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I dogmi della fede

di S. Ecc.za Rev.ma Antonio Santucci - Vescovo di Trivento

La Parola di Dio rivelata contiene tutte le verità necessarie per la salvezza eterna di tutti gli uomini. Con la venuta di Gesù Cristo il quale è Parola di Dio fatto carne, Dio ci ha dato la pienezza della Rivelazione. “ Dio che aveva già parlato nei tempi antichi molte volte e in diversi modi ai padri per mezzo dei profeti, ultimamente in questi giorni, ha parlato a noi per mezzo del Figlio, che ha costituito erede di tutte le cose e per mezzo del quale ha fatto anche il mondo” (Eb. 1,1-2).
Salendo al cielo, Gesù ha affidato allo Spirito Santo il compito di guidare la chiesa nella comprensione della verità rivelata: “Molte da cose o ancora da dirvi, ma per il momento non siete capaci di portarne il peso. Quando però verrà lo Spirito di verità, egli vi guiderà alla verità tutta intera, perché non parlerà da se, ma dirà tutto ciò che avrà udito e vi annunzierà le cose future. Egli mi glorificherà perché prenderà dal mio e ve l’annunzierà. Tutto quello che Padre possiede è mio; per questo ho detto che prenderà del mio e ve l’annunzierà” (Giov. 16, 12-15).
Come ho cercato di spiegare nel numero precedente, l’insieme delle verità rivelate sono chiamate dalla stessa Sacra Scrittura “deposito della Fede”, affidato al magistero della Chiesa che lo custodisce e lo trasmette fedelmente.
Quelle verità, rivelate da Dio, che la Chiesa propone a credere con la garanzia dell’infallibilità, sono chiamate “dogmi” e cioè verità certamente rivelate da Dio, perciò il fedele è obbligato a professare con atto di fede: se un cristiano negasse una di queste verità, cadrebbe automaticamente nell’eresia.
La parola dogma ha assunto questo significato preciso dal secolo XVIII ed ha avuto particolare importanza nei secoli seguenti quando il Magistero della Chiesa si è visto costretto a difendere l’ integrità del deposito della Fede di fronte al razionalismo e al modernismo che rigettavano espressamente ogni dogma, ogni verità assoluta e definitiva, negandone l’origine divina, l’immutabilità sostanziale ed il senso oggettivo.
Il dogma poggia sempre sulla Rivelazione Divina come fonte di verità e sul Magistero della Chiesa che è a servizio della Rivelazione e ne indica il significato genuino.
Il riconoscimento dogmatico di una verità rivelata può avvenire in due modi:
1° - attraverso il magistero ordinario ed universale dei Vescovi uniti al Papa.
Questo avviene quando i Vescovi, anche se dispersi per tutto il mondo, in comunione con il Papa, insegnano in modo moralmente unanime e consapevole una verità come rivelata certamente da Dio.
2° - attraverso il magistero straordinario e solenne e questo può avvenire in due modi:
con il Concilio Ecumenico, che è la riunione di tutti i Vescovi della terra convocati dal Sommo Pontefice;
con la definizione dogmatica del Sommo Pontefice, quando egli da Pastore e Maestro di tutti i cristiani, definisce dottrine circa la fede e i costumi.
La Chiesa, sia nel Concilio Ecumenico, sia nella persona del Papa, non può errare nell’insegnarci le verità rivelate da Dio, perché, come promise Gesù Cristo, “lo Spirito di verità” l’assiste continuamente (Giov. 15, 16).
Nella sua storia bimillenaria la Chiesa ha sempre esposto e difeso la verità rivelata con atti solenni, a cominciare dal tempo stesso degli Apostoli, come narrato nel capitolo XV degli Atti. Con la conversione al Vangelo di molti provenienti dal paganesimo, sorse una grave questione: i cristiani provenienti dal giudaismo pretendevano che i pagani per diventare cristiani, dovevano prima sottoporsi alla circoncisione ed all’osservanza di tutto il rituale ebraico, cosa rifiutata in modo energico dall’apostolo Paolo che giustamente sosteneva che a salvarci è solo la Fede in Cristo Gesù. La questione fu sottoposta al collegio degli Apostoli, riuniti a Gerusalemme.
Dopo aver pregato e riflettuto, fu sancito che la tesi di Paolo era quella rivelata da Dio. “Abbiamo deciso lo Spirito Santo e noi”: è questa la formula solenne e definitiva di quello che possiamo chiamare il primo Concilio Ecumenico.
Di particolare importanza furono i Concili dei primi secoli del Cristianesimo celebrati a Nicea, a Costantinopoli, ad Efeso, a Calcedonia: essi definirono le verità fondamentali della nostra Fede.
Il Concilio Ecumenico non è un evento semplicemente umano. È invece ricostituirsi del Collegio Apostolico, come a Gerusalemme ed è il luogo della più esplicita presenza dello Spirito Santo che guida i fedeli nella comprensione più precisa delle verità rivelate, premessa per una vita cristiana più aderente al Vangelo.
Guardiamo per esempio il dogma della Santissima Trinità con cui si afferma che esiste un solo Dio, che però sussiste in tre Persone uguali e distinte. Potrebbe sembrare un’astrazione, un’astruseria matematica. Invece è la rivelazione dell’uomo a se stesso. Dio è comunione perfetta d’amore, un oceano insondabile di vita con l’altro e per l’altro. L’uomo creato ad immagine e somiglianza con Dio, non può vivere da solo, non può chiudersi nell’egoismo, ma deve vivere in comunione con gli altri e deve spendere la propria vita per gli altri: solo così si realizza in pienezza.
Cos’è la famiglia se non l’immagine terrena della beata Trinità? Quando lo sposo, la sposa ed i figli, con l’aiuto della Grazia dello Spirito Santo, vivono nella luce del Vangelo, essi, sia pure in modo limitato alla pochezza umana, sono segno del mistero trinitario e la famiglia diventa un angolo di paradiso, a pure in mezzo alle tribolazioni ed alle difficoltà di questa vita.
Guardiamo al dogma dell’Incarnazione. Gesù Cristo è vero figlio di Dio ed è vero figlio dell’uomo, ma in unica Persona, quella del Verbo eterno. La verità rivelata è che in Gesù ci sono due nature (quella divina e quella umana), ma c’è una sola Persona (quella divina). Contro le eresie ricorrenti che negano ora la divinità di Gesù Cristo, ora la sua umanità, risplende la verità cattolica che salva in una sintesi perfetta la trascendenza della divinità e la realtà della natura nell’unica Persona del Verbo: e così è certa l’efficacia della redenzione, la certezza della grazia soprannaturale e del Regno che viene ed è salvaguardata l’importanza delle realtà terrene, delle attività di questo mondo, che assumono un valore eterno perché unite alla divinità nel mistero di Cristo e che perciò debbono essere vissute in pienezza, ma sempre secondo il Vangelo e non secondo le passioni umane.
Come esempio di dogmi proclamati direttamente dal Sommo Pontefice, ricordiamo:
il dogma dell’Immacolata: nel secolo dell’illuminismo che negava ogni realtà trascendente, questo dogma ci ricorda che l’uomo, creato da Dio e chiamato all’amicizia con Lui, ha preferito la via dell’orgoglio con il conseguente dramma del peccato originale e dei peccati personali che come un fiume di corruzione hanno rovinato la società umana e lo stesso creato. Ma ci ricorda ancora di più l’amore misericordioso di Dio, che in Gesù Cristo, è venuto a redimerci dal peccato e con il dono della Grazia, ci offre i mezzi per vivere in conformità alla sua volontà e così giungere alla vita eterna;
ed il dogma di Maria SS.ma Assunta in cielo in anima e corpo. Nel secolo scorso, dominato dal materialismo, dal disprezzo della dignità dell’uomo, da ogni sorta di impurità con la conseguente profanazione del corpo, questo dogma fa risplendere la verità rivelata: la signoria di Dio, che è Padre, su tutto, anche sulla materia. L’uomo ha la suprema dignità perché porta sul suo volto il riflesso di Dio: anche il suo corpo è chiamato alla gloria della risurrezione, a somiglianza di quello di Cristo ed anche al corpo va il massimo rispetto perché tempio dello Spirito Santo.
Alla luce di queste considerazioni, il Magistero della Chiesa che proclama i dogmi, non può essere visto come un organismo autoritario che si preoccupa di formule astratte che dettano le condizioni perché un fedele rimanga dentro la Chiesa lo pongano fuori di essa, ma è lo strumento voluto da Dio perché gli uomini possano incontrarsi con l’azione sempre viva ed attuale dello Spirito Santo che illumina e guida i fedeli nella luce piena della Rivelazione e così, rimanendo fedeli a Gesù Cristo, via verità e vita, adeguino la loro condotta morale alle esigenze del Vangelo.

+ Antonio Santucci - Vescovo emerito di Trivento

Tags: fede, Dogmi

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