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La bioetica in difesa dell’uomo

LA BIOETICA IN DIFESA DELL’UOMO

Il termine “Bioetica” è recente, anche se affonda le sue radici in due antiche parole greche: “Bìos”, che significa “vita” ed “Ethòs” che significa “morale”.
La Bioetica si può quindi definire così:
LA BIOETICA È LA SCIENZA MORALE CHE REGOLA GLI INTERVENTI MEDICI SULLA VITA DELL’UOMO.
In altre parole la Bioetica deve dirci quando gli interventi medici sulla vita dell’uomo sono un bene o un male, quando sono leciti o no .
In questa ricerca ci faremo guidare unicamente dalla ragione umana: in tal modo ogni persona ragionevole potrà facilmente condividere quel che diremo.
CHI È L’UOMO
Poiché la scienza bioetica ha il compito di stabilire ciò che è bene e ciò che è male per l’uomo, è necessario anzitutto conoscere chi è l’uomo.
OGNI UOMO È UNITÀ SOSTANZIALE DI UN CORPO MATERIALE E DI UN’ ANIMA SPIRITUALE.
a) IL CORPO MATERIALE
Osservando l’uomo, ci imbattiamo anzitutto nel suo corpo fatto di materia, ossia fatto con gli stessi elementi-base di tutta la materia: atomi e molecole materiali.
Proprio perché fatto di materia il corpo dell’uomo può essere pesatoe misurato; può spostarsi da un luogo all’altro purché non ne sia impedito da un ostacolo materiale; ma può anche dividersi fino a dissolversi come organismo unitario e così morire.
Inoltre l’esperienza ci dice che tutte le attività del corpo avvengono nel tempo: per svilupparsi, per lavorare, per spostarsi da un luogo ad un altro il corpo dell’uomo ha bisogno di tempo.
In conclusione: il corpo umano sottostà a tutte le leggi della materia e non ha in sé la capacità di superarle.
b) L’ANIMA SPIRITUALE
Se però osserviamo alcuni comportamenti dell’uomo, ci accorgiamo che egli compie atti di natura superiore ed anzi opposta a quelli della materia, che perciò non possono derivare dalla materia, ma devono derivare da una realtà superiore e con caratteristiche opposte a quelle della materia.
Ricordiamone alcuni:
- Mentre per spostarmi col corpo da una stanza all’altra di casa devo aprire le porte e impiegare un certo tempo, col mio pensiero io posso, in un istante, portarmi in un luogo lontano centinaia di chilometri, come la piazza del Duomo di Milano o la piazza di San Pietro a Roma, senza per questo aprire porte o usare mezzi di trasporto. Il mio pensiero infatti – contrariamente al corpo - non ha peso, non è legato al tempo e non è condizionato da ostacoli materiali.
- Il mio pensiero ha inoltre la capacità di formulare idee astratte, come comprendere il significato di ciò che è scritto su un libro, di comporre una poesia o una musica, di risolvere un problema di matematica e, quindi, di progredire nella cultura e nella tecnica: attività queste che sono sconosciute agli animali anche più evoluti, come il cane, dal quale è vano sperare la soluzione di un problema matematico semplicissimo come 2+2, o l’apprendimento di un linguaggio diverso da quello istintivo di abbaiare.
- Ma c’è di più: io esperimento in me la capacità di fare scelte libere, come il volere o non volere una cosa, il volerne una piuttosto che un’altra. Ad esempio io sono libero di continuare la lettura di questo libro o di rimandarla a più tardi o anche di accantonarla per sempre.
- “Pensiero” e “libertà di scelta” essendo attività di natura superiore ed anzi opposta alle capacità del corpo materiale, devono derivare da una realtà diversa dal corpo materiale, da una realtà che chiameremo “spirito” o, più propriamente, “anima spirituale” del corpo.
C) NELL’UOMO CORPO E ANIMA SONO UNITI SOSTANZIALMENTE
L’uomo è quindi “unità di corpo e di anima”. Ma di quale “unità” si tratta?
Spieghiamoci con un esempio: in una automobile, il motore, per funzionare, ha bisogno della benzina. Tra motore e benzina c’è quindi una unità puramente “funzionale”, tanto è vero che, senza la benzina, il motore non cessa di essere un motore.
Nell’uomo invece il corpo materiale ha bisogno dell’anima spirituale per esistere come corpo umano.
Nell’uomo, corpo e anima sono uniti “sostanzialmente”, ossia formano un’unica sostanza; tanto è vero che senza l’anima il corpo dell’uomo non sarebbe un corpo “umano”, ma un organismo materiale molto simile – per le sue caratteristiche genetiche – a quello dello scimpanzé.
In conclusione: l’uomo è unità sostanziale di materia e di spirito, ossia di corpo materiale e di anima spirituale, quest’ultima capace di pensare e di volere.
DUE DOMANDE SULL’ANIMA
A questo punto è doveroso rispondere a due importanti interrogativi:
1) Da dove viene l’anima spirituale dell’uomo?
I filosofi materialisti fanno l’ipotesi che esso derivi dalla materia, che sia cioè un super-prodotto del DNA del corpo.
Ma questa ipotesi è assurda. Infatti, dalla materia, comunque organizzata, e più precisamente dal DNA comunque programmato, non potranno mai scaturire attività spirituali, come quella di formulare idee astratte e di fare scelte libere.
L’anima spirituale deve avere un’altra origine, diversa dal corpo materiale dell’uomo.
E poiché tra le realtà materiali non ne esiste un’altra più perfetta del corpo dell’uomo, non ci resta che cercare l’origine dell’anima spirituale dell’uomo al di fuori (al di sopra!) delle realtà create, non ci resta che cercarla nel Creatore dell’uomo.
Sì, la stessa ragione umana, applicando il primo principio di “ragione sufficiente” ci conduce a riconoscere che l’anima spirituale dell’uomo è creata direttamente da Chi ha progettato e realizzato l’uomo come unità sostanziale di corpo e di anima, ossia da Dio.
2) Ma c’è un secondo interrogativo al quale dobbiamo dare una risposta:
Quando Dio crea l’anima umana?
La risposta – che non può essere scientificamente documentata ma neppure smentita – è che l’anima spirituale dell’uomo è creata da Dio nell’istante stesso del suo concepimento.
Questa affermazione è conforme a quanto diremo più avanti circa l’inizio della Persona umana.
PERCHÈ L’UOMO È “PERSONA”
Quanto è stato fin qui detto è valido per l’ uomo in genere ed è estensibile a tutta l’umanità.
Ma nella realtà esistono solo uomini concreti: esiste questo uomo, esiste questa donna, esisto io, esisti tu…
Quindi se vogliamo conoscere chi è veramente l’uomo, è necessario che ognuno di noi entri nel proprio intimo dove scoprirà le due qualità più profonde del suo “essere uomo”:
1) la prima è la coscienza della propria individualità personale: se penso a me stesso, a chi sono, ho l’evidenza di essere un “io” distinto da tutti gli altri, ho la consapevolezza che “io sono io e non un altro”.
È ciò che i filosofi chiamano “la coscienza di sé” o “autocoscienza”.
2) La seconda è la consapevolezza di essere personalmente responsabile di tutte le scelte libere che ho compiute o che compirò. È ciò che i filosofi chiamano “responsabilità morale”.
Sia l’ “autocoscienza” , che la “responsabilità morale” ci rivelano che ogni singolo uomo è un Soggetto autonomo di diritti inviolabili (è un “io” cosciente) e di doveri morali (è un “io” libero):
il che è come dire che ogni uomo è una “ Persona”.
È infine dichiaro che la dignità di “ Persona “ non deriva all’uomo dal suo corpo materiale, ma dall’anima spirituale, fonte unica della propria “autocoscienza” e della propria “responsabilità”.

Tags: aborto, bioetica, anima, corpo

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