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LE PROVE DELLA DIVINITÀ DI GESÙ: I MIRACOLI

1. Attendibilità dei miracoli di Gesù
Che i miracoli dei Vangeli siano aggiunte postume, come vogliono certi critici moderni, è:
a) un’affermazione non solo gratuita, ma contro la verità storica, perché essi sono contenuti in tutti
i codici antichi dei Vangeli ed anche nei papiri;
b) un’affermazione contro la logica. Senza i miracoli non si spiegherebbe:
- né come tutti i malati cercavano Gesù;
- né come le folle lo seguivano;
- né come i discepoli avevano abbandonato il lavoro e le famiglie per seguirlo;
- né come migliaia di Ebrei lo credettero Dio e si fecero uccidere per lui, insieme con centinaia
di migliaia di pagani.
Giustamente è stato osservato che, se i popoli si fossero convertiti a Gesù senza i miracoli, questo sarebbe stato un miracolo cento volte superiore.

2. I miracoli di Gesù: fatti storici
I miracoli di Gesù sono così intimamente intrecciati con tutti gli altri avvenimenti della sua vita, con le sue parole, con la sua stessa sorte personale che non si possono “togliere” dal Vangelo senza distruggere e rendere incomprensibile il Vangelo stesso [Gesù sarà ricercato dai capi del Sinedrio e dai suoi avversari proprio a causa dei miracoli che compie. Questa decisione maturò in modo drammatico dopo che Gesù ebbe operato lo strepitoso miracolo della risurrezione di Lazzaro (Gv 11,4 -44). Questo miracolo, evidentemente frutto di un potere proprio ed esclusivo di Dio, compiuto su un cadavere già in decomposizione sotto gli occhi di tutti gli intervenuti al funerale, determina la decisione di uccidere Gesù. “I sommi Sacerdoti e i Farisei riunirono il Sinedrio e dissero: che facciamo? Quest’uomo compie molti segni, se lo lasciamo fare così, tutti crederanno in lui, e verranno i Romani e distruggeranno il nostro luogo santo e la nostra nazione. Da quel giorno, dunque, decisero di ucciderlo” (Gv 11, 45-53)].
Che i miracoli di Gesù siano realmente avvenuti ne è prova il fatto che nessuno dei suoi avversari ha osato negarli.
Gli stessi suoi nemici lo riconoscono quando lo insultano morente sulla croce: “ha salvato gli altri, salvi se stesso dalla croce e gli crederemo!” (Mt 27,42).

3. I miracoli di Gesù: interventi divini
Abbiamo detto che i miracoli di Gesù sono fatti storici: ora dobbiamo sottolineare che essi sono anche fatti divini, nel senso che, nelle circostanze concrete in cui sono avvenuti, solo Uno che è Dio poteva produrli.
Solo per fare qualche esempio, la guarigione del cieco nato di Gerusalemme è operata da Gesù con mezzi (il fango, l’acqua) che ancora oggi nessuno, nonostante i progressi della scienza, ritiene efficaci per guarire dalla cecità (Gv cap. 9).
Lo stesso si dica per la guarigione, a distanza, dei dieci lebbrosi (e la lebbra è una malattia organica che, se curata a lungo può sì regredire ma non sparire ad un comando!) (Lc 17,11-19; o per la resurrezione del figlio della vedova di Naim, con il quale Gesù si imbatté casualmente sulla via della sepoltura e al quale ridà la vita con un semplice comando! (Lc 7,11-17).

4. miracoli di Gesù: segni profetici
I miracoli di Gesù sono segni profetici perché finalizzati a suscitare fede in Lui. Gesù non ha mai operato miracoli per fare spettacolo; anzi, si è sempre mostrato contrario ad ogni esibizione di potenza come fine a se stessa: alla richiesta dei suoi compaesani di Nazareth che volevano vedere qualche prodigio, egli non acconsente (Lc 4,23-24), e così rifiuta di esaudire le medesime richieste fattegli da Erode (Lc 23,8-12).
Gesù compie i suoi interventi divini per rivelare Se stesso come il Messia atteso, come il Figlio di Dio venuto a salvare l’umanità. Al paralitico di Cafàrnao dice: “ti sono perdonati i peccati”. I Farisei presenti si scandalizzano pensando giustamente: “solo Dio può perdonare i peccati”. Allora Gesù afferma con solennità: “perché sappiate che il Figlio dell’Uomo ha il potere di perdonare i peccati, io dico a quest’uomo: alzati, prendi il tuo lettuccio e va’ a casa tua!”. E così avvenne sotto gli occhi esterrefatti di amici ed avversari (Mc 2,9-14).
Qui il miracolo è evidentemente orientato a rivelare la divinità di Gesù e la venuta del regno di Dio sulla terra; ma la stessa cosa può essere detta a riguardo di tutti i miracoli di Gesù. Lui stesso affermerà – quasi a chiarire per le folle “il senso” dei suoi interventi miracolosi – “se io scaccio i demòni col dito di Dio, è dunque arrivato per voi il Regno di Dio!” (Mt 12, 68).

5. Gesù continua anche oggi ad operare miracoli

La causa e l’opera di Gesù non sono finite con la sua morte. Egli è l’unico che continua ad operare dopo morto.
Nel suo Nome i suoi discepoli, secondo la sua promessa, vanno operando i miracoli: guariscono malati di ogni specie. Il libro degli Atti degli apostoli dice: “portavano gli ammalati affinché quando passava Pietro, almeno la sua ombra coprisse qualcuno di loro…e tutti venivano guariti”. A Troade Paolo risuscita il giovane Eutico (Atti 20, 7).
I miracoli continuano nella Chiesa Cattolica dai tempi apostolici fino ad oggi; si richiedono per la canonizzazione dei Santi. Sono noti a tutti, poi, i miracoli che avvengono a Lourdes, accertati scientificamente dal Bureau Medical.

Tags: miracoli, Divinità

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