Regno del Padre loro. Chi ha orecchi, ascolti!». Parola del Signore

Commento di Padre Giulio Maria Scozzaro

Dopo avere parlato della zizzania nei versetti 24-30, Gesù ha inserito opportunamente due parabole per poi ritornare a parlare della zizzania. Ai discepoli ha descritto dettagliatamente il significato della zizzania, termine a noi molto comune in senso dispregiativo, ma a quel tempo indicava un tipo di erba simile al frumento e si confondeva facilmente con il prezioso raccolto.

Era molto difficile tagliare la zizzania senza colpire e danneggiare il buon grano, quindi la scelta migliore risultava di attendere il tempo della mietitura per falciare il frumento mischiato con la zizzania e dividerli. Mentre il frumento veniva conservato nei migliori luoghi, la zizzania veniva bruciata.

Abbiamo meditato la parabola della zizzania, nei versetti citati abbiamo letto una parabola che rimane molto importante per l’apostolato e anche come visione delle opere cattive che si compiono adesso e che nella mietitura finale del Giudizio verranno tutte alla luce.

Tutto sarà svelato e il premio lo riceveranno quanti sono rimasti buon frumento nonostante la stretta vicinanza con la zizzania…

La zizzania anche detta «loglio cattivo», è una pianta erbacea simile al frumento, che nasce nei campi coltivati, confondendosi fra i cereali.

Nuoce ai vegetali che crescono nel terreno circostante, danneggiando le coltivazioni agricole (produce una farina tossica). Essa comunemente viene definita una «erbaccia» ovvero una pianta senza alcuna utilità.

Da qui l’espressione «seminare» o «mettere zizzania», che significa creare, subdolamente e con malignità, ostilità fra le persone.

Moltissime divisioni e litigi tra familiari, amici e colleghi avvengono per colpa della zizzania seminata dai maliziosi, abilissimi nell’inventare falsità e nel creare un contrasto, un disaccordo, una ostilità anche tra persone che si vogliono bene. Quale vantaggio spirituale raccolgono?

Proprio essi che seminano la malizia della zizzania verranno colpiti in una sola e decisiva botta, dalla stessa cattiveria seminata contro gli altri.

SE CAPISSERO QUANTO MALE E DANNO PROCURANO A SE STESSI E QUANTA PENA CHE NON VALUTANO PATISCONO GIÀ ADESSO, TREMEREBBERO DI TERRORE.

Gesù indica l’appartenenza dei malvagi di questo mondo: «La zizzania sono i figli del Maligno e il nemico che l’ha seminata è il diavolo».

Chi semina zizzania vuole far soffrire i buoni, solitamente non tende a creare complotti contro i cattivi che sono corrotti come loro e pronti a vendicarsi anche in modo violento. È anche vero che i seminatori di zizzania sono così annebbiati intellettualmente ed esagitati da non controllarsi e non frenarsi quando scatta la malvagità della follia diffamatoria.

La zizzania che viene seminata tra le persone, alle volte non è intenzionale ed è comunque lo stesso pericolosa, scaturisce dalla stoltezza.

Quelli che non si rendono conto dei danni incalcolabili che causano agli altri per le loro parole diffamatorie, impulsive, avventate e scriteriate, sono degli irresponsabili e un pericolo per tutti, lo stesso saranno vagliati come figli del demonio dalla Giustizia di Dio.

Parlano senza controllo per odio e vendetta, con un sostanzioso sostrato di invidia. Sono pericoli pubblici! Contro i grandi Santi i seminatori di odio dicevano diffamazioni folli. Sui quotidiani degli anni 1920/1930 su Padre Pio scrivevano in prima pagina a caratteri cubitali che era un demonio, il ladro con le finte stimmate, scomunicato dal Sant’Uffizio, era un demonio, aveva molte amanti, plagiava i fedeli, ecc.

Tutte falsità che «Il Mattino» di Napoli diffondeva per un disegno mirato: distruggere la credibilità di Padre Pio e allontanare i fedeli da San Giovanni Rotondo!

Lo stesso continuano a fare oggi quelle persone che sono esse stesse demoni umani, e con intense dosi di odio e cattiveria vogliono distruggere la dignità delle persone buone, perbene e molto spirituali.

La zizzania viene seminata soprattutto quando si avverte in sé invidia, incapacità e limitatezza nei rapporti sociali o interpersonali.

È una condizione che fa disperare molti portatori di zizzania, non sono felici e non lo saranno mai se non si pentono delle loro disonestà. Essi pretendono di far vivere la loro stessa condizione agli altri che non meritano le loro diffamazioni, le cattiverie e le falsità. E chi commette la bestemmia contro lo Spirito Santo non avrà mai perdono, come dice Gesù.

Nessuno si può considerare immune dall’essere colpito dalla pestifera zizzania dei cattivi, questo odio invisibile e tossico che distrugge e divide.

I cristiani vengono colpiti ma non devono mai replicare seguendo «l’occhio per occhio», al contrario devono riuscire a perdonare, anche solo nel proprio cuore. La vendetta non rappresenta l’agire di un buon cristiano, egli deve affidare tutto al Cuore di Gesù e dirgli ogni giorno tutte le volte che vorrà, «Pensaci Tu».

Il Signore davvero prende quella richiesta con un impegno che gli uomini neanche capiscono, e la sua Giustizia sarà implacabile.

La festa di oggi ci indica nei Santi Gioacchino e Anna i modelli che devono ispirare i genitori cattolici. Per l’umiltà e la loro Fede, sono stati premiati e hanno messo al mondo la più meravigliosa Creatura della storia, diventata Madre di Dio proprio per la sua Immacolata Concezione.

I Santi Gioacchino e Anna intercedono per tutti i genitori che pregano e non diffamano, anche per quelli che nella vita hanno sbagliato o compiuto scelte rovinose ma sono sinceramente pentiti, hanno compreso gli errori e con la preghiera hanno ricominciato una nuova vita.

Gesù è sempre in attesa a braccia aperte di quanti si pentono e si abbandonano al suo Sacratissimo Cuore.

I genitori sono responsabili sia dell’educazione religiosa dei figli sia della loro crescita umana. Una vita equilibrata e sincera da parte dei genitori, senza falsità e omissioni, rende i loro figli spirituali, equilibrati e felici, essi crescono con grande serenità, forza d’animo, coerenza, religiosità.

La pace interiore e l’armonia in famiglia sono odiate dai diavoli, essi attaccano di continuo ogni famiglia con modalità accattivanti e molto ingegnose.

I pensieri contrari al Vangelo, alla preghiera, alla meditazione della Parola di Dio, sono instillati nella mente dai diavoli. Voi reagite con la preghiera e il rifiuto dei pensieri subdoli!

Nelle tentazioni, fatevi piccoli segni di Croce sulla fronte e invocate il Sacro Cuore di Gesù, recitate almeno tre Ave Maria e sarete sempre vincitori.

Io sono vicino a tutti voi che leggete, chiedo a Gesù ogni bene possibile per ognuno di voi, prego in particolare ogni giorno per quanti pregano per me e per tutti coloro che mi chiedono preghiere.

1 Ave Maria per Padre Giulio

«O Augusta Regina del Cielo e Sovrana degli Angeli, a Te che hai ricevuto da Dio la missione di schiacciare la testa di satana, io chiedo umilmente di mandare legioni celesti, perché al tuo cospetto inseguano i demoni, li combattano, reprimano la loro audacia, liberino da ogni male e da ogni persecuzione Padre Giulio e li respingano nell’abisso. Amen».

3 Ave Maria…

Nel nostro sito numerosi articoli interessanti, libri e altro:www.gesuemaria.it