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PERCHÉ IL MAGISTERO È L’INTERPRETE AUTENTICO DELLA PAROLA DI DIO?

dal Catechismo della Chiesa Cattolica, numero 85

“L’ufficio di interpretare autenticamente la Parola di Dio scritta o trasmessa è stato affidato al solo Magistero vivente della Chiesa, la cui autorità è esercitata nel nome di Gesù Cristo”, [Conc. Ecum. Vat. II, Dei Verbum, 10] cioè ai Vescovi in comunione con il successore di Pietro, il Vescovo di Roma.

Commento di Padre Giulio Maria Scozzaro

Sono parole chiare ed inequivocabili, che esprimono l’affidabilità del Magistero, la fiducia tutta soprannaturale che bisogna riporre nel suo insegnamento. La radice di questa affermazione sta nelle parole che Gesù disse a San Pietro e con le quali lo insignì del Primato. Se crediamo a Gesù, se il Vangelo è per noi vera Parola di Dio, dobbiamo accettare tutto quello che contiene. È improbabile che Gesù lasciasse la libertà di interpretazione della sua Parola a tutti, così che ognuno si creasse una propria chiesa, un proprio credo e una propria religione. Per esempio, tra i Protestanti ci sono migliaia di Chiese, proprio perché ognuno si sente libero di interpretare le Scritture. Gesù Uomo-Dio, che non lascia niente al caso, ha voluto che solo il Magistero autentico della Chiesa Cattolica interpretasse infallibilmente la Parola di Dio scritta o trasmessa dalla Santa Tradizione. Chi vuole seguire correttamente e fedelmente Gesù, è chiamato ad obbedire al Magistero della Chiesa Cattolica, non può ignorare i pronunciamenti di Chi Gesù ha lasciato qui sulla terra come suo Vicario con il compito di confermare, di legare e sciogliere. Sappiamo molto bene che Gesù mentre ci chiede di diventare Suoi discepoli, ci chiede anche di rinnegarci (cf Mt 16,24). Chi vuol seguire fedelmente Gesù è chiamato alla non facile prova di mettere da parte le proprie opinioni, le proprie idee che contrastano il Vangelo, il proprio modo di schematizzare la personale e l’altrui esistenza. Comprendo un cattolico che subisce tentazioni contro la propria Fede, ma non capisco come si creda ad un proprio pensiero più del Vangelo e del Magistero della Chiesa. È sbagliato dare credito ad ogni pensiero che arriva alla mente, e bisogna confrontarlo con il Catechismo della Chiesa Cattolica. C’è chi si ritrova nella propria mente certi pensieri, certe innovazioni e vorrebbe che anche gli altri li seguissero. Ma così eliminiamo il Vangelo e Gesù non vuole questo. Se si seguissero con il cuore gli insegnamenti di Gesù, diventerebbe facile rinnegarsi e dare ai propri pensieri una corretta canalizzazione verso l’unica Verità, che è Gesù Cristo. “Chi vuol venire dietro di Me, rinneghi se stesso…” (Mt 16,24), cioè, faccia morire il suo orgoglio, le sue opinioni e la sua idea dominante di protagonismo, e diventare umile come Gesù, che ha detto: “Chiunque si esalta sarà umiliato, e chi si umilia sarà esaltato” (Lc 14,11). C’è chi cerca la gloria tra gli uomini e non avrà quella di Dio; c’è chi pensa solo alla gloria che verrà nel Paradiso e rifiuta ogni forma di gloria terrena, che si acquista -purtroppo- coi compromessi e svendendo l’Amore di Dio. Alle volte anche per meno di trenta denari.

Tags: magistero

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