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ESORTAZIONE APOSTOLICA

CATECHESI TRADENDAE
DI SUA SANTITÀ GIOVANNI PAOLO II ALL’EPISCOPATO, AL CLERO E AI FEDELI

DI TUTTA LA CHIESA CATTOLICA CIRCA LA CATECHESI NEL NOSTRO TEMPO

TUTTI HANNO BISOGNO DI ESSERE CATECHIZZATI

L’importanza dei fanciulli e dei giovani

35. Il tema, che è stato indicato dal mio predecessore Paolo VI alla IV assemblea generale del sinodo dei vescovi, aveva questo titolo; «La catechesi, in questo nostro tempo, con particolare riferimento ai fanciulli e ai giovani». L’ascesa dei giovani costituisce, senza dubbio, il fenomeno più ricco di speranza ed insieme di inquietudine per una buona parte del mondo d’oggi. Alcuni paesi, specialmente quelli del terzo mondo, hanno più della metà della popolazione al di sotto dei venticinque o trent’anni. Ciò significa milioni e milioni di fanciulli e di giovani, che si preparano al loro avvenire di adulti. E non si tratta solo di un fattore numerico: alcuni recenti avvenimenti, così come la cronaca quotidiana, ci dicono che questa innumerevole moltitudine di giovani, anche se qui e là è dominata dall’incertezza e dalla paura, o è sedotta dall’evasione nell’indifferenza e nella droga, e perfino tentata dal nichilismo e dalla violenza, rappresenta tuttavia nella maggioranza la grande forza che, tra non pochi rischi, si propone di costruire la civiltà avvenire.

Ora, nella nostra sollecitudine pastorale noi ci chiediamo: come rivelare a questa moltitudine di fanciulli e di giovani Gesù Cristo, Dio fatto uomo, e rivelarlo non soltanto nell’esaltazione di un primo incontro fuggevole, ma mediante la conoscenza ogni giorno più approfondita e più luminosa della sua persona, del suo messaggio, del disegno di Dio ch’egli ha voluto rivelare, dell’invito ch’egli rivolge a ciascuno, del regno ch’egli vuole inaugurare in questo mondo con il «piccolo gregge» di coloro che credono in lui, e che non sarà completo se non nell’eternità? Come far conoscere il senso, la portata, le esigenze fondamentali, la legge d’amore, le promesse, le speranze di questo regno?

Ci sono non poche osservazioni da fare circa le caratteristiche specifiche, che la catechesi assume nelle diverse tappe della vita.

I bambini

36. Un momento spesso decisivo è quello in cui il bambino riceve dai genitori e dall’ambiente familiare i primi elementi della catechesi, che forse non saranno altro che una semplice rivelazione del Padre celeste, buono e provvidente, verso il quale egli impara a volgere il proprio cuore. Brevissime preghiere, che il bambino imparerà a balbettare, saranno l’inizio di un dialogo amorevole con questo Dio nascosto, del quale comincerà ad ascoltare in seguito la parola. Dinanzi ai genitori cristiani non potrei mai insistere troppo su questa iniziazione precoce, nella quale le facoltà del bambino sono integrate in un rapporto vitale con Dio: opera capitale, che richiede un grande amore e un profondo rispetto del bambino, il quale ha diritto ad una presentazione semplice e vera della fede cristiana.

I fanciulli

37. Seguirà ben presto, nella scuola o nella chiesa, nella parrocchia o nell’ambito dell’assistenza religiosa nel collegio cattolico o nella scuola di stato, parallelamente all’apertura ad una cerchia sociale più larga, il momento di una catechesi destinata a introdurre il fanciullo, in modo organico, nella vita della chiesa e comprendente anche una preparazione immediata alla celebrazione dei sacramenti: catechesi didattica, ma rivolta a dare una testimonianza nella fede; catechesi iniziale, ma non frammentaria, poichè dovrà rivelare, sia pure in maniera elementare, tutti i principali misteri della fede e la loro incidenza nella vita morale e religiosa del ragazzo; catechesi, che dà un senso ai sacramenti, ma che nello stesso tempo dai sacramenti vissuti riceve una dimensione vitale, che le impedisce di rimanere soltanto dottrinale, e comunica al fanciullo la gioia di essere testimone di Cristo nel particolare ambiente in cui vive.

Gli adolescenti

38. Vengono poi la pubertà e l’adolescenza, con tutto ciò che una tale età rappresenta di grandezza e di rischio. È un momento di scoperta di se stesso e del proprio universo interiore, momento di progetti generosi, momento in cui zampillano il sentimento dell’amore, gli impulsi biologici della sessualità e il desiderio di stare insieme, momento di una gioia particolarmente intensa, connessa con la scoperta inebriante della vita. Spesso, però, è anche l’età degli interrogativi più profondi, delle ricerche ansiose e perfino frustranti, di una certa diffidenza verso gli altri con dannosi ripiegamenti su se stessi, l’età talvolta delle prime sconfitte e delle prime amarezze. La catechesi non dovrà ignorare tali aspetti facilmente cangianti di questo delicato periodo della vita. Una catechesi capace di condurre l’adolescente ad una revisione della propria vita e al dialogo, una catechesi che non ignori i suoi grandi problemi - il dono di sè, la fede, l’amore e la sua mediazione che è la sessualità - potrà essere decisiva. La rivelazione di Gesù Cristo come amico, come guida e come modello, ammirevole e tuttavia imitabile; la rivelazione del suo messaggio capace di dare risposta agli interrogativi fondamentali; la rivelazione del disegno di amore del Cristo salvatore, come incarnazione del solo vero amore e come possibilità di unire gli uomini: tutto ciò potrà offrire la base per una autentica educazione nella fede. E soprattutto i misteri della passione e della morte di Gesù, ai quali san Paolo attribuisce il merito della sua gloriosa risurrezione, potranno dire molto alla coscienza e al cuore dell’adolescente e proiettare una luce sulle sue prime sofferenze e su quelle del mondo da lui scoperto.

I giovani

39. Con la giovinezza giunge l’ora delle prime grandi decisioni. Sostenuto forse dai membri della sua famiglia e dagli amici, e tuttavia lasciato a se stesso e alla propria coscienza morale, il giovane dovrà prendere su di sè la responsabilità del suo destino in maniera sempre più frequente e determinante. Bene e male, Grazia e peccato, vita e morte si scontreranno sempre di più dentro di lui, certamente come categorie morali, ma anche e soprattutto come opzioni fondamentali, che egli dovrà accogliere o rigettare con lucidità e con senso di responsabilità. È evidente che una catechesi, la quale denunci l’egoismo in nome della generosità, che senza semplicismi o senza schematismi illusori offra il senso cristiano del lavoro, del bene comune, della giustizia e della carità, una catechesi della pace tra le nazioni e della promozione della dignità umana, dello sviluppo, della liberazione, quali sono presentate nei recenti documenti della chiesa, integra felicemente nello spirito dei giovani una buona catechesi delle realtà propriamente religiose, che non deve mai essere trascurata. La catechesi assume allora un’importanza considerevole, poichè è il momento in cui il vangelo potrà essere presentato, compreso e accolto in quanto capace di dare un senso alla vita e, quindi, di ispirare atteggiamenti altrimenti incomprensibili: rinuncia, distacco, mansuetudine, senso dell’Assoluto e dell’invisibile ecc., altrettanti elementi che permetteranno di identificare questo giovane tra i suoi compagni come un discepolo di Gesù Cristo.
La catechesi prepara così ai grandi impegni cristiani della vita di adulto. Per quel che riguarda, ad esempio, le vocazioni alla vita sacerdotale e religiosa, è certo che molte di esse sono sbocciate nel corso di una catechesi ben fatta durante l’infanzia e durante l’adolescenza.

Dalla prima infanzia alle soglie della maturità, la catechesi diventa, pertanto, una scuola permanente della fede e segue le grandi tappe della vita, come un faro che rischiara la strada al bambino, all’adolescente e al giovane.

Tags: esortazione

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