LA MADONNA E I FRANCESCANI

LA MADONNA E I FRANCESCANI
di Padre Giacomo Pesce
 
Introduzione: San Bonaventura
Tutta la vita di san Bonaventura fu un inno a Maria. La sua devozione mariana – devozione filiale, tenera e forte – illumina tutte le sue opere, le sue meditazioni filosofiche, le sue poesie, la sua predicazione.
In Maria vede, ama, saluta:
la Regina della creazione;
l’avvocata del genere umano;
la dispensatrice dei tesori della grazia.
Soleva ripetere: «Tutti i miei beni mi vennero dalle mani di Maria». «Bisogna essere pronti a difendere i privilegi di Maria anche con il pericolo della vita».
Ai suoi discepoli diceva:
a) Bisogna guidarsi con diligenza dallo scemare minimamente l’onore dovuto a Maria, per non incorrere nella indignazione di lei, che è ausiliatrice ed amante dei suoi fedeli lodatori.
b) Dobbiamo sentire, ogni giorno ed ogni momento, il bisogno di prostrarci dinanzi a lei, per amarla, lodarla e ringraziarla come nostra ausiliatrice e nostra grande benefattrice, ed attestarle così tutto il nostro amore, come essa si merita.
c) Della beatissima Vergine nessuno può essere troppo devoto.
d) Non si è mai letto di alcun santo il quale non fosse stato particolarmente devoto della gloriosa Vergine Maria.
e) Chi mette le sue radici in Maria, viene da lei santificato.
Amatissimo della Madonna, fu l’apostolo mariano del suo tempo.
A Roma fondò il sodalizio intitolato «i raccomandati di Maria», assegnandogli, come luogo di riunioni, la chiesa di Ara Coeli.
Eletto Generale dei Francescani,
a) consacrò tutto l’ordine a Maria;
b) prescrisse, in tutte le chiese francescane, la celebrazione di una messa solenne ogni sabato;
c) ordinò in tutte le chiese dell’ordine, il suono delle campane al cader del giorno per ricordare il saluto dell’angelo Gabriele alla santissima Vergine;
d) scrisse 24 discorsi mariani, nei quali spiega, esalta e difende tutti i privilegi della Madonna.
L’arte italiana rappresentò san Bonaventura con la penna in mano, con lo sguardo fisso sopra una immagine di Maria, ai piedi della quale si leggono le parole: «tutti i miei beni mi vennero dalle sue mani».
Descrivendo la figura mariana di san Bonaventura, ho descritto il ritratto mariano dell’inclito ordine francescano, al quale il Santo appartiene; del quale fu il settimo generale dopo san Francesco d’Assisi; del quale fu chiamato talvolta il «secondo fondatore»per la sua grande influenza nello sviluppo dell’ordine, perché codificò le prime costituzioni e potenziò la sua attività in servizio della Chiesa.
 
I. LA MADONNA E SAN FRANCESCO D’ASSISI
1. Principio fondamentale
Nessun Santo fu immagine di Cristo quanto san Francesco d’Assisi. Ora, tra Gesù e Maria v’è la più stretta unione immaginabile. Dunque, tra san Francesco e la Madonna vi fu l’unione più stretta possibile tra anime sante.
Araldo del grande Re, cantore della poesia più squisita che l’anima conosca, Francesco fu anche il più tenero figlio di Maria.
Tutte le azioni di Francesco si diressero nella luce di Cristo e della sua santissima Madre.
2. Mamma Pica
Quante volte mamma Pica insegnò a Francesco a giungere le mani invocanti davanti alle vetuste immagini di Maria!
Quante volte mamma Pica gli insegnò a balbettare il nome più puro e più consolante che risuoni sulla terra!
Quante volte mamma Pica discese con il figlio giù nella valle, verso la piccola Porziuncola!
Quante volte il giovane Francesco – consigliato dalla mamma – esultante della grande vittoria riportata sul mondo e sulla carne, riempì, del suo canto, le selve dell’Umbria, inneggiando alla sua sposa “madonna povertà”, vedova di Cristo, compagna fedele della sua santa Madre!
Quante volte inneggiò alla Vergine Madre, perché, per mezzo suo, il Signore della maestà si fece fratello nostro!
3. Affermazioni di san Bonaventura
San Bonaventura, nella sua vita di san Francesco dice:
«E accomodata la chiesa di san Pietro, Francesco se ne andò al luogo detto Porziuncola, dove era una chiesetta dedicata alla beata Vergine Maria…
La quale chiesa, quando Francesco la vide così in rovina, per la grande devozione che egli aveva per la Signora del mondo, pensò di restaurarla, e per la quale cosa vi dimorò continuamente…
«Facendo il servo di Dio, Francesco, dimora nella chiesa della Madre di Dio, piangendo verso di lei, continuamente, con grande devozione, orava che ella si degnasse di farsi ed essere la sua avvocata. Onde, per i meriti di Maria, egli prese in sé lo spirito di perfezione e di vita evangelica» (Leg. Major, c. 3).
Queste parole di san Bonaventura affermano:
che la devozione di san Francesco a Maria era profonda, operosa, capace di qualsiasi sacrificio;
che la Madonna ispirò tutta la vita di Francesco;
che Francesco, per mezzo di Maria, comprese la parola del Vangelo sulla santa povertà; conobbe il dono di Dio.
San Francesco contemplava Maria per meglio contemplare il mistero di Gesù. Voleva far riflettere nell’anima sua e dei suoi figli la bellezza di Maria, per accendere in esse l’amor di Dio. Il suo ordine doveva essere l’ordine serafico, quindi l’ordine dell’amore.
4. Prove della sua devozione mariana
La devozione mariana di san Francesco si sviluppò con l’attività apostolica della sua vita e si manifestò in tutti i suoi atti privati e pubblici. Infatti:
a) ora lo si trova nel cuor della notte, immerso nell’estasi «lodando Dio e la sua gloriosa Vergine Maria;
b) ora manda i suoi frati, a Fabriano, in una chiesa abbandonata dalle benedettine, affinché non vi venisse meno il culto a Maria;
c) ora manda i frati a riparare la chiesa della Madonna a Poggibonsi, a Fonte Colombo, alla Verna;
d) dall’esempio di Cristo e di Maria apprende la forza per sostenere il rigore della sua povertà volontaria e l’eroismo delle privazioni;
e) stima la povertà come la più grande ricchezza, ricordandoti di Gesù e di Maria;
f) piange amaramente, pensando alla penuria dalla quale fu straziata la povera Vergine, e canta con gioia riverente: «io ti saluto Signora Santa, Madre di Dio, Maria!».
L’indulgenza plenaria della Porziuncola è il più grande monumento che testimonia l’amore e la devozione del Santo verso la Madonna.
In quella chiesetta, sotto il materno sguardo di Maria, Francesco «umilmente inizia, virtuosamente sviluppa e felicemente consuma» la sua luminosa giornata in Cristo.
5. San Damiano e Santa Maria degli Angeli
I due fondamenti della spiritualità di san Francesco sono san Damiano e Santa Maria degli Angeli:
a) A san Damiano si apre per lui il mistero di Cristo; alla Porziuncola si apre il mistero di Maria.
b) Davanti al crocifisso di san Damiano Francesco concepì l’amore all’umanità dolorante di Gesù; davanti alla Madonna degli Angeli Francesco concepì l’amore a colei che è madre di ogni bontà.
c) A san Damiano Cristo Gesù invitò Francesco a riparare la sua «casa»; alla Porziuncola,  per i meriti della Madre di misericordia, Francesco concepì e generò alla Chiesa l’ordine francescano.
6. Scritti di san Francesco
San Francesco d’Assisi lasciò pochi scritti sulla Madonna. ma essi sono sufficienti per farci comprendere l’ardente amore che aveva verso di lei.
1. Nel «Saluto» alla madre di Dio, egli sintetizza tutta la sua devozione verso di lei: «Ti saluto, Signora santa, Regina santissima, Madre di Dio, Maria, che sei sempre vergine… in cui fu ed è ogni pienezza di Grazia e ogni bene. «Ti saluto suo palazzo… suo tabernacolo… sua casa… suo vestimento… sua ancella… sua madre».
2. Nel suo «Ufficio della Passione», dice: «Santa Maria Vergine, non nacque al mondo fra le donne alcuna simile a te: figlia e serva dell’altissimo Re e Padre celeste, madre del santissimo signor nostro Gesù Cristo, sposa dello Spirito Santo». 
7. L’arte mariana e san Francesco
Il più grande e imperituro monumento, che il genio umano eresse per tramandare ai secoli la devozione del Poverello d’Assisi verso la Madre di Dio, è il monumento dell’arte. Padre Klenschkmidt, francescano, pubblicò, due volumi per dimostrare che l’arte associò sempre al culto di Maria santissima la figura mite e stigmatizzata di san Francesco, il quale è dinanzi al trono della Vergine con i dolci occhi rapiti nel volto della Madre celeste.
8. Conclusione
Chiudo questo punto con le affermazioni di san Bonaventura e di Tommaso da Celano: «il cuore di Francesco ardeva di fervente devozione e di singolare amore per la Madre celeste. In lei, dopo Gesù, era tutta la sua confidenza:
a) la venerava nelle notti insonni;
b) le cantava speciali lodi;
c) le innalzava preghiere e le consacrava affetti -tanti e tali- da non potersi dire con lingua umana;
d) la scelse come protettrice dell’ordine;
e) pose sotto le sue ali i figli che stava per lasciare, affinché ella li nutrisse e li difendesse sino alla fine;
f) faceva, ogni anno, una rigorosa quaresima in onore di Maria, che cominciava dalla festa dei santi Pietro e Paolo e durava fino all’Assunzione».
 
 

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