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Riconosci il tuo destino

La vita dell’uomo è come il fiore del campo che spunta al mattino e appassisce la sera (cf Sal 89, 5-6). L’uomo nasce, vive e muore. Il suo destino è l’eternità. La sua vita è così poco considerevole da non sembrare che un sogno.
Stolto è colui che non orienta la sua vita verso il proprio destino e vive come se non dovesse morire, come se dovesse rimanere per sempre sulla terra.
Nella vita ti poni tanti problemi e forse trascuri di pensare al tuo vero problema: quello del tuo destino. Fra tutti gli stordimenti e le distrazioni della vita sei solo davanti al tuo destino.
Non sei creato per il tempo ma per l’eternità; sei destinato a partecipare alla immutabilità ed eternità di Dio. Scopo del tempo è quello di prepararsi alla beatitudine eterna.
Quando Dio ti ha chiamato a esistere a sua immagine e somiglianza (cf Gn 1, 26-27) ha seminato nel tuo animo l’aspirazione all’infinito e all’eterno.
Sei capace di Dio, e perché ti appaghi delle Creature? Puoi aspirare all’eternità, e perché ti attacchi a oggetti passeggeri? Riconosci il tuo destino. Dio ti ha promesso la vita beata senza fine con gli angeli, l’eredità incorruttibile, la gloria eterna, la dolcezza del suo volto, la dimora santa nei cieli, e, dopo la risurrezione, la fine del timore della morte.
Quando tu avrai conseguito queste promesse avrai raggiunto il fine per cui sei stato creato, ti inabisserai nel sommo bene che è Dio, conoscerai quello che egli conosce, amerai quello che egli ama e godrai quello che egli gode; il tuo cuore sarà colmo di felicità, non cercherai più nulla, non domanderai più nulla. E così ti perderai nell’eternità. La tua vita è come l’acqua del fiume, che trova riposo solo nel mare della felicità eterna.
Quanto è fuggevole la gioia che l’uomo cerca di spremere dagli avvenimenti e dalle cose! È solo una pallida immagine di quella gioia che non avrà tramonto. Tutto ciò ti allieta sulla terra è un’ombra, la realtà è in cielo.
La gioia che provi quando Dio ti mette a parte dei suoi segreti, non è che una piccola goccia, caduta da quel rigonfio torrente di delizie che ti sta preparando nei cieli. Mentre assisti giorno per giorno al disfacimento del tuo corpo, tua abitazione sulla terra, sappi che riceverai un’abitazione eterna (cf Lc 16, 9). Sulla terra ti agiti in una piccola goccia d’acqua, finché in cielo entrerai nell’oceano della vita di Dio. Beato te, se cercherai di vivere fin d’ora nell’oceano di questa vita! Il pensiero del tuo destino eterno ti sarà pure di grande conforto nelle avversità.
Non cercare una effimera ricompensa terrena; il tuo cuore sia rivolto a ciò che è eterno. Solo questo possesso soddisferà pienamente e per sempre le tue aspirazioni.
Come la fiamma tende sempre in alto, così tenda a Dio tutta la tua vita. I santi, più di ogni altro, hanno vissuto la realtà della vita, ritenendola un puro passaggio verso il cielo.
Stolti e insensati gli uomini, che non pensano al cielo e vivono come se fossero creati solo per fabbricar case, piantar alberi e accumular denaro!
Per parte tua tieni sempre presente la rapidità con cui tutto finisce. Vivi per le realtà perenni e i valori autentici, anche se sarai ritenuto stolto da chi non ha la vera sapienza.
Oh! Quale grande disegno di amore ha Dio sopra di te! Vedi l’uccello dell’aria? Egli non sa perché vive. Giunto alla sera della sua esistenza, tutto è finito per lui. Non così è per te. Tu sai perché vivi, e la sera della tua giornata terrena ne apre una eterna nel cielo.
Il tempo è breve, l’eternità è alle porte. Provvediti in vita di quei beni che non perderai con la morte. Quale fortunato commercio è mai il tuo! Con le cose temporali compri le eterne.
Indicami, o Signore, il mio posto nel mondo. Fa’ che di niente io goda o mi dolga, se non di ciò che a te mi avvicina o da te mi allontana. Che io disprezzi tutte le cose caduche e mi siano care tutte le cose eterne. Mi disgusti ogni piacere dove tu sei assente, e nulla desideri di ciò che è fuori di te.

Tags: Destino

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