Enormi sono le responsabilità di chi, calpestando il pudore nel modo di vestirsi o negli atteggiamenti, dà scandalo al prossimo.
I primi responsabili
Sulla “Rivista internazionale delle Società Segrete” troviamo la spiegazione di quanto sta avvenendo sotto gli occhi di tutti; sono parole tanto chiare quanto diaboliche: “La religione non teme la punta del pugnale, ma può cadere sotto il peso della corruzione. Non stanchiamoci quindi di corrompere. Rendiamo popolare il vizio nelle moltitudini: bisogna che lo respirino i cinque sensi, che lo bevano, che ne siano sature. Fate dei cuori viziosi e non avrete più cattolici”.
In altre parole: per distruggere
1) “Corrompete la gioventù; allontanatela dalla religione; fissate la loro attenzione sul sesso; lasciateli diventare superficiali; distruggete il loro idealismo; provocate con ogni mezzo il crollo delle virtù morali, dell’onestà, della purezza” (Manuale per i comunisti della Florida).
2) “Il nostro compito è di promuovere l’ondata della pornografia e di presentarla con simpatia come il fine supremo della libertà artistica” (Parola d’ordine del Partito Comunista Italiano).
3) “Se vogliamo distruggere una nazione, dobbiamo prima distruggere la sua morale; poi ci cadrà in grembo come un frutto maturo. Svegliate l’interesse della gioventù per il sesso e sarà vostra” (Lenin).
4) “Abrogate tutte le leggi contro l’oscenità. Distruggete il senso morale diffondendo la pornografia nei libri, nei periodici, nei cinema, alla radio e in televisione. Presentate le degenerazioni sessuali come normali, naturali, favorevoli all’equilibrio psichico e igienico. Distruggete la famiglia, favorendo le unioni libere e il divorzio” (Direttive impartite ai comunisti degli Stati Uniti).
5) “Quando l’uomo sarà divenuto un essere che striscia, che grugna e salta sulla femmina, e voi continuerete soltanto ad accarezzare il suo sesso e a scatenare la bestia che è in lui, allora il porcile diventerà un macello. La carne che offrite nelle vostre riviste illustrate è buona tutt’al più ad essere venduta, schernita, torturata, uccisa e bruciata” (Jean Cau, scrittore francese).
6) “La prima conquista da fare è la conquista della donna... La donna deve essere liberata dalle catene della Chiesa e della legge... Per abbattere il Cattolicesimo, bisogna cominciare col sopprimere la dignità della donna; la dobbiamo corrompere assieme alla Chiesa. Diffondiamo la pratica del nudo: prima le braccia, poi le gambe, poi tutto il resto. Alla fine la gente andrà in giro nuda o quasi, senza più battere ciglio. E, tolto il pudore, si spegnerà il senso del sacro, s’indebolirà la morale e morirà per asfissia
7) “Abbiamo associato giovinezza, musica, sesso, droga e rivoluzione con tradimento: è molto difficile andare oltre” (Jerry Rubin, rivoluzionario americano).
Danni sociali
L’impurità non causa solo danni alle anime e nell’eternità, ma provoca forti scosse e gravissimi danni anche nel tempo e nella vita sociale.
1) Danni alla vita dì relazione. “La liberalizzazione sessuale invece di dare leggerezza e felicità ai giovani e ai ragazzi, li ha resi infelici, chiusi, e di conseguenza stupidamente presuntuosi e aggressivi”. Ha detto questo uno che di sesso se ne intendeva: Pier Paolo Pasolini, il quale con i suoi libri e i suoi films, ha contribuito e non poco a spalancare le porte all’immodestia e alla lussuria. Per la persona immodesta gli altri non contano, non importa se dal suo abbigliamento qualcuno ne riceve disagio, provocazione e danno: l’egoismo è la sua legge!
2) Danni alla salute. L’impurità oggi è diventata anche “paura”, perché circola tra i “galoppini del sesso” la paura dell’A.I.D.S.: l’ultimo regalo di “mamma Lussuria”, perché anch’essa ha stretti legami di parentela con l’indecenza, perché nella maggior parte dei casi nasce dalla lussuria che è la figlia prediletta dell’indecenza.
3) Violenza sulle donne. un problema questo che non solo non accenna a diminuire, ma è in costante e forte crescita. Da anni si assiste a un crescendo vertiginoso di stimoli e di provocazione all’istinto sessuale:
è un vero e proprio bombardamento. Certo questo non giustifica chi fa violenza alle donne. Ci sono in giro persone deboli di testa e di volontà, ci sono in giro maniaci, malati, violenti e perversi di ogni risma, tutta gente senza scrupoli. E chi si ostina a ignorare questo dato lo fa... a suo rischio e pericolo. Purtroppo, anche in questo campo, ci sono vittime del tutto innocenti. Ma chi le aggredisce è ‘solo l’ultimo anello di una catena di responsabili, o meglio di... “irresponsabili”.
Colpevoli di quelle violenze sono anche tutti coloro, uomini e donne, che hanno contribuito, in un modo o nell’altro, a fare del sesso... il “dio” del nostro tempo.
4) La piaga degli aborti. Il problema dell’aborto è complesso, ma chi può negare che anche tra aborto e indecenza ci siano stretti legami di parentela? La scala è sempre la stessa: primo gradino, l’indecenza; secondo gradino, l’impurità; terzo gradino, la morte per aborto di un bimbo innocente!
5) La giustizia di Dio sul mondo. Ascoltiamo S. Paolo (Ef. 5,3-6): “Quanto alla fornicazione e a ogni specie di impurità... neppure se ne parli tra voi, come si addice ai santi; lo stesso si dica per le volgarità, insulsaggini e trivialità: cose tutte sconvenienti... Nessun fornicatore o impuro... avrà parte al regno di Cristo e di Dio. Nessuno vi inganni con vani ragionamenti: per queste cose infatti piomba l’ira (cioè la giustizia) di Dio su coloro che gli resistono”; (Col. 3,5-6) “Mortificate quella parte di voi che appartiene alla terra: fornicazione, impurità, passioni, desideri cattivi.., cose tutte che attirano l’ira di Dio su coloro che disubbidiscono”.
San Giovanni, il prediletto di Gesù, l’Apostolo della dolcezza e dell’amore dice (Gv. 3,36): “Chi non ubbidisce al Figlio (di Dio) non vedrà la vita, ma l’ira di Dio incombe su di lui”.
Fuori di dubbio che gli spudorati e le spudorate di tutto il mondo, ma particolarmente quelli del mondo cristiano e più ancora quelli dell’area cattolica, rientrano in quella massa di ribelli che non ubbidiscono al Figlio di Dio e perciò... anche su di loro incombe l’ira di Dio!
Il castigo fatto piovere sulle città di Sodoma e Gomorra insegna (cfr. Gen. 19, 1-29). E quelle città avevano, rispetto a noi, meno colpe e più attenuanti: meno colpe, perché i loro peccati non erano amplificati a livello planetario, come avviene oggi con il cinema e la televisione; e più attenuanti, perché quei poveri disgraziati non avevano conosciuto Cristo; molti di noi invece, pur avendolo conosciuto e pur dicendo di amarlo... gli sputano in faccia senza rimorsi con la loro vita da suini!».
Concludiamo con qualche riflessione di Don Dolindo Ruotolo e Don Giuseppe Tomaselli, due santi Sacerdoti morti di recente. «Il mondo corre ormai follemente verso l’impurità più sfacciata. La moda ha l’intento di ostentare la carne e quindi tende sempre più a spogliare. Le donne prendono a modello del loro abbigliamento le peggiori sgualdrine del cinema e del televisore. Non si riesce a capire come queste donne possano credersi senza colpa grave, quando è chiaro a tutti che le loro esibizioni fanno nascere cattivi pensieri, inducono a peccati di desiderio, spingono alle peggiori degradazioni, favoriscono la tentazione all’adulterio, causando la rovina di tante famiglie.
Donna senza pudore credi di piacere agli uomini? Tutt’altro! Ti corrono dietro per prendersi giuoco di te: Sognano l”usa e getta” e tu nemmeno lo sospetti; ti lodano a parole, ma in cuor loro ti disprezzano; fingono d’essere affascinati dalla tua bellezza, ma non ti sposerebbero mai, mentre tu ti illudi di “trovare un buon partito”; parlano tra di loro di te, chiamandoti con titoli vergognosi, e tu ti illudi che siano ammaliati dal tuo fascino. L’ammirazione che fingono dì avere per te è puramente sensuale e ti guardano come un “oggetto di piacere” e ti disprezzano uguagliandoti alle prostitute.
Quando l’uomo era innocente, prima del peccato originale, non aveva bisogno di coprire il suo corpo, perché tutto in lui era così ordinato e così elevato in Dio che la grazia lo ammantava di splendore e la sua stessa carne traspirava innocenza. Dopo il peccato, Dio misericordiosamente lo rivestì, perché la povera mente dell’uomo, annebbiata e sconvolta, e il suo povero cuore, deviato dal proprio fine, fossero aiutati a non concentrarsi sulla materia. Lo sguardo dell’uomo, che aveva ormai smarrito l’immensità del cielo e si era concentrato sulla propria vita terrena, sarebbe stato sconvolto dalla visione del corpo, per cui Dio volle che il corpo fosse coperto (Gen. 3,21): “Il Signore Dio fece all’uomo e alla donna tuniche di pelli e li vestì”».
Dio veste la sua creatura e Satana la spoglia, perché, essendo spirito immondo, prova gioia in tutto ciò che è degradante. Una donna scandalosa porta il segno della più disgustosa schiavitù, perché non obbedisce a Dio, suo Creatore e Padre, ma ubbidisce a Satana, suo acerrimo nemico, e ai vili manovratori della moda che le impongono ciò che vogliono. La moda immodesta ti rende praticamente la donna di tutti, gli sguardi avidi degli uomini si posano su di te con desideri impuri, così che tu diventi come una donna di strada, offrendoti per colpa tua allo sguardo torbido di uomini viziosi, e torni a casa carica di colpe e di iniquità, perché tutti gli sguardi dati a te con malizia sono peccati che si commettono. Tali peccati sono imputabili a chi ti guarda, ma prima di tutto e più di tutto sono imputabili a te, che ne sei la causa volontaria.
Un giorno, quando la morte ti strapperà dal mondo e comparirai davanti al Giudice divino per essere giudicata, toccherai con mano le colpe che gli uomini avranno commesso nel vederti vestita in maniera indecente e tu stessa ne sarai inorridita per i tuoi scandali. La moda non ha come fine il giusto risalto della bellezza della creatura di Dio, ma il trionfo dei sensi; continua a cambiare non tanto per la varietà, quanto per fermare l’occhio su una particolare attrattiva del corpo, perché una donna che comincia gradatamente a svestirsi, non si ferma che quando non ha più nulla da togliersi.
La donna dovrebbe ricordare spesso le sagge parole del Papa Pio XI: «Quando pensate al vostro abbigliamento, pensate anche, o donne, a come vi ridurrà la morte».
Tutto passa ma l’anima sopravvive alla morte e vivrà per sempre, dunque bisogna preoccuparsi principalmente della sua salvezza eterna. Un corpo curato peccaminosamente in vita, sarà un corpo obbrobrioso nella resurrezione. E chi vuole essere così insensato da profanarlo in vita per sfigurarlo e farlo soffrire in eterno?
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