Nel suo incontro con i parroci della Città Eterna
Benedetto XVI ha sostenuto l’iniziativa di offrire la possibilità che nella diocesi di Roma ci siano chiese con Adorazione eucaristica perpetua, “un punto focale della vita di fede”.
Il Pontefice ha manifestato il proprio entusiasmo per questa iniziativa nell’incontrarsi il 2 marzo con i parroci della sua diocesi.
L’iniziativa è stata proposta al Santo Padre da don Alberto Pacini, Rettore della chiesa di Sant'Anastasia al Palatino, che da cinque anni è luogo di Adorazione eucaristica perpetua. La chiesa è aperta 24 ore al giorno e il Santissimo Sacramento è esposto alla venerazione dei fedeli.
L’esperienza di questa chiesa ha generato altre 14 iniziative simili, di cui una a Roma e le altre in varie parti d'Italia; è anche sede di un attivo movimento di evangelizzazione eucaristica.
“La mia proposta, il mio suggerimento, il mio desiderio, la mia aspirazione – ha detto il Rettore – sarebbe che in ciascuno dei cinque settori di Roma ci possa essere un'Adorazione eucaristica perpetua, considerando che ce ne sono già sei tenute da istituti religiosi prevalentemente nel Settore Ovest”.
“Visto che Roma dovrebbe presiedere nella ‘Carità eucaristica’ – ha aggiunto – sarebbero auspicabili tanti luoghi dove dall'incontro con l'Eucaristia si possa rigenerare la Chiesa: vocazioni, evangelizzazione, confessioni, perché dove c'è Gesù esposto, dove c'è la preghiera incessante il Signore attira a sé i suoi figli”.
Il Papa ha ringraziato il sacerdote per le informazioni su questa iniziativa definendo l'“Adorazione perpetua” “un punto focale della vita di fede a Roma”.
“Questa proposta di creare nei cinque Settori della Diocesi di Roma cinque luoghi di Adorazione perpetua, la pongo fiduciosamente nelle mani del Cardinale Vicario [Camillo Ruini]”, ha aggiunto.
“Vorrei soltanto dire: grazie a Dio, perché dopo il Concilio, dopo un periodo in cui mancava un po' il senso dell'adorazione eucaristica, è rinata la gioia di questa adorazione dappertutto nella Chiesa, come abbiamo visto e sentito nel Sinodo sull'Eucaristia”.
“Certo, con la Costituzione conciliare sulla Liturgia, è stata riscoperta soprattutto tutta la ricchezza dell'Eucaristia celebrata, dove si realizza il testamento del Signore: Egli si dà a noi e noi rispondiamo dandoci a Lui”, ha confessato.
“Ma, adesso, abbiamo riscoperto che questo centro che ci ha donato il Signore nel poter celebrare il suo sacrificio e così entrare in comunione sacramentale, quasi corporale, con Lui perde la sua profondità e anche la sua ricchezza umana se manca l'Adorazione, come atto conseguente alla comunione ricevuta”.
“L’Adorazione è un entrare con la profondità del nostro cuore in comunione con il Signore che si fa presente corporalmente nell'Eucaristia. Nell'Ostensorio si dà sempre nelle nostre mani e ci invita ad unirci alla sua Presenza, al suo Corpo risorto”, ha concluso.