La possessione può presentarsi soprattutto fra coloro che adorano il diavolo come dio, a volte sotto la forma di un capro con le corna. Ebbene, non tutti quelli che dicono di essere indemoniati lo sono. Molti infermi mentali cercano di farlo credere e costoro hanno bisogno di uno psichiatra più che di un esorcista. Questi pazienti cercano di attirare l’attenzione in questo modo e fanno cose strane perché si creda loro. Al contrario, quando vi è vera possessione, il demonio cerca di nasconderla ad ogni costo.
Comunque vi sono infermi mentali che possono avere un certo influsso demoniaco che li ha portati a questo stato.
A questo proposito diremo che il beato Francesco Palau, carmelitano spagnolo del secolo diciannovesimo, aveva un ospizio dove raccoglieva persone soggette ad infermità mentali. Li esorcizzava tutti e quelli che erano invasati dal demonio guarivano, mentre gli altri restavano come prima. Però è meglio distinguere bene prima, secondo certi precisi segni, affinché non si facciano esorcismi indebiti.
Tuttavia, bisogna chiarire che vi sono casi di possessione diabolica, anche nei bambini, offerti al diavolo dai loro genitori. Anche taluni santi possono essere posseduti per un certo tempo con il permesso di Dio, che acconsente per rinforzarli nella fede, giacché il diavolo può aver potere sopra il loro corpo, ma mai lo avrà sulla loro anima. Ci sono casi di santi che, in quei momenti, bestemmiano, sputano sulle immagini o fanno cose strane, anche se interiormente le rifiutano e, per questo, non offendono Dio.
Nei casi di ossessione o oppressione è sufficiente la preghiera di liberazione; ma nei casi di possessione, bisogna fare veri e propri esorcismi, comandando con forza al diavolo di andarsene nel Nome di Gesù. Per fare esorcismi in pubblico sono autorizzati esclusivamente sacerdoti che abbiano il permesso del vescovo. Per fare questo usano il rito degli esorcismi.
Il nuovo rito degli esorcismi è stato pubblicato il 26 gennaio 1999. Nel Catechismo si legge: «Quando la Chiesa domanda pubblicamente e con autorità, in nome di Gesù Cristo, che una persona o un oggetto sia protetto contro l’influenza del Maligno e sottratto al suo dominio, si parla di esorcismo. [...] L’esorcismo solenne, chiamato “grande esorcismo”, può essere praticato solo da un presbitero e con il permesso del vescovo. In ciò bisogna procedere con prudenza, osservando rigorosamente le norme stabilite dalla Chiesa» (Cat 1673). In privato si possono fare con la dovuta discrezione e mai da soli, ma accompagnati da qualche altra persona e chiedendo preliminarmente la protezione in virtù del Sangue di Cristo per tutti i presenti.
Non è opportuno che siano presenti increduli o persone curiose, giacché tutti devono pregare per la liberazione. Se si tratta di una donna, è opportuno che vi sia anche qualche donna presente.
I segnali per distinguere la vera possessione sono, ad esempio, la forza sovrumana, il parlare lingue sconosciute, conoscere cose occulte e aver terrore delle cose e delle immagini benedette. Padre Gabriel Amorth dice: «Ho visto fragili giovinette rompere con le loro bianche mani panche di noce della chiesa senza alcuno sforzo apparente. Una volta, una donna si alzò e fece un salto indietro di dieci metri, cadendo con la testa; io credevo che si fosse uccisa, ma si alzò tranquilla.
Ho visto contadini analfabeti che parlavano in latino, greco e aramaico. A volte mi dicevano cose private della mia vita».
I casi di possessione sono relativamente rari, ma forse sono più di quelli che immaginiamo.
Miguel Warnke racconta la sua storia nel libro “Il venditore di satana” e come fosse caduto, a poco a poco, in una setta satanica della quale giunse ad essere sommo sacerdote, guidando un gruppo di 1.500 persone nel sud della California (USA). Ma quando divenne incapace di dirigere il gruppo, perché era diventato drogato, lo abbandonarono su una strada in una notte fredda. Lui racconta come fece il suo patto con il diavolo, firmandolo con il suo sangue, e quello che facevano nelle messe nere... Ed infine come si convertì con l’aiuto di altri cristiani che lo aiutarono a liberarsi. Ma quanti ce ne saranno che, una volta condotti su questo cammino malvagio, non possono o non trovano la forza per abbandonarlo! Per molti è un cammino senza ritorno.
Purtuttavia vi sono molti incoscienti che entrano in sette sataniche per curiosità o cercando nuove emozioni e piaceri nuovi. Non si rendono conto che si stanno mettendo nella bocca del lupo forse per sempre. Non mancano quelli che godono nel vedere filmati sul diavolo, dove appare con un potere assoluto, tale da poter uccidere gli esorcisti e fare ciò che vuole, come se Dio non esistesse e lui fosse il padrone del mondo. Sono filmati negativi e perniciosi, che producono nella gente unicamente un gran timore del diavolo e la conseguenza, poi, che lo si veda da ogni parte, riempiendo la propria vita di timori e di angosce. Se a queste situazioni non si contrappone la fede e la preghiera, possono insorgere molte infermità e sofferenze. Grazie a Dio, finché c’è vita c’è speranza.
Il Vangelo ci parla di vari casi, come dell’indemoniato di Cerasa, che viveva nei sepolcri e che rompeva anche le catene con cui talvolta lo avevano legato. Il Vangelo dice che il demonio non era uno solo, ma molti, e Gesù li scacciò e li mandò nei porci che si precipitarono nel lago e affogarono (Mc, 5). Ebbene, Gesù continua ad essere vivo fra di noi e può fare gli stessi miracoli di duemila anni fa.
Ricordo una circostanza in cui venne a visitarmi una giovane che adorava satana in riunioni sataniche. Quando cominciai a pregare per lei, la giovane si alterò e incominciò a dire NO, NO, NO. Non voleva che pregassi e desiderava andarsene... Con l’aiuto di suo padre e di un altro fratello della parrocchia rimanemmo due ore in preghiera finché il diavolo uscì in forma di schiuma bianca. Ricordo che disse: «Ora ho avvertito tanta pace».
Dopo la liberazione, le raccomandammo caldamente che conducesse una vita cristiana di preghiera, di amore a Maria, di confessione e comunione frequenti, perché, in altro modo, avrebbe potuto ricadere nella stessa situazione, come accade varie volte.
Così ci avverte Gesù: «Quando lo spirito immondo esce dall’uomo, si aggira per luoghi aridi in cerca di riposo e, non trovandone, dice: Ritornerò nella mia casa da cui sono uscito. Venuto, la trova spazzata e adorna. Allora va, prende con sé altri sette spiriti peggiori di lui ed essi entrano e vi alloggiano e la condizione finale di quell’uomo diventa peggiore della prima» (Lc 11,24-26).
Per questo non si può prescindere dalla perseveranza nel bene, ricorrere a qualche gruppo dove si può essere sorretti nella propria fede, e, naturalmente, saper perdonare le offese, poiché, se si conserva rancore, non si può mai essere liberati. In quel giorno capii che il diavolo è potente, ma non onni-potente. Mi resi conto dell’importanza delle immagini benedette, poiché, quando collocavamo l’ossessa davanti al crocifisso, non poteva guardarlo di fronte ma si nascondeva in un angolo. Compresi egualmente il potere di intercessione di Maria, giacché la invocavamo con fervore, e l’importanza dell’acqua benedetta; mentre la spruzzavo, l’ossessa si scansava come se bruciasse.
Prima di cominciare, preghiamo per proteggerci, chiedendo la protezione del sangue di Cristo e facendo tre volte il segno della croce.
Hai sentito qualche volta la presenza del diavolo nella tua vita, nella tua mente, nel tuo cuore?
Lo hai invocato?
Che hai fatto per liberarti o per liberare gli altri ?