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Ciò che accade durante gli esorcismi

Ciò che accade durante gli esorcismi

Esporrò ora, la mia esperienza circa ciò che accade durante gli esorcismi. Anche se la persona, che viene per la prima volta da me, è passata attraverso il “Centro di ascolto”, anzitutto, quando la ricevo, procedo a un ulteriore discernimento in relazione agli elementi che mi vengono forniti (sia dal “Centro di ascolto”, sia dal dialogo tra me e quella persona e sia da ciò che si verifica nella preghiera insieme con la persona stessa).
Introduco il momento di preghiera sempre così: “Preghiamo insieme per chiedere al Signore di aiutarci a capire qual è la causa del male che ti opprime e comprendere di che cosa hai veramente bisogno”.
Invitare alla preghiera la persona che viene da me mi è di grande aiuto per il discernimento: mentre prega, impongo le mani sul capo e chiedo, in silenzio, che scenda la benedizione di Dio. Sempre in silenzio, nel nome di Gesù comando ripetutamente ai demoni di andarsene, qualora stessero esercitando su quella persona un’azione straordinaria. Invoco il Signore perché cacci via e distrugga ogni eventuale legame con Satana e le cause del suo influsso. Se vi sono delle reazioni molto evidenti (un improvviso mal di testa; o l’avvertire come un peso insopportabile la mia mano sul capo; oppure sentire la testa bruciare; avere un improvviso e crescente mal di stomaco; oppure emettere violenti colpi di tosse, che fino a un attimo prima non c’erano; percepire scosse elettriche e fitte in varie parti del corpo, oppure un intontimento o una sonnolenza fortissima, con continui e grandi sbadigli), allora, sempre in silenzio, insisto nella preghiera di invocazione e di comando.

In genere, se c’è realmente un’azione straordinaria del demonio, la persona entra in trance, deforma il volto, quasi sempre le pupille si spostano completamente o quasi completamente in giù o in su, nel globo oculare e gli occhi appaiono a volte interamente, altre volte quasi interamente bianchi; più raramente mi è capitato di vedere che le pupille, pur non scomparendo, hanno ruotato velocemente nel globo oculare, oppure hanno preso l’aspetto di quelle di un serpente, mentre la cavità orbitale assumeva un colore rosso fuoco. Nello stesso tempo, frequentemente la persona deve essere tenuta stretta perché il demonio, attraverso di lei, reagisce violentemente, gridando pieno di rabbia e di odio frasi di questo genere: “Io non me ne andrò mai”, oppure “è mia”, “è mio, me l’hanno dato, me l’hanno data e tu non me la toglierai”. Altre volte dice: “Tu non puoi fare niente contro di me”; altre volte ancora: “Me ne andrò solo quando l’avrò fatta morire”; altre volte: “Maledetto, mi hai scoperto, te la farò pagare!”.
Quando il demonio è stato costretto a manifestarsi apertamente, spesso seguono già i segni che il Rituale Romanum, come anche il nuovo Rito degli esorcismi, riporta nelle indicazioni sul discernimento; e cioè: parlare correntemente lingue sconosciute o capire chi le parla; conoscere fatti distanti o nascosti; dimostrare di avere delle forze superiori all’età e alla naturale condizione della persona. Al n.° 3 delle norme, il Rituale Romanum, elenca questi segni, introducendoli con queste parole: “Possono essere segni della presenza del demonio”, premettendo in tal modo che, anche se non necessariamente, questi segni hanno sempre origine in una presenza demoniaca, tuttavia, spesso si manifestano nei casi di possessione.
Il Rituale Romanum, che attinge a una esperienza secolare, dopo aver elencato i tre segni precedenti, aggiunge: “E altri fenomeni di questo genere che più sono numerosi e più sono indicativi”, lasciando così aperto il campo alla possibilità di molte altre manifestazioni dell’azione straordinaria del demonio, oltre i tre che ha elencati. Primo fra tutti, il segno di una violenta avversione al sacro, che il Rituale Romanum non riporta espressamente, in quanto probabilmente lo dà per scontato e che, invece, il nuovo Rito degli esorcismi riporta al n.°16 delle Premesse Generali, dove dice: “Occorre perciò fare attenzione anche ad altri segni, soprattutto di ordine morale e spirituale, che rivelano, sotto forma diversa, l’intervento diabolico. Possono essere una forte avversione a Dio, alla Santissima Persona di Gesù, alla Beata Vergine Maria, ai Santi, alla Chiesa, alla Parola di Dio, alle realtà sacre, soprattutto ai sacramenti, alle immagini sacre”.
Tuttavia, anche davanti a certe manifestazioni, l’esorcista deve sempre valutare i segni non con superficialità, ma con estrema cautela e prudenza: l’avversione al sacro, infatti, potrebbe essere segno di una reale azione demoniaca, ma talora potrebbe essere una simulazione così come anche la forza che si sprigiona dal corpo potrebbe essere un linguaggio inventato dalla fantasia della persona.
Quando, però, queste manifestazioni si associano a cose che sono assolutamente da escludere nelle capacità di quella persona o nelle espressioni della sua personalità, ecco allora che l’azione del demonio può diventare una certezza morale.
Un criterio, spesso uso per discernimento più profondo, è quello di verificare, davanti ad una manifestazione di avversione al sacro, di forza incredibile o di lingue sconosciute, se c’è l’associarsi del fenomeno di conoscenza di cose che la persona certamente non può in alcun modo sapere.
Alle volte ho presentato oggetti –quali, ad esempio, crocifissi, corone del Rosario, medagliette, ecc.– che appartenevano a qualcuno che quella persona non aveva mai visto né conosciuto: al mio comando, nel nome di Gesù, di dirmi di chi fossero, dopo una iniziale riluttanza a rispondere, mi sono sentito dire esattamente il nome della persona alla quale quegli oggetti appartenevano.
Ricordo, ad esempio, che una volta una persona mi presentò per un giorno un guanto di Padre Pio, che io nascosi in una busta. Per chi guardava quella busta era impossibile poterne conoscere il contenuto: appena la tirai fuori di tasca, il demonio, attraverso quella persona, urlò: “Quel guanto no, quel guanto no!”. Quale non fu lo stupore dei familiari, che nulla sapevano del contenuto di quella busta, quando, aprendola davanti a loro, videro che c’era realmente un guanto di stoffa senza dita, perché era uno di quelli che Padre Pio portava per coprire le sue stigmate.
Altre volte ancora ho presentato una candela, senza dire se era stata prelevata in una chiesa o in un santuario, anche fuori d’Italia. Ho domandato al demonio, nel nome di Gesù, di dirmi da dove proveniva e mi sono sentito rispondere esattamente da dove era stata presa.
Un’altra volta avevo ermeticamente chiuso in un sacchetto una reliquia e, senza nemmeno dire che fosse una reliquia, ho ordinato al demonio, nel nome di Gesù, di dirmi cosa c’era in quel sacchetto che avevo in mano. Il demonio già da un po’ di tempo stava cercando di far credere a quella donna posseduta di essere pazza e, in un primo momento, mi rispose: “Non te lo dirò mai, perché se te lo dico, lei non crederà più di essere pazza”. Io con decisione gli ordini di nuovo, nel nome di Gesù, di dirmelo.
Il demonio continuava a gridare che non l’avrebbe mai detto. Ma dopo poco cominciò a cedere e gridò: “È un osso”. A questa risposta subito dissi: “È vero, è un osso, ma di chi è quest’osso?”. Con grande sforzo, come quello che si deve fare quando si ha una ripugnanza invincibile, rispose: “Santa” e si fermò. Allora lo incalzai continuando ad ordinargli di proseguire e un istante dopo ecco che disse: “Gemma, Gemma!”. E io ancora insistetti e domandai: “Gemma chi?”. E lui, ormai capitolando completamente, esclamò: “Galgani, Galgani!”. Io e i miei collaboratori, pieni di gioia, lodammo il Signore e ringraziammo santa Gemma Galgani.

Un’altra volta avvenne la stessa cosa con una reliquia di santa Maria Goretti, dopodiché il demonio esclamò: “È perfettina, precisina, la santarellina. Mi ha offeso profondamente questa bastarda, tanto ce ne sono a milioni che non sono come lei, a me basta e avanza!”.
Un altro giorno, senza dire che cosa fosse, presentai, durante un esorcismo, una reliquia della Santa Croce. Dopo una iniziale ritrosia a rispondere, il demonio disse, con evidente fatica, come di chi è senza più forze: “Dio in se stesso. In questo oggetto si trova Dio. Dio stesso, lo sai, è grazia, amore e potenza, è la mia dannazione. Non posso parlarne di più perché mi uccide. In questa Croce c’è amore, potenza, perdono. Dio in se stesso è amore per voi, voi esseri umani. L’unico che vi ama, non credere a nessun altro, non credere a noi, non possiamo amarvi, possiamo solo distruggervi. È Lui che mi obbliga a dire questo, ecco perché sto soffrendo così tanto”.

Durante un altro esorcismo, avendo una teca con un frammento della Santa Croce, la presentai e domandai che cosa c’era in quella teca che avevo fra le mani e il demonio rispose: “È la Croce del tuo Dio!”.
Altro evidente fenomeno di conoscenza di cose occulte, da parte del demonio, è stato il parlare lingue, che la persona da lui posseduta non conosceva. Tra lo sconcerto dei familiari presenti, ho sentito il demonio parlare perfettamente in lingue straniere, che quella persona non aveva mai imparato, dicendo persino cose che erano conosciute esclusivamente da altre persone presenti all’esorcismo e che conoscevano quella lingua con cui stava esprimendo il demonio, cose che né noi né la persona posseduta, conoscevano. Ho anche ascoltato persone non italiane e che non conoscevano l’italiano, attraverso le quali il demonio si esprimeva perfettamente in italiano e persino in un dialetto -parlato solo in un paesino della Liguria- con il quale gli si era rivolto un altro esorcista, che era con me. Un altro fenomeno che rivela chiaramente una persona di azione straordinaria del demonio è la reazione all’esorcismo fatto in silenzio e, in particolare, nei momenti dei comandi imperativi fatti mentalmente.
In genere, questi segni sono sempre uniti ad altre manifestazioni demonio attraverso la persona in cui è presente, come, ad esempio, un timbro di voce cupo, cavernoso, rauco, altre volte, invece, stridulo, metallico. In alcuni l’ho sentito ringhiare come un cane, oppure ruggire come un leone; in altri sibilare come un serpente e imitarne persino i movimenti. Un bambino di dieci anni, che mi fu portato dai suoi genitori, mentre stavo semplicemente benedicendo dell’acqua che intendevo usare per l’esorcismo -che lui ignorava persino di dover ricevere- è caduto come in un sonno profondo e, dalla poltrona sulla quale era seduto, è scivolato verso il pavimento dove, senza toccarlo, levitando a circa quattro, cinque centimetri da esso, sotto gli occhi attoniti dei genitori e dei nonni che non avevano mai visto una cosa del genere, ha cominciato a sibilare e a fare gli stessi movimenti di un serpente, spostandosi per la stanza.
Altre frequenti manifestazioni del demonio, alle quali ho assistito durante gli esorcismi, sono: il vederlo passare in pochi istanti da un atteggiamento spavaldo, arrogante, sarcastico, ad un atteggiamento supplichevole e remissivo, proprio di chi si sente sopraffatto da un’Autorità Suprema; il passare da sorrisi beffardi e risate ironiche a tremori e spavento; alcuni tentano di fuggire, altri sputano, inveiscono, minacciano e cercano di aggredire, maledicono e dicono parole blasfeme e oscene. Tutte queste manifestazioni si accompagnano, talora, a conati di vomito o a schiuma dalla bocca della persona che tormenta.

In alcuni casi, le sue espressioni sono tra il serio e il comico, come quando l’ho sentito dire: “Per noi, i preti che fanno il dovere, sono degli iettatori, perché ci fanno andar male le nostre cose!”.
Un’altra caratteristica ricorrente negli esorcismi, è la sua insistente richiesta di essere adorato come se fosse Dio. Il demonio che non vuole accettare la sua creaturalità, si auto illude di essere Dio ed è avido di ricevere dagli uomini il culto che spetta a Dio. Spesso, mentre lo sto esorcizzando, dice: “Adorate me, io sono dio, io sono dio! Mettetevi in ginocchio quando si pronuncia il mio nome. Io sono l’onnipotente! Invocate me!”. A queste parole, come suggerisce la norma n° 20 del Rituale Romanum, rispondo con frasi della Sacra scrittura, per esempio le parole di Gesù nel deserto: “Vattene Satana! Sta scritto: adora il Signore Dio tuo e a lui solo rendi culto!”. E poi aggiungo le parole di san Paolo: “Nel nome di Gesù ogni ginocchio si pieghi nei cieli, sulla terra e sotto terra; e ogni lingua proclami che Gesù Cristo è il Signore, a gloria di Dio Padre” (Fil 2,10-11).

Altre volte aggiungo frasi spontanee di questo genere: “Solo il Padre, il Figlio e lo Spirito Santo, è Dio. Non c’è altro Dio. Prostrati davanti a Lui e adoralo!”. Agli inviti ad adorare l’unico veri Dio, mi sento sempre rispondere rabbiosamente e con superbia e presunzione: “Mai, mai! Io sono dio! Guardati intorno e vedi come tutti mi seguono, come tutti cercano quello che io gli voglio dare!”.
Un altro caratteristico atteggiamento del demonio, durante gli esorcismi, è parlare frequentemente di sterminio e distruzione: tutto ciò che è bello, buono, sano, armonioso, nel suo linguaggio beffardo, lo prende di mira, minacciando di volerlo deturpare e distruggere.
In una maniera particolare ho avvertito come abbia in odio il sacramento del matrimonio e gli affetti familiari: reagisce in maniera fortissima, quando si benedice il matrimonio di due sposi, quando li si invita a rinnovare le loro promesse matrimoniali. Un giorno ha espresso molto bene il suo odio per la famiglia con queste parole: “Non mi piacciono ancora come vanno vestite le donne. Devono essere sempre più svestite così che il sesso sia sempre più dominante e io possa distruggere sempre più le famiglie!”.
Altre volte ha definito gli orgasmi sessuali, con evidente linguaggio metaforico, “il centro del mondo”. Altre reazioni furibonde le ho riscontrate, quando ho benedetto il fidanzamento di quei giovani che si sono impegnati seriamente a viverlo nella castità, definendo questa loro scelta come una porcheria.

Mi ha anche colpito, mentre lo esorcizzo, l’odio puro che manifesta nella sua profonda soddisfazione del male, in qualunque forma si realizzi. Una volta sono rimasto inorridito davanti a queste parole: “Prendi quello schifo del libro dell’Apocalisse. C’è scritto di quella Donna che partorisce. Io i bambini cerco sempre di mangiarli. Sai come?”. E ha descritto, con parole agghiaccianti, lo sterminio giornaliero, in ogni parte del mondo, di migliaia di bambini nel grembo materno con l’aborto e le violenze sessuali sui bambini; e, quel che ancor più rendeva raccapricciante tali descrizioni, era ogni volta l’aggiunta dell’espressione “come godo!”.
Questa stessa espressione l’ha usata anche riferendosi ai giovani che con la droga si riducono a larve e ai kamikaze che si fanno esplodere.

Mi ha colpito molto anche il modo con cui capovolge le cose, considerando il bene male e il male bene. Ad esempio varie volte, presentandogli una reliquia ha detto: “Che puzza! È la puzza di chi ha scelto Lui! (si riferisce a Gesù Cristo, che per odio e disprezzo non nomina quasi mai )”; presentandogli una corona del Rosario l’ha definita: “Catena maledetta con la Croce in fondo”; all’aspersione con l’acqua benedetta ha protestato che non vuole essere lavato da quell’acqua, che puzza e che lo brucia; alle mie parole: “Benedici Signore questo nostro fratello!” ha prontamente risposto: “Che sia maledetto, lo porterò con me all’inferno!”; alle parole del Vangelo: “Venite a me, voi tutti, che siete affaticati e oppressi, e io vi ristorerò” (Mt 1,28), immediatamente ha detto: “Venite a me voi tutti che siete ‘allegri’, venite a me voi tutti che siete perversi e io vi ristorerò”.

Una volta, mentre facevo un esorcismo, giunto alle parole del Rituale Romanum: “Inimìce fidei, hostis gèneris umani, mortis adductor” (“nemico della fede, avversario del genere umano, portatore di morte”), il demonio espresse tutta la sua irresistibile aspirazione al male per il male con queste parole: “Il giorno in cui siamo andati via da Lui gli abbiamo detto: il potere del peccato sarà il nostro altare, su quest’altare faremo scorrere il sangue dei tuoi figli maledetti. C’è un dio per chi odia e questo dio è il mio dio”.

Sempre poi, nelle sue invettive, emerge anche come egli è davvero colui che tenta continuamente di dividere gli uomini e di aizzarli gli uni contro gli altri. Ama sottolineare, infatti, che gli piace l’odio fra gli uomini ed è avido delle malvagità umane perché, come ha affermato più volte: “Sono ‘cibo’ che mi alimenta e mi rafforza”.

Riguardo alla potenza della preghiera, un giorno al “Sanctus, sanctus, sanctus Dominus Deus Sàbaoth”, del secondo esorcismo del Rituale Romanum, fu senza dubbio costretto a dire: “Se voi viveste in ginocchio davanti a Lui e cantaste le sue lodi come fanno gli Angeli, noi non avremmo tutto il potere che ci date su di voi”.
A tal proposito, tante volte l’ho sentito affermare, in perfetta sintonia con la teologia, che il male è una scelta della nostra volontà e quando la volontà umana, sorretta dalla Grazia, gli si oppone, non può nulla. Allo stesso tempo tante volte ha anche affermato, in maniera molto chiara, questa sua principale attività in mezzo agli uomini, che è appunto la tentazione.

Una volta al momento in cui viene definito dal Rituale Romanum: “Malorum radix, fomes vitiorum, sedùctor hòmimun, proditor gentìum” (“radice di tutti i mali, fomite dei vizi, seduttore degli uomini, ingannatore dei popoli”), ha espresso la sua attività tentatrice con queste parole eloquentissime: “Il nostro dovere è tentare, sempre, chiunque, dovunque e comunque. Qualcuno ci cade nella nostra rete, qualcuno ci cade per sempre!”.
Particolarmente consolante è l’esperienza mariana negli esorcismi. Quando nomino la Madonna, sperimento come i demoni, per il loro grande disprezzo e odio nei confronti della Madre di Dio, s’infuriano grandemente e, senza osare mai chiamarla per nome, dicono “Quella”, aggiungendo a “quella” un cumulo di ingiurie nei suoi confronti, perché dicono che ella rovina molti dei loro piani. Una ricorrente manifestazione antimariana del demonio è quella di manifestare grandissima rabbia quando nomino il Cuore Immacolato di Maria, perché gli fa ricordare, come spesso ha urlato, che il mondo è stato consacrato questo Cuore Immacolato, e questa consacrazione ha provato il fallimento di molti suoi progetti, su scala mondiale.

Riguardo al Santo Rosario, una volta, mettendo al collo della persona che veniva esorcizzata una Corona, il demonio cominciò subito a gridare: “Mi sta schiacciando, pesa, mi sta schiacciando quella catena con la Croce in fondo!”. Io esclamai: “Da oggi in poi questa nostra sorella pregherà il Rosario ogni giorno”. E il demonio subito rispose: “Ma tanto siete pochi che lo dite (si riferiva al Rosario), in confronto al mondo intero! È bene per me che sia così perché mi fa male, perché invocate Quella (si riferiva alla Madonna), mi ricordate la vita di Quello (si riferiva alla vita di Gesù, che meditiamo nei misteri del Rosario)”.
Un altro giorno, tirando fuori dalla mia tasca una Corona del Rosario, subito il demonio cominciò a dire: “Leva quella catena, leva quella catena con la Croce in fondo! Lei ci frusta con quella catena!”. Anche questo è certamente un linguaggio metaforico, che però ci fa capire, in modo molto concreto, la potenza del Rosario e quanto il demonio lo tema.

Un episodio poi che ricordo con particolare commozione è il seguente: un giorno, rivolgendosi a un’immagine della Madonna, presente nella sala dove esorcizzavo, il demonio cominciò a gridare: “Perché hai offerto tutto a quel bastardo? Perchèèè?! Perchèèè?!”. Io mi sono intromesso e ho detto: “Che cosa ha offerto?”. E lui: “Sotto la Croce di Quello, Lei soffriva!”.

Si riferiva chiaramente all’offerta che la Madonna ha fatto all’eterno Padre delle sue sofferenze e di quelle di Gesù al momento della crocifissione. E allora io ho cominciato a dire: “Ricordati che Maria ai piedi della Croce, ha offerto al Padre Gesù e ha offerto se stessa al Padre con Gesù. Per noi suoi Figli ha offerto questo sacrificio”.

A queste parole ha lanciato delle urla indescrivibili ed evidentemente schiacciato dalla forza redentrice, che scaturisce dal Sacrificio di Cristo e di Maria sul Calvario, ha detto: “Basta, basta, non mi far ricordare, basta, mi stai bruciando, mi stai bruciando!”.

Tags: Esorcismo

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