Il Papa ribadisce: "No ai Pacs
matrimoni solo tra uomo e donna"
 
La stampa portatrice di valori negativi che “denigrano” la famiglia.
Durissimo attacco di Benedetto XVI sulle unioni omosessuali.
Benedetto XVI torna a intervenire sul delicatissimo tema delle coppie di fatto. E lo fa riaffermando la prevalenza del matrimonio sulle unioni civili. Per il Papa la "differenza sessuale" di uomo e donna "non è un semplice dato biologico" ma esprime la "forma di amore" volta alla "comunione di persone aperta alla trasmissione della vita". Per questo, continua Benedetto XVI bisogna evitare la "confusione" tra il matrimonio e altri tipi di unione "basate su un amore debole". Comcetti esposti davanti ai partecipanti al congresso internazionale promosso dal Pontificio istituto Giovanni Paolo II per gli studi su matrimonio e famiglia.
"Il matrimonio e la famiglia -afferma il Santo Padre- sono radicati nel nucleo più intimo della verità sull'uomo e sul suo destino. Si tratta di un lascito che non e' semplicemente un insieme di dottrine o di idee, ma prima di tutto un insegnamento dotato di una luminosa unità sul senso dell'amore umano e della vita''. Il Papa, infine, chiede di superare "una concezione privatistica dell'amore oggi tanto diffusa'' guardando al matrimonio come a ''una comunione di vita e di amore che si configura come un autentico bene per la società''.
Il Papa, infine, ha sollecitato a "sostenere con una riflessione veramente approfondita sull'amore umano", ricordando l'entusiasmo con cui il predecessore, giovane sacerdote e giovane vescovo, si dedicò al compito di "insegnare ad amare".
“L'alto valore del matrimonio”, “ridicolizzato” dai mezzi di stampa, portatori di una cultura che nega i valori. Così Papa Benedetto XVI nel discorso rivolto al nuovo ambasciatore dell'Uruguay presso la Santa Sede.
Riferendosi anche ai pacs, il Papa ha sottolineato come il matrimonio sia una unione prevista solo tra “uomo e donna”, che i media invece denigrano “favorendo così l'egoismo e il disorientamento invece della generosità e del sacrificio necessari per mantenere vitale questa autentica cellula primaria della comunità umana”.
Nel suo discorso, Benedetto XVI ha insistito sulla necessità di “una collaborazione leale e lungimirante per la costruzione di un futuro migliore e aperto alla vita nel quale tutti, senza eccezioni, abbiano l'opportunità di sviluppare la piena dignità dell'essere umano”.
Per questo, ha spiegato, suscitano “preoccupazione alcune tendenze che tentano di limitare il valore inviolabile della vita umana dal suo inizio alla fine naturale o di dissociarla dal suo ambiente naturale che è l'amore umano nel matrimonio e la famiglia”.
Il Pontefice ha anche ricordato al nuovo ambasciatore che “la Chiesa promuove certamente una 'cultura della vita, generosa e apportatrice di speranza, e non solo per motivi confessionali” e che anche in Uruguay ci sono “molte persone eminenti che condividono simili preoccupazioni per motivi etici e razionali”.
Al diplomatico uruguayano il Papa ha raccomandato inoltre il “vasto problema della povertà e della marginalizzazione” che dovrebbe avere la preminente attenzione “dei governanti e dei responsabili delle istituzioni pubbliche”.