MARIA DI NAZARETH

MARIA DI NAZARETH
di Padre Giulio Maria Scozzaro
 
1) COMPIACENZA DI DIO NEL CREARE MARIA
Dio per formare Maria, raccolse il meglio che si trova negli Angeli, nei Santi e nel creato adornandoLa di ciò che mai occhio vide e mai orecchio udì.
Mirabile Creatura è Maria, in cui la Grazia in Lei è andata sempre crescendo dall'Immacolata Concezione all'Incarnazione, dai nove mesi di gestazione Divina alla Gloriosa Assunzione. Bellissima Maria, in cui la Santissima Trinità pose gli splendori della Bellezza Divina per attrarre i cuori di tutti i redenti.
Se Dio ha arricchito come più non poteva di ineffabile Grazia Maria, Ella però, ha corrisposto alle Grazie in modo adeguato. La somma generosità di Maria è inenarrabile, in quanto Ella ricambiò quanto Dio aveva operato in Lei. Sant’Ireneo dice che “Maria obbedendo, divenne causa di salvezza per Sé e per tutto il genere umano”. 
Seguendo una pia Tradizione, si conoscono diversi episodi della vita di Maria Santissima. Nata dai Santi genitori Gioacchino ed Anna, l'Altissima Bambina lasciava tutti meravigliati per la sua ineffabile bellezza e la sua Grazia. Concepita senza macchia del peccato originale, il suo splendore fisico e spirituale incantava tutta Nazareth. Chi La guardava rimaneva incantato e senza parole ma ricolmo di gaudio, perché la Bambina era già la Piena di Grazia. Sant'Anna era stata ricolmata e adornata di grandi qualità per accudire la Bambina con riguardi dovuti alla futura Madre del Re Universale. Sostiene Riccardo di San Vittore, che “i Serafini e i Cherubini potevano scendere dal Cielo per imparare l'amor di Dio nel Cuore di quest'umile Bambina”.
Maria era ricolma di una immensa Grazia, e questa sua santità emanava dal suo Corpo uno splendore tanto indefinibile, che suscitava amore in coloro che solo La guardavano. Guardare Maria significava innalzare la mente alle realtà del Cielo per cercare le cose di lassù.
A tre anni, avendo avuto prestissimo l'uso della ragione, la piccola Maria consacrò la sua Verginità a Dio. Per ben undici anni visse nel Tempio, come una Colomba in un nido d'amore, dato che Lei era il Talamo del Signore. A quattordici anni, uscì dal Tempio di Gerusalemme ed essendo orfana, saputo la Volontà di Dio che doveva sposarsi, si lasciò consigliare dal Santo Simeone, e il bastone dell'umilissimo Giuseppe fiorì, come segno che era scelto quale casto Sposo della Sposa dello Spirito Santo. Andati a vivere a Nazareth, poco tempo dopo, un Angelo apparve a Maria per comunicare l'Incarnazione di Dio. Maria non si sorprese perché era abituata a vedere gli Angeli, ma questo splendeva particolarmente, in quanto portava il messaggio di Dio. “Per riverenza, l'Angelo tace il Nome di Maria”, dice San Lorenzo da Brindisi. Piena di Grazia e non Maria, La chiamò l’Arcangelo Gabriele, venuto dal Cielo a Lei per chiederLe il permesso da parte di Dio, di fare Incarnare in Lei, il Figlio di Dio che esisteva da sempre insieme al Padre: Il Verbo eterno. Maria si turbò, perché era umilissima e temeva di perdere la Verginità.
San Bernardo sussurra: “Hai sentito, o Vergine, che partorirai un Figlio... per opera dello Spirito Santo? L’Angelo aspetta la tua risposta. Anche noi siamo in attesa. Se Tu acconsenti saremo liberati. Te lo chiedono supplichevoli Adamo, Davide e gli altri Santi Padri. Tutto il mondo, prostrato ai tuoi piedi, attende il tuo consenso. Dalla tua bocca dipende la consolazione dei miseri, la salvezza di tutti i figli di Adamo. Rispondi in fretta, o Vergine, pronunzia le parole che la terra e il Cielo attendono. Il desiderato da tutte le genti batte alla porta. Alzati, corri, apri!”.
“Dio si fa Uomo, l’uomo diventa Dio -dice Cornelio A Lapide-; il Cielo si abbassa, la terra s’innalza; Dio ha una Madre, una Vergine ha Dio per Figlio; gli Angeli stupiscono, la terra esulta, freme l’inferno. Tutto è salvo... Un Fiat di Dio crea il mondo; un Fiat di Adamo lo perde; un Fiat di Maria permette l’Incarnazione del Verbo Eterno e salva l’universo”. “O Maria, il Figlio di Dio aspettava alla porta della tua Volontà che Tu gli aprissi -dice Santa Caterina da Siena-. Bussava alla tua porta il Dio Eterno; ma se Tu non avessi aperto, Dio non si sarebbe Incarnato in Te”.
San Bernardino da Siena sostiene che “col suo «», la Vergine meritò il primato su tutte le cose, il dominio sull'universo, lo scettro “un Regno eterno”.
Gibieuf osserva: “L’Arcangelo Gabriele non scende a Roma la trionfale, ad Atene la saggia, a Babilonia l’orgogliosa. No, Egli va in un angolo della Galilea, in un villaggio sconosciuto, a Nazareth. Qui trova una casetta che ospita il Tesoro del Cielo e della terra, il segreto Amore dell’Eterno Padre: una Vergine. Il suo nome è Maria: Ella è un abisso di Grazie, un oceano di grandezze, un mondo di meraviglie”.
2) IL CONTINUO SI’ DI MARIA ALLA VOLONTA’ DI DIO
Dal momento dell’Annunciazione, dall’istante in cui Dio entrò nel Sacro Grembo di Maria, Gesù e Maria rimasero sempre uniti nell’Amore, nei pensieri, nella Volontà Divina. Maria viveva per Dio e Dio era adorato convenientemente da Maria. Una sola Creatura mise in pratica pienamente il Comandamento dell’amore: “Amerai il Signore Dio tuo con tutto il tuo cuore, con tutta la tua anima, con tutta la tua mente e con tutta la tua forza”(Mc 12,30). Solo Maria amò Dio come vuole Dio. Solo Maria fu Tutta di Dio. “Il Divino Amore -afferma San Bernardo- ferì talmente l’Anima di Maria, da non lasciarvi alcuna parte non ferita di Amore; affinchè Ella amasse con tutto il Cuore, con tutta la Mente, con tutte le forze e fosse Piena di Grazia”. A ragione San Francesco di Sales La chiama: “Regina dell’Amore”. Continua San Bernardino da Siena, dicendo che “Maria amò Dio tanto, quanto stimava di doverLo amare; perciò fece solo ciò che la Divina Sapienza Le manifestava”.
Il “Sì” di Maria è stato libero e consapevole, ma Dio già conosceva la risposta della Madonna, perché aveva preparato bene il suo Cuore, la sua Mente e il suo Corpo. Però Dio voleva sentire il “Sì” di Maria, da quella bocca -pura come gemma- che si apriva solo per amare, lodare ed adorare Dio. Come se Dio Le avesse chiesto: “Vuoi Tu Maria, collaborare al Mio disegno d'amore sull'umanità?”. Questa la proposta di Dio, e la risposta di Maria fu: “Sì”, dolce, delicato e ricolmo d'amore, come di Colomba libera e beata. 
Maria sapeva cosa avrebbe comportato il suo “Sì”? Ella conosceva bene le Sacre Scritture, per cui, sapeva che il “Sì” prospettava la Gloria di diventare Madre del Messia atteso, ma anche di ricevere tutti i dolori riservati alla Madre del Redentore. Aveva studiato dal Profeta Isaia la sorte attesa al Messia, al Servo Sofferente, di Colui che doveva essere “disprezzato e reietto dagli uomini, Uomo dei dolori che ben conosce il patire, come uno davanti al quale ci si copre la faccia, era disprezzato e non ne avevamo alcuna stima”(Is 53,3). 
Nell'Annunciazione, Maria ha visto nella sua Mente cosa Le era preparato diventando Madre del Messia, ma ha visto anche tutti coloro che sarebbero stati riscattati dal Sangue del Figlio. L'amore a Dio e all'umanità ha dato a Maria la spinta per dire “Sì”, e diventare già da quel momento l'Addolorata, la Madre del Crocifisso (Gv 19,23).
Nell'Incarnazione del Figlio di Dio, il ruolo di Maria è unico, irripetibile, grandioso. Lei, una Creatura Figlia di creature dà alla luce il Figlio del Creatore. Colui che i Cieli non possono contenere, si racchiude in Lei, l'Infinito si fa finito, Dio-Spirito diventa in Maria Dio-Uomo. Dio si fa Bambino in Maria, e Lei era pronta e capace ad accogliere questo unico evento. Altra madre avrebbe trattato il Bambino senza l'immenso amore di Maria, senza le dovute premure ed accortezze che meritava un Dio-Bambino. Per questa ragione, la Madre del Figlio di Dio doveva per necessità di causa essere ripiena in modo sublime dell'Amore e della Grazia di Dio, ed essere già Tutta di Dio e Tutta Santa. Tutta bella sei, o Maria, e in Te non c'è ombra di macchia.
3) MARIA È L’ARCA CHE PORTA GESU’
Dopo l'Incarnazione di Dio in Lei, l'umilissima Maria volle subito mettersi a servire ed aiutare la Santa cugina. La sollecitudine di Maria nel visitare Elisabetta fu commovente e la sua umiltà stupefacente. Visita la cugina per servirla, scegliendo di compiere i lavori più umili. San Bernardo osserva: “Si meravigliava Elisabetta che Maria fosse venuta da Lei spontaneamente, ma ben più recherà meraviglia ch'Ella sia venuta non per essere servita, ma per servire”. Per tutta la sua vita, Maria praticò la generosità e lo spirito di servizio in modo divino e per noi incomprensibile.
Maria aveva nel Grembo Gesù, la Grazia, e non appena arrivò dalla cugina dispensò subito Grazie. Maria inizia subito il suo ruolo di Dispensiera di Grazie. Maria apre appena la santa ed immacolata bocca, dice solo alcune parole e il Figlio di Elisabetta, Giovanni Battista, esulta di gioia e viene santificato prima ancora di nascere. Disse la cugina: “Appena la voce del tuo saluto è giunta ai miei orecchi, il Bambino ha esultato di gioia nel mio grembo”. Quale mirabile potenza nascondeva già una semplice parola di Maria! La Santissima Trinità non aspettava altro che compiere meraviglie e portenti per mezzo dell'umilissima Maria. Sant'Agostino afferma: “O Maria, la tua umiltà è veramente beata, la quale partorì Dio agli uomini, aprì il Paradiso e liberò le anime dall'Inferno”.
Durante i nove mesi di gestazione e nelle ore precedenti il meraviglioso parto, Maria era annientata nell'abbandono in Dio. Adorava Dio nel suo Grembo, contemplava dentro di Sè il Figlio dell’Altissimo e suo. Maria portava nel Grembo un Figlio che era anche Figlio naturale di Dio... è una verità che lascia meravigliati, sbalorditi, attoniti... e senza parole.
4) FEDE INCOMPARABILE DI MARIA
Quante volte Maria avrà ripetuto il dolce Nome di Gesù, conosciuto per bocca dell'Arcangelo San Gabriele, che aveva detto: “Concepirai un Figlio Lo darai alla luce e Lo chiamerai Gesù”(Lc 1,31)? A queste parole Maria credette per Fede, perchè era stato un Messaggero di Dio a pronunciarle. La Fede di Maria non fu solo eroica, ma prudente e feconda. A Maria si prospettava un mistero enorme: diventare Madre di Dio rimanendo Vergine, e Lei, ad appena quindici anni circa credette prontamente e semplicemente e solo per prudenza volle sapere “in che modo avverrà questo”(Lc 1,34). Grande Fede di Maria, e cosa fu in confronto la Fede di Abramo? Poca cosa dinanzi al “Sì” incondizionato di Maria, dinanzi alla Fede della Madre di Dio.
“Beata Te che hai creduto”(Lc 1,45), dirà poco tempo dopo Santa Elisabetta a Maria. “Beati quelli che pur non avendo visto, crederanno”(Gv 20,29), affermerà Gesù, e la prima beata è Maria. Se Abramo viene chiamato Padre nella Fede, cosa si deve dire della Fede di Maria? San Pietro Canisio chiama Maria: “Maestra della Fede”. Col suo “Sì”, Maria aprì le porte del Paradiso e San Cirillo Alessandrino La chiama: “Regina della Fede”. “La Fede di Maria superò quella di tutti gli Angeli e di tutti gli uomini”, afferma Sant'Alfonso. Sì, perchè per tutta la vita di Gesù, Ella mai dubitò minimamente che non fosse Uomo-Dio.
Per nove mesi Dio rimase nel Grembo immacolato di Maria, che Lo adorava incessantemente, nutrendoLo con il suo stesso Sangue e la sua stessa Carne. Lo vide Bambino nella grotta povera, Lo contemplò immersa nell'adorazione e credeva che era Dio Creatore di tutto il creato; Lo adorò Bambino che si sviluppava, Giovane che lavorava come falegname, Messia che annunciava la Buona Novella e quando era rifiutato, respinto, abbandonato dai suoi e rinnegato; Lo adorò nella Settimana Santa, quando tradito fu arrestato, condannato, disprezzato e umiliato; Lo adorò quando fu incoronato di spine, flagellato, sputato, considerato pazzo e rivoluzionario, ma per Maria era sempre e solo Dio; Lo adorò quando saliva il Calvario carico della Croce, poi inchiodato e Morto Crocifisso. Maria guardando Gesù, vedeva un Uomo, ma adorava sempre Dio-Uomo.
Sant'Antonino commenta: “Stava Maria sotto la Croce con tutta la pienezza della sua Fede nella Divinità di Cristo”. San Metodio La chiama: “Fiaccola dei fedeli”. E Sant'Ireneo afferma: “Quel danno che fece Eva con la sua incredulità, Maria lo riparò con la sua fede”.
Maria ha avuto ininterrottamente Fede nella Divinità di suo Figlio, e non solo per quello che sentiva da Lui, ma più, per il suo abbandono in Dio. “Beata Te che hai creduto”(Lc 1,45), non beata per la tua Verginità o Maternità Divina, ma perchè hai creduto, per la tua Fede. Beata Maria, Donna Piena di Grazia.
5) DA MARIA NASCE UN BAMBINO, CHE È DIO...
Questa la Fede di Maria, tuttavia riprendo il discorso della gravidanza di Maria. Indetto il censimento da Cesare Augusto, Imperatore romano, Maria e Giuseppe, stanchissimi e poverissimi, si avvicinano a Betlemme per farsi registrare. Nonostante il freddo e la sfinitezza, nessun lamento usciva dalla bocca di Maria. Le bastava pensare al suo Gesù, al Bambino che avrebbe redento l’uomo dal peccato di Adamo ed Eva. Rifletteva su Colui che doveva nascere, sul colore degli occhi, i capelli, le manine, i piedini, il peso, la lunghezza, pensava ed adorava. Ma di più, Maria non poteva quasi più resistere dal desiderio di vedere il suo Dio, però rimaneva calma, padrona di Se stessa, perché rispettava il tempo in cui il Bambino voleva uscire dal suo Paradiso, da Maria. E se il Bambino non fosse stato mandato sulla terra per redimere l’uomo fatto di terra, Gesù avrebbe chiesto al Padre di rimanere per sempre nel Grembo di Maria...
Nessuna preoccupazione umana aveva Maria nell’avvicinarsi al parto, solo temeva il freddo per il Bambino. Lo avrebbe riscaldato il suo purissimo Amore. In una squallida grotta, nasce da Maria il Redentore e Signore. Il Creatore nasce Uomo da una Creatura. Lo Spirito Divino ha ricevuto un Corpo dalla Donna. Maria ha dato alla luce un Uomo-Dio, Lo guarda, Lo stringe al petto, Lo adora più di prima, Lo depone nella mangiatoia e si inginocchia, si prostra davanti a Colui che aveva sempre adorato e cercato attraverso la Sacra Scrittura. Quel Dio adesso Lo vede, è suo Figlio, è davanti a Lei, indifeso e Piccolo. Ha un Corpo, il suo Sangue e la sua Carne, Maria Lo contempla e si annienta nella sua umiltà.
6) MARIA CONSAPEVOLE MAESTRA DI GESU’, UOMO-DIO
Maria è più che consapevole dell’eccezionale evento, infatti, Dio ha dato a Lei l’incarico di essere Madre e Maestra dell’Infante Gesù. Dovrà dare il suo latte a Dio fatto Bambino, dovrà allattarLo, curarLo e guidarLo; ha una responsabilità unica. In Cielo tutti gli Angeli hanno una invidia Santa, vorrebbero anche Loro tenere nelle braccia il Loro Dio, ma si consolano presto, nel vedere che la Madre è la Loro Regina: è Maria. Comprendono, che non sarebbero capaci di adorare Dio fatto Bambino, alla maniera di Maria, perché in Lei, Dio ha riposto tutte le Sue Grazie.
L’Amore di Dio verso Maria era grande e la fiducia immensa, perché manda nel mondo il suo Figlio Bambino e Lo affida alle cure e all’insegnamento di Lei. Per questo motivo, Maria, doveva avere virtù non comuni per accogliere un Dio nel suo Grembo e per dare a questo Dio tutta l’adorazione che gli era dovuta. Maria come Lampada che brilla, Arca dell'Alleanza nuova e della Legge evangelica, Albero maestoso e frondoso e Albero della vera Vita, genera dalle Sue immacolate viscere il Messia atteso da millenni, Colui che Adamo sentì promesso e Noè, i Patriarchi, Abramo, Mosè, Davide e i re di Israele attendevano. Maria è il Tesoro ineffabile di Dio, l'Acquedotto dell'acqua della Vita.
Il Verbo Eterno è entrato nel mondo attraverso Maria, forse non vuol dirci che dobbiamo andare a Lui sempre attraverso Maria? Lo stesso Sangue circola in Gesù e in Maria e, prima del parto, lo stesso respiro dava vita a Loro Due. Sotto l’aspetto umano Gesù aveva l’Immagine di Maria, e Maria accettava sotto l’aspetto spirituale di essere -in qualche modo- l’Immagine di Gesù.
Se durante la gravidanza, Maria aveva fatto di ogni istante un atto d’amore verso Dio che aveva in Sé, dopo la nascita, Ella non si stancava, né si allontanava da Dio che vedeva, toccava, baciava, stringeva al Petto e che soprattutto pasceva col suo immacolato latte. Maria ha allattato Dio fatto Uomo, ha fatto tutto ciò che compie una mamma buona e premurosa verso il suo bambino. Ma Maria non era una donna qualsiasi, bensì la Madre di Dio. E il Neonato non era un semplice ebreo, ma il Dio degli ebrei.
Chi potrà mai comprendere, come Maria teneva in braccio il Bambinello, quanti bacetti gli dava, che pannolini speciali confezionava per Lui, quanta sollecitudine nel dar da mangiare a Colui che ha creato il cibo, quanta delicatezza quando Lo pettinava, quale grande gioia La pervase quando il Bambino cominciò a parlare e La chiamava Mamma... Quale dolore se pensava alle profezie di Isaia sul Servo sofferente, che a causa dei flagelli sarebbe diventato come un lebbroso e quelle tenere e deboli manine e i piedini, sarebbero stati spaccati? Quante estasi d’amore godeva Maria nel guardare ed adorare ininterrottamente Dio fatto Bambino; quante notti senza dormire per adorare e vegliare sul Bambino, per coprirLo bene, per sentire se tossiva, per ascoltare il suo Cuoricino che batteva di Amore infinito. Come gioiva nel vedere Gesù muovere i primi passi, quanti insegnamenti ascoltava da Gesù, dalla Sapienza Incarnata, sì, perchè Maria -nella casetta di Nazareth- dal Figlio conobbe tutti quei misteri divini che mente umana non conosce e non immagina.
7) MARIA ADORAVA INCESSANTEMENTE DIO 
Maria ha portato dentro di Sé Dio, Colui che aveva creato Lei. E rimanendo così unita continuamente con lo Spirito di Dio, accrebbe in modo elevatissimo in tutte le virtù. Tutta la Persona di Maria era impegnata ad adorare Dio, solo e sempre adorare Dio. Praticamente, non ci fu momento in cui Maria non adorò Dio, perché, anche quando era impegnata nei lavori, la Mente e il Cuore erano immersi nella contemplazione di Dio.
Maria amava Gesù come Figlio, ma soprattutto come Dio. In Gesù vedeva il Figlio, il suo Creatore e il suo Redentore. Maria conosceva bene Gesù, in Lui tutto era Divino, perché era dotato di poteri infiniti, era il Creatore di tutto, la Sapienza incarnata, eppure... davanti a Lei era un Bambino e anche suo Figlio. L’amore di Maria consolava Gesù, ma pur essendo un amore puro e perfetto che superava quello di tutti i Santi e di tutti gli Angeli, Gesù non rimane mai appagato, vuole che ogni cuore Lo ami con l’amore di cui è capace questo cuore.
A dodici anni Gesù Fanciullo volle rimanere tre giorni nel Tempio per istruire i dottori dell'antica Legge. Maria cominciò a sperimentare come la spada Le penetrava l'Anima e causava dolori che mente umana non potrà mai capire.
Un’anima innamorata di Maria scrive: “Il dolore che hanno avuto e sofferto tutti i Martiri non giunse a quello che Maria SS. sentì in questa occasione. Nè la pazienza, la conformità e la sofferenza di questa Signora ebbero uguali, nè possono averli”.
8) MORTIFICAZIONI DI MARIA
Cosa dire poi della vita di penitenza che conduceva Maria? Eppure, solo Lei non aveva bisogno di fare penitenza, in quanto era l’Immacolata. Sant'Ambrogio è a conoscenza della mortificazione di Maria nel cibo: “Che dire della sua moderazione nei cibi?... Ella concedeva al suo Corpo appena il necessario... Moltiplicava i digiuni. Quando si nutriva, il suo cibo era dei più ordinari, appena sufficiente per tener lontana la morte, mai bastevole a colmare l'appetito”.
Maria è la Vergine dell'equilibrio, perchè il suo Cuore era completamente distaccato dai più piccoli innocenti piaceri umani. La temperanza e la mortificazione furono praticate da Maria come nessuno poteva fare. I consigli evangelici insegnati da Gesù -povertà, castità e obbedienza- furono da Maria vissuti perfettissimamente, con un amore inferiore solo a quello di Gesù, ma immensamente superiore a quello di tutti i Santi. Maria era sulla terra per adorare degnamente la Santissima Trinità.
Ancora Sant'Ambrogio dice: “Cosa c’è di più nobile della Madre di Dio, o più splendente di Colei che fu eletta dallo Splendore stesso, o più puro di Lei, che senza contaminare la purezza del suo Corpo, generò il Corpo del Figlio di Dio? E che dire di tutte le altre virtù? Era umile di cuore, riflessiva, prudente, non loquace, amante della lettura, assidua al lavoro... Soleva cercare, come giudice dei suoi pensieri, non l’uomo, ma Dio”.
9) MARIA IMPRIMEVA OGNI PAROLA E OGNI AZIONE DI GESU’ NEL SUO CUORE
Questa Arca Santa era rimasta per trent'anni col Maestro ad ascoltare i suoi insegnamenti: parole che ricolmavano il suo mitissimo Cuore di Grazia. E la Discepola perfetta, “Maria, conservava tutte queste cose nel suo Cuore”(Lc 2,51).
Dei trentatrè anni trascorsi in terra, Gesù volle stare trent'anni con Maria sua Madre. In Lei trovava quello che Lo deliziava, il puro e vero amore verso di Lui, quell’amore che Gesù continua a cercare in ogni anima. Per tre anni ha istruito gli uomini, mentre per ben trent'anni anni era rimasto con Maria, perché Lei doveva diventare anche la Maestra degli Apostoli e di tutta l’umanità, e così insegnare la dottrina del Figlio come può farlo la Madre della Sapienza, e ripetere sempre a tutti: “Fate quello che Egli vi dirà”(Lc 2,5).
Negli anni della vita pubblica di Gesù, rimane nella casetta, a pregare, ad adorare la SS. Trinità, ad espiare per noi. I Vangeli non parlano dell’unione tra Gesù e Maria durante la vita pubblica del Maestro, ma Ella dal suo nido d’amore era in continua preghiera di impetrazione: chiedeva al Padre di rendere la missione del comune Figlio, semplice e prospera. Rimane nella casetta ad espiare nel nascondimento per rendere buoni e umili i cuori di coloro che avrebbero incontrato il Figlio.
10) MARIA, MADRE DELL’EUCARISTIA
Il giorno prima di essere ucciso, nell’Ultima Cena del Giovedì Santo, Gesù lasciò come vero pegno d’amore, l’Eucaristia, per rimanere come Uomo-Dio in mezzo ai suoi. Nell’istituire il Divin Sacramento disse: “Questo è il Mio Corpo...”(Lc 22,19), e Maria poteva ripetere: “Anche il Mio”. Sì, Gesù nato da Maria ha la stessa Carne e lo stesso Sangue di Maria. Non avendo Gesù padre terreno, tutta la sua Carne è tutta ed unica Carne di Maria. Ella sapeva bene cosa avrebbe fatto Gesù quella sera, e anche qui Maria è Mediatrice. Se tutto ci viene per mezzo di Maria, anche l’Eucaristia ci arriva per il Sì cosciente e pienamente consapevole dell’Annunciazione, da cui scaturì la Maternità Divina. Dire che l’Eucaristia dipende dall’Incarnazione è evidente; affermare che l’Incarnazione trae origine dalla Maternità Divina è logico; che Maria diventò Madre di Dio per il suo libero consenso si predica da due millenni. Quindi l’Eucaristia è il Dono di Gesù all’umanità per mezzo di Maria, per mezzo del Sì di Maria.
Gesù ha donato l’Eucaristia a quelli che L’amavano, e quanto più L’ha donata a Maria? L’Eucaristia è il grazie di Gesù a Maria, è l’inizio della ricompensa alla Signora del Santissimo Sacramento. Solo per Maria, Gesù avrebbe istituito l’Eucaristia, perché solo da Lei riceve amore puro e totale. Solo Lei ha avuto “l’Anima trafitta”(cf Lc 2,35) per i terribili dolori patiti dal Figlio, che nacque per salvare l’uomo, dando la sua vita per molti.
11) STAVA LA MADRE SOTTO LA CROCE
Il Venerdì Santo, il giorno dell’uccisione del Figlio di Dio e di Maria, sotto la Croce troviamo Maria, e lì il Figlio, La fa Madre di tutti noi suoi figli. Non era presente quando il Divin Figlio risuscitava morti, sanava lebbrosi, miracolava storpi, ciechi, malati, o quando cacciava i diavoli dagli indemoniati; no, Maria in quelle occasioni non si mostrava, perché la Gloria doveva andare tutta a Gesù Cristo, il Messia. Al momento della crocifissione, quando anche i miracolati si sono rivoltati contro Gesù, ed è abbandonato anche dai suoi Apostoli, l’Addolorata esce dal “nido” d’amore divino, per partecipare alla terribile Morte di Gesù. E’ la Corredentrice del genere umano, doveva anche Lei stare sul Calvario, per iniziare a morire, di una morte molto più penosa di quella istantanea: è il martirio spirituale.
Maria si mostra pubblicamente accanto a Gesù come vera Corredentrice e vera Mediatrice, solo all'inizio e alla fine della vita pubblica del Figlio, come ad iniziare e suggellare l'opera del Figlio: a Cana e sul Calvario. La vita pubblica di Gesù è racchiusa dalla presenza di Maria. Due momenti in cui Ella agisce come Compagna del Redentore. A Cana ottiene da Gesù il primo miracolo, manifestando la Volontà di Dio, che vuole far passare tutte le Grazie dalle mani di Maria. Sul Calvario, Maria è lì come Vittima unita al Figlio, Vittima per la redenzione di tutta l'umanità. Non si fa vedere Maria dagli altri, nei momenti di Gloria del Figlio, ma rimane accanto a Lui sul Calvario, quando il Figlio è accusato di essere un malfattore, pazzo, indemoniato e bestemmiatore (cf Mt 26,65). Maria è lì, la Pietà che patisce.
Maria è stata Cooperatrice del Redentore, Corredentrice, Compagna inseparabile nelle gioie e nei dolori di Gesù. Ha condiviso tutto con Gesù, anche il calice amaro della sofferenza, accettato, o meglio, voluto da Gesù per la Redenzione di tutti noi.
La forte Fanciulla di Nazareth, sotto la Croce è rivestita dell’armatura della fortezza, e da Maria ciascuno riceva l’armatura perché nella battaglia che ha iniziato, trionfi. “Ciascuno impari da Lei -scriveva San Francesco Antonio Fasani- l’umiltà per combattere la superbia, la pazienza per frenare i flutti delle tribolazioni, la mansuetudine per reprimere l’ira, la modestia per non vantarsi delle proprie azioni, la povertà volontaria per allontanare l’avarizia, la castità per tenersi lontani dalla libidine, l’astinenza per frenare la gola. Da Maria apprenda la carità per sconfiggere l’invidia, il fervore della devozione per annientare l’accidia, la prudenza per non agire stoltamente, la giustizia per non negare quel che spetta a ciascuno, la fortezza per non essere pusillanime, la temperanza per non eccedere, ma mantenersi a freno. Da Maria apprenda la fede, per credere senza titubanza tutto ciò che si deve credere, la fiducia della speranza per non disperare nella salvezza, la carità e l’amore di Dio per amare sopra ogni cosa, in tutto e per tutto lo stesso Dio”.
12) L’ANIMA TRAFITTA DI MARIA
Gesù muore alle tre di Venerdì, Maria sotto la Croce sembrava morta, perchè Le hanno ucciso il suo Bene, il Figlio-Dio, la ragione della sua vita, Colui che L'aveva resa Madre di Dio. L'aveva visto inchiodato alla Croce per tre ore, poi Morto e sepolto. Sulla Croce era irriconoscibile per tutte le torture subite, eppure, solo Maria credeva nella Divinità del Figlio. Tutti dubitavano della Divinità di Gesù quando era appeso in Croce, eppure, Egli aveva risuscitato morti, dato la vista ai ciechi, dimostrato di essere dominatore della natura, dei diavoli e dell'uomo. La sola Maria crede, senza dubitare. Solo Lei ha continuato a credere nel suo Gesù, a sperare nella sua Risurrezione. Gli Apostoli erano fuggiti, gli Angeli si coprivano gli occhi per non vedere questa pietosa scena. Chi potrà mai comprendere l'amore che portava Maria al suo Gesù, Carne della sua Carne, Sangue del suo Sangue, Cuore del suo Cuore? Rimane schiantata dal dolore fino alla domenica della Risurrezione. Il Vangelo dice che per primo Gesù apparve a Maria Maddalena, ma perchè non alla Santissima Madre? Perchè Ella ha proibito agli Evangelisti di scrivere molto su di Lei. Per la sua umiltà, perchè come dice Santa Metilde: “La prima virtù nella quale si esercitò singolarmente Maria, fin dalla sua fanciullezza, fu l'umiltà”. Gesù aveva detto agli Apostoli: “Chi si fa piccolo come un bambino, sarà il più grande nel Regno dei Cieli”(Mt 18,4). E cosa avrebbe dovuto dire Gesù della umilissima Madre? Afferma San Bernardo, che “non vi è stata al mondo Creatura più esaltata come Maria, appunto perchè non vi è stata creatura che si sia umiliata come Maria”. Gesù dichiarò: “Imparate da Me che sono mite e umile di Cuore”(Mt 11,29), e Maria, la perfetta Discepola, non ripete forse a tutti le stesse parole?
L'umilissima Maria non compare la domenica delle Palme, la domenica del trionfo di Cristo, ma sul Calvario è lì, desolata e afflitta come Madre e Sacerdotessa. Ella da sola ha atteso la Risurrezione del Signore quando sembrava che non c'era più niente da sperare. Lei sola ricordava le parole del Maestro: “Distruggete questo Tempio ed Io in tre giorni Lo riedificherò”(Gv 2,19). “Il Figlio dell'Uomo il terzo giorno risusciterà”(Mt 20,19). “Il Figlio dell'Uomo... sarà consegnato ai pagani, schernito, oltraggiato, coperto di sputi e, dopo averLo flagellato, Lo uccideranno e il terzo giorno risorgerà”(Lc 18,31-33). “Così sta scritto: il Cristo dovrà patire e risuscitare dai morti il terzo giorno e nel suo Nome saranno predicati a tutte le genti la conversione e il perdono dai peccati”(Lc 24, 42-43).Gli Apostoli per primi avevano dimenticato queste parole di Gesù, ma Maria le aveva stampate nel Cuore e nella Mente.
13) SOLO MARIA CREDEVA NELLA RISURREZIONE DI GESU’
La gioia esplode nell'Anima di Maria, quando vede per prima Gesù glorioso, Risorto come vero Padrone della vita, che la lascia e la riprende. Poteva Gesù venire meno a quello che aveva promesso? La Fede di Maria è rimasta inalterata, e questa Fede ha dato forza agli Apostoli e ai Discepoli del Maestro. La Liturgia a Pasqua canta: “Regina del Cielo rallegrati, perché Colui che Ti fu dato di portare nel Seno è Risorto. Godi e rallegrati, Vergine Maria, perché il Signore è veramente Risorto. O Vergine rallegrati! Godi Maria, che il Figlio tuo Santissimo è Risorto! Rallegrati Maria! Vive il tuo Figlio! La terra e i cieli esultano, alleluia! Cristo trionfa, e, vincitore degli inferi, regna eterno! Rallegrati Maria!”
Gesù, quaranta giorni dalla Risurrezione sale al Cielo, Maria rimane sulla terra per organizzare la Chiesa di Gesù. La Formatrice dei Santi e Regina degli Apostoli, raduna nel Cenacolo gli Apostoli, Li incoraggia ad essere intrepidi, dona Loro serenità, ripete gli insegnamenti del Maestro, Lei che li aveva tutti stampati nel Cuore e nella Mente. Li ammaestra perchè dovranno andare nel mondo a battezzare e ammaestrare le genti, nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo.
Cinquanta giorni dopo la Risurrezione, per le preghiere di Maria, Gesù invia dal Cielo lo Spirito Santo, che irrompe nel Cenacolo e si posa su Maria e poi sugli Apostoli. Maria Lo riceve con una pienezza unica, perchè era Pura, Immacolata, distaccata da tutto e che amava straordinariamente la Santissima Trinità. Lo Spirito aveva trovato dolce dimora in Maria fin dalla sua Immacolata Concezione e nella Pentecoste discese in Lei in un modo nuovo. Altre Grazie, innumerevoli e indicibili Grazie investono l'umile Maria, che continua ad umiliarsi dinanzi alla Maestà di Dio.
14) MARIA INNALZATA AL DI SOPRA DEI CORI DEGLI ANGELI
Maria, come premio della sua fedeltà e come conseguenza della sua Immacolata Concezione, viene Assunta al Cielo in Anima e Corpo. Dal Cielo Ella veglia senza posa sui figli suoi e continuamente intercede per essi. Non rimane indifferente, anzi, la sua carità verso l’umanità è ricolma di misericordia. Quando era su questa terra pregava per tutti senza conoscere tutti, ma dal Cielo, investita della Gloria eterna, conosce ogni cosa di tutti e prega per tutti. Incoronata Regina in Cielo, Ella governa la Corte Angelica, il creato, gli uomini, tutto dispone e ordina come Sovrana e Condottiera.
La Madonna è la Creatura più amata da Dio, e per ricevere con docilità lo Spirito di Dio, bisogna pregare Maria, la Maestra e Regina degli Apostoli. Maria è una Creatura talmente affascinante, che di Lei si è innamorato lo Spirito Santo e si è quasi Incarnato nella Donna di Nazareth. E' lo Sposo di Maria e agisce in tutte le anime tramite Maria. Lo Spirito Santo vive in Maria in modo perfetto, e per le anime essere visitate da questo Divino Spirito, devono avere Maria, perchè Esso và dove trova Maria.
Dio guarda Maria come la Figlia, Madre e Sposa prediletta. Se Dio perdona ed ama infinitamente il peccatore e lo accoglie come il figliol prodigo, in che modo darà onore a Maria, la Santissima ed Immacolata, la Vergine sempre fedele? Dice il Beato Escrivà, che “Maria è la Creatura che mai pose il più piccolo ostacolo alla Volontà di Dio”.
Cornelio A Lapide rivela che, “tra la creazione di Cristo e della Vergine Maria c'è un'intima correlazione: da un lato Dio non volle che il Figlio e sua Madre nascessero se non in questo universo, dall'altro non volle che questo universo esistesse senza il Figlio e la Vergine. C'è di più: è precisamente per Loro due che lo ha creato”. “Nei pericoli di peccare -esorta San Bernardo-, nelle tue afflizioni, nei dubbi di ciò che devi risolvere, chiama Maria che ti soccorra. Il suo potente Nome non parta mai dalla tua bocca”. San Bonaventura dice che “il Nome di Maria non può nominarsi senza che chi lo nomina non ne riceva qualche Grazia”. Per San Germano “il Nome di Maria è il respiro della vita”.
15) POTENTISSIMO NOME DI MARIA
 “O Maria -afferma Riccardo di San Vittore-, il Padre Ti diede un Nome che dopo quello di Gesù è superiore ad ogni altro nome, affinchè nel tuo Nome ogni ginocchio si pieghi in Cielo, in terra e nell'Inferno”. E l'Abate Francone continua: “Dopo quello di tuo Figlio il Cielo e la terra non conoscono altro nome così pieno di Grazia, di speranza e di dolcezza”, perchè, afferma Tommaso da Kempis, “i demoni temono la tua potenza e, udito il tuo Nome, fuggono come un fuoco divoratore”. E' vero, il solo pronunciare il Santo Nome di Maria mette terrore a tutti i diavoli. Dice San Antonio da Padova: “Esso, come il Nome di Gesù, è una gioia per il cuore, un favo di miele per la bocca, una deliziosa melodia per l'orecchio”. “Il suo ricordo rallegra gli afflitti, riscalda i tiepidi e richiama gli erranti sul sentiero della salvezza” sostiene Landolfo di Sassonia.   
Il Santo Curato d'Ars predicava: “Lassù in Cielo Maria Santissima è l'infaticabile Dispensiera delle divine Grazie agli uomini bisognosi”. Gersone e Sant'Alfonso attestano che “è dottrina predicata da tutti i Santi che nessuna Grazia ci viene dal Cielo se non passa per le mani di Maria”. “Per mezzo di Lei, e di Lei sola, discese dal Cielo tutta la Grazia che venne nel mondo”, afferma San Antonino.
Mentre San Bonaventura pensando al trapasso dei vivi, sostiene che “nessuno entra in Cielo se non passa per Maria come attraverso a una porta”. Continua San Germano: “Nessuno si salva nè ottiene misericordia se non per Te, o celeste Signora”. Per cui il Suarez poteva affermare che “Maria è così potente presso Dio che esser suo devoto è un pegno di predestinazione”.
Dopo Gesù, Colei che Lo ha generato e cresciuto, Maria di Nazareth, è una Creatura speciale, più pura, più santa, più umile, più alta di tutte le creature celesti e terrestri. È la Madre dell'Amore, che ama intensamente tutti. Lei pensa sempre ai suoi figli, a tutti noi, piccoli e deboli e ci vuol trasformare in Gesù.
dal libro Maria Madre di Dio

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