Perché si battezzano i bambini?

di Ferdinad Krenzer
 
1. Nel caso del battesimo degli adulti, com’era in uso all’epoca di Cristo, e com’è regola ancor oggi in terra di missione, questa successione di ordine viene mantenuta. In tal caso la volontà di ricevere il battesimo e la fede sono la premessa a che il battesimo sia impartito dalla Chiesa. Persino il battesimo dei bambini - salvo che in punto di morte - non può essere amministrato, senza che ne sia garantita l’educazione cristiana. In tal caso la fede dei genitori interviene in rappresentanza del bambino. Dalle parole addotte dalla S. Scrittura, questa possibilità non può essere esclusa. Ivi infatti non deve considerarsi impegnativa la successione temporanea (prima la fede, poi il battesimo), ma piuttosto il legame tra atto interno e compimento esterno. La fede da sola non è sufficiente; occorre che si aggiunga l’incorporazione della Chiesa. E nemmeno il solo battesimo salva l’uomo che abbia raggiunto l’uso di ragione; il cristiano deve professare con fede il suo battesimo, altrimenti il versamento dell’acqua su di lui non gli giova a nulla. Egli deve anche «camminare nella nuova vita».
2. Il fatto che la fede dei genitori e il desiderio del battesimo espresso dai padrini in rappresentanza della fede del bambino possa sussistere, deriva dalla considerazione che il battesimo è una rinascita, secondo il Nuovo Testamento, vale a dire una nuova generazione. Ma anche la vita fisica è stata data al figlio senza il suo consenso. Per altro verso però il tralasciare il battesimo sarebbe una predecisione dei genitori per il bambino, così come il conferirglielo. E come il peccato originale viene contratto dall’uomo senza una sua personale decisione, così anche per la prima grazia non è assolutamente indispensabile una decisione umana. Si deve osservare che anche in altre circostanze i genitori prendono impegni per il bambino, ad esempio, nel trasmettergli la lingua, nell’imporgli un certo comportamento nella comunità civile. Essi influiscono sulla formazione del suo carattere, della sua mentalità e del suo sviluppo psicologico. I bambini, si sa, sono immaturi e perciò devono essere introdotti nella vita. È questa una prova di quanto noi uomini siamo legati tra di noi. Noi siamo una comunità con lo stesso destino; nessuno da solo è autosufficiente di fronte alla vita. Nello stesso tempo è messa in evidenza la grande responsabilità e il compito educativo dei genitori. In maniera analoga stanno le cose per la fede. Anche qui uno deve preoccuparsi dell’altro. Anche in questo caso è compito dei genitori gettare le basi innanzitutto col battesimo.
3. Questo deriva ancor più chiaramente dal fatto che, nel battesimo, a dire il vero, per prima cosa viene comunicata la capacità di credere, non necessariamente la pienezza della fede, così come il bambino, con la nascita, possiede già la facoltà dell’intelletto, ma non ne possiede ancora l’uso. Questa attitudine alla fede (o fede in germe) deve essere ad ogni modo donata da Dio, precede tutta l’opera dell’uomo e persino il consenso a una determinata verità di fede; proprio come la vita, che, prima di potersi sviluppare, deve essere donata. Di fronte a questo carattere di gratuità della grazia, l’adulto sta esatta-mente, come il bambino incapace di ragionare, con le mani vuote.
I padrini del battesimo, con il loro ufficio, si assumono l’impegno per la futura educazione cristiana del battezzando. Essi sono, per così dire, i suoi genitori spirituali. In sua vece hanno pronunciato la professione di fede e devono pertanto provvedere a che egli viva in conformità di quella. In caso di necessità, devono sostituirsi ai genitori in ciò che questi non possono compiere. Essi sono qualcosa di più che dei semplici testimoni dell’atto del battesimo; onde confina con l’irresponsabilità la scelta, per motivi esteriori, di padrini religiosamente indifferenti. Ma anche una fede diversa dei padrini non consente a questi di assumersi un incarico così delicato, non potendosi ovviamente richiedere ad essi di addossarsi la responsabilità dell’educazione cattolica del loro figlioccio. Possono invece essere ammessi come secondi padrini o padrini onorari.
 

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