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Domenica 16 aprile 2017

Domenica 16 aprile 2017

Domenica di Pasqua

Risurrezione del Signore

+ VANGELO (Gv 20,1-9)

Egli doveva risuscitare dai morti.

+ Dal Vangelo secondo Giovanni

Il primo giorno della settimana, Maria di Màgdala si recò al sepolcro di mattino, quando era ancora buio, e vide che la pietra era stata tolta dal sepolcro. Corse allora e andò da Simon Pietro e dall’altro discepolo, quello che Gesù amava, e disse loro: «Hanno portato via il Signore dal sepolcro e non sappiamo dove l’hanno posto!». Pietro allora uscì insieme all’altro discepolo e si recarono al sepolcro. Correvano insieme tutti e due, ma l’altro discepolo corse più veloce di Pietro e giunse per primo al sepolcro. Si chinò, vide i teli posati là, ma non entrò. Giunse intanto anche Simon Pietro, che lo seguiva, ed entrò nel sepolcro e osservò i teli posati là, e il sudario -che era stato sul suo capo- non posato là con i teli, ma avvolto in un luogo a parte. Allora entrò anche l’altro discepolo, che era giunto per primo al sepolcro, e vide e credette. Infatti non avevano ancora compreso la Scrittura, che cioè Egli doveva risorgere dai morti. Parola del Signore

Commento di Padre Giulio Maria Scozzaro

La Pasqua indica un passaggio, è una Pasqua autentica quando avviene la trasformazione di qualcuno o qualcosa, un cambiamento soprattutto nell’essere umano. È Dio ad indicare a Mosè e al fratello Aronne il significato della Pasqua, con una spiegazione dettagliata del sacrificio dell’agnello che si doveva compiere in ogni famiglia.

“In quella notte Io passerò per il paese d’Egitto e colpirò ogni primogenito nel paese d’Egitto, uomo o bestia; così farò giustizia di tutti gli dei dell’Egitto. Io sono il Signore! Il sangue sulle vostre case sarà il segno che voi siete dentro: Io vedrò il sangue e passerò oltre, non vi sarà per voi flagello di sterminio, quando io colpirò il paese d’Egitto. Questo giorno sarà per voi un memoriale; lo celebrerete come festa del Signore: di generazione in generazione, lo celebrerete come un rito perenne” (Es 12,12-14).

Dio salva il suo Popolo dalla schiavitù egiziana per condurlo nella Terra promessa, un’azione che richiede più passaggi, con l’iniziale passaggio di Dio che colpisce le case egiziane fino alla liberazione dalla schiavitù, con un passaggio decisivo del Popolo da schiavo a libero e con lo straordinario passaggio del Mar Rosso.

“Sono sceso per liberarlo dalla mano dell’Egitto e per farlo uscire da questo paese verso un paese bello e spazioso, verso un paese dove scorre latte e miele, verso il luogo dove si trovano il Cananeo, l’Hittita, l’Amorreo, il Perizzita, l’Eveo, il Gebuseo” (Es 3,8).

Nella Pasqua deve avvenire un passaggio profondo nella vita del cristiano, deve abbandonare la schiavitù del peccato, la sottomissione ai vizi per ritrovare la libertà delle scelte, non più guidate dall’istinto. Senza la conoscenza della nostra pasqua si rimane sempre in uno stato di asservimento a qualsiasi istinto e non c’è mai la forza per vivere come chiede il Signore Gesù.

Per molti cattolici la Pasqua indica solo la Risurrezione di Cristo, non c’è altra conoscenza e non c’è la capacità di comprendere la richiesta che fa Gesù ad ognuno di noi di fare la Pasqua con Lui, in una nuova forma mentis, un nuovo modo di ragionare e di agire.

«Il Signore disse a Mosè e ad Aronne nel paese d’Egitto: Allora i vostri figli vi chiederanno: Che significa questo atto di culto? Voi direte loro: È il sacrificio della pasqua per il Signore, il quale è passato oltre le case degli Israeliti in Egitto, quando colpì l’Egitto e salvò le nostre case”. Il popolo si inginocchiò e si prostrò. Poi gli Israeliti se ne andarono ed eseguirono ciò che il Signore aveva ordinato a Mosè e ad Aronne; in tal modo essi fecero» (Es 12,1.26-28).

Qui troviamo la spiegazione di come deve essere vissuta la Pasqua cristiana, un insegnamento che ci arriva da Dio quando parlava a Mosè e il Popolo eletto “si inginocchiò e si prostrò”, in atto di adorazione e impegnandosi ad osservare le parole di Dio.

La Pasqua cristiana richiede la nostra risposta, ognuno deve dimostrare a Gesù di essere rinato nella notte della sua Risurrezione, di avere compreso che la vita scorre docilmente verso la corruzione se non si attua con coraggio il passaggio dalla vita mediocre alla rinascita spirituale, alla vita di Fede.

“Gli Israeliti se ne andarono ed eseguirono ciò che il Signore aveva ordinato a Mosè e ad Aronne; in tal modo essi fecero”.

Anche i cristiani devono eseguire quanto chiede Gesù, questo è il vero significato della Pasqua per i credenti. La Risurrezione di Gesù è il fondamento della nostra Fede, perché Lui è vivo e vuole vivere in ognuno di noi. Se non riesce ad entrare nella nostra vita, c’è sicuramente qualcosa da rivedere e dobbiamo farlo con premura.

La Risurrezione del Signore è la chiave per interpretare tutta la sua vita. Senza questa vittoria sulla morte, dice San Paolo, qualsiasi predicazione sarebbe vana e la nostra Fede priva di contenuto. Solo i fanatici adorano il loro idolo morto, senza vita né capacità di intervenire nella storia, mentre noi adoriamo Gesù vivente in mezzo a noi.

“Il Signore è Risorto” (Lc 24,34).

“Vi ho trasmesso dunque, anzitutto, quello che anch’io ho ricevuto: che cioè Cristo morì per i nostri peccati secondo le Scritture, fu sepolto ed è risuscitato il terzo giorno secondo le Scritture, e che apparve a Cefa e quindi ai Dodici. In seguito apparve a più di cinquecento fratelli in una sola volta: la maggior parte di essi vive ancora, mentre alcuni sono morti.

Inoltre apparve a Giacomo, e quindi a tutti gli apostoli. Ultimo fra tutti apparve anche a me come a un aborto. Io infatti sono l’infimo degli apostoli, e non sono degno neppure di essere chiamato apostolo, perché ho perseguitato la Chiesa di Dio.

Per Grazia di Dio però sono quello che sono, e la sua Grazia in me non è stata vana; anzi ho faticato più di tutti loro, non io però, ma la Grazia di Dio che è con me. Pertanto, sia io che loro, così predichiamo e così avete creduto” (1 Cor 15,3-11).

Questo il ringraziamento di San Paolo al Signore per quanto aveva operato in lui, e bisogna evidenziare la risposta dell’Apostolo delle genti. Gesù opera e vuole donare incalcolabile Grazia a quanti osservano le sue parole e mettono a frutto quello che hanno ricevuto. Se non c’è questo impegno, lentamente il fervore si spegne e la Grazia di Dio si perde.

La conversione autentica è la risposta a Gesù, l’accoglienza del suo Spirito che cambia in meglio e rinnova la vita. È la risurrezione.

Come la Risurrezione del Signore è una realtà centrale della Fede cattolica e come tale è stata predicata fin dagli inizi del Cristianesimo, anche la risurrezione dei cristiani dalla tiepidezza e da una mentalità fuorviata deve avvenire al più presto. Nessuno ha tempo per rimandare ciò che bisogna fare al più presto per dare senso alla sua esistenza.

Gesù Cristo vive.

E questo fatto ci riempie il cuore di gioia. È Risorto e ha sconfitto la morte, con Lui noi vinceremo ogni avversità.

È il giorno della vittoria di Cristo, il giorno della piena felicità della Madonna dopo avere pianto e sofferto. Insieme a Lei si vive nella gioia.

Auguro una Santa Pasqua a tutti voi e ai vostri familiari. Prego ogni giorno per tutti voi!

1 Ave Maria per Padre Giulio

Per la Santa Chiesa e per i Sacerdoti

O Gesù mio, ti prego per la Chiesa intera: concedile l’amore e la luce del tuo Spirito, rendi efficaci le parole dei Sacerdoti, affinché spezzino anche i cuori più induriti e li facciano ritornare a Te, o Signore.

Signore, dacci Sacerdoti Santi, e Tu stesso conservali nella serenità.

Fa che la potenza della tua Misericordia li accompagni dovunque e li custodisca contro le insidie che il demonio non cessa di tendere all’anima di ogni Sacerdote. La potenza della tua Misericordia, o Signore, distrugga tutto ciò che potrebbe offuscare la santità del Sacerdote, perché Tu sei Onnipotente.

Ti chiedo, Gesù, di benedire con una luce speciale i Sacerdoti dai quali mi confesserò nella mia vita. Amen.

Consacrazione dell’Italia

O Maria, Madre di Dio e Madre nostra, tu hai sempre guardato all’Italia con quello stesso occhio di predilezione con cui l’ha guardata il tuo figlio Gesù.

Tu hai voluto questa terra disseminata dei tuoi Santuari.

Te la consegniamo, questa nostra Patria: sia sempre tua e del tuo Figlio; custodiscila.

Sia pura la Fede, siano buoni i costumi, siano ordinate le famiglie, sia cristiana la scuola; e regni la giusta pace tra tutti.

Che questa Italia continui a svolgere e compia sempre meglio la sua missione: di essere centro vivo ed operante di civiltà cristiana.

Salve Regina…

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Continuiamo le intense preghiere alla Madonna con la recita giornaliera del Santo Rosario per me, per vincere l’attacco portato da satana. Chi mi vuole bene, preghi molto per me.

Vi benedico e prego per tutti voi. Pregate per me ogni giorno nella Messa e nel Rosario.

Proposito

Devo dire molto spesso a Gesù quello che provo e voglio fare.

Pensiero

Pregare non è un’imposizione, è un dono. Non è una costrizione, è una possibilità. Non è un peso, è una gioia. (San Giovanni Paolo II)

Per superare le prove dolorose, non soccombere dinanzi gli attacchi dei nemici e ricevere Grazie particolari, anche miracoli impossibili, vi consiglio di recitare ogni giorno la preghiera efficace, già utilizzata da decine di migliaia di fedeli. Sono migliaia le testimonianze di guarigioni e di liberazioni da attacchi malefici, moltissimi hanno superato prove difficili e ottenuto Grazie. Recitatela ogni giorno, è un potentissimo atto di Consacrazione alla Madonna. Potete stamparla dal nostro sito:

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“Continuiamo a recitare ogni giorno il Santo Rosario alle ore 16 e alle ore 21 in comunione di preghiera, già siamo moltissimi a partecipare a questa cordata spirituale. Possiamo pregare in comunione di amore nelle stesse ore, recitando il Santo Rosario ogni giorno secondo le intenzioni della Madonna. Ognuno decide se partecipare alle due Corone oppure a una delle due. L’importante è recitare almeno una Corona al giorno in comunione con Gesù, la Madonna e tra noi. Vi assicuro che le benedizioni saranno abbondanti e chi cerca Grazie le potrà ottenere con maggiore facilità, perché pregando insieme, la preghiera diventa potente”.

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