11 LUGLIO
SAN BENEDETTO Abate
Patriarca dei Monaci
Nacque a Norcia intorno all’anno 480. Recatosi a Roma per completare i propri studi, fu profondamente scioccato dal comportamento licenzioso tenuto da gran parte della nobile gioventù romana e perciò abbandonò la città, ritirandosi su di un monte deserto nei pressi di Subiaco. In quel luogo, Benedetto incontrò un monaco di un vicino monastero che gli donò un saio e gli indicò come rifugio una profonda e stretta caverna. Visse per tre anni in quel luogo senza mai vedere nessuno. Tuttavia un giorno alcuni pastori lo incontrarono casualmente e sparsero nei dintorni la notizia della presenza del Santo eremita; molti allora vennero a visitare Benedetto ed alcuni vollero imitarlo. Dopo qualche anno il monte si popolò di monaci e fu costruito un monastero. La reputazione di San Benedetto crebbe e si sparse in tutta l’Italia, ma provocò anche delle gelosie. Fiorentino, un prete di un luogo vicino al monastero di Benedetto, iniziò a perseguitarlo, calunniandolo in ogni modo. Benedetto per l’amore della pace lasciò Subiaco e si rifugiò a Monte Cassino. Cassino è una piccola città sulla cima di un’alta montagna, dominata da un antico tempio di Apollo.
Benedetto nel 529 fece demolire il tempio, ed eresse due cappelle. Fu questa l’origine di Monte Cassino. San Benedetto governò anche un convento di suore ed un’abbazia a Terracina. A Monte Cassino Benedetto compilò la sua Regola monastica, adottata poi da tutti i monaci d’Occidente. Essa era basata sul silenzio, la solitudine, la preghiera, l’umiltà e l’obbedienza. San Benedetto definì il suo Ordine «una scuola nella quale si apprende a servire Dio», d’altronde la sua vita fu un perfetto modello per i suoi discepoli e venne arricchita da numerosi miracoli e profezie.
La sua morte avvenne poco tempo dopo quella della sorella, Santa Scolastica. Egli la predisse ai suoi discepoli, dando disposizione che la sua tomba venisse preparata sei giorni prima della sua dipartita.
Spirò il 21 marzo del 1543 nell’abbazia di Monte Cassino, dove sono conservate gran parte delle sue reliquie. Venne proclamato Patrono d’Europa nel 1964 dal papa Paolo VI.
 
14 LUGLIO
SAN CAMILLO DE’ LELLIS
Originario degli Abruzzi, rimase orfano da piccolo. La sua prima attività fu quella di soldato, prima al servizio di Venezia, poi nell’esercito del Regno di Napoli. La sua passione per le carte e i giochi d’azzardo gli causò un giorno la perdita di ogni suo avere così, per sopravvivere, iniziò a lavorare in un convento di cappuccini. Nel 1575, pentito del suo passato dissoluto e illuminato dall’esempio dei frati, fu ammesso nel convento come novizio, non potè però essere accettato nell’Ordine dei Cappuccini a causa di una infermità alla gamba. Lasciò perciò il convento e si recò a Roma, dove assistette per quattro anni i malati dell’ospedale degli Incurabili di San Giacomo. Dopo questo periodo fu nominato direttore dell’ospedale. Nel 1584 Camillo fu ordinato Sacerdote e iniziò a progettare la fondazione di una congregazione per l’assistenza agli animali. L’anno successivo, la congregazione iniziò la propria attività in un palazzo preso in affitto. Nel 1586 Papa Sisto V confermò la congregazione che come primo superiore ebbe, naturalmente, Camillo. Nel 1588 venne fondata una nuova casa della congregazione a Napoli. Pochi anni più tardi Gregorio XV promuoverà la congregazione di un ordine religioso. Il 14 luglio 1614 Camillo, afflitto da numerosi mali, si spense serenamente, dopo aver visto il suo Ordine espandersi anche a Milano, Genova, Firenze e Bologna e nelle principali città italiane. Camillo fu canonizzato nel 1746, e Papa Leone XIII lo proclamò patrono dei malati e degli infermi.
 
22 LUGLIO
SANTA MARIA MADDALENA
Fu una delle più devote seguaci di Cristo. È stata per lungo tempo identificata con la anonima peccatrice citata da Luca, nel suo Vangelo o con Maria, sorella di Marta e di Lazzaro. In realtà si trattava di Maria detta Magdala, in quanto proveniva da una cittadina della Gallia nei pressi del lago Tiberiade. La donna era preda di una malattia mentale, che faceva sì che si comportasse come un’ossessa. Gesù la liberò dai suoi «sette demoni», come ci racconta Luca, ed ella allora entrò nel gruppo delle Marie che seguivano fedelmente il Salvatore, e non lo abbandonò neppure durante la Crocifissione e poi dopo la sepoltura.
Fu proprio la mattina seguente alla Resurrezione che Maria Maddalena, prima tra le donne a recarsi al sepolcro, scoprì che il corpo di Gesù era scomparso. Credendo che fosse stato trafugato iniziò a piangere e a lamentarsi. Gesù allora le apparse, ma Maria lo scambiò per un ortolano dei dintorni e, credendo che fosse stato proprio lui a rubare il corpo di Cristo, gli chiese di restituirlo. Gesù allora si rivelò e la mandò ad avvertire dell’evento gli Apostoli. Per questo motivo è stata soprannominata «l’Apostolo degli Apostoli».
Una tradizione popolare vuole che Maria Maddalena, scacciata dalla Palestina dagli Ebrei, abbia finito i suoi giorni in Francia.
Per quanto riguarda la peccatrice anonima, il Vangelo di Luca ci dice che incontrò Gesù in casa di un fariseo chiamato Simone. Gettatosi ai piedi del Cristo lavò i suoi piedi, asciugandoli con i lunghi capelli, e gli confessò tutti i suoi peccati ottenendone l’assoluzione.
 
31 LUGLIO
SANT’IGNAZIO di Loyola
Fondatore della Compagnia di Gesù
Inigo de Recalde de Loyola, nacque nel 1491 nei possedimenti della sua famiglia a Loyola, nella provincia basca Guipuzcoa. Cresciuto alla corte del re Ferdinando il cattolico, fu educato secondo lo spirito cavalleresco della corte Spagnola. All’età di trent’anni, durante la difesa di Pamplona contro i Francesi, venne ferito alle gambe e costretto ad una lunga degenza. Durante questo periodo si indirizzò verso al vita religiosa. Appena guarito si ritirò nel santuario di Montserrat, dove prese la decisione di dedicarsi interamente alla Chiesa. Per due anni si sottopose a penitenze e alla più completa meditazione, proprio in questo periodo scrisse gli «Esercizi spirituali» un testo classico e conosciutissimo. Per migliorare la propria preparazione culturale si recò a studiare nelle università di Salamanca e quindi a Parigi. A Parigi riunì nove compagni e insieme a loro prese i primi voti nella Chiesa di Montmatre. Il principio di Ignazio era molto semplice: lavorare per la gloria di Dio, sotto gli ordini del Papa. Nel 1537 con i suoi compagni si recò a Venezia per imbarcarsi per un pellegrinaggio in Terra Santa. Ma lo scoppio della guerra fra Venezia e Turchi rese impossibile il loro imbarco.
Ignazio si dedicò alla predicazione, chiamò il gruppo dei suoi compagni «compagnia di Gesù»; gli diede un primo abbozzo di regola e dopo un anno si recò a Roma per mettersi agli ordini esclusivi del Papa.
Nel 1540 papa Paolo III concesse l’approvazione della nuova istituzione religiosa e nel 1541 tutti i membri della compagnia presero i voti finali nella basilica benedettina di San Paolo Fuori le Mura.
Ignazio fu naturalmente eletto primo generale dell’Ordine e lo governò fino alla morte. La compagnia di Gesù, strutturata come un’armata, si rivolse soprattutto alla lotta contro l’eresia e alle attività missionarie in terre lontane (Giappone, Indie Orientali). I Gesuiti fondarono e gestirono scuole di ogni ordine e grado in tutta Europa; per molti secoli la formazione culturale e spirituale dei giovani dei ceti più elevati fu quasi esclusivamente nelle loro mani.
L’attivismo e la potenza raggiunta dai Gesuiti fu tale che l’Ordine fu sciolto da papa Clemente XIV nel 1773, dopo essere stato messo fuori legge in molti paesi europei. Nel 1814 l’Ordine si ricostituì. Ignazio morì nel 1556 e fu canonizzato nel 1622.
 
4 AGOSTO
SAN GIOVANNI BATTISTA VIANNEY
Più conosciuto col nome di «Curato d’Ars», nacque a Dardilly, nei pressi di Lione, nel 1786. Fece il contadino fino ai diciannove anni, quando iniziò a studiare per diventare Sacerdote. Nonostante le grandi difficoltà economiche, completò i suoi studi e fu ordinato Sacerdote, nel 1815. Il suo primo incarico fu quello di curato ad Ars, un piccolo paese vicino a Lione; incarico che tenne per tutto il resto della sua vita e che gli procurò una fama universale.
Si distinse particolarmente nel somministrare il Sacramento della Riconciliazione; il suo confessionale era frequentato da persone di ogni classe sociale che venivano, anche da molto lontano, per ricevere da lui una parola di speranza. Durante gli ultimi anni di vita, trascorreva in confessionale da 16 a 18 ore. Era dotato di una grande capacità di discernimento, nonché di facoltà profetiche e spesso era tormentato da spiriti maligni. Fu canonizzato nel 1925 e dichiarato patrono dei curati.
 
23 AGOSTO
SANTA ROSA DA LIMA
Nacque a Lima, la capitale dei possedimenti spagnoli in Perù, nel 1586. Il suo nome di battesimo fu Isabella, ma il colorito e la bellezza le meritarono il nome di Rosa. Fin dall’infanzia dimostrò una straordinaria capacità di sopportazione e un grande amore per le mortificazioni; digiunava anche per tre giorni di fila e solitamente si cibava solo di pane ed erbe selvatiche. Cresciuta, coltivò un orto che conteneva solo piante amarostiche ed era rallegrata da numerose croci piantate nel terreno. Sentendo lodare frequentemente la sua bellezza, e temendo di poter essere occasione di tentazione per i giovani della città, non si faceva mai vedere nei luoghi pubblici e si fregava ogni giorno il viso e le mani con pepe indiano per macchiarsi la pelle.
Avvenne che la sua famiglia cadde in disgrazia, Rosa si mise allora a lavorare: di giorno come giardiniere, mentre la notte cuciva, solo in questo modo riuscì a provvedere alle necessità sue e dei genitori. Stanca di ricevere continuamente richieste di matrimonio, decise di porvi fine definitivamente entrando nell’Ordine dei domenicani. L’amore per la solitudine le fece scegliere di vivere in una piccola e solitaria cella, dove si sottopose a consuete durissime penitenze.
Visse nel convento per quindici anni superando ogni tentazione e l’ostilità dei suoi vecchi amici. Fu in compenso beneficata da Dio con numerose visioni e miracoli. Passò a miglior vita il 24 agosto 1617, a trentun’anni d’età. Fu la prima donna nata in America ad essere canonizzata (nel 1671) ed è venerata come la patrona del Sud-America.
È di solito raffigurata con l’abito delle Domenicane Terziarie, ovviamente insieme ad una rosa.
 
28 AGOSTO
SANT’AGOSTINO
Vescovo e Dottore della Chiesa
Agostino ebbe i natali a Tagaste, una piccola città della Numidia, il 13 novembre 354. Abbiamo già parlato dei suoi genitori il pagano Patrizio e Santa Monica. In gioventù fu preda del vizio e di altre miserie spirituali, che lui stesso descrisse nelle «Confessioni». Recatosi a Cartagine nel 370 per completare i propri studi, cadde nell’eresia manichea, che abbandonò solo dopo il suo viaggio in Italia. In realtà le teorie dei manichei presto gli apparvero insoddisfacenti, ma nessuno fu in grado di offrirgli delle spiegazioni più convincenti; cosicché alla fine decise di recarsi i Italia e discutere del problema con una persona sufficientemente colta e padrona degli strumenti della retorica. Trovò questa persona in Sant’Ambrogio, vescovo di Milano, che lo aiutò nella difficile ricerca della verità.
Agostino era particolarmente perplesso circa l’origine del diavolo e trovava difficile concepire Dio come un puro spirito trovò molto illuminate le opere di Platone, ma da esse non ricavò nulla circa la redenzione dell’uomo, così si rivolse al Nuovo Testamento e in special modo agli scritti di San Paolo. La piena conversione di Sant’Agostino avvenne nel 386; nel 388 tornò a Cartagine e si ritirò con alcuni suoi devoti amici in una casa in campagna. Dopo essere stato ordinato Sacerdote, venne inviato ad Ippona e lì fondò un nuovo monastero. Nel 395 fu consacrato vescovo. Sapendo che l’istruzione era il principale compito del pastore d’anime, non cessò mai di tenere i suoi sermoni, ne recitò in tutta la sua vita più di quattromila; la maggior parte dei quali sono ancora esistenti.
La sua attività letteraria fu altrettanto intensa: nel 397 scrisse le «Confessioni»; nel 410, quando Roma veniva saccheggiata da Alarico e i pagani rinnovavano le loro blasfemie, contro la religione cristiana, Agostino scrisse «La città di Dio». Altre sue importanti opere furono «Sulla predestinazione dei Santi» e «Sul dono della perseveranza».
Morì il 28 agosto del 430. Le sue reliquie sono conservate nella basilica di San Pietro in Ciel d’Oro, a Pavia.