Il porno non fa più arrossire

I ragazzi non recepiscono più il mondo della pornografia come qualcosa di cui vergognarsi
di Emanuela Di Pasqua
 
Talvolta la seguono, altre volte la ignorano completamente, ma in ogni caso la pornografia non scandalizza più, né fa arrossire o parlare i teenagers. Semplicemente ci sono abituati poichè, come sostiene l’autore di uno studio di imminente pubblicazione Jason Carroll, sono nati nell’era del pocket porno, vale a dire del porno tascabile che circola su internet e sui telefonini, il porno a portata di mano, che quasi finisce per annoiare e che è diventato a detta dei ragazzini «un modo come tanti di esprimere la sessualità».
COME CAMBIANO I TEMPI - Un modo di vederla molto diverso dalla generazione precedente, che invece giudica la pornografia come inopportuna: solo il 37 per cento dei padri e il 20 per cento delle madri è infatti d’accordo con il punto di vista dei figli. Jeffrey Arnett, direttore del Journal of Adolescent Research, spiega la percezione giovanile considerando il ruolo svolto negli ultimi dieci anni da Internet, che ha fatto circolare con maggior disinvoltura contenuti e immagini hard che prima venivano diffusi solo in circuiti particolari.
MASCHI E FEMMINE – Le differenze di genere però esistono sempre e la pornografia conferma una matrice essenzialmente machista, come conferma l’autore della ricerca, specializzato in scienze sociali alla Brigham Young University. Secondo lo studio realizzato su 813 studenti di college appartenenti a sei scuole differenti americane, nonostante il porno non faccia arrossire quasi nessuno tra i giovanissimi, i maschi continuano a visitare siti hard e ad accedere spesso e volentieri a materiali porno, mentre le femmine sono meno interessate all’argomento. L’86 per cento dei ragazzi ha avuto accesso durante lo scorso anno a materiali pornografici e uno su cinque lo fa circa tutti i giorni. Solo il 31 per cento delle ragazze per contro si è soffermata su immagini, riviste o siti hard e un rosicchiato 3,2 per cento lo fa settimanalmente o quotidianamente. Chiaramente lo studio evidenzia un cambiamento di percezione quando l’adolescente ha una relazione stabile e importante e in questo caso il livello di tolleranza verso i comportamenti del partner nei confronti del porno scende inesorabilmente.
RACCOMANDAZIONI – Non mancano nell’analisi di Jason Carroll alcune raccomandazioni quasi paterne: i ragazzi devono stare attenti a non esagerare, poiché è frequente che gli utenti affezionati di porno abbiano comportamenti più border line nella vita e rischiosi per la salute, come l’elevata promiscuità sessuale e l’abuso di sostanze alcoliche e stupefacenti. E poi ci sono gli incontri pericolosi, specie sul web. E gli adolescenti, si sa, pur se smaliziati e disincantati, sono ancora piccoli e vulnerabili rispetto alle insidie del mondo adulto. Anche se non lo sembrano.

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