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La parrocchia è possibile salvarla? 2^

di Padre Giuseppe Abate

II PARTE
a) Non possiamo giungere alla santità e non possiamo salvare i nostri parrocchiani «sen­za laPREGHIERA, senza molta Preghiera» (Ro­jo Marin), fatta bene, che proceda dal cuore. «Senza di me non potete fare nulla» disse Gesù (Gv 15,5). Cosa può fare il filo senza la corren­te elettrica? «Dobbiamo portare l’assemblea dei fedeli nel Sacro, in una grande spiritualità, nel Divino» (Giovanni Paolo II).
Ma come lo potremo senza la preghiera? «Chi prega si salva e salva; chi non prega si danna e danna» (S. Alfonso e Don Silvestrelli). Non sco­raggiamoci! «Sopra un fazzoletto di terra, non si costruisce forse un grattacielo?». Se noi pregassi­mo più dei santi saremmo più santi di loro e faremmo cose più grandi di loro (Cfr. P. Corti). «Non stiamo a discutere troppo se ce la faremo o no; se siamo capaci di fare i parroci, gli apostoli o no; se abbiamo il carattere, il temperamento, la cultura... o no. Sappiamo che la preghiera ottiene TUTTO, assolutamente TUTTO. Dun­que, CONVERTIAMOCI ALLA PREGHIE­RA!». Viviamo di preghiera! Diventiamo pre­ghiera! «Se ricorressimo più presto alla preghiera, anziché roderci l’anima, romperci la testa per indagare CHI e COME, noi renderemmo vive le nostre parrocchie».
Urge una decisione da prendere per il bene della comunità parrocchiale? Perché non parteci­piamo alla Messa, anche ogni giorno? Perché non gridiamo allo Spirito Santo che ci doni la sua luce? Vogliamo che un peccatore ritorni all’ovile? Perché non preghiamo con la Liturgia delle Ore? Perché non impugniamo il Rosario? È la preghie­ra più potente dopo la Liturgia Eucaristica e la Liturgia delle Ore. È meditazione del Vangelo e preghiera dettata da Dio all’Angelo Gabriele: «Ave (Maria), piena di Grazia! ... ». Ecco perché la Madonna l’ha richiesto più volte nelle apparizio­ni. Ecco perché Satana ha paura del Rosario. «Io potrei convertire il mondo intero se avessi un esercito che recita il Rosario» (Pio IX). Perché non diciamo molte Giaculatorie personali? Per­ché non ci rivolgiamo con molta fiducia a S. GIUSEPPE? «Vorrei fare, vorrei predicare, vorrei organizzare, vorrei, vorrei ... ; ma perché non mi butto nell’orazione? L’orazione è immensamente più grande della vita. In questo oceano sconfinato si pesca sempre... per noi e per le anime» (Cfr. Don Silvestrelli).
«II segreto delle conversioni è il lavoro di preghiera. La strategia si gioca tutta nella pre­ghiera». «Perché tanta crisi di Fede, sia in migliaia di Sacerdoti (nel 1970) che nel popolo? Perché si è parlato molto e si è pregato poco» (Mons. De Giorgi).
I nostri parrocchiani non ci ascoltano?... Una cosa sappiamo: «Ciò che è impossibile agli uomi­ni, è possibile a Dio» (Lc. 18,27). E che: «Tutto è possibile per chi crede» (Mc. 9,23). «Chiedete e vi sarà dato; cercate e troverete; bussate e vi sarà aperto» (Mt. 7,7).
Non è piena la Scrittura degli interventi pro­digiosi di Dio a favore di chi in Lui si rifugia? (Mosè, Gedeone, Anna sposa di Elkana, David, Giuditta, Ester, Giuda Maccabeo, Daniele, il buon ladrone ... ). E tutta la vita di Cristo non fu preghiera? (Mc. 1,35; Lc. 6,12; Mt. 11,25; Mt. 14,23; Mt. 26.39; Lc. 23,34 ... ). La preghiera di Gesù è codice di vita per tutti coloro che voglio­no essere «pescatori di uomini» (Mt. 4,19).
Che razza di demoni e di vizi ci sono in giro! Chi li potrà allontanare? Risponde Gesù: «Questa razza di demoni non si scaccia se non con la preghiera e il digiuno» (Mt. 17,2 1). Noi lottiamo, cerchiamo di fare molto per la gloria di Dio e la salvezza delle anime. Ma siamo dei combattenti inebetiti: confidiamo nel nostro «cavallo», mentre è con noi il Signore degli eser­citi. «II cavallo non giova per la vittoria» (Sal. 32). Purtroppo «noi siamo dei sognatori di santità e di conversione della nostra parrocchia: faccia­mo troppo conto dei nostri programmi e delle nostre esperienze» (Don Silvestrelli).
Ritorniamo alla preghiera! Finché non ci si metta a pregare di più, molto di più, la situazione morale peggiorerà... «Bisogna ritornare alla pre­ghiera; facciamo troppe cose inutili» (Giovanni Paolo II). Il Santo curato d’Ars, Padre Pio... quante conversioni hanno ottenuto con le loro preghiere! «Solo la preghiera vince Dio» (Tertulliano). «La prima cosa che deve fare colui che sente la pro­pria responsabilità ecclesiale è di formare indivi­dui, ma soprattutto GRUPPI DI PREGHIERA». «Bisogna pregare! Tutto il resto è inutile e stupi­do. Non vi è disperazione, nè tristezza amara per l’uomo che prega molto» (L. Bloy).
Riportiamo alcuni brani di una lettera scritta il 13/4/1971 da Suor Lucia dos Santos al nipote P. Valinho: «Vedo dalla tua lettera che sei turba­to per lo scompiglio e il disorientamento del nostro tempo. È davvero triste che così tanti si lascino dominare dall’onda diabolica che avvolge il mondo e che siano tanto ciechi da non vedere il loro errore. Ma l’errore principale è che essi hanno abbandonato la preghiera. Così si allonta­nano da Dio, e senza Dio manca ad essi tutto.
Con la preghiera fervorosa riceverai la luce, la forza e la Grazia di cui hai bisogno per sostenerti e da partecipare agli altri. 1 superiori hanno bisogno di pregare sempre di più, di mantenersi vicino a Dio e di parlare a Lui di tutti i loro affari e problemi prima di discuterli con i loro simili. Segui questa strada e vedrai che troverai nella preghiera più scienza, più luce, più Grazia e virtù che tu possa mai acquistare con leggere molti libri e con grandi studi. Non considerare mai perduto il tempo che spendi nella preghiera. Lá­sciati mancare il tempo per qualsiasi altra cosa, mai però per la preghiera e realizzerai un muc­chio di cose in breve tempo... Ciascuno di noi (ma specialmente il superiore), senza preghiera, o che abitualmente sacrifica la preghiera per cose materiali, è come una canna vuota ed incrinata... Sono convinta che la causa principale del male del mondo e del fallimento di tante anime consa­crate, è la mancanza di unione con Dio nella preghiera... I nostri tempi sono molto insidiosi e noi siamo deboli. Solo la forza di Dio può soste­nerci».
(continua)

Tags: chiesa, parrocchia, Giuseppe Abate

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