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La dignità della persona umana

L’uomo immagine di Dio

213. Come conosciamo noi la vera vocazione dell’uomo?
È Cristo che svela pienamente l’uomo all’uomo e gli rende nota la sua altissima vocazione.

214. Qual è questa vocazione dell’uomo?
Dotata di un’anima spirituale, di intelligenza e di volontà, la persona umana fin dal suo concepimento è ordinata a Dio e destinata alla beatitudine eterna. Essa raggiunge la propria perfezione nel cercare e amare il vero e il bene.

215. Quale deve essere il comportamento morale dell’uomo?
L’uomo, che è dotato di vera libertà, segno altissimo dell’immagine divina in lui, è tenuto a seguire la legge morale che lo spinga a fare il bene e a fuggire il male. Questa legge risuona nella sua coscienza.

216. La libertà dell’uomo è inclinata ugualmente al bene e al male?
L’uomo, ferito nella propria natura dal peccato originale, è soggetto all’errore e incline al male nell’esercizio della sua libertà. [38]

217. Come possiamo superare questa inclinazione?
Con la sua Passione Cristo ci ha liberati da Satana e dal peccato. Ci ha meritato la vita nuova dello Spirito. La sua Grazia restaura ciò che il peccato aveva deteriorato.

218. Quale sarà il compimento della vita morale?
La vita morale,cresciuta e maturata nella Grazia, arriva a compimento nella gloria del cielo, dove si realizzeranno le beatitudini evangeliche.

LA NOSTRA VOCAZIONE ALLA BEATITUDINE

219. Qual è il significato delle beatitudini evangeliche nella nostra vita?
Le beatitudini evangeliche ci insegnano qual è il fine ultimo al quale Dio ci chiama: il Regno, la visione di Dio, la partecipazione alla natura divina, la vita eterna, la filiazione divina, il riposo in Dio.

220. Le beatitudini ci indicano anche la via da seguire per andare in cielo?
Sì, le beatitudini ci mettono di fronte a scelte decisive riguardo ai beni terreni: esse purificano il nostro cuore per renderci capaci di amare Dio al di sopra di tutto e ci danno i criteri di discernimento nell’uso dei beni terreni in conformità alla legge di Dio.

221. La beatitudine della vita eterna è raggiungibile con le sole forze umane?
No, la beatitudine della vita eterna è un dono gratuito di Dio: è soprannaturale al pari della Grazia che ad essa conduce.

LA LIBERTÀ DELL’UOMO

222. Che cos’è la libertà?
La libertà è il potere di agire o di non agire e di porre così da se stessi azioni deliberate.
Essa raggiunge la perfezione del suo atto quando è ordinata a Dio, Bene supremo.

223. Perché Dio ci ha lasciati liberi?
Dio ha lasciato l’uomo «in balia del suo proprio volere» (Sir 15,14) perché potesse aderire al suo Creatore liberamente, e così giungere alla beata perfezione.

224. Che cosa comporta per l’uomo l’essere libero?
La libertà caratterizza gli atti propriamente umani. Rende l’essere umano responsabile delle azioni che volontariamente compie. Il suo agire libero gli appartiene in proprio.

225. Ci sono dei fattori che diminuiscono la responsabilità?
La responsabilità e l’imputabilità di un’azione possono essere sminuite o annullate dall’ignoranza, dalla violenza dal timore e da altri fattori psichici o sociali.

226. L’uomo ha il diritto di esercitare la propria libertà?
Il diritto all’esercizio della libertà è un’esigenza inseparabile dalla dignità dell’uomo, particolarmente in campo religioso e morale. Però l’esercizio della libertà non implica il diritto di dire o fare qualsiasi cosa.

227. Chi ci dona la vera libertà?
Gesù, il quale «ci ha liberati perché restassimo liberi» (Gal 5,1).

LA MORALITÀ DEGLI ATTI UMANI

228. Da che cosa dipende la moralità degli atti umani?
La moralità degli atti umani dipende: 1) dall’oggetto scelto; 2) dal fine che ci si prefigge; 3) dalle circostanze dell’azione. Oggetto, fine e circostanze prendono il nome di «fonti» della moralità.

229. In che modo l’oggetto specifica l’atto del volere?
L’oggetto scelto specifica l’atto del volere in quanto la ragione lo riconosce e lo giudica buono o cattivo.

230. Si può compiere un’azione cattiva per un fine buono?
No, il fine non giustifica i mezzi. Non è lecito compiere un male perché ne derivi un bene.

231. Che cosa si richiede perché un atto sia moralmente buono?
Perché un atto sia moralmente buono si richiede che siano buoni l’oggetto, il fine e le circostanze.

LA MORALITÀ DELLE PASSIONI

232. Che cosa si intende per «passioni»?
Il termine «passioni» indica gli affetti e i sentimenti.

233. Quali sono le passioni principali?
Sono l’amore e l’odio, il desiderio e il timore, la gioia, la tristezza, e la collera.

234. Le passioni sono buone o cattive?
Nelle passioni, intese come moti della sensibilità, nella misura in cui dipendono o no dalla ragione e dalla volontà, c’è in esse il bene o il male morale. Esse possono venire assunte nelle virtù o pervertite nei vizi.

235. La perfezione del bene morale esige l’eliminazione delle passioni?
No: la perfezione del bene morale si ha quando l’uomo non è indotto al bene dalla sola volontà, ma anche dal suo «cuore».

La coscienza

236. Che cos’è la coscienza?
La coscienza morale è un giudizio della ragione, con il quale la persona umana riconosce la qualità morale di un atto concreto. Essa è il nucleo più segreto e il sacrario dell’uomo, dove egli si trova da solo con Dio, la cui voce risuona nell’intimità propria.

237. La coscienza deve essere educata?
Sì, la coscienza deve essere educata e formata. Una coscienza ben formata è retta e veritiera. Formula i suoi giudizi seguendo la ragione, in conformità al vero bene voluto dalla sapienza del Creatore.

238. Bisogna sempre obbedire alla coscienza?
Non si può mai andare contro la coscienza. Però la coscienza morale può trovarsi nell’ignoranza o dare giudizi erronei. Ora, tali ignoranze ed errori non sono sempre esenti da colpevolezza. Vi è quindi l’obbligo di rettificare e formare la coscienza.

239. Come si può formare la coscienza?
La parola di Dio è una luce sui nostri passi. Dobbiamo assimilarla nella fede e nella preghiera, guidati dall’insegnamento sicuro della Chiesa, e dobbiamo metterla in pratica. In tal modo si forma la coscienza morale.

Le virtù

240. Che cosa sono le virtù?
Le virtù sono disposizioni abituali e ferme a compiere il bene. Più precisamente sono disposizioni stabili dell’intelligenza e della volontà, che regolano i nostri atti, ordinano le nostre passioni e indirizzano la nostra condotta in conformità alla ragione e alla fede. Possono essere raggruppate attorno a quattro virtù cardinali: la prudenza, la giustizia, la fortezza e la temperanza.

241. Che cos’è la prudenza?
La prudenza è la virtù che dispone la ragione pratica a discernere, in ogni circostanza, il nostro vero bene e a scegliere i mezzi adeguati per attuarlo.

242. Che cos’è la giustizia?
La giustizia è la virtù che consiste nella volontà costante e ferma di dare a Dio e al prossimo ciò che è loro dovuto.

243. Che cos’è la fortezza?
La fortezza è la virtù che assicura, nelle difficoltà, la fermezza e la costanza nella ricerca del bene.

244. Che cos’è la temperanza?
La temperanza è la virtù che modera l’attività dei piaceri sensibili e rende capaci di equilibrio nell’uso dei beni creati.

245. Come possono crescere le virtù morali?
Le virtù morali crescono per mezzo dell’educazione, di atti deliberati e della perseveranza nello sforzo. La Grazia divina le purifica e le eleva.

246. Oltre a quelle morali vi sono altre virtù?
Sì, oltre alle virtù morali vi sono quelle teologali, cioè la fede, la speranza e la carità, che dispongono i cristiani a vivere in relazione con la Santissima Trinità. Hanno Dio come origine, motivo e oggetto. Dio conosciuto mediante la fede, oggetto di speranza, amato per se stesso. Esse informano e vivificano tutte le virtù morali.

247. Come opera in noi la fede?
Per la fede noi crediamo in Dio e crediamo tutto ciò che Egli ci ha rivelato e che la Santa Chiesa ci propone a credere. [12]

248. Come opera in noi la speranza?
Per la speranza noi desideriamo e aspettiamo da Dio, con ferma fiducia, la vita eterna e la Grazia per meritarla.

249. Come opera in noi la carità?
Per la carità noi amiamo Dio al di sopra di tutto e il nostro prossimo come noi stessi per amore di Dio. Essa «il vincolo di perfezione» (Col 3, 14) è la forma di tutte le virtù.

250. Quali sono i sette doni dello Spirito Santo?
I sette doni dello Spirito Santo dati ai cristiani sono la sapienza, l’intelletto, il consiglio, la fortezza, la scienza, la pietà e il timore di Dio.

Tags: dignità, aborto, vocazione

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