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Il magistero autentico della fede

di S. Ecc.za Rev.ma Antonio Santucci – Vescovo emerito di Trivento

Lode al Signore per la nascita di questa nuova rivista -Grande Opera Mariana-, sgorgata dal Cuore Immacolato di Maria per far rifulgere lo splendore della verità cattolica ai nostri giorni dominati dal secolarismo, dalla dimenticanza di Dio e dall’indifferenza diffusa nei riguardi dei valori eterni dello spirito. Valori eterni che per volontà di Dio sono conservati “nella casa di Dio, che è la Chiesa del Dio vivente, colonna e sostegno della verità” (1 Tm 3,15).
Privo della verità di Dio, l’uomo brancola nelle tenebre, non riconosce più nelle meraviglie del creato le orme del Creatore e perde persino il senso, il significato profondo della propria esistenza.
Questo buio è stato squarciato fin dai secoli più remoti dalla rivelazione che Dio ha fatto per mezzo “della parola dei profeti alla quale fate bene a volgere l’attenzione come a lampada che brilla in un luogo oscuro” (1 Pt 1, 19)
Nella pienezza dei tempi, il Verbo di Dio, che è “irradiazione della sua gloria e impronta della sua sostanza” (Eb 1,3), si è fatto Carne, Uomo come noi nella fragilità della nostra natura umana e così “è venuta nel nostro mondo la luce vera, quella che illumina ogni uomo” (cfr. Gv 1,18)
Gesù è la Parola definitiva di Dio, è la Via, la Verità e la Vita per ogni creatura umana.
“Questo Gesù -afferma Pietro davanti al sommo sacerdote ed al sinedrio riunito per impedire che il nome di Gesù fosse annunziato- è la pietra che scartata da voi, costruttori, è diventata testata d’angolo. In nessun altro c’è salvezza; non vi è infatti altro nome dato agli uomini sotto il cielo nel quale è stabilito che possiamo essere salvati” (At 4, 11-12).
San Giovanni della Croce così si esprime: “Dal momento in cui Dio ci ha donato il Figlio suo, che è la sua unica e definitiva Parola, ci ha detto tutto in una sola volta in questa sola Parola… Infatti, quello che un giorno diceva parzialmente nei Profeti, l’ha detto tutto nel suo Figlio, donandoci questo tutto che è il suo Figlio. Perciò chi volesse interrogare ancora il Signore e chiedergli visioni o rivelazioni, non solo commetterebbe una stoltezza, ma offenderebbe Dio, perché non fissa il suo sguardo unicamente in Cristo e va cercando cose diverse e novità”.
Gesù Cristo ha affidato il suo messaggio di salvezza agli Apostoli. Prima di salire al cielo così ha detto: “Mi è stato dato ogni potere in cielo e in terra. Andate dunque ammaestrate tutte le nazioni, battezzandole nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo, insegnando tutto ciò che io vi ho comandato. Ecco io sono con voi fino alla fine del mondo” (Mt 28, 18-20)
Come insegna il Concilio Ecumenico Vaticano II nella costituzione dogmatica sulla Rivelazione, chiamata Dei Verbum dalle prime parole, la trasmissione del Vangelo è avvenuta in due modi:
Il primo è avvenuto per mezzo della predicazione fatta a viva voce dagli Apostoli che annunciavano quanto avevano ascoltato da Gesù, quanto avevano visto con i loro occhi, sostenuti e resi infallibili dall’esistenza dello Spirito Santo.
Il secondo modo è avvenuto per iscritto. Ben presto gli stessi Apostoli ed alcune persone della loro cerchia, si resero conto della necessità di mettere per iscritto quanto insegnavano a viva voce. Sempre sostenuti dalla luce interiore dello Spirito Santo, sotto l’impulso dell’ispirazione divina, essi hanno scritto i Quattro Evangeli che contengono i detti e i fatti salienti di Gesù, gli Atti degli Apostoli che descrivono il nascere delle prime comunità cristiane ad opera degli Apostoli, il loro stile di vita evangelica, le persecuzioni subite, il coraggio della Fede. Ripieni di Spirito Santo e spinti dallo zelo, gli Apostoli ed in particolare Paolo, ci hanno lasciato delle meravigliose lettere indirizzate alle varie comunità per sostenerle nel cammino di fedeltà al Vangelo in mezzo alle tribolazioni ed anche per richiamare alla necessità di vivere in modo conforme all’esempio di Gesù, per impedire che si infiltrassero false dottrine.
Dio vuole che tutti gli uomini, d’ogni nazionalità ed ogni tempo siano salvati ed arrivino alla conoscenza della verità che è Cristo Gesù (cfr. l Tm, 2,4) Per questo è necessario che il Vangelo sia annunziato sempre ad ogni popolo, a tutti gli uomini. “Affinché il Vangelo si conservasse sempre integro e vivo nella Chiesa -come insegna il Concilio-, gli Apostoli lasciarono come successori i Vescovi, ad essi affidando il loro propri

Tags: fede, Antonio Santucci, magistero

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