POLITICI CATTOLICI, NON VOTATE LEGGI CONTRO NATURA
 
Con un documento limato nei mesi scorsi, dal titolo 'Sacramentum Caritatis' e che si riferisce ad un'assemblea di vescovi tenuta nell'autunno del 2005, Papa Ratzinger e' tornato a polarizzare la scena politica italiana e il convulso dibattito sui 'Dico', il ddl governativo sui diritti del conviventi.
Nel testo presentato in Vaticano, domina infatti l'esortazione a politici e legislatori cattolici ad essere coerenti con il Sacramento dell'Eucarestia, e dunque a non votare leggi che vadano contro la 'natura umana' o che destabilizzino “la famiglia fondata sul matrimonio tra uomo e donna”.
Parole lette immediatamente in chiave interna italiana anche se, con ogni probabilità, destinate alle classi dirigenti cattoliche di tutto il mondo. Il documento del Papa , un libretto di 130 pagine nella sua edizione italiana, è un'esortazione “post-sinodale”, ossia sintetizza e rilancia le linee-guida definite da un sinodo dei vescovi dedicato all'Eucarestia, il sacramento centrale della dottrina cattolica, «Sacramentum caritatis», il sacramento dell'amore.
Tutto -scrive Benedetto XVI- deve essere ricondotto alla “coerenza eucaristica”. Ciò vale per la politica, i comportamenti e le scelte sociali, ma anche per la liturgia e i riti della Chiesa. Nella celebrazione della messa, il Papa chiede di tornare al rispetto della tradizione, senza tuttavia rinnegare la riforma liturgica di Paolo VI e del Concilio Vaticano II; consiglia un maggiore uso del latino, del canto gregoriano, dei ritmi e dei silenzi dell'antichità, contro gli sbandamenti e il vocio assembleari. Ribadisce il valore del celibato per la Chiesa latina e ripete che per i divorziati risposati non vi è possibilità di accostarsi alla Comunione se non rinunciando al sesso.
CATTOLICI DIFENDANO DIGNITA' UMANA E FAMIGLIA - Nel paragrafo più politico del documento, il numero 83, Benedetto XVI sottolinea la necessità, da parte di tutti i cattolici, e in particolare di quelli che ricoprono ruoli pubblici, di dare “pubblica testimonianza della propria Fede”. Soprattutto quando è il momento di prendere “decisioni in proposito di valori fondamentali” e per “la promozione del bene comune in tutte le sue forme”. Ci sono “valori non negoziabili”, come “il rispetto e la difesa della vita umana, dal concepimento fino alla morte naturale” e “della famiglia fondata sul matrimonio tra uomo e donna”. I Vescovi sono “tenuti a richiamare costantemente” tali valori dato che “ciò fa parte della loro responsabilità nei confronti del gregge loro affidato”.
LATINO E CANTO GREGORIANO TORNINO NELLA MESSA - Nella parte più liturgica del documento, Papa Ratzinger si sofferma sul latino, lingua che può servire ad “esprimere meglio l'unità e l'universalità della Chiesa”, anche se da usare accanto agli idiomi nazionali e in sintonia con le direttive del Concilio Vaticano II. Per quanto riguarda il gregoriano, “in liturgia non possiamo dire che un canto vale l'altro”. Per questo, occorre “evitare la generica improvvisazione o l'introduzione di generi musicali non rispettosi del senso della liturgia”. Il card. Angelo Scola, patriarca di Venezia, nel presentare stamane in Vaticano il documento pontificio, ha commentato che “l'esortazione di Benedetto XVI coglie la necessità di equilibrare meglio la dimensione orizzontale dell'assemblea eucaristica con quella verticale, derivata dal suo significato divino più profondo”.
NO A COMUNIONE PER DIVORZIATI RISPOSATI - Benedetto XVI ribadisce che la prassi della Chiesa è di “non ammettere” al Sacramento dell'Eucarestia i divorziati risposati. E questo a causa “del loro stato e la loro condizione di vita” che “oggettivamente contraddicono quell'unione di amore tra Cristo e la Chiesa che e' significata ed attuata nell'eucarestia”. L'unica via per accedere alla comunione per le coppie di divorziati risposati e' quella di vivere “come fratelli e sorelle”.