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Visioni della Beata Giacinta di Fatima

Nel poco tempo passato sulla terra dopo le apparizioni, e anche nel periodo da esse abbracciato, Francesco e Giacinta, ma soprattutto questa ultima, ebbero separatamente diverse visioni. Riferiremo ora le principali, che sono quelle di Giacinta. “Vidi il Santo Padre ...”.
Una volta, circa a mezzogiorno, presso il pozzo della casa dei genitori di Lucia, Giacinta chiese a Lucia:
- “Non hai visto il Santo Padre?”
- “No”.
- “Non so come è andata, ma ho visto il Santo Padre in una casa molto grande, in ginocchio davanti a un tavolo, piangente con le mani sul viso; fuori dalla casa vi era molta gente e alcuni gli tiravano pietre, altri gli
lanciavano imprecazioni e gli dicevano molte brutte parole. Povero Santo Padre, dobbiamo pregare molto per lui!”. (Cfr. “Memórias” III, p. 229; G. De Marchi, p. 117; W. T. Walsh, p. 143; L. G. da Fonseca, p. 152).
Una sera dell'agosto 1917, mentre i veggenti erano seduti sulle rocce del colle del Cabeço, Giacinta si mise improvvisamente a recitare la preghiera loro insegnata dall'Angelo, e dopo un profondo silenzio disse alla cugina: - “Non vedi tante strade, tanti sentieri e campi pieni di gente che piange perché ha fame e non ha niente da mangiare? E il Santo Padre in una chiesa, che prega davanti al Cuore Immacolato di Maria? E tanta gente che prega con lui?” (Cfr. “Memórias” III, p. 228; G. De Marchi, p. 117; W. T. Walsh, p. 142; L. G. da Fonseca, p. 152).
Un giorno, in casa di Giacinta, Lucia la trovò molto pensierosa e le chiese:
- “Giacinta, a che cosa stai pensando ?”
- “Alla guerra che deve venire. Deve morire tanta gente! E va quasi tutta all'inferno! Devono essere distrutte molte case e devono morire molti sacerdoti. Vedi, io vado in Cielo, e tu, quando vedrai di notte la luce che
quella Signora ha detto che viene prima, vienici anche tu”. (Cfr. “Memórias” III, p. 228; G. De Marchi, p. 280; W. T. Walsh, p. 144;L. G. da Fonseca, p. 179).
 
Ultime visioni di Giacinta
Alla fine dell'ottobre 1918, Francesco e Giacinta si ammalarono, quasi nello stesso tempo. Andando a fare loro visita, Lucia trovò Giacinta al sommo della gioia. Ella gliene spiegò la ragione:
“La Madonna ci è venuta a trovare, e ha detto che molto presto viene a prendere Francesco per portarlo in Cielo. E a me ha chiesto se volevo convertire ancora altri peccatori. Le ho detto di sì. Mi ha detto che sarei
andata in un ospedale, e che là avrei sofferto molto. Di soffrire per la conversione dei peccatori, in riparazione dei peccati contro il Cuore Immacolato di Maria e per amore di Gesù. Ho chiesto se tu saresti venuta
con me. Mi ha detto di no. Questo è quello che mi spiace di più. Mi ha detto che mi ci porterà mia madre e che poi resterò là da sola!” (Cfr. “Memórias” I, p. 70; G. De Marchi, p. 268; W. T. Walsh, p. 243; L. G.da
Fonseca, p. 169.)
Durante la malattia dei due veggenti, Lucia faceva loro visita di frequente. Allora conversavano a lungo sugli avvenimenti di cui erano stati protagonisti. Trascriviamo alcune osservazioni di Giacinta:
“Ormai mi manca poco per andare in Cielo. Tu resti qui per dire che Dio vuole stabilire nel mondo la devozione al Cuore Immacolato di Maria. Quando sarà il momento di dirlo, non nasconderti, dì a tutti che Dio ci concede le Grazie attraverso il Cuore Immacolato di Maria, di chiederle a lei, che il Cuore di Gesù vuole che, al suo fianco, si veneri il Cuore Immacolato di Maria. Chiedano la pace al Cuore Immacolato di Maria che Dio ha affidato a lei. Se potessi mettere nel cuore di tutti la luce che ho qui dentro nel petto a bruciarmi e a farmi amare tanto il Cuore di Gesù e il Cuore di Maria!” (Cfr. “Memórias” III, p. 234; G. De Marchi, p. 287; W. T. Walsh, p. 261)
“Vedi, sai? Nostro Signore è triste perché la Madonna ci ha detto di non offenderlo più, che era già molto offeso e che nessuno ci fa caso; continuano a fare gli stessi peccati”.(Cfr. “Memórias” III, p. 236;
G. De Marchi, p. 285; W. T.Walsh, p. 261).
Alla fine del dicembre 1919, la Madonna comparve nuovamente a Giacinta, che riferi il fatto alla cugina in questi termini: “Mi ha detto che andrò a Lisbona, in un altro ospedale; che non rivedrò né te né i miei genitori; che dopo avere sofferto molto, morirò sola; ma che non devo avere paura, che mi viene a prendere lei là per portarmi in Cielo”. (Cfr. “Memórias” I, pp. 74 e 76; G. De Marchi, p. 289; W. T. Walsh, p. 262; L. G. da Fonseca, p. 179).
 
Nel luglio 1919 Giacinta era stata portata all'ospedale di Vila Nova de Ourém, e vi era rimasta due mesi.
“Chi ti ha insegnato tante cose?”
Trasportata a Lisbona, Giacinta rimase prima in un orfanotrofio vicino alla chiesa di Nossa Senhora dos Milagres, poi fu portata all'ospedale Dona Estefánia. Nel primo di questi istituti fu assistita da madre Maria da
Purificação Godinho, che prese nota - anche se non sempre letteralmente - delle sue ultime parole.
Ne riproduciamo di seguito alcune, impregnate di tono profetico, di spirito soprannaturale e di insegnamenti. De Marchi le pubblica raccolte per argomento.
Riguardo alla guerra
“La Madonna disse che nel mondo ci sono molte guerre e discordie.
“Le guerre non sono altro che il castigo per i peccati del mondo.
“La Madonna non può più trattenere il braccio del suo amato Figliuolo sul mondo.
“Bisogna far penitenza. Se non si emendano verrà il castigo. Gesù è profondamente indignato per i peccati e delitti che si commettono in Portogallo. Per questo un terribile cataclisma di ordine sociale minaccia
il nostro paese e specialmente la città di Lisbona. Si scatenerà, come pare, una guerra civile di carattere anarchico e comunista, accompagnata da saccheggi, uccisioni, incendi e distruzioni d'ogni specie. La capitale si
convertirà in una immagine dell'inferno. Nell'occasione in cui la Giustizia divina, offesa, infliggerà tanto spaventoso castigo, tutti quelli che potranno fuggano da questa città. Questo castigo, ora predetto, conviene
che sia annunziato a poco a poco, con la debita discrezione”. (Cfr. G. De Marchi, p. 302; W. T. Walsh, pp. 267-268).
“Se gli uomini non si emenderanno, la Madonna invierà al mondo un castigo quale non si vide mai e, prima che alle altre nazioni, alla Spagna”. (Cfr. G. De Marchi, p. 109)
Giacinta parlava anche di “grandi avvenimenti mondiali che si dovrebbero realizzare verso il 1940”. (Cfr. G. De Marchi, p. 109).
Sui sacerdoti e sui governanti
“Mia madrina, preghi molto per i peccatori!
“Preghi molto per i sacerdoti!
“Preghi molto per i religiosi!
“I sacerdoti devono occuparsi solo delle cose di Chiesa!
“I sacerdoti devono essere puri, molto puri!
“La disobbedienza dei sacerdoti e dei religiosi ai loro superiori ed al Santo Padre offende molto Gesù.
“Mia madrina, preghi molto per i governanti!
“Guai a quelli che perseguitano la Religione di Gesù.
“Se il Governo lasciasse in pace la Chiesa e lasciasse libertà alla santa religione, sarebbe benedetto da Dio”. (Cfr. G. de Marchi, p. 303; W. T. Walsh, p. 268)
Sopra il peccato
“I peccati che portano più anime all'inferno sono i peccati della carne.
“Verranno certe mode che offenderanno molto Gesù.
“Le persone che servono Dio non devono seguire la moda. La Chiesa non ha mode. Gesù è sempre lo stesso.
“I peccati del mondo sono molto grandi.
“Se gli uomini sapessero ciò che è l'Eternità, farebbero di tutto per cambiar vita.
“Gli uomini si perdono, perché non pensano alla morte di Gesù e non fanno penitenza.
“Molti matrimoni non sono buoni, non piacciono a Gesù non sono di Dio”. (Cfr. G. de Marchi, pp. 301-302)
Sulle virtù cristiane
“Madrina mia, non vada in mezzo al lusso; fugga le ricchezze! Sia molto amica della santa povertà e del silenzio. Abbia molta carità anche con chi è cattivo. Non parli male di nessuno e fugga chi dice male. Abbia molta pazienza, perché la pazienza ci porta in Cielo. La mortificazione e i sacrifici sono molto graditi a Nostro Signore.
“La confessione è un sacramento di misericordia. Per questo bisogna avvicinarsi al confessionale con confidenza e gioia. Senza confessione non c'è salvezza. “La Madre di Dio desidera molte anime vergini, che si leghino a lei con il voto di castità.
“Per essere religiosa bisogna essere molto pura nell'anima e nel corpo”.
- “E sai che vuol dire essere pura?”, chiede madre Godinho.
- “Lo so, lo so. Essere pura nel corpo vuol dire custodire la castità. Ed essere pura nell'anima vuol dire non fare peccati: non guardare ciò che non si deve vedere; non rubare; non mentire; dir sempre la verità, anche quando ci costa ...”.
“Chi non adempie le promesse che fa alla Madonna, non avrà mai pace.
“I medici non hanno luce e scienza per curare bene gli ammalati, perché non hanno amor di Dio”.
- “Chi t'insegnò tante cose?”, chiede madre Godinho.
- “Fu la Madonna, ma alcune cose le penso io. Mi piace tanto pensare!”. (Cfr. G. de Marchi, pp. 303-304; W. T. Walsh, pp. 268-269)
 
Tratto da “Fatima, messaggio di tragedia o di speranza?” ed. Luci sull'Est

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