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LA TRINITÀ NELLE APPARIZIONI MARIANE

Lourdes (1858)
A Lourdes le tre divine persone si intravvedono, come di riflesso, nel segno della croce, col quale l'Immacolata Concezio­ne inizia il rosario, e così bene imitato da Bernadette, e nel Gloria al Padre, al Figlio e allo Spirito Santo, che la Vergine, insieme a Bernadette, pronuncia inchinando il capo.

Fatima (1917)
Le manifestazioni di Fatima sono espressamente trinitarie.
1) La Trinità nelle apparizioni dell'angelo
L'apparizione dell'angelo circa un anno prima (1916) delle appa­rizioni della Vergine insegna ai tre fanciulli ad adorare la Trinità offrendole in riparazione la presenza sacrificale eucaristica. "Passò parecchio tempo e andammo a pascolare il gregge in una proprietà dei miei genitori situata sul pendio del monte di cui ho parlato, un po' sopra Valinhos. È un uliveto chiamato Pregueira. Finito lo spuntino, decidemmo di andare a pregare nella grotta che restava dall'altra parte del monte. Perciò si fece un mezzo giro sul pendio e dovemmo arrampicarsi su per alcune rocce, situate propria in cima alla Pregueira. Le pecore riuscirono a passare con molta difficoltà.
Appena arrivati ci mettemmo in ginocchio con la faccia a terra e cominciammo a ripetere l'orazione dell'angelo: «Mio Dio, io credo, adoro, spero e vi amo ecc.». Non so quante volte avevamo ripetuto questa preghiera, quando vediamo che sopra di noi brilla una luce sconosciuta. Ci alziamo per vedere che cosa stava succedendo e vediamo l'angelo che aveva nella mano sinistra un calice, sopra il quale stava sospesa un'ostia, dalla quale cadevano alcune gocce di sangue dentro al calice. L'angelo lascia sospeso il calice per aria, s'inginocchia vicino a noi e ci fa ripetere tre volte:
- Santissima Trinità, Padre, Figlio e Spirito santo, io vi offro il preziosissimo corpo, sangue, anima e divinità di Gesù Cristo, presente in tutti i tabernacoli della terra, in riparazione di tutti gli oltraggi, sacrilegi e indifferenze, con i quali Egli stesso è offeso. E per i meriti infiniti del suo santissimo Cuore e del Cuore immacolato di Maria, vi domando la conversione dei poveri peccatori.
Poi si alza, prende nelle mani il calice e l'ostia. Dà a me l'ostia santa e il calice lo divise tra Giacinta e Francesco, dicendo nello stesso tempo:
- Prendete e bevete il corpo e il sangue di Gesù Cristo, orribilmente oltraggiato dagli uomini ingrati. Riparate i loro crimini e consolate il vostro Dio.
E, prostrandosi nuovamente in terra, ripeté con noi altre tre volte la medesima orazione: «Santissima Trinità ecc.», e scom­parve.
Come ho già detto nello scritto su Giacinta, andammo da Pregueira (è un piccolo uliveto di proprietà dei miei genitori), fino a Lapa, facendo il giro del pendio del monte dalla parte di Aljustrel e Casa Velha. Là recitammo il nostro rosario e l'ora­zione che ci aveva insegnato nella prima apparizione.
Eravamo dunque là, quando ci apparve la terza volta, portando in mano un calice e sopra di esso un'ostia, dalla quale cadevano dentro al calice, alcune gocce di sangue. Lasciando il calice e l'ostia sospesi per aria, ripeté tre volte l'orazione: «Santissima Trinità, Padre, Figlio, Spirito santo, vi adoro profondamente e vi offro il preziosissimo corpo, sangue, anima e divinità di Gesù Cristo, presente in tutti i tabernacoli della terra, in riparazione degli oltraggi, sacrilegi e indifferenze con cui Egli stesso è offeso. E, per i meriti infiniti del suo santissimo Cuore e del Cuore immacolato di Maria, vi domando la conversione dei poveri peccatori».
Dopo, alzandosi, riprese in mano il calice e l'ostia e diede a me l'ostia e quello che c'era nel calice lo diede a bere a Giacinta e a Francesco, dicendo contemporaneamente: «Prendete e bevete il corpo e il sangue di Gesù Cristo, orribilmente oltraggiato dagli uomini ingrati. Riparate i loro crimini e consolate il vostro Dio». Nuovamente si prostrò a terra e ripeté con noi, ancora tre volte, la stessa orazione: «Santissima Trinità, ecc.». E scomparve.
Portava in mano un calice e su di esso un'ostia dalla quale cadevano dentro al calice alcune gocce di sangue. Lasciando il calice e l'ostia sospesi in aria, si prostrò a terra e ci fece ripetere tre volte queste parole:
- Santissima Trinità, Padre Figlio e Spirito santo, vi offro il preziosissimo corpo, sangue, anima e divinità di Gesù Cristo, presente in tutti i tabernacoli della terra, in riparazione degli oltraggi, sacrilegi e indifferenze, con cui Egli stesso è offeso.
E per i meriti infiniti del suo santissimo Cuore e del Cuore immacolato di Maria, vi domando la conversione dei poveri peccatori.
- Dopo si alzò, prese in mano il calice e l'ostia, diede a me l'ostia e il calice lo distribuì tra Giacinta e Francesco, dicendo le seguenti parole: -Prendete e ricevete il corpo e il sangue di Gesù Cristo, orribilmente oltraggiato dagli uomini ingrati. Riparate i loro crimini e consolate il vostro Dio.
Nuovamente si prostrò in terra e ripeté con noi per tre volte l'orazione: «Santissima Trinità...» e scomparve. Noi restammo così compenetrati dal soprannaturale, talmente annichiliti e abbattuti alla presenza di Dio, che quasi senza accorgercene restammo così prostrati fino alla sera, ripetendo sempre la stessa orazione"1.
2) La Trinità durante le apparizioni della Madonna (1917)
13 giugno
"Bene, eccellenza reverendissima, mi pare ormai di avere rivela­to la prima parte del segreto.
La seconda si riferisce alla devozione al Cuore immacolato di Maria.
Ho già detto, nel secondo scritto, che la Madonna, il 13 giugno 1917, mi disse che non mi avrebbe mai abbandonato e che il suo Cuore sarebbe stato il mio rifugio e il cammino che mi avrebbe condotto a Dio; fu allora, mentre diceva queste parole, che aperse le mani facendoci penetrare nel petto il riflesso che ne faceva uscire. Mi pare che quel giorno questo riflesso ebbe per scopo principale d'infondere in noi una conoscenza e un amore speciale verso il Cuore immacolato di Maria, così come le altre
due volte lo aveva avuto, mi sembra, riguardo a Dio e al mistero della Santissima Trinità...
13 luglio
Durante la terza apparizione, Francesco sembrò quello che meno s'impressionò alla vista dell'inferno, nonostante che pro­vocasse anche in lui una sensazione abbastanza forte. Ciò che più lo impressionava o attirava era Dio, la santissima Trinità, in quella luce immensa che ci penetrava nel più intimo dell'anima. Dopo, diceva: «Noi stavamo ardendo in quella luce che è Dio e non ci bruciavamo! Com'è Dio?... Non si può dire! Questo sì, noi non possiamo mai dirlo! Ma che pena che lui sia così triste! Se io potessi consolarlo! ...»"2.
13 maggio 1917
"E cominciammo a scendere il pendio, spingendo le pecore verso la strada. Arrivati all'incirca a metà del pendio, quasi vicino a un grande leccio che c'era lì, vedemmo un altro lampo e, fatti alcuni passi più avanti, vedemmo sopra un'elce una Signora, tutta vestita di bianco, più brillante del sole che diffon­deva luce più chiara e intensa che un bicchiere di cristallo pieno di acqua cristallina, attraversata dai raggi del sole più ardente. Sorpresi dall'apparizione, ci fermammo. Eravamo così vicini, che ci trovammo dentro alla luce che la circondava o che Lei diffondeva...
- Avrete dunque molto da soffrire, ma la grazia di Dio sarà il vostro conforto.
Fu al pronunciare queste ultime parole («La grazia di Dio ecc.»), che aperse per la prima volta le mani, comunicandoci una luce così intensa, come un riflesso che da esse usciva, che ci penetrava nel petto e nel più intimo dell'anima, facendoci vedere noi stessi in Dio, che era quella stessa luce, più chiara­mente di quanto non ci vediamo nel migliore degli specchi. Allora, per un impulso intimo, anch'esso donato, cademmo in ginocchio, e ripetemmo intimamente: «O Santissima Trinità, io vi adoro. Mio Dio, mio Dio, io vi amo nel santissimo sacramen­to»...
13 giugno 1917
- E io resto qui sola sola? - domandai afflitta.
- No, figlia. E tu soffri molto? Non ti scoraggiare. Io mai ti lascerò. Il mio Cuore immacolato sarà il tuo rifugio e il cammino che ti condurrà fino a Dio. - Fu nell'istante in cui disse queste ultime parole, che aperse le mani e ci comunicò per la seconda volta il riflesso di quella luce immensa. In essa noi ci vedevamo come immersi in Dio. Giacinta e Francesco pareva che stessero nella parte di quella luce che si elevava verso il cielo e io in quella che si diffondeva sulla terra. Davanti al palmo della mano destra della Madonna c'era un cuore circondato da spine, che pareva vi stessero conficcate. Comprendemmo che era il Cuore immacolato di Maria, oltraggiato dai peccati dell'umanità, che voleva riparazione.
13 maggio 1917
"... «Avrete dunque molto da soffrire, ma la grazia di Dio sarà il vostro conforto». Dicendo queste parole, aperse le mani, facen­done uscire un riflesso più forte di quello che esce da uno specchio messo al sole, che ci penetrava nel petto e ci faceva esclamare intimamente: «O Santissima Trinità, io vi adoro... Mio Dio, io vi adoro nel SS.mo sacramento...».
Soltanto a questo punto e in altre due occasioni in cui la nostra buona Madre del cielo ci comunicò il riflesso, cademmo in ginocchio!... È che c'infuse una conoscenza così grande di Dio e ci annichilò alla sua presenza così profondamente, che non è facile parlarne".

3) La visione della Trinità donata a Lucia già in convento, dopo le apparizioni
"13 giugno 1929: io avevo chiesto e ottenuto il permesso delle mie superiore e del confessore, per fare l'ora santa dalle 11 a mezzanotte, tra il giovedì e il venerdì. Trovandomi una notte da sola, m'inginocchiai tra le due parti dalla balaustra, in mezzo alla cappella a recitare, prostrata, le orazioni dell'angelo. Sentendo­mi stanca, mi alzai e continuai a recitarle con le braccia in croce.
L'unica luce era quella della lampada (del santissimo). All'improvviso tutta la cappella s'illuminò di una luce sopranna­turale e sopra l'altare apparve una croce di luce che arrivava fino al tetto. In una luce più chiara, si vedeva nella parte superiore della croce, un volto d'uomo col corpo fino alla vita, sul petto una colomba di luce e inchiodato in croce il corpo di un altro uomo. Un po' sotto la cinta, sospeso in aria, si vedeva un calice e un'ostia grande, sulla quale cadevano alcune gocce di sangue, che scorrevano sul volto del crocifisso e da una ferita del petto. Scivolando sull'ostia, queste gocce cadevano dentro il calice. Sotto il braccio destro della croce c'era la Madonna (era la Madonna di Fatima, col suo Cuore immacolato nella mano sinistra, senza spada né rose, ma con una corona di spine e di fiamme), col suo immacolato Cuore in mano... Sotto il braccio sinistro delle grandi lettere, come se fossero di acqua cristallina che scorresse sull'altare, formavano queste parole: «grazia e misericordia».
Compresi che mi veniva mostrato il mistero della Santissima Trinità e ricevetti, su questo mistero, luci che non mi è permesso rivelare. Poi la Madonna mi disse: «È arrivato il momento in cui Dio chiede che il santo Padre faccia, in unione con tutti i vescovi del mondo, la consacrazione della Russia al mio Cuore immaco­lato, con la promessa di salvarla con questo mezzo. Sono tante le anime che la giustizia di Dio condanna per peccati commessi contro di me, che vengo a chiedere riparazione: sacrificati con questa intenzione e prega». Informai di questo il confessore, che mi fece scrivere quel che la Madonna voleva che si facesse.
Marienfried (1946)
A Marienfried il 25-6-1946 abbiamo la manifestazione più espli­citamente trinitaria nel riferimento alle singole persone divine. La Madonna afferma di essere la Mediatrice delle grazie (del Figlio), la Serva del Padre, la Sposa dello Spirito Santo, ed esorta a scegliere il suo Segno perché il Dio Uno in Tre persone sia presto adorato da tutti. Dopo le parole della Madonna, un coro di angeli appare attorno a lei e canta un cantico trinitario di lode al Padre per mezzo della sua Figlia, al Figlio per mezzo della sua Madre Immacolata, allo Spirito, rosso torrente di fuoco che unisce il Padre al Figlio, per mezzo della sua Sposa: «Io sono la Grande Mediatrice delle grazie. Il Padre vuole che si riconosca questo ruolo alla sua Serva. Gli uomini devono conoscere che io sono per sempre la Sposa dello Spirito Santo, la fedele Mediatrice delle grazie. Il mio Segno sta per apparire. Dio vuole così... Scegliete il mio Segno perché il Dio Uno in Tre persone sia presto adorato e onorato da tutti... Se voi in ciò vi impegnerete senza sosta, io mi occuperò di tutto il resto. Io voglio caricarvi, figli miei, di croci pesanti e profonde come il mare, perché è nel mio Figlio immolato che io le amo. Io vi prego, siate pronti a portare la croce perché presto sia resa gloria a Dio Uno in Tre persone. Il Padre annunzia una grande sventura a quelli che non vogliono sottomettersi alla sua volon­tà... Quando la Madonna ebbe finito di parlare, un coro immen­so e quasi infinito di Angeli apparve nei cieli attorno a lei gridando: «Santo, Santo, Santo»... e cominciarono a cantare il meraviglioso Cantico Nuovo di cui parla l'Apocalisse (Ap. 14,3) che Barbel andò ripetendo con essi e che il curato Humpf stenografò:
Lode a te, Sovrano eterno
Dio vivente, che sei esistito da tutti i tempi!
Padre terribile e giusto,
a te, ora e sempre l'adorazione,
la lode, la gloria e la Maestà
per mezzo della tua Figlia circondata di sole,
nostra Madre ammirabile!
Salute a te, Uomo-Dio vittima,
Agnello sanguinante, re della pace,
albero di vita, Tu nostro Capo,
porta del cuore del Padre,
Figlio eterno del Dio vivente,
Tu che regni da tutta l'eternità con Colui che è!
A te sia ora ed eternamente la potenza,
la gloria e la grandezza,
l'adorazione, l'espiazione e la lode
per mezzo della tua Madre Immacolata,
nostra Madre Ammirabile!
Salute a te, Spirito dell'Eterno
sorgente inesauribile di santità,
agente eternamente in Dio!
Torrente di fuoco che unisci il Padre al Figlio,
uragano bruciante,
che doni la forza, la luce e lo splendore
nelle membra del Corpo Mistico!
O eterno incendio d'amore,
Spirito di Dio che sei all'opera nei viventi,
o rosso torrente di fuoco,
che sgorghi dall'eterno Vivente
fino ai mortali!
A te, ora e per tutta l'eternità,
la potenza, la gloria e la bellezza
per mezzo della tua Sposa coronata di stelle,
nostra Madre Ammirabile!".

Tre Fontane (1947)
L'apparizione delle Tre Fontane a Roma del 12-4-1947 è quella più trinitaria nel suo stesso evento e messaggio così che la Vergine definisce se stessa "la Vergine della Rivelazione" come la creatura più immersa nella vita trinitaria: "Sono Colei che sono nella Trinità Divina". La sua identità si manifesta nel suo essere vivente nell'essere trinitario del Dio vivente.

Medugorje (1981)
A Medjugorje è più manifestato l'amore di Dio unico Padre di tutti (cattolici, ortodossi, mussulmani), Padre del suo Figlio Unigenito che a volte è apparso, mentre lo Spirito è più visto nella sua opera interiore di conversioni, di azione sacramentaria nelle confessioni e nell'eucaristia, nei gruppi di preghiera sorti rapidamente in tutto il mondo, nelle guarigioni. Inoltre è espres­samente trinitaria la recita voluta dalla Madonna, dei 7 Pater - Ave - Gloria e del Credo.
Le apparizioni della Madonna sono dunque un forte appello alla vita Trinitaria, come risulta dai messaggi: vengono dalla Trinità e orientano alla Trinità.

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