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Il Crocifisso al collo: un segno di valori o di vanità?

di Padre Antonio M. Di Monda

Molti uomini e soprattutto donne portano al collo un Crocifisso, di argento o di oro o anche di semplice metallo. Lo si vede spesso anche su petti di donne che non si direbbe del tutto modesti. È il caso di chiedersi: uomini e donne, specie se cristiani, cosa intendono significare mettendo al collo il Crocifisso?
Per coloro che credono in Cristo, il Crocifisso dovrebbe essere un segno di continua professione della propria fede. Quel Corpo dilaniato e contraffatto da sofferenze senza fine è il Corpo del Verbo Incarnato, immolato per la salvezza del mondo: sublime sacrificio di un Dio che, nel suo folle amore per gli uomini, tutto ha donato, tutto ha sofferto per strapparli alla morte e al degrado, e renderli figli di Dio e partecipi dei suoi beni.
Il Crocifisso, perciò, è un segno di sublimi valori umani e cristiani. È il segno della misericordia infinita, del perdono incondizionato. Ed è anche il segno di una giustizia che, finché si è su questa terra, è continuamente calpestata e offesa.
E il Crocifisso allora diviene il rifugio sicuro di tutti gli oppressi della terra, e la certezza che essa, la giustizia, avrà il suo definitivo trionfo perché Cristo Crocifisso così ha trionfato del male e dell’inferno, e così ha preparato il trionfo della risurrezione. E cioè ha trionfato accettando e santificando l’ingiustizia.
Cristo Crocifisso, quindi, rifugio e speranza certa di tutta una umanità dolorante rifiutata e derisa dai cosiddetti potenti della terra. Senza di Lui non si avrà che degrado, disperazione e morte. È questo che vogliono dire coloro che lo portano al collo? Ci saranno, senza dubbio, anime che così vedono questo gesto.
Ma temo che non sono pochi anche coloro –soprattutto donne che non si fanno scrupolo di mostrare il loro seno, provocando desideri e gesti di morte spirituale- che il loro Crocifisso al collo non è altro che un gingillo qualsiasi, adottato per moda o per accrescere l’attrazione.
Siamo allora alla profanazione, al peccato, alla vanità che svuota tutto e squilibra l’universo. Non si scherzi con Dio. San Paolo ha detto che è cosa orrenda cadere nelle mani di Dio vivente (Eb 10,31).
Sarà infatti proprio Cristo che apparirà alla fine dei tempi con la croce per giudicare l’intera umanità radunata ai suoi piedi.

Tags: Crocifisso, Padre Antonio M. Di Monda

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