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Le menzogne sterilizzatrici di sigmund freud

Una doverosa premessa: Nell'ambito delle false teorie psicanalitiche, come di moltissime false teorie economiche, la preponderante presenza giudaica non può non essere rilevata. In questi casi la lobby ebraica ha saputo condire sempre in salsa scientifica le peggiori menzogne.

In particolare la psicanalisi ha avuto come "padre" l'ebreo sigmund freud, così come ebrei furono i suoi principali seguaci sia ortodossi che eterodossi. Questi ultimi ebbero nel giudeo adler il principale esponente. Persino i medici che per primi applicarono le folli teorie di tale "nuova scienza" furono giudei: in Italia, per molti anni l'unica rivista che parlava di psicoanalisi era diretta dall'israelita edoardo weiss; il quale aveva come collaboratori quasi solo elementi di religione ebraica, in un paese dove gli ebrei erano meno di cinquantamila a fronte di una popolazione complessiva di oltre trenta milioni di persone.
Il principale, se non l'unico, scopo delle false teorie psicanalitiche è rappresentato dalla necessità di ridurre la natalità nelle masse non vaccinate al riguardo di tali scelleratezze; bensì convinte di trovarsi dinanzi ad "ineluttabili verità scientifiche".
II) Il padre della psicanalisi e le sue "verità".
Abbiamo già accennato al "padre della psicanalisi" sigmund freud. Ogni suo libro è ritrovabile in edicola... ce lo si presenta come un "vate" della scienza...
In realtà egli non fu altro che l'inventore di una delle più pericolose tossine che siano mai state inoculate nelle masse: la falsa scienza psicoanalitica.
Tale "scienza" genera ogni sua assunzione partendo dal presupposto che il comportamento umano è sempre e comunque determinato dal "LÌBIDO": forza primordiale irresistibile che ha come unico movente il godimento, in tutte le forme, ma essenzialmente in quella che, direttamente od indirettamente, si riconduce al ...sesso.
Le tesi sviluppate dal freud su tale base teorica, con l'ausilio di abili giri di parole, possono inculcare nella mente del neofita concetti che non esitiamo a definire mostruosi.
Partendo dalla disamina della sessualità infantile (!!!) freud afferma che l'infante trova un appagamento sessuale analogo a quello che può dare un coito nel... suggere al seno materno. Dopo il periodo dell'allattamento, l'infante prova un piacere analogo a quello che può dare una masturbazione nel... succhiarsi il pollice. Ma freud supera se stesso allorquando attribuisce valenze sessuali analoghe a quelle di una masturbazione perfino alla ritenzione delle feci nell'età prepuberale.
La falsità delle tesi freudiane, peraltro iperpropagandate, è evidente: suggere il latte dal seno materno, o dal biberon, da lo stesso appagamento sessuale che può dare... un buon pasto ad un adulto; mentre secondo freud: "Chi abbia visto un poppante staccarsi sazio dal seno materno e cadere addormentato con le guance arrossate e con il viso beato, non può rifiutarsi di riconoscere che questa immagine è il prototipo dell'espressione del soddisfacimento sessuale nella vita dell'adulto."
Per quel che riguarda la sunzione del pollice, freud afferma: "Il bambino che indulge al succhiamento sensuale esamina il proprio corpo e ne sceglie una parte (erogena) da succhiare." Ma allora perché vengono succhiati anche i ciucciotti? Sono per caso una zona erogena al pari del pollice?, e... i leccalecca?!
La menzogna freudiana riguardante la ritenzione delle feci, vista come "libido" dell'età prepuberale è altrettanto facilmente smascherabile: ritenere le feci (a qualsiasi età) serve solo ad ammorbidirle e ad espellerle in modo più completo e meno doloroso; chiunque abbia letto le modalità d'uso di una purga lo sa bene.
Come non vedere in queste tesi farneticanti un, nemmeno tanto subdolo, invito alla pedofilia? Questo bambino di 8-9 anni che "gode" nel ritenere le feci... come può non far sorgere un lapalissiano parallelismo col desiderio sodomico? Per non parlare poi di quel... "succhiamento sensuale"...
Ma il fine ultimo, perseguito da freud e dalla lobby, non è tanto l'istigazione alla pedofilia od alla pederastia; quanto il farci ragionare sotto una chiave diversa. Si cerca di farci vedere la malizia la dove non ve ne può assolutamente essere. Si cerca di tramutare il nostro naturale istinto protettivo nei confronti dei bambini in qualcosa d'altro. L' "altro" in questione, solo in individui particolarmente predisposti, può portare da una vera e propria forma di degenerazione sessuale; altrimenti si traduce in una semplice disaffezione nei confronti dei figli che rappresentano, come abbiamo visto e come vedremo ancora in seguito, il nemico numero uno del regime.
A questo stratagemma per ridurre la naturale predisposizione alla procreazione dei genitori, il "padre della psicanalisi" ne afficanca un altro ancora più potente. Il nostro eroe non s'accontenta di fare vedere ai genitori i propri pargoletti come dei lussuriosi. Egli cerca anche di insinuare una sorta di gelosia malata del genitore nei confronti del figlio del proprio stesso sesso; utilizzando a tal uopo l'ennesima "teoria psicoanalitica", secondo la quale ogni bambino prova amore incestuoso nei confronti del genitore del sesso opposto. I figli desiderano accoppiarsi con la madre ("complesso di Edipo") e le figlie col padre ("complesso di Elettra")...
...Ma che degenerati che eravamo da poppanti!!!
Comunque, sdrammatizzazioni a parte, rimane importante sottolineare che la psicoanalisi serve solo a farci detestare, possibilmente anzitempo, coloro che, scevri da ogni menda, sono innocenti per definizione.
III) Psicoanalisi e corruzione sessuale
Il padre della psicoanalisi dopo aver detto tutto quanto fosse stato possibile dire contro i bambini per non farli fare; da buon "padre" si preoccupa anche di elargirci una quantità elevatissima di "buoni consigli" finalizzati a farci vivere in modo "sano" la sessualità...
Ora, di questi consigli, noi riteniamo opportuno riportare i due che sono in assoluto più importanti.
Il primo riguarda la verginità all'altare che fu per millenni, ed è a tutt'oggi, un pilastro sul quale si fonda ogni sana morale sessuale: i paesi nei quali la maggior parte delle spose giungono vergini alla prima notte di nozze sono ...guarda caso... proprio quelli a più elevato tasso di prolificità. E questo perché, coloro che sono stati in grado di contenersi fino al matrimonio, coloro che si sono mantenuti puri fino a giacere sul talamo nuziale, molto più probabilmente sapranno essere reciprocamente fedeli di chi è passato di letto in letto con la stessa facilità con la quale respirava. Naturalmente la fedeltà mantiene saldo il legame conigale, rende sereni e felici, e predispone ad una maggiore prolificità.
Il corruttore da tutti quanti chiamato "padre della psicoanalisi" queste cose le sapeva benissimo; così come sapeva benissimo che i divorzi, oltre che rendere infelici, sono un potentissimo mezzo di riduzione delle nascite. Si vuole inoltre che vi sia una relazione molto forte tra divorzio e suicidio, dato che oltre il 60% dei suicidi è anche divorziato, mentre i divorziati rappresentano una percentuale assai inferiore della popolazione adulta dei paesi occidentali. Ragione per la quale si può senz'altro dire che i divorzi oltre a ridurre le nascite aumentano anche le morti...
Nel suo trattato, del 1918, intitolato "Il tabù della verginità" freud denuncia la verginità al matrimonio come un grave ostacolo alla vita di coppia, in quanto la donna odierà sempre, ..."inconsciamente"... l'uomo che l'ha deflorata. Ragione per la quale è fortemente raccomandabile che la donna non sposi mai l'uomo che, per primo, la concupisce. Freud afferma, inoltre, che è per questo motivo che i matrimoni delle divorziate risposate sono molto più solidi (!!!). Ragione per la quale si desume che, il divorzio è quanto mai auspicabile per le donne che hanno sposato l'uomo che ha tolto loro la verginità .
Che ne dite?! Niente male come... "teoria psicanalitica"!
Il trattato in questione si dilunga su tutta una casistica relativa a culture primitive nelle quali dovrebbero trovare riscontro le "teorie" di freud. Molto probabilmente si tratta solo di menzogne, ma potrebbe non essere sempre così. Parecche tribù che vivono allo stato primitivo hanno una morale sessuale assai malata e perversa. Quale vantaggio si ottiene da una tale morale? L'unico ed il solo vantaggio è rappresentato dalla ...crescita demografica zero, che è (materialisticamente parlando, beninteso) vantaggiosa; ma solo ed esclusivamente quando le risorse alimentari non aumentano, a causa dell'assenza di progresso tecnologico. Tutti i popoli civili hanno, al contrario, un incremento demografico sempre molto inferiore all'aumento delle risorse alimentari; e ciò a causa del continuo progresso scentifico. Freud ci dice che dobbiamo imparare la morale sessuale da civiltà che non sono mai riuscite a sollevarsi dal magma. Mentre non dobbiamo curarci di buttare a mare gli insegnamenti di tutte; dico TUTTE, le civiltà progredite, presenti e passate.
La masturbazione e la sua... ovvia... salubrità... rappresentano il secondo "consiglio" del buon "padre della psicanalisi".Che dire... meglio quello che far figli!
Nel testo intitolato "Contributi ad una discussione sulla masturbazione" del 1912, il nostro eroe parte dalla teoria delle masturbazioni in età neonatale e prepuberale sopra esposte, per poi giungere a conclusioni di pura follia, quando, fra l'altro, si afferma che la riduzione della potenza sessuale, derivante dall'onanismo, è quanto mai positiva al fine di facilitare la pratica delle virtù e della FEDELTA' FAMILIARE(!!!). Insomma, freud afferma che, masturbandosi, si potrà essere più facilmente fedeli alla propria consorte...
Dobbiamo dunque concludere, riflessione nostra, che se si ci congiunge con essa... l'infedeltà è garantita?!
Ancora, a riguardo della masturbazione freud ne parla come nuova "terapia". Egli, testualmente, afferma:
<(i conferenzieri ai quali si rivolge questo suo trattato n.d.A.) certo avete presenti i molti attacchi isterici in cui gli atti masturbatori si presentano sotto forma mascherata o irriconoscibile (?!), dopo che il soggetto ha rinunciato a quella forma di appagamento, e i numerosi sintomi nella nevrosi ossessiva che cercano di sostituire e di ripetere questo tipo di attività sessuale, che in precedenza è stata proibita (...grave errore...). Possiamo quindi parlare di un ritorno terapeutico della masturbazione. Alcuni di voi (sempre i conferenzieri) avranno avuto modo di constatare che è di grande aiuto se, durante il trattamento (..."psicoterapico"...), il paziente osa (...osa!!!) riprendere a masturbarsi>>.
Che dire? Pare proprio sia sempre preferibile masturbarsi che congiungersi con la propria consorte... Del resto, se lo si facesse... potrebbe anche succedere il ...misfatto...
IV) Il "padre della psicanalisi" ed i suoi molteplici ..."figli"
Come ogni buon padre, anche freud ebbe i suoi "figli" i quali si dividono in figli devoti e fedeli, che onorano il genitore, e figli biricchini e scapestrati... Risulta ovvio che i figli devoti non fecero e non fanno nient'altro che applicare le "verità scentifiche" del padre loro. Mentre i figli "monelli" di cotanto padre si cimentarono nell'elaborazione di nuove "teorie psicanalitiche"; le così dette teorie "eterodosse".
Tuttavia, sia le teorie eterodosse che quelle ortodosse, pur essendo spesso assai diverse fra loro, risultano equivalenti nella loro sostanza sterilizzatrice. In altri termini, lo scopo che muove questi "studiosi" è sempre e solo il nostro annientamento. La dimostrazione di ciò è data dal fatto che per tutti gli psicanalisti risulta essere un dogma la teoria dell'amore incestuoso che da bambini provavamo per il genitore del sesso diverso dal nostro.
Il cruccio di tutti gli psicanalisti è stato inoltre sempre quello di voler reinterpretate ogni desiderio superiore dell'uomo come frutto di nevrosi e di compensazioni psichiche. In altri termini i "figli" di freud hanno cercato di creare una nuova VISIONE DEL MONDO; non più religiosa o politica, bensì psicanalitica (!!!).
Ad esempio, chi manifesta preferenze nazionalistiche, quali il tifare per la propria nazionale, risulta essere, per costoro, vittima di una "trasposizione" (o "sublimazione") dell'amore incestuoso che si provava da fanciulli per la propria madre. In altri termini, il tifoso o colui che privilegia per i suoi acquisti prodotti del proprio paese, per non parlare poi del vero e proprio nazionalista, altro non fa che trasporre l'amore incestuoso della propria infanzia nei confronti della nazione vista, inconsciamente, come una ..."nuova madre"... Da cui l'ovvia deduzione secondo la quale, una tifosa della nazionale non può che essere una donna con forti tendenze al ...lesbismo...
Per i figli di freud, ogni devozione religiosa è frutto di "trasposizioni" di simil fatta.
Dette "trasposizioni" sono talmente perverse e blasfeme che, in questo scritto, per rispetto della eventuale fede del lettore, non oso riferire nel dettaglio.
Ogni simbolo religioso rappresenta chissà quale "totem" (simbolismo) sessuale. Ogni elevarsi dello spirito al di sopra della materialità delle cose; per esempio rendendo grazie a Dio per la Sua gloria immensa o per la bellezza di quanto da Lui creato; non rappresenta altro che una "compensazione" di "nevrosi", cagionate dalla paura primordiale per l'ignoto insita in noi; oppure, peggio, generate dalla repressione dell'incontenibile LÌBIDO; altro dogma intangibile di tutte le teorie psicanalitiche. In altri termini, se ci capita di sentirci bene dopo aver pregato, lo dobbiamo solo al fatto che abbiamo compensato la frustrazione sessuale che ci rendeva insodisfatti con una sorta di "masturbazione encefalica" quale sarebbe per questi "studiosi" la preghiera. Oppure il suddetto benessere dello spirito potrebbe, secondo altre "teorie", essere il frutto dell' "esorcizzazione" della paura per l'ignoto, tipica dell'uomo primitivo che... "vive in noi".
Nella visione del mondo che la psicanalisi ci vuole imporre non esistono sentimenti nobili. Tutto viene degradato: non esiste altruismo, non esiste generosità, non esiste bontà, non esiste fedeltà, ma solo "compensazioni" di sensi di colpa, di nevrosi o di chissà quale perversione sessuale repressa...
L'uomo viene ridotto a semplice automatismo biologico. I vizi più perversi vengono presentati come indiscutibili necessità e ciò in quanto ogni repressione della LÌBIDO cagiona... "mali devastanti"...
La LÌBIDO si configura come una sorta di nuovo dio; ovviamente cornuto, che la religione psicanalitica vuole farci adorare. Tutto viene reinterpretato in questa chiave riduzionistica, meccanicistica, perversa ed, ovviamente, sterilizzatrice. per quanto attiene agli effetti finali.
V) La verità e le menzogne
Un'ultima importante considerazione rimane da compiere a riguardo della "scienza psicanalitica": perché molte menzogne siano credibili è importante infarcirle con una dose, se pur minima, di verità. Un abile mentitore sa che il miglior modo per perpetrare grandi inganni è quello di guadagnarsi la fiducia dell'ingannato, abbindolandolo con delle verità lapalissiane, evidentissime; ma di secondaria importanza rispetto alle menzogne che gli vengono propinate.
Nel nostro caso freud sfonda una porta aperta quando rileva che, in genere, ci si dimentica di fare quel che meno ci piace fare. Il concetto in questione venne espresso nella famosa teoria dei "lapsus freudiani". Ma questo non ce lo doveva dire freud; lo sapevamo già. Chiunque sappia usare anche solo un briciolo di auto analisi si rende perfettamente conto che, se si dimentica (o se perde) spesso l'ombrello è perché quest'ultimo, se non piove, è ...scomodo e sgradevole da portare con se.
Quando freud interpreta i sogni dicendo, fra l'altro, che in genere si sogna ciò che si desidera oppure quel che si teme; ancora una volta, non fa che dire una cosa ovvia. Ovvia a chiunque si sia sognato di mangiare prima di svegliarsi con molto appetito. Ovvia a chiunque abbia sognato di sostenere un esame la notte prima dell'esame medesimo.
Come detto, queste piccole verità servono solo per acquistare la nostra fiducia al fine di poterci meglio ingannare. Ciò non toglie che, il treno (carico di menzogne) della forviante dialettica di freud e discepoli debba necessariamente passare sui binari della nostra, più assoluta, indifferenza.

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