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Il pensiero della morte e i suoi insegnamenti

Non vi è cosa più certa della morte e niente più incerto dell’ora della morte. Dio ti nasconde l’ultimo giorno della vita, perché in tutti i giorni tu sia preparato a morire. «Vegliate – ammonisce il Signore -, perché non sapete né il giorno né l’ora» (Mt 25,13).
Sei più che convinto della morte, ma il tuo inganno sta nel figurartela così lontana da perderla di vista.
Quante volte hai sentito dire che uno è morto per un incidente stradale, un altro per un infarto, quell’altro stroncato in breve tempo da un male incurabile, quello colpito da emorragia cerebrale, e così sovente la morte arriva all’improvviso, e la vita dell’uomo passa fugace come un’ombra.
Stai sempre preparato perché la morte viene come un ladro di notte (cf 1 Ts 5, 2), nell’ora in cui meno tu pensi (cf Lc 12, 40). Esercitati ogni giorno a morire, alimentando in te una sincera disponibilità alla morte.
Familiarizzati col pensiero perché quando verrà tu l’accolga con animo sereno. La morte turba giungendo all’improvviso, è motivo di letizia per chi la previene riflettendo.
Vivi in modo da non temere la morte. È attraverso di essa che giungi alla vita, nella speranza del Cristo risorto.
Cammina nella carità e nella santità per essere preparato al regno di Dio ogni momento.
Opera il bene finché hai tempo, poiché non sai quando calerà la notte sulla giornata della tua vita. Tieniti sempre pronto per il giorno della chiamata.
Oh, quale grande maestra è morta, che affratella tutti nello stesso destino! Essa ti insegna che nella vita ciò che conta è la bontà, l’amore, il perdono, la fratellanza.
Nessuno, quando pensa alla morte dovrebbe essere superbo. Di fronte alla morte siamo tutti uguali. Ricchi o poveri, umili o potenti, la morte non guarda in faccia a nessuno.
Se tu pensassi ogni giorno che devi lasciare questo mondo, oh, quanto saresti più buono! Solo l’amore porti al di là della morte, tutto il resto lo lasci di qua.
Scegli ora ciò che vorresti aver scelto in punto di morte e fai ogni cosa come se fosse l’ultima della tua vita.
Il pensiero della morte è fruttuoso se ti porta al distacco delle cose terrene e all’amore di Dio.
Con la morte lascerai tutto e tutti. Te ne andrai solo, senza che nessuno ti accompagni, se non i tuoi meriti e le tue virtù. Attaccati a qualche cosa di concreto che non ti verrà mai meno neppure nei giorni della tua vecchiaia e del tuo trapasso.
Giudica le tue cose e dirigi le tue azioni in vista della morte. Oh, quanto è saggio il giudizio della morte! (cf Sir 41, 2).
Non imitare gli uomini del mondo che fuggono il pensiero della morte per non distaccare il loro cuore dai beni terreni. Hai da rimanere così poco su questa terra; la tua casa è l’eternità.
Dopo la tua morte nessuno più si occuperà di te. Come tu hai fatto con quelli che ti hanno preceduto, così gli altri faranno con te. Entreranno vivi nella scena a occupare il tuo posto e di te non resterà neppure il ricordo.
Fatti degli amici in cielo, poiché quando verrai meno sulla terra essi ti accolgano negli eterni tabernacoli (cf Lc 16, 9). «Accumula tesori che non verranno meno nei cieli» (Mt 6, 20).
Impegnati, finché hai tempo, a prepararti quella casa nella quale abiterai per sempre, poiché una volta passate le porte della morte non c’è più ritorno (cf Gb 10, 21 ss).
Se accetterai il tuo trapasso con amorosa adesione alla volontà di Dio, la tua sarà una morte d’amore, anche se accompagnata dalla ripugnanza della natura.
Se avrai creduto in Dio e lo avrai servito, la tua morte non sarà un salto nel nulla, ma nelle braccia di Dio; sarà l’incontro personale con lui per vivere presso di lui nell’amore (cf Sap 3, 9) e nella gioia della sua amicizia.
Come una giornata bene impiegata ti dà un lieto dormire, così una vita bene spesa ti darà un lieto morire.
Ecco, vengo a te che ho amato, nel quale ho creduto, a cui ho donato il mio affetto, per il quale tutto ho lasciato.

Tags: pensiero della morte

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