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LA MESSA DI GUARIGIONE

Arrigo Muscio

La pubblicazione dell’Istruzione circa le preghiere per ottenere da Dio la guarigione a cura della Congregazione per la dottrina della fede, parzialmente riportata ed interpretata da numerosi mass media, ha provocato una notevole confusione tra quanti non l’hanno letta con attenzione.
Di conseguenza ritengo opportuno offrire qualche chiarimento al riguardo.
Molti ignorano, soprattutto in questo secolo intriso di aperta ribellione non solo ai comandamenti di Dio ma anche all’idea dell’esistenza del Creatore che, come insegna il sacerdote cattolico carismatico Padre Dario Betancourt”…Tutta la Messa e tutte le Messe sono, senza eccezione, di guarigione. Pertanto, non è esatto ridurre la guarigione ad alcune celebrazioni chiamate Messe di guarigione. Tutte le Eucaristie sono di guarigione…”.
“….Potremmo dire che durante tutta la Santa Messa si chiede a Dio la guarigione dell’anima e del corpo. Le cinque parti della celebrazione eucaristica sono:
Ø Rito d’ingresso (guarigione dal peccato e liberazione)
Ø Liturgia della Parola (guarigione dall’ignoranza, dalle tenebre e guarigione interiore)
Ø Liturgia Eucaristica (guarigione dalla vergogna di lodare e dall’egoismo)
Ø Rito della comunione (guarigione fisica)
Ø Rito di conclusione….”.
Ovviamente rimando quanti interessati alla lettura integrale della dissertazione citata per meglio comprendere l’importanza di tutte le Messe come messe di guarigione.
Non dobbiamo dimenticare che la Celebrazione Eucaristica contiene la preghiera del Sacerdote per conto di tutti i fedeli “La comunione con il tuo Corpo e il tuo Sangue, Signore Gesù Cristo, non diventi per me giudizio di condanna, ma per la tua misericordia sia rimedio e difesa dell’anima e del corpo” e il Padre Nostro (recitato da tutti i fedeli) che, insegnato direttamente da Gesù, è la preghiera di guarigione e di liberazione più efficace, al punto che lo stesso demonio l’ha confermato in un recente caso di esorcismo. È quindi importante che i fedeli invochino mentalmente il Signore, nel momento dell’elevazione dell’Eucarestia e del Calice durante la consacrazione, supplicandolo di guarirli nell’anima e nel corpo.
Il fatto quindi che siano state proibite le preghiere non liturgiche durante la Messa è un falso problema che non tocca minimamente quanti credono nel valore della Messa anche come preghiera di guarigione e di liberazione. È solo necessario che i fedeli vengano educati (a tal proposito i sacerdoti dovrebbero predicare meno sociologia e più teologia) a considerare tutte le celebrazioni Eucaristiche come fonti primarie di guarigione e di liberazione affinchè adottino, di conseguenza, l’atteggiamento di Fede: “Sia fatto secondo la vostra Fede…” (Mt. 9,29) indispensabile per ottenere le Grazie dal Signore; atteggiamento che invece utilizzano normalmente durante le “Messe di guarigione”.
Mons. Milingo (che è stato ingiustamente additato dai mass media come il principale destinatario del documento del Magistero) si è subito, diversamente da quanto fatto intendere da alcuni giornali, uniformato alla direttiva della Congregazione per la dottrina della fede e sabato 24 novembre 2000, durante la Messa celebrata in un paese vicino a Brescia, ha tralasciato le preghiere da lui utilizzate di solito in tale circostanza ed ha invitato i presenti a supplicare mentalmente il Signore, durante la Consacrazione, per ottenere le grazie desiderate. Durante tale rito si sono uditi i lamenti dei posseduti che hanno involontariamente testimoniato l’efficacia dell’invocazione!
Il documento del Magistero proibisce quindi solo la mescolanza tra le preghiere non liturgiche con quelle liturgiche, consentendo la recitazione delle prime in un contesto isolato dalle altre. Lo stesso documento incoraggia inoltre, diversamente da quanto qualcuno vuol far credere, le preghiere non liturgiche dirette anche da laici “… È lodevole la preghiera dei singoli fedeli che chiedono la guarigione propria o altrui…” (cap. 2).
“… di conseguenza, nelle riunioni di preghiera organizzate con lo scopo di impetrare delle guarigioni, sarebbe del tutto arbitrario attribuire un “carisma di guarigione” ad una categoria di partecipanti, per esempio ai dirigenti del gruppo; non resta che affidarsi alla liberissima volontà dello Spirito Santo, il quale dona ad alcuni un carisma speciale di guarigione per manifestare la forza della grazia del Risorto…” (cap. 5).
“Le preghiere di guarigione non liturgiche si realizzano con modalità distinte dalle celebrazioni liturgiche, come incontri di preghiera o lettura della Parola di Dio, fermo restando la vigilanza dell’Ordinario del luogo a norma del can. 839§2 (art. 5 Disp. Disciplinari).
“Ad ogni fedele è lecito elevare a Dio preghiere per ottenere la guarigione. Quando tuttavia queste si svolgono in Chiesa o in altro luogo sacro, è conveniente che esse siano guidate da un ministro ordinato” (art.1 Disp. Disciplinari).

Tags: guarigione, messa

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