“L'uomo abbandona Dio per puntare al potere”
 
Il monito del Santo Padre: “Pensiamo in fondo che patteggiare con il male sia necessario”
L'uomo tende ad abbandonare Dio, a rendersi autonomo dal principio dell'amore per puntare invece sul potere individuale; ma così facendo scegli la strada della menzogna invece che quella della verità. E' quanto ha affermato questa mattina Benedetto XVI durante l'omelia pronunciata in occasione della messa celebrata nella basilica vaticana per ricordare l'anniversario dei 40 anni passati dalla fine del Concilio Vaticano II. “L'uomo vive nel sospetto che l'amore di Dio crei una dipendenza - ha detto Ratzinger - e che gli sia necessario sbarazzarsi di questa dipendenza per essere pienamente se stesso. L'uomo non vuole ricevere da Dio la sua esistenza e la pienezza della sua vita. Vuole attingere egli stesso dall'albero della conoscenza il potere di plasmare il mondo, di farsi dio elevandosi al livello di Lui, e di vincere la morte e le tenebre”.
L'anniversario del Concilio Vaticano II, cade nel giorno della solennità dell'Immacolata concezione di Maria. E questo pomeriggio il Pontefice si recherà infatti a Piazza di Spagna per la consueta preghiera e invocazione alla Vergine.
“Sì, possiamo dire che Maria ci è vicina come nessun altro essere umano, perché Cristo è uomo per gli uomini e tutto il suo essere è un 'esserci per noi”', ha detto il Papa durante l'omelia, riferendosi all'Immacolata. Tanti i passaggi del suo discorso dedicati alla vergine nel giorno a lei dedicato. “Cristo, dicono i Padri - ha affermato Benedetto XVI - come Capo è inseparabile dal suo Corpo che è la Chiesa, formando insieme con essa, per cosi' dire, un unico soggetto vivente. La Madre del Capo è anche la Madre di tutta la Chiesa; lei è, per così dire, totalmente espropriata da se stessa; si è data interamente a Cristo e con Lui viene data in dono a tutti noi. Infatti, più la persona umana si dona, più trova se stessa”.
Sembra che oggi la mancanza del peccato nella vita di un individuo sia segno di noia, come se mancasse una dimensione drammatica alla nostra vita. Ma in realtà la libertà si realizza nel saper dire di no alle tenebre del peccato. Così si è poi espresso Benedetto XVI. “Proprio nella festa dell'Immacolata Concezione - ha spiegato Ratzinger - emerge in noi il sospetto che una persona che non pecchi affatto sia in fondo noiosa; che manchi qualcosa nella sua vita: la dimensione drammatica dell'essere autonomi; che faccia parte del vero essere uomini la libertà del dire di no, lo scendere giù nelle tenebre del peccato e del voler fare da sè; che solo allora si possa sfruttare fino in fondo tutta la vastità e la profondità del nostro essere uomini, dell'essere veramente noi stessi; che dobbiamo mettere a prova questa libertà anche contro Dio per diventare in realtà pienamente noi stessi”.